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31 gennaio

Beata Maria Cristina di Savoia

Regina delle Due Sicilie

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la formazione

Maria Cristina nacque a Cagliari il quattordici novembre 1812. La nascita avvenne mentre i genitori si trovavano in esilio, lontani dalla capitale piemontese a causa delle vicende storiche e politiche del tempo. I suoi genitori erano Vittorio Emanuele I di Savoia e Maria Teresa d'Asburgo Lorena. Subito dopo la venuta al mondo, la neonata fu consacrata alla Madonna dalla regina madre, un atto di affidamento che la stessa Maria Cristina volle rinnovare personalmente appena fu in grado di intendere e di volere. Nel 1815 le quattro principesse, Maria Beatrice, le gemelle Marianna e Maria Teresa e Maria Cristina, raggiunsero Torino insieme alla madre. Il re era tornato a Torino un anno prima a causa del mutamento delle condizioni politiche generali. Le principesse crebbero a corte in un ambiente molto religioso e austero. La loro educazione fu guidata con cura dalla regina e dal padre confessore, l'olivetano Giovan Battista Terzi. Maria Cristina si formò una cultura consona al suo alto rango di principessa, unita a una profonda spiritualità che avrebbe guidato ogni suo passo.

All'età di nove anni, il padre Vittorio Emanuele I dovette rinunciare al trono a seguito di nuove tensioni e rivolgimenti politici. Dopo un periodo di esilio trascorso a Nizza, la famiglia reale si stabilì a Moncalieri. Il sovrano emerito morì a Moncalieri tre anni dopo, nel 1824, lasciando un grande vuoto nella famiglia. Nei due anni successivi alla scomparsa del padre, Maria Cristina partecipò con la madre e la sorella Marianna ai riti d'apertura del Giubileo del 1825 a Roma, un'esperienza che segnò profondamente la sua giovinezza. Al ritorno dal viaggio a Roma la giovane si stabilì a Genova. In quella città ridusse le sue attività mondane alla formazione personale e alla conduzione della casa. All'età di vent'anni morì anche sua madre, privandola di un punto di riferimento fondamentale. Dopo la morte della madre, il suo unico conforto spirituale e umano rimase padre Terzi. Per disposizione del re Carlo Alberto, Maria Cristina fece ritorno a Torino. A corte la giovane principessa soffrì molto a causa delle incomprensioni incontrate nel difficile ambiente palaziale. Fu proprio in quel periodo di solitudine interiore che a Torino le sorse il forte desiderio di farsi suora di clausura per dedicarsi unicamente a Dio. Il suo direttore spirituale la dissuase tuttavia dall'entrare in convento, indicandole una via diversa per la sua vocazione.

Il matrimonio e il regno

Il re Carlo Alberto aveva frattanto destinato Maria Cristina come sposa al re di Napoli Ferdinando II. Maria Cristina accettò la richiesta di matrimonio e la ragion di Stato come espressione della volontà di Dio su di lei. Il rito religioso del matrimonio fu celebrato a Genova il ventuno novembre 1832 nel santuario di Maria Santissima dell'Acqua Santa. Pochi giorni dopo, il ventisei novembre, gli sposi s'imbarcarono per Napoli per raggiungere il regno meridionale. Giunsero a Napoli il trenta novembre sotto una pioggia torrenziale, ma furono accolti da una folla festante ed entusiasta che salutava l'arrivo della nuova sovrana. Maria Cristina iniziò il suo regno accanto a Ferdinando, che aveva ventidue anni e regnava già da tre. A corte la regina mantenne abitudini di profonda pietà, leggendo ogni giorno la Bibbia e l'Imitazione di Cristo. La sua religiosità divenne presto nota nel palazzo reale e tra il popolo di Napoli. Quando incontrava in carrozza un sacerdote con il Viatico per un ammalato, faceva fermare la carrozza, scendeva e si inginocchiava a terra nel fango per rendere omaggio al sacramento. Si adoperò inoltre affinché tutti i cortigiani e i dipendenti del palazzo potessero partecipare alla Messa nei giorni festivi.

La regina si dedicò pienamente alla carità verso i bisognosi, operando nel silenzio e nella generosità. Padre Terzi conservava un baule pieno di ricevute di persone che avevano ricevuto benefici materiali e spirituali da Maria Cristina. La sovrana concordò con il re di destinare una parte del denaro dei festeggiamenti nuziali per dare una dote a duecentoquaranta giovani spose bisognose. Parte dei fondi fu usata anche per il riscatto di pegni depositati al Monte di Pietà, restituendo serenità a molte famiglie indigenti. Dopo tre anni di matrimonio la mancanza di figli la faceva tuttavia molto soffrire ed ella pregava incessantemente il Signore. Nel 1835 si accorse finalmente di aspettare un bambino. Passò gli ultimi mesi di gravidanza nella reggia di Portici per cercare maggiore calma e riposo. La regina aveva una sorta di presentimento riguardo alla propria fine imminente. Prima del parto scrisse alla sorella, duchessa di Lucca, definendosi vecchia e affermando di andare a Napoli per partorire e morire. Il futuro re Francesco II nacque il sedici gennaio 1836. Il ventinove gennaio Maria Cristina era tuttavia morente a causa di gravi complicazioni sopraggiunte dopo il parto. Prese in braccio il figlio e lo porse al marito dicendo di risponderne a Dio e al popolo e di dire al figlio, quando sarebbe stato grande, che lei moriva per lui. Il trenta e il trentacinque non fecero in tempo a vederla riprendersi poiché il trenta gennaio la situazione precipitò. Il trentauno gennaio 1836 si addormentò per sempre in piena comunione con Dio. La morte avvenne fra la costernazione generale del popolo e della corte. Aveva poco più di ventitré anni ed era stata regina per soli tre anni.

Il culto e la beatificazione

I solenni funerali furono celebrati l'otto febbraio tra il compianto universale. Il suo corpo rimase fino al trentauno gennaio 1858 nella stanza dei depositi reali insieme ai resti di altri esponenti della dinastia dei Borboni. Le autorità ecclesiastiche disposero successivamente la ricognizione del corpo e la traslazione nella cappella di san Tommaso Apostolo nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, a causa della diffusa fama di santità. Il popolo di Napoli attribuiva intanto molte grazie alla sua intercessione celeste. Iniziarono così le pratiche di beatificazione per la Reginella santa. Il cardinale arcivescovo di Napoli, il venerabile Sisto Riario Sforza, avviò nel 1852 il Processo sulla fama di santità, virtù e miracoli. Il Beato papa Pio IX introdusse la Causa il nove luglio 1859, dando inizio alla fase romana o Processo apostolico. Papa Pio XI firmò il decreto di dichiarazione a Venerabile di Maria Cristina il sei maggio 1937. Negli anni successivi la causa subì un forte rallentamento a causa della seconda guerra mondiale. La seconda guerra mondiale causò il bombardamento di Napoli e la distruzione della chiesa e del monastero di Santa Chiara. In Italia fu intanto proclamata la Repubblica e re Umberto II di Savoia andò in esilio. Nel 1958, durante i lavori di restauro di Santa Chiara, fu disposta una ricognizione del corpo della Venerabile. Il corpo della Venerabile fu trovato intatto e riconoscibile nonostante il tempo trascorso e l'incuria. Umberto II domandò di riattivare la causa in seguito al ritrovamento del corpo. La costituzione dei Convegni di Cultura Maria Cristina impresse uno sviluppo notevole alla causa diventando la nuova parte attrice. Venne nominato un nuovo postulatore per la causa. Il nuovo postulatore prese in esame una grazia tra le numerose attribuite all'intercessione della Venerabile i cui documenti erano conservati nell'Archivio della Postulazione generale dei Frati Minori.

Il caso preso in esame riguardava l'asserita guarigione di Maria Vallarino. Maria Vallarino era malata dal giugno 1866 di tumore maligno scirroso al secondo stadio alla mammella destra e tumore incipiente alla mammella sinistra. La marchesa Antonia Carrega, datrice di lavoro di Maria Vallarino, la fece visitare da due specialisti di Genova che formularono una diagnosi negativa. Maria rifiutò un'operazione che non avrebbe risolto la situazione. Maria si affidò all'intercessione della regina Maria Cristina ingerendo un frammento di tessuto a lei appartenuto. Maria invocò il Signore dicendo: Gesù, o buon Gesù, glorificate questa vostra Serva. Il male di Maria regredì subito e fu dichiarato scomparso dopo una settimana. Maria Vallarino morì trentanove anni dopo senza avere alcuna recidiva. La Positio super miraculo conteneva i documenti dei processi svolti tra il 1872 e il 1888 presso la Curia di Genova. La Positio fu esaminata dai Medici nella Consulta del ventinove ottobre 2009. La Positio fu esaminata dai Teologi nel Congresso del ventisei maggio 2012. La Positio fu esaminata dai Cardinali e Vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi il nove aprile 2013. Papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sulla guarigione miracolosa per intercessione della Venerabile Maria Cristina di Savoia il due maggio 2013. Il rito della beatificazione si svolse il venticinque gennaio 2014 nella Basilica di Santa Chiara a Napoli. Il cardinale Angelo Amato presiedette il rito di beatificazione come delegato del Santo Padre. La memoria liturgica della Beata fu fissata al trentauno gennaio, giorno della sua nascita al cielo. La preghiera dedicata alla beata Maria Cristina loda la sua sollecita e sapiente carità e il contributo all'edificazione del regno di Dio. Le notizie di grazie e favori ottenuti devono essere comunicate alla Postulazione della Causa in Via Santa Maria Mediatrice venticinque a Roma o via e-mail.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Maria Cristina di Savoia?

La memoria liturgica della Beata si celebra il trentauno gennaio.