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22 maggio

Beata Maria Domenica Brun Barbantini

Religiosa e fondatrice

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza

Maria Domenica nacque a Lucca il diciassette gennaio 1789, inserendosi nel contesto del diciannovesimo secolo con una personalità ricca di doti umane. Il padre di Maria Domenica si chiamava Pietro Brun ed era di origine elvetica, mentre la madre si chiamava Giovanna Granucci ed era originaria di Pariana, un piccolo centro della provincia lucchese. La bambina crebbe manifestando un carattere aperto e intelligente, che le permise di affrontare i primi anni di vita in un clima sereno. La prima infanzia di Maria Domenica fu felice grazie alle cure attente della madre e alla rigida educazione impartita dal padre. Purtroppo, l'adolescenza di Maria Domenica fu segnata da quattro lutti ravvicinati che scossero profondamente la sua quiete familiare. Durante l'adolescenza morirono il padre e tre fratellini di Maria Domenica, lasciando un vuoto doloroso nella sua giovane vita. Nonostante la gravità di queste perdite, Maria Domenica superò il dramma dei lutti con l'aiuto fondamentale della guida materna, che la sostenne nei momenti di maggiore sconforto. Nella giovinezza Maria Domenica si dedicò allo studio delle discipline umanistiche e religiose proprie del ceto medio borghese della sua epoca e della sua città, arricchendo la propria formazione culturale e spirituale.

Il matrimonio e il dolore

Il ventidue aprile 1811 Maria Domenica ha sposato il concittadino Salvatore Barbantini nella cattedrale di San Martino in Lucca. Il matrimonio con Salvatore Barbantini fu un matrimonio d'amore e di molteplici attese, vissuto nella speranza di un futuro sereno e condiviso. Tuttavia, dopo appena cinque mesi dalle nozze, Salvatore Barbantini morì improvvisamente, spezzando i sogni della giovane sposa. Alla morte del marito, Maria Domenica era già in attesa di un figlio ed era rimasta tragicamente sola ad affrontare le incognite del domani. Di fronte alla morte del marito, la ventiduenne vedova pianse profondamente ma non si lasciò prendere dalla disperazione. La notte stessa della tragedia, Maria Domenica si inginocchiò davanti al Crocifisso abbracciandolo con fede incrollabile. Davanti al Crocifisso, Maria Domenica pronunciò il suo fiat offrendosi come sposa e affidandosi unicamente a Lui per il resto dei suoi giorni. Dopo la morte del marito, Maria Domenica maturò la passione profonda di servire le inferme povere e sole di Lucca, trasformando il proprio dolore in compassione per il prossimo. Dato che le cure del figlio le occupavano l'intera giornata, Maria Domenica dedicava alcune ore della notte all'assistenza delle inferme in case private, offrendo il proprio aiuto nel silenzio. Il figlio Lorenzino si ammalò gravemente e morì quasi improvvisamente all'età di soli otto anni, infliggendo un nuovo e violento colpo al cuore della madre. La morte del figlio addolorò profondamente la madre al punto da farle temere di perdere il senno per la troppa sofferenza. Nonostante il dolore per la morte del figlio, Maria Domenica offrì nuovamente il suo dramma al cielo, accettando la volontà divina con spirito di totale abbandono.

La carità notturna e il servizio ai sofferenti

Maria Domenica trasformò le sue dolorose esperienze in una maternità spirituale e universale dedicata ai malati poveri, soli, abbandonati e morenti. Giorno e notte, con qualsiasi condizione atmosferica, Maria Domenica percorreva le vie di Lucca con una lanterna accesa per raggiungere le inferme gravi e sole che avevano bisogno di lei. Una notte, durante un uragano, il lumicino di Maria Domenica si spense a causa della furia del vento e della pioggia battente. Nonostante si trovasse al buio e con gli abiti intrisi d'acqua, Maria Domenica raggiunse il domicilio e assistette la malata per tutta la notte con amore incrollabile. Spesso Maria Domenica faceva seguire al servizio notturno anche l'intera giornata senza prendere cibo, dimentica dei propri bisogni materiali. Per combattere il sonno durante l'assistenza notturna, Maria Domenica arrivò a mettersi il tabacco negli occhi per rimanere vigile. Il rimedio del tabacco negli occhi le provocava una sofferenza grave ma la teneva sveglia per non privare le inferme del suo aiuto prezioso. Nel cuore della notte Maria Domenica fu talvolta inseguita da ignoti malintenzionati che ne insidiavano la sicurezza lungo le strade buie. Maria Domenica era una donna forte e coraggiosa che non si faceva intimidire da nessuno, confidando unicamente nella protezione divina.

La fondazione e le prove

Il Vescovo e il clero di Lucca affidarono a Maria Domenica il compito di fondare in città un Monastero della Visitazione per l'educazione della gioventù femminile. Maria Domenica accettò l'impegno di fondare il monastero con generosità, determinazione e docilità alla voce dei pastori della Chiesa. Dopo circa sei anni di lavoro e tribolazioni, Maria Domenica riuscì a fondare a Lucca il Monastero della Visitazione, portando a compimento il mandato ricevuto. Maria Domenica sentì successivamente la vocazione profetica di fondare una Congregazione religiosa di Sorelle Oblate Infermiere per servire i malati e i sofferenti a tempo pieno e per tutta la vita. Il ventitré gennaio 1829 Maria Domenica diede inizio alla prima comunità delle Sorelle Oblate Infermiere, ponendo le basi di una nuova famiglia religiosa. La Fondatrice e le prime sorelle compirono prodigi di carità assistendo inferme e morenti nelle abitazioni povere della città. Nelle Regole, la Fondatrice specificò l'ideale di servire il Dio umanato agonizzante nelle persone delle inferme povere e moribonde con un cuore avvampante della carità di Cristo. Maria Domenica insegnò alle figlie che la vocazione comporta il dono totale della persona e il servizio al malato anche a rischio della vita. Nelle Regole, Maria Domenica chiese alle sorelle la disponibilità al martirio e a esporre la propria vita per amore di Cristo. Monsignor Domenico Stefanelli, Arcivescovo di Lucca, approvò le Regole e l'Istituto il cinque agosto 1841, confermando ufficialmente l'opera intrapresa. Nel corso della sua vita Maria Domenica cercò unicamente la volontà di Dio e la sua maggior gloria, senza cercare riconoscimenti umani. Maria Domenica subì la calunnia, accogliendola pregando, perdonando e amando i suoi persecutori con la mitezza del Vangelo. Maria Domenica dedicò tempo e fatiche alla formazione spirituale e carismatica delle figlie, trasmettendo loro lo spirito del servizio.

Il transito e il riconoscimento della Chiesa

Maria Domenica morì a Lucca il ventidue maggio 1868, lasciando un'eredità di santità e di dedizione operosa che non sarebbe andata perduta. Alla morte della fondatrice l'Istituto era piccolo nel numero ma forte nello spirito e generoso nel servizio reso ai fratelli più deboli. Maria Domenica Brun Barbantini fu fondatrice della Congregazione delle Suore Ministre degli Infermi di San Camillo, prolungando nel tempo il suo carisma di misericordia. Il diciassette maggio 1995 Giovanni Paolo II proclamò solennemente Beata Maria Domenica Brun Barbantini in piazza San Pietro, elevandola agli onori degli altari. Il Papa l'indicò come testimone di un amore evangelico concreto per gli ultimi, gli emarginati e i piagati, offrendola come modello alla Chiesa universale.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Maria Domenica Brun Barbantini?

La memoria liturgica della Beata Maria Domenica Brun Barbantini si celebra il ventidue maggio, giorno della sua nascita al cielo.

Di cosa è patrona la Beata Maria Domenica Brun Barbantini?

I fatti forniti non menzionano specifici patronati ufficiali attribuiti alla Beata.

A Lucca, beata Maria Domenica Brun Barbantini, religiosa, che fondò la Congregazione delle Suore Ministre degli Infermi di San Camillo. — Martirologio Romano