Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

13 aprile

Beata Margherita da Città di Castello

Domenicana

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'origine e il dolore dell'abbandono

La nascita di Margherita avvenne a Metola nel 1287. I genitori di Margherita erano nobili e ricchi, ma considerarono la figlia un peso troppo grave e umiliante a causa delle sue disabilità, poiché nacque cieca e storpia. mossi dal desiderio di trovare una soluzione, i genitori condussero Margherita a Città di Castello per implorare la guarigione. A Città di Castello vi era un santo Francescano molto venerato, ma le suppliche dei genitori per la guarigione rimasero senza risposta. Di fronte a questo rifiuto della grazia attesa, i genitori abbandonarono Margherita in chiesa e tornarono a casa.

Quel gesto drammatico segnò l'inizio del suo percorso di santità. Margherita non pianse e non si disperò dopo l'abbandono, compiendo invece un atto eroico di completa fiducia in Dio. In quella solitudine profonda, Margherita invocò Dio come Padre degli orfani, affidando a Lui la propria esistenza e trovando nella fede la forza per accogliere il proprio destino senza amarezza.

La vita di perfezione e di preghiera

Dopo aver affrontato prove e umiliazioni, Margherita ricevette l'Abito del Terz'Ordine di San Domenico. Visse per trentatré anni, un tempo che le permise di raggiungere un grado di altissima perfezione conforme all'ideale dell'ordine domenicano. La penitenza diede vigore allo spirito di Margherita per una perseverante preghiera, e la preghiera aprì a Margherita i tesori della celeste sapienza. Grazie a questo profondo legame con il Signore, Margherita imparò a memoria l'intero Salterio e sapeva spiegare i sensi più reconditi dei testi sacri.

La sua carità operosa fece un gran bene alle anime senza fare rumore, tanto che tutti ricercavano la santa compagnia di Margherita. Ella fu devotissima del mistero dell'incarnazione, contemplando continuamente il Verbo fatto uomo con animo grato e umile.

Il transito e il riconoscimento del culto

Margherita morì il 13 aprile 1320, concludendo un'esistenza terrena segnata dalla sofferenza e trasfigurata dalla grazia. Subito dopo la morte di Margherita, le furono trovate nel cuore tre perle, e sulle tre perle trovate nel suo cuore erano scolpite le immagini di Gesù, della Madonna e di San Giuseppe. Il corpo incorrotto di Margherita si trova nella chiesa di San Domenico a Città di Castello, meta di pellegrinaggio e di preghiera.

Il tempo ha consolidato la memoria della sua santità. Il martirologio colloca l'evento a Città di Castello in Umbria e definisce beata Margherita vergine delle Suore della Penitenza di San Domenico, attestando che fu cieca e storpia fin dalla nascita, abbandonata dai genitori e fiduciosa nel nome di Gesù. Papa Paolo V nel 1609 concesse ai Domenicani di Città di Castello la Messa e l'Ufficio propri. Successivamente, il 6 aprile 1675 Papa Clemente X estese il privilegio della Messa e dell'Ufficio a tutto l'Ordine domenicano. Nel 1988 il vescovo locale di Urbino e Città di Castello proclamò Margherita Patrona Diocesana dei non vedenti.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Margherita da Città di Castello?

La memoria liturgica della Beata Margherita si celebra il 13 aprile, giorno della sua nascita al cielo.

Di cosa è patrona la Beata Margherita da Città di Castello?

La Beata Margherita è Patrona Diocesana dei non vedenti, proclamata dal vescovo locale di Urbino e Città di Castello nel 1988.

A Città di Castello in Umbria, beata Margherita, vergine delle Suore della Penitenza di San Domenico, che, sebbene cieca e storpia fin dalla nascita e abbandonata dai suoi genitori, confidò sempre in cuore suo nel nome di Gesù. — Martirologio Romano