Beata Margherita da Città di Castello

Domenicana

Aggiornato il 21 luglio 2026

Beata Margherita da Città di Castello

La vita

La storia della Beata Margherita ha inizio a Metola nell'anno mille duecento ottantasette. La sua esistenza fu segnata sin dall'infanzia da prove assai dolorose, culminate nell'abbandono da parte dei genitori, che la lasciarono presso una chiesa situata a Città di Castello. Proprio in quel luogo, la giovane vergine seppe accogliere la sua condizione con uno spirito di abbandono soprannaturale, trasformando il dolore dell'abbandono in una totale dedizione a Dio. La comunità di Città di Castello divenne per lei casa e rifugio, accogliendola e permettendole di crescere nella grazia.

Il suo cammino spirituale trovò il compimento ideale quando ebbe la gioia di ricevere l'abito del Terz'Ordine di San Domenico. In questa vocazione, Margherita espresse la sua vocazione alla preghiera e alla contemplazione. Nonostante le limitazioni fisiche, la sua memoria si rivelò straordinaria: ella imparò a memoria l'intero Salterio, facendo della preghiera dei Salmi il respiro costante della sua anima. Questa pratica costante le permise di penetrare profondamente nel mistero di Cristo e di vivere in una comunione ininterrotta con il Signore. La sua vita fu un'offerta silenziosa ma eloquente di preghiera, caratterizzata da una purezza di cuore che attirava molti verso Dio. Margherita concluse il suo pellegrinaggio terreno il tredici aprile dell'anno mille trecento venti, lasciando una traccia indelebile di santità nella terra che l'aveva accolta e custodita.

Il culto

Il culto della Beata Margherita da Città di Castello è stato ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa universale nel corso del diciassettesimo secolo. Papa Clemente decimo, con la sua autorità apostolica, confermò nel mille seicento settantacinque la venerazione che da secoli il popolo cristiano tributava alla vergine domenicana. In quello stesso anno, il Pontefice estese la sua memoria liturgica a tutto l'Ordine Domenicano, riconoscendo in lei un modello autentico di vita evangelica.

La memoria della Beata è particolarmente viva nel cuore dei non vedenti, che la invocano come loro patrona e protettrice. La sua figura continua a essere un faro di speranza per quanti vivono nell'oscurità, poiché la sua esistenza dimostra come la luce di Dio possa risplendere anche dove gli occhi del corpo non possono vedere. La Chiesa celebra la sua memoria ogni anno il tredici aprile, invitando i fedeli a riflettere sulla forza della fede che, nel silenzio e nella sofferenza, sa farsi canto di lode e testimonianza di carità.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Margherita da Città di Castello?

La memoria liturgica della Beata Margherita si celebra il giorno tredici aprile.

Di cosa è patrona la Beata Margherita da Città di Castello?

La Beata Margherita è patrona dei non vedenti.

A Città di Castello in Umbria, beata Margherita, vergine delle Suore della Penitenza di San Domenico, che, sebbene cieca e storpia fin dalla nascita e abbandonata dai suoi genitori, confidò sempre in cuore suo nel nome di Gesù. — Martirologio Romano