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sabato 24 gennaio 2026 · Santo del giorno

San Francesco di Sales

Vescovo e dottore della Chiesa

San Francesco di Sales

San Francesco di Sales, illustre vescovo e dottore della Chiesa, nacque nel castello di Sales a Thorens, in Savoia, il ventuno agosto del 1567 da un'antica e nobile famiglia aristocratica. Primogenito di una piccola provincia dipendente da Torino ma protesa verso lo sviluppo spirituale della Francia, dove si parlava il francese più puro, egli seppe tenere sempre uniti il suo territorio d'origine e il regno di Francia. Vissuto tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, spese interamente la sua esistenza al servizio di Dio e delle anime, distinguendosi per una mitezza straordinaria, una carità profonda e un umanesimo cristiano che apse le porte della santità a ogni ceto sociale, dai sacerdoti ai laici, dai principi agli artigiani.

Egli è ricordato soprattutto per la sua infaticabile opera di riconciliazione religiosa nel territorio del Chiablese, dove riportò la luce della fede cattolica a decine di migliaia di protestanti non attraverso la forza, ma mediante il dialogo, la dolcezza e l'uso innovativo di fogli volanti e manifesti che gli valsero il patronato sui pubblicisti e sui giornalisti cattolici. Fondatore insieme a santa Giovanna de Chantal dell'Ordine della Visitazione e autore di testi fondamentali come la celebre Introduzione alla vita devota e il Trattato dell'amor di Dio, San Francesco di Sales concluse la sua vita terrena a Lione il ventotto dicembre del 1622, lasciando un'eredità spirituale immensa che ispirò profondamente anche San Giovanni Bosco nella fondazione della Famiglia Salesiana.

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Gli altri santi di oggi

Santi Babila, Urbano, Prilidano ed Epolono

Martiri

San Babila fu un insigne vescovo di Antiochia negli anni Quaranta del terzo secolo, ricordato per la sua strenua difesa della fede cristiana e per il luminoso martirio affrontato durante la persecuzione dell'imperatore Decio intorno all'anno 250 ad Antiochia di Siria, ora in Turchia. La sua figura è indissolubilmente legata a quella di tre fanciulli martiri, chiamati Urbano, Prilidano ed Epolono, che erano stati istruiti nella fede cristiana dallo stesso vescovo e con i quali subì la passione e la morte tra sofferenze e tormenti.

La memoria liturgica dei Santi Babila, Urbano, Prilidano ed Epolono si celebra il ventiquattro gennaio, data ampiamente attestata da venerabili fonti come san Giovanni Crisostomo, il Martirologio siriaco, il Martirologio geronimiano e il Martirologio romano. Il culto si diffuse precocemente sia in Oriente sia in Occidente, lasciando tracce profonde nella Chiesa di Milano e nella tradizione liturgica cristiana, che ancora oggi ne custodisce l'esemplare testimonianza di fedeltà evangelica e di fortezza spirituale.

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Beato Timoteo (Giuseppe) Giaccardo

Sacerdote paolino

Il Beato Timoteo Giaccardo, nato Giuseppe nel 1896 a San Giovanni Sarmassa di Narzole, è una figura luminosa del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata interamente spesa nel servizio sacerdotale all'interno della Società San Paolo. Entrato nell'istituto nel 1917 e ordinato sacerdote nel 1919, egli ha incarnato con dedizione esemplare la missione apostolica del suo ordine, divenendo un punto di riferimento fondamentale per la crescita e l'espansione della comunità paolina in Italia.

La sua memoria è custodita con gratitudine per l'instancabile zelo profuso nel fondare la prima casa romana della congregazione nel 1926 e per il saggio governo esercitato come superiore della Casa Madre di Alba a partire dal 1936. La sua vita, conclusasi ad Alba nel 1948, resta un esempio di fedeltà al ministero e di dedizione alla diffusione del Vangelo, rendendolo un testimone autentico della carità sacerdotale che continua a ispirare quanti riconoscono nella sua umile operosità un riflesso della grazia divina.

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Beato Paolo De Ambrosis da Cropani

Religioso del T.O.R.

Il Beato Paolo De Ambrosis da Cropani, vissuto nel XV secolo, rappresenta una figura luminosa di fede e dedizione all'interno del Terz'Ordine Regolare di San Francesco. Nato nel 1432, egli consacrò la propria esistenza al servizio di Dio e del prossimo, percorrendo un cammino spirituale che lo condusse dalle sue radici calabresi fino ai principali luoghi della spiritualità francescana. La sua vita fu un costante pellegrinaggio dell'anima, animato da una profonda obbedienza alla regola e da un fervore apostolico che ha lasciato un segno indelebile nella comunità di Cropani.

Egli è ricordato oggi come un uomo di preghiera e di sapiente discernimento, capace di unire l'umiltà del religioso alla sollecitudine del sacerdote. Il suo transito terreno, avvenuto nel 1489 presso l'Eremo di Scavigna, fu preceduto da una misteriosa consapevolezza del proprio destino, vissuta con la serenità di chi ha già affidato ogni cosa al Signore. La devozione che ancora oggi lo circonda testimonia la fecondità del suo ministero e la stima profonda che seppe guadagnarsi tra i confratelli, culminata nella partecipazione al Capitolo Generale dell'Ordine poco prima della sua chiamata definitiva alla gloria del Cielo.

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Sant' Essuperanzio

Vescovo di Cingoli

Nel cammino della Chiesa antica, la figura di sant'Essuperanzio vescovo di Cingoli si inserisce nel contesto del quinto secolo, un'epoca di grandi transizioni spirituali e sociali. La tradizione tramandata ci consegna la storia di un pastore le cui vicende teristiche si intrecciano con il cammino della fede lungo le sponde del Mediterraneo e nel cuore dell'Italia cristiana. La sua figura è legata in modo indissolubile alla comunità marchigiana, che ne custodisce la memoria con profonda devozione e antichissimo rispetto. Accanto a lui, la storia cristiana ricorda altri omonimi, tra cui un vescovo di Como, un vescovo di Ravenna vissuto durante la caduta dell'Impero d'Occidente e la conquista di Odoacre, e il diacono Essuperanzio morto martire a Spoleto nel 303 e festeggiato il trenta dicembre.

Sant'Essuperanzio è ricordato oggi come insigne patrono e guida spirituale di Cingoli, diocesi che governò con zelo pastorale per quindici anni dopo essere stato consacrato vescovo dal papa. La sua vita fu segnata da una precoce conversione, dal distacco dagli affetti familiari, dalla predicazione e da prodigi compiuti durante la traversata marittima verso l'Italia. Il Martirologio ne celebra la memoria liturgica nelle Marche, mentre la sua protezione sulla città è attestata storicamente già nei documenti comunali del tredicesimo e quattordicesimo secolo, a testimonianza di un legame spirituale e civile che attraversa i secoli.

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Beato Vincenzo (Wincenty) Lewoniuk e 12 compagni

Martiri di Pratulin

Il Beato Vincenzo Lewoniuk e i suoi dodici compagni rappresentano una luminosa testimonianza di fedeltà nel cuore del XIX secolo, in terra di Polonia. Questi laici, uniti da una fede profonda e consapevole, scelsero di restare saldi nel solco della tradizione cattolica, opponendosi con coraggio inerme alle pressioni esterne che miravano a imporre una liturgia estranea al loro cammino spirituale. Il loro sacrificio non fu un atto di violenza, ma una strenua difesa della propria identità religiosa e della dignità della propria parrocchia.

Ricordati oggi come martiri di Pratulin, essi vengono venerati per aver custodito, a costo della vita, la libertà della coscienza e l'appartenenza alla Chiesa universale. La loro memoria, suggellata dalla canonizzazione avvenuta per mano di Giovanni Paolo II nel 1996, continua a parlare alla comunità cristiana, richiamando ogni fedele all'importanza di una testimonianza coerente e vissuta nel quotidiano, capace di resistere alle prove più dure con la mitezza propria di chi confida unicamente nel Signore.

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Beato Rinaldo di Montolmo

Nel corso del tredicesimo secolo visse a Montolmo il beato Rinaldo, religioso la cui memoria resta legata al servizio generoso verso i fratelli più deboli. La tradizione riferisce che egli appartenesse all'antica e nobile famiglia corridoniana dei Pampinoni, dalla cui agiatezza decise di spogliarsi per consacrarsi interamente agli ammalati, ai feriti, ai poveri e a quanti necessitavano di assistenza. La sua opera si svolse principalmente nel paese natale, dove seppe testimoniare la carità evangelica attraverso l'appartenenza all'ordine ospedaliero dei Crociferi. Tale istituzione religiosa, dotata di riconoscimento papale e nata verso la fine del dodicesimo secolo dall'esigenza di laici in cerca di forme di vita consone a un cristianesimo autenticamente praticato, aveva la croce quale segno e titolo caratteristico, nel cui nome ogni aderente si consacrava al servizio dei bisognosi. L'Ordine dei Crociferi fu confermato da Papa Alessandro III nel 1169 e fu successivamente disciolto nel 1656 al tempo di Papa Alessandro VII.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1220 a Montolmo, in provincia di Macerata, Rinaldo fu profondamente amato e stimato dai concittadini, dai confratelli e dai superiori, i quali ne promossero prontamente il culto. Rinaldo fu beatificato nel 1309 con rito vescovile. La sua memoria è stata tramandata nel tempo attraverso fonti storiche e luoghi di culto, tra cui l'Ospedale dei frati Crociferi di Montolmo, che sorgeva appena fuori le mura castellane nelle adiacenze di Porta San Donato, con annessi chiesa e convento. Dopo la beatificazione del beato Rinaldo, la chiesa del convento-ospedale prese il suo nome. Negli Acta Sanctorum dei Crociferi egli è citato come De Rainaldo Ordine Crucigerorum in Piceno, mentre il Ricci ne parla all'interno delle sue Memorie storiche. Secondo Filippo Ferrari esisteva una chiesa intitolata al beato nella diocesi di Macerata, ed egli veniva ricordato e festeggiato il giorno 24 gennaio. Nel 1804 il vescovo di Fermo, monsignor Cesare Brancadoro, ordinò che l'immobile dell'ospedale venisse trasformato in un'abitazione civile, e tale trasformazione causò la dispersione di quadri, oggetti sacri ed arredi. A memoria del beato, un'immagine di Rinaldo è stata ricostruita da una pittrice locale nel 2002 ed è oggi conservata all'interno della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli di Corridonia.

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San Sabiniano

Martire

Nel territorio di Troyes in Gallia Lugdunense, nell’odierna Francia, san Sabiniano, martire.

Beati Guglielmo Ireland e Giovanni Grove

Martiri

A Londra in Inghilterra, beati martiri Guglielmo Ireland, sacerdote della Compagnia di Gesù, e Giovanni Grove, suo domestico, che, sotto il re Carlo II, falsamente accusati di tradimento, a Tyburn subirono il martirio per Cristo.

Beata Maria Poussepin

Domenicana

Nel villaggio di Sainville vicino a Chartres in Francia, beata Maria Poussepin, vergine, che fondò l’Istituto delle Suore Domenicane di Carità della Presentazione della Santa Vergine per offrire sostegno ai pastori d’anime, istruzione alle ragazze e assistenza ai bisognosi e ai malati.

San Feliciano di Foligno

Vescovo e martire

A Foligno in Umbria, san Feliciano, che si ritiene sia stato il primo vescovo di questa regione.

Santa Xenia (Eusebia di Milasa)

Vergine

Sante Vera e Supporina

Vergini

Santi Timoteo e Agapio di Antiochia

Martiri

Beato Luigi Prendushi

Sacerdote e martire

San Surano

Abate di Sora

Beato Rano

Domenicano

Sant' Artemio di Clermont

Vescovo

San Sabiniano di Troyes

Martire

Beata Eustochia Mercadelli

Terziaria domenicana

Dal Martirologio Romano

Memoria di san Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa: vero pastore di anime, ricondusse alla comunione cattolica moltissimi fratelli da essa separati, insegnò ai cristiani con i suoi scritti la devozione e l’amore di Dio e istituì, insieme a santa Giovanna di Chantal, l’Ordine della Visitazione; vivendo poi a Lione in umiltà, rese l’anima a Dio il 28 dicembre e fu sepolto in questo giorno ad Annecy.<BR>(28 dicembre: A Lione in Francia, anniversario della morte di san Francesco di Sales, vescovo di Ginevra, la cui memoria si celebra il 24 gennaio nel giorno della sua deposizione ad Annecy). — Martirologio Romano