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19 maggio

Beata Pina Suriano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e infanzia a Partinico

La Beata Pina Suriano nacque a Partinico il 18 febbraio 1915, ricevendo al fonte battesimale il nome di Giuseppina. I suoi genitori, Giuseppe e Graziella Costantino, vivevano del modesto guadagno del loro lavoro nei campi, offrendo alla famiglia un esempio di laboriosità e dignità. Durante l'infanzia, Pina visse nella casa dei nonni insieme ad altri parenti, godendo di una particolare attenzione in quanto prima nipote della famiglia. All'età di quattro anni fu mandata all'asilo gestito dalle Suore Collegine di Sant'Antonio, dove ricevette i primi rudimenti dell'educazione cristiana e umana. Nel 1921, all'età di sei anni, iniziò a frequentare la scuola elementare di Partinico, proseguendo il suo percorso di crescita intellettuale e civile. A soli sette anni, con grande maturità spirituale, Pina ricevette i Sacramenti della Penitenza, della Prima Comunione e della Cresima, ponendo solide basi per il suo cammino di fede. Nel 1922 entrò a far parte dell'Azione Cattolica Femminile, muovendo i primi passi come beniamina, per poi crescere come aspirante e successivamente come giovane impegnata. A partire dai dodici anni frequentò con assiduità e passione le iniziative promosse dall'Azione Cattolica, inserendosi pienamente nella vita parrocchiale e diocesana della sua comunità. Il parroco don Antonio Cataldo fu il suo primo direttore spirituale e confessore, colui che la guidò nei primi anni di adesione convinta al Vangelo. Successivamente, nel 1937, in seguito all'istituzione della nuova parrocchia di Maria Santissima del Rosario a Partinico, Pina si trasferì in base alla sua residenza nella nuova circoscrizione ecclesiale. Don Andrea Soresi divenne il secondo confessore, direttore spirituale e in seguito biografo di Pina Suriano, accompagnandola con sapienza e prudenza nei momenti più intensi della sua maturazione mistica e apostolica.

L'impegno nell'Azione Cattolica e la spiritualità

Il cammino associativo di Pina Suriano all'interno dell'Azione Cattolica si tradusse in ruoli di crescente responsabilità e servizio ecclesiale. Nel 1938 fu nominata delegata delle sezioni minori femminili, dedicando tempo ed energie alla cura delle più giovani. Dal 1939 al 1948 ricoprì l'incarico di segretaria della Sezione di Azione Cattolica, mentre dal 1945 al 1948 fu chiamata a guidare come Presidente le Giovani dell'Azione Cattolica. Accanto a questi incarichi, Pina istituì in parrocchia l'associazione delle Figlie di Maria, di cui fu Presidente dal 1948 fino alla sua morte. Questa pia unione affondava le sue radici storiche nel desiderio della Madonna espresso a santa Caterina Labouré il 19 luglio 1830 a Parigi, la religiosa delle Piccole Suore della Carità vissuta tra il 1806 e il 1876. Il motto dell'Azione Cattolica adottato da Pina Suriano divenne il programma della sua intera giornata: Preghiera, Azione e Sacrificio. La sua spiritualità quotidiana si alimentava attraverso la partecipazione assidua alla Santa Messa, la ricezione della comunione e la meditazione costante. Pina studiava con dedizione la parola di Dio e praticava con rigore l'ubbidienza al magistero ecclesiastico, dimostrando un attaccamento filiale alla Chiesa. Questo stile di vita rigoroso incontrò tuttavia dolorosi ostacoli all'interno della sua stessa famiglia, poiché la madre manifestò un'avversione totale verso le pratiche religiose della figlia e desiderava per lei una sistemazione matrimoniale tradizionale, la quale sfumò definitivamente a causa della scelta di vita consacrata della giovane. Il 29 aprile 1932 Pina Suriano fece il voto di castità nella chiesetta delle Figlie della Misericordia e della Croce, che fungeva da sede sociale della Gioventù Femminile di Azione Cattolica di Partinico. Con il permesso del suo direttore spirituale, Pina rinnovò mensilmente questo voto di totale dedizione al Signore. Con garbo e fermezza, ella respinse diverse proposte di matrimonio avanzate da giovani attratti dalle sue virtù, poiché il suo cuore apparteneva interamente a Cristo. Pur avendo desiderato a lungo di farsi suora, incontrò insormontabili difficoltà che le impedirono di realizzare questo sogno, accettando tuttavia tale limite come parte della volontà di Dio sulla sua esistenza.

Il sacrificio supremo, la malattia e la beatificazione

Il 30 marzo 1948 Pina Suriano compì un passo di straordinaria generosità spirituale quando, insieme ad altre tre compagne, si offrì come vittima al Signore per la santificazione dei sacerdoti. Nel settembre dello stesso anno si recò in pellegrinaggio a Roma in occasione del trentesimo anniversario della fondazione della Gioventù Femminile. Subito dopo, nel 1948, si manifestarono in lei i primi dolorosi sintomi di una violenta forma di artrite reumatica, che portò come grave conseguenza un difetto cardiaco progressivo. Nonostante le sofferenze fisiche crescenti, Pina coltivò ardentemente il desiderio di ritornare a Roma per assistere alla canonizzazione di Maria Goretti, avvenuta il 24 giugno 1950, un evento che non potè tuttavia raggiungere sulla terra. Il Signore la chiamò a sé improvvisamente il 19 maggio 1950, all'età di trentacinque anni, a causa di un infarto che stroncò la sua vita terrena a Partinico. I suoi funerali furono solenni e videro la partecipazione commossa di una grandissima folla di fedeli, testimone della stima e della venerazione di cui godeva. La sua salma fu inizialmente sepolta nella tomba di famiglia nel cimitero di Partinico, per poi essere traslata il 18 maggio 1969 nella Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore della stessa città, dove tuttora riposa. La causa di beatificazione trovò il suo sigillo definitivo grazie a un miracolo riconosciuto come determinante per la sua proclamazione. Il prodigio fu ottenuto per sua intercessione in favore di Isabella Mannone, una giovane di diciotto anni originaria di Mazara del Vallo. La ragazza si trovava immersa nella vasca da bagno quando riuscì a salvarsi miracolosamente da una scossa di corrente elettrica, provocata dalla caduta accidentale di un asciugacapelli ancora attaccato alla presa di corrente. La memoria liturgica della Beata Pina Suriano viene celebrata il 19 maggio, data della sua nascita al cielo, ricordandone la purezza, la dedizione ecclesiale e l'eroico amore per i sacerdoti.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Pina Suriano?

La memoria liturgica della Beata Pina Suriano si celebra il 19 maggio, giorno della sua nascita al cielo.

Di cosa è patrona la Beata Pina Suriano?

La Beata Pina Suriano è particolarmente legata alla protezione e alla storia dell'Azione Cattolica.