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venerdì 23 gennaio 2026 · Santo del giorno

Sant' Emerenziana

Vergine e martire

Sant' Emerenziana

Santa Emerenziana visse a Roma nel quarto secolo ed è ricordata come vergine e martire cristiana. La tradizione la descrive come sorellastra o compagna di latte di santa Agnese, nonché come vergine santissima e catecumena. La sua figura emerse durante i funerali di santa Agnese, dove la giovane affrontò con coraggio i pagani fanatici dopo una improvvisa aggressione e subì il martirio tramite lapidazione intorno al 304. Gli elementi storici documentabili sulla sua persona riguardano il nome, il martirio e la sepoltura originaria nel cimitero Maggiore sulla via Nomentana. La sua memoria liturgica, attestata in antichità dal Martirologio Geronimiano, si diffuse ampiamente nei secoli successivi fino alla fissazione della festa al ventitré gennaio.

Il culto di santa Emerenziana crebbe nel tempo attraverso basiliche, restauri papali e la custodia delle sue reliquie in diverse chiese di Roma, in Europa e in particolare in Francia, dove fu invocata contro il mal di ventre. La critica moderna ha analizzato a fondo le fonti agiografiche che la riguardano, distinguendo gli elementi storici dalle aggiunte leggendarie introdotte nei secoli successivi dai testi tardivi. Ancora oggi la sua testimonianza di fede e di coraggio continua a essere onorata nella Chiesa, mantenendo vivo il ricordo della sua adesione radicale al Vangelo e della sua coraggiosa confessione del nome cristiano davanti agli persecutori.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Andrea Chong (Tyong) Hwa-Gyong

Catechista e martire

Andrea Chong Hwa-Gyong, nato nel 1808 a Cheongsan, rappresenta una luminosa testimonianza di fede nel travagliato panorama religioso della Corea del XIX secolo. La sua esistenza fu segnata da una dedizione profonda e silenziosa, che lo portò a servire la comunità cristiana con umiltà, operando come catechista in un tempo in cui professare il Vangelo richiedeva un coraggio fuori dal comune. La sua vita fu un cammino di servizio costante, culminato nell'accoglienza generosa verso il vescovo Laurent Imbert, a cui offrì rifugio consapevole dei gravi rischi che tale atto comportava per la propria incolumità.

Il suo ricordo rimane vivo nella memoria della Chiesa non solo per l'abnegazione dimostrata nell'apostolato, ma anche per la forza d'animo mostrata di fronte alla prova suprema. Nonostante la fragilità umana, emersa nel momento in cui fu tratto in inganno da spie che lo indussero a rivelare la dimora dei missionari, Andrea seppe risalire dal dolore del pentimento attraverso una testimonianza di fede incrollabile. Arrestato e sottoposto a reiterate torture, egli non rinnegò mai il suo legame con Cristo, rendendo l'estrema testimonianza con il martirio per strangolamento nel carcere di Seul, nel 1840. Canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984, egli ci insegna che la santità non è assenza di cadute, ma perseveranza nel rialzarsi verso la luce del Signore.

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Sant' Ildefonso (Idelfonso) da Toledo

Vescovo

Sant'Ildefonso nacque a Toledo, in Spagna, nel 607, nel corso del settimo secolo. La sua famiglia, già potente sotto i Romani, mantenne la sua grande influenza anche sotto i Visigoti e preparò per lui una carriera adeguata al suo alto status. Tuttavia, Ildefonso scappò di casa per sottrarsi a quel destino e si rifugiò nel monastero dei santi Cosma e Damiano, situato vicino a Toledo, dove entrò per farsi monaco. Raggiunse il grado di diacono e decise di fermarsi lì senza aspirare ad altro, ma i confratelli lo elessero abate della loro comunità. Lo scelsero perché possedeva pietà, cultura, energia e un parlare attraente, oltre a essere uno scrittore di grande efficacia.

Intorno all'età di cinquant'anni dovette lasciare il monastero a seguito della morte di Eugenio II, vescovo di Toledo. Il re visigoto Recesvinto si mosse in persona per convincere Ildefonso ad accettare l'episcopato di Toledo. Nel 657 Ildefonso divenne vescovo della capitale del regno. Da vescovo dedicò molto tempo alla scrittura di numerose lettere dai contenuti non allegri e scrisse pagine angoscionate sugli scandali causati da cristiani influenti e falsi. Affrontò conflitti duri con il re, nonostante questi lo stimasse, e segnalò nei suoi scritti la problematica di molti ecclesiastici troppo immischiati negli affari di Stato. Il Martirologio attesta che scrisse numerosi libri con stile raffinato e compose celebri preghiere liturgiche, lasciando opere di dottrina e di morale, trattati sulla Madre di Gesù, inni liturgici e l'opera divulgativa De viris illustribus. Questa composizione rappresenta la continuazione dell'omonima opera di Isidoro di Siviglia, vissuto indicativamente tra il 570 e il 636. Ildefonso era convinto, come san Braulio vescovo di Saragozza, che il sapere fosse un dono comune e non privato da distribuire a tutti. Morì a Toledo il 23 gennaio 667, data in cui la Chiesa ne celebra la ricorrenza.

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Beata Benedetta Bianchi Porro

Giovane laica

La Beata Benedetta Bianchi Porro è stata una giovane laica del ventesimo secolo la cui esistenza si è compiuta nel segno di una straordinaria conformazione a Cristo attraverso la sofferenza. Nata a Dovadola nel 1936 e segnata fin dai primi mesi di vita da una salute estremamente fragile, tra poliomielite e gravi deficit motori e sensoriali, Benedetta ha attraversato il buio della malattia degenerativa nota come morbo di Recklinghausen trasformando il proprio letto in un altare e in un cenacolo di amore. Privata progressivamente della vista, dell'udito e della mobilità, e costretta a comunicare unicamente attraverso la sensibilità della mano destra e un alfabeto muto tracciato sul volto dalla madre, ha saputo irradiare una profonda serenità interiore e una gratitudine immensa verso Dio, considerando la vita meravigliosa anche nei suoi aspetti più terribili.

Ricordata dalla Chiesa come testimone luminosa della fede e della carità, la sua memoria liturgica si celebra il ventitré gennaio, giorno della sua nascita al Cielo avvenuta a Sirmione nel 1964. La sua cameretta è divenuta nel tempo un crocevia di vite e un punto di riferimento spirituale per quanti cercavano conforto e una lezione di coraggio dinanzi alla prova. Dopo un cammino di purificazione interiore e di accoglienza della croce vissuto alla scuola della Vergine Maria, la sua causa di beatificazione si è conclusa solennemente con il rito presieduto il quattordici settembre 2019 nella cattedrale di Santa Croce a Forlì, per intercessione della quale il Signore ha operato la guarigione miracolosa del giovane genovese Stefano Anerdi.

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Beata Margherita Molli

Mistica

La Beata Margherita Molli, vissuta tra il quindicesimo e l'inizio del sedicesimo secolo nel territorio di Ravenna, fu una vergine consacrata che seppe trasformare la profonda prova della cecità in una luminosa testimonianza di fede e di carità evangelica. Nata nel castello di Russi nel 1442 da una famiglia benestante, scelse fin da fanciulla la via della penitenza radicale, della povertà e della contemplazione, vivendo dapprima come monaca di casa e dedicandosi all'educazione cristiana delle fanciulle, all'ascolto degli afflitti e alla conversione dei peccatori.

Ella è ricordata non solo per l'eroico esercizio delle virtù cristiane e per i doni di profezia e di miracolo che la resero nota come La Madre e La Santa, ma anche per aver dato inizio a importanti opere di carità e alla Confraternita del Buon Gesù. La sua memoria storica e spirituale è indissolubilmente legata a quella della parente e discepola Beata Gentile Giusti, con la quale condivise ideali di santità e il cui cammino congiunto continua a essere celebrato con viva devozione dalla Chiesa.

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Sant' Amasio

Vescovo

A Teano in Campania, commemorazione di sant’Amasio, vescovo.

San Maimbodo

Martire presso Besancon

A Dampierre nel territorio di Besançon in Burgundia, nell’odierna Francia, san Maimbodo, che, irlandese di origine, fattosi pellegrino ed eremita, si tramanda che sia stato ucciso dai briganti.

Santi Severiano e Aquila

Sposi, martiri

A Cesarea di Mauritania, nell’odierna Algeria, santi martiri Severiano e Aquila, coniugi, che furono bruciati nel fuoco.

Santi Clemente ed Agatangelo

Martiri

Ad Ankara in Galazia, nell’odierna Turchia, santi Clemente, vescovo, e Agatangelo, martiri.

Beato Giovanni Infante

Mercedario

Santa Messalina di Foligno

Martire

Dal Martirologio Romano

A Roma sulla via Nomentana nel cimitero Maggiore, santa Emerenziana, martire. — Martirologio Romano