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23 gennaio

Beata Margherita Molli

Mistica

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e infanzia nella Romagna del Quattrocento

Margherita Molli nacque l'otto maggio 1442 nel castello di Russi, a circa quindici chilometri da Ravenna, ed era figlia dei benestanti Francesco e Giovanna Molli. A soli tre mesi d'età, colpita da una grave malattia nonostante le ricchezze della famiglia, rimase cieca. Nonostante tale prova, cominciò prestissimo una vita di penitenza e contemplazione inusuale per una bambina. Verso i cinque anni prese a camminare a piedi nudi con ogni tempo. Tutti questi erano segni di una precoce inclinazione alla santità. Crescendo nell'adolescenza e nella gioventù, perseverò con fermezza nella penitenza, lasciando ogni bene terreno ai poveri e scegliendo di vivere dell'altrui elemosina. Si inflisse digiuni e asprezze come il dormire sulla nuda terra e, fin dall'adolescenza, emise il voto di verginità. A causa della sua cecità, che comunque non le impediva di camminare speditamente e senza guida, non poté entrare in un Ordine Religioso, optando quindi per una vita di monaca di casa.

La vita spirituale, le profezie e l'apostolato a Ravenna

La fama della sua vita santa si diffuse nel circondario nonostante vivesse appartata, e molte persone accorrevano a lei per ascoltare consigli di vita evangelica. Sapeva consolare gli afflitti e suscitare pentimento nei peccatori. Ebbe il dono della profezia e quello di operare miracoli, manifestando una straordinaria chiaroveggenza sugli eventi futuri. Tra le sue profezie più celebri si annoverano la predizione della battaglia di Ravenna del milletrecento dodici, la predizione del Concilio di Trento tenutosi tra il milletrecento quarantacinque e il milletrecento sessantaquattro, e la predizione della vittoria di Lepanto del milletrecento settantuno. Per il suo instancabile amore materno verso il prossimo, veniva da tutti chiamata La Madre e La Santa. Radunò un gruppo di giovanette nella Pieve di San Pancrazio, distante tre chilometri dal paese, per istruirle ed educarle cristianamente. Nel quattordicesimo secolo, precisamente nel milletrecento ottantacinque, all'età di quarantatré anni, lasciò Russi e si recò a Ravenna, dove abitò in casa di Lorenzo Orioli, un suo devoto. Proseguì la sua attività in opere di carità, visitando le chiese e ricevendo e guidando molte persone. Le persone erano ammirate ed attirate dal suo eroico esercizio delle virtù cristiane. Conservò grande serenità di spirito e rassegnazione nonostante le calunnie di chi non le credeva. Ebbe inoltre a cuore, in unione con il papa, la difesa della cristianità contro i musulmani, facendo pregare per l'unione di tutti i cristiani. Per i numerosi fedeli che ad essa accorrevano, creò la Confraternita del Buon Gesù, la quale divenne dopo la sua morte la Congregazione dei Preti del Buon Gesù, per opera del discepolo Girolamo Maluselli e dell'altra discepola Gentile Giusti. La Congregazione fu molto attiva a Ravenna e in Romagna, e fu approvata nel milletrecento trentotto da papa Paolo III, per poi essere soppressa nel milletrecento cinquantuno da papa Innocenzo X.

Il transito, le reliquie e la figura di Gentile Giusti

Margherita Molli morì a Ravenna il ventitré gennaio milleseicentocinqu... cioè nel millecinquecentocinque. La sua modesta tomba si trovava nella chiesa di Sant'Apollinare Nuovo ed era meta di devoti, ma la tomba fu profanata durante l'invasione dei francesi. Lorenzo Orioli, il devoto parente che l'aveva ospitata, trafugò il corpo con il consenso dei sacerdoti, caricandolo su un asino e lasciandolo libero di andare dove volesse. In piena notte l'asino si fermò vicino alla chiesa di San Pancrazio di Russi sotto un grande albero, e il corpo fu inumato lì alla luce di uno sciame di lucciole. Nel milleseicentocinquantanove le sue reliquie furono unite a quelle della beata Gentile Giusti nella Chiesa del Buon Gesù di Ravenna, e dopo altre traslazioni le reliquie delle due beate riposano nella chiesa arcipretale di Sant'Apollinare in Russi. Nel milleseicentocinquantasette... o meglio nel milletrecento trentasette, per disposizione di papa Paolo III, si tenne un processo per i miracoli attribuiti alle due beate. Gentile Giusti nacque l'otto maggio millesecentoquarantadue a Russi, ed era discepola e parente di Margherita Molli, con la quale condivise ideali e progetti di vita cristiana. Gentile era figlia di un orafo veronese e si sposò giovanissima con un sarto di Ravenna di nome Giacomo, soprannominato Pianella. Il matrimonio fu combinato dai genitori per convenienza nella seconda metà del Quattrocento, spesso all'insaputa dei figli. Il sarto Giacomo era considerato un buon partito per il buon mestiere e la gran clientela, ma si rivelò grossolano, poco sensibile e per niente religioso. Gentile, di natura sensibilissima, molto devota e assai delicata, visse un matrimonio infelice caratterizzato da maltrattamenti e derisioni da parte del marito. Giacomo abbandonò il tetto coniugale trasferendosi a Padova e lasciando Gentile sola con due bambini, dopo che il vescovo di Ravenna aveva dichiarato Gentile assolutamente limpida, corretta e religiosa in seguito a una denuncia per stregoneria. Giacomo tornò a casa dopo parecchi anni e trovò una moglie fedele che aveva allevato i figli e continuato a pregare per la sua conversione, sebbene uno dei figli fosse morto giovanissimo. L'unità familiare fu ritrovata grazie al cambiamento radicale nello stile di vita di Giacomo ispirato dall'esempio della moglie. Giacomo morì poco dopo la riconciliazione familiare, e Gentile, rimasta vedova, continuò a offrire il suo esempio dedito agli altri. Aiutò Girolamo Maluselli, un uomo miscredente e violento, a cambiare vita e a diventare sacerdote dopo che questi si era confidato con lei, mentre Leone, l'unico figlio rimasto a Gentile, cambiò vita e divenne anch'egli sacerdote. Gentile Giusti morì il ventotto gennaio milleseicentotrenta a Ravenna, e il paese di Russi e la zona di Ravenna festeggiano insieme le due cugine, i cui resti riposano insieme in un'unica urna circondate da vivissima devozione.

Le fonti storiche e la tradizione agiografica

Le notizie sulla beata Margherita Molli e sulla sua discepola e parente beata Gentile Giusti furono riportate in un'edizione del millesecentocinquantacinque... ovvero del milletrecento cinquantacinque... no, del millesecentocinquantacinque? L'edizione del quindicesimo secolo avanzato, datata mille cinquecentotrentacinque, s'intitolava "Vita di due Beatissime Donne, Margarita et Gentile". L'opera fu compilata dal Canonico Regolare Lateranense padre Serafino Aceti de’ Porti da Fermo. Padre Serafino Aceti de’ Porti visse dal millesecentovantasei... cioè dal millesecento novantasei al millesecento quaranta ed era contemporaneo delle due beate, avendo ricevuto parte delle notizie direttamente dalla stessa Gentile Giusti. Dell'edizione del millesecentotrentacinque non esiste oggi nessun esemplare originale, ed esiste solo una copia manoscritta della stampa di quell'anno nell'Archivio arcipretale di Sant'Apollinare in Russi a Ravenna. I successivi studi agiografici si rifanno interamente a questa edizione iniziale, documentando l'autore del testo informativo moderno che risponde al nome di Antonio Borrelli, mentre il culto originario rimane di stampo eminentemente popolare.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Margherita Molli?

La Beata Margherita Molli si celebra l'ultima domenica di gennaio, insieme alla beata Gentile Giusti.

Di cosa è patrono la Beata Margherita Molli?

La Beata Margherita Molli è patrona di Russi e di Ravenna.