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7 febbraio

Beata Rosalia (Giovanna Maria) Rendu

Vergine

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia nel tempo del Terrore

Nel 1794 in Francia infuriava il Terrore della Rivoluzione. I cattolici erano perseguitati, e preti e vescovi venivano incarcerati e ghigliottinati. A Gex, nella casa dei signori Rendu, una madre vedova con tre bambine ospitava un domestico di nome Pietro dal comportamento strano. La madre di Giovanna è descritta come una donna forte e dalla fede solida, precocemente vedova e abituata a piangere i suoi morti. Durante la Rivoluzione francese, la madre apriva la porta di casa per accogliere, sfamare e nascondere preti, suore e il vescovo di Annecy condannati a morte. Nella casa di famiglia si celebravano clandestinamente le funzioni religiose. Gli ospiti nascosti figuravano come domestici e collaboratori della famiglia. Il paese proteggeva la famiglia con la complicità, pur conoscendo la vera identità degli ospiti. Giovanna era la primogenita della famiglia e cresceva in un clima simile a quello delle catacombe. Giovanna è descritta come vivace, capricciosa, maliziosetta, intelligente, delicata e sensibile, ma si lasciava forgiare dalla fede e dalla carità respirate in casa.

Una notte Giovanna, che aveva sette anni, non riusciva a dormire a causa di tramestii e riflessi di luce. Giovanna si alzava e scopriva che il domestico stava celebrando la Santa Messa. Giocando con le sorelline, Giovanna rompeva una bambola. La mamma minacciava castighi e Giovanna rispondeva che avrebbe detto a tutti che Pietro non era Pietro. La mamma spiegava a Giovanna che il domestico era il Vescovo di Annecy nascosto nella loro casa. Giovanna incontrava il vescovo e gli baciava le mani, capendo che era perseguitato a causa di Gesù. Da quel giorno Gesù diventava l'unico amore di Giovanna. La mamma preparava un altare con candelabri spenti nel fondo della cantina al buio per la Prima Comunione di Giovanna. Giovanna faceva la sua prima comunione di notte nell'angolo più nascosto della cantina alla luce di due candele. Giovanna riceveva la Prima Comunione senza abito né velo bianco. Don Collier, parroco del paese travestito da contadino, dava l'Ostia santa a Giovanna sulle labbra. Giovanna decideva che avrebbe vissuto solo per Gesù, per amarlo e farlo amare.

La chiamata e l'ingresso tra le Figlie della Carità

Passata la bufera rivoluzionaria, Giovanna andava a scuola dalle Orsoline di Gex. Giovanna scopriva i malati e i poveri dell'ospedale e sentiva una singolare attrazione per loro. A quindici anni non ancora compiuti, Giovanna chiedeva alla mamma di lasciarla andare a servire in ospedale. La mamma lasciava partire la figlia credendo che fosse un'infatuazione passeggera. Giovanna iniziava il noviziato superando vari ostacoli, tra cui problemi di salute legati a un fisico non adatto alla vita di convento. In ospedale Giovanna incontrava la signorina Jacquinet, che voleva farsi Figlia della Carità. Nel maggio 1802 Giovanna andava a Parigi ed entrava tra le Figlie della Carità, fondate nel Seicento da san Vincenzo de Paoli e santa Luisa de Marillac. Dopo alcuni anni di preparazione, Giovanna assumeva il nome religioso di Suor Rosalia. Suor Rosalia veniva mandata a lavorare nel sobborgo parigino di San Marcello, precisamente nel quartiere Mouffetard.

Il quartiere Mouffetard aveva il primato di essere tra i più poveri e malfamati di Parigi. Nel sobborgo abitavano uomini e donne scheletriti dalla miseria e spesso pieni di odio. A Versailles impera Napoleone. A ventotto anni Suor Rosalia era già superiora, chiamata Suor serviente. Suor Rosalia attingeva la carità al Tabernacolo presso il Cuore del suo Sposo Gesù. Napoleone dava locali e denari alle suore per assistere i poveri. Madre Rosalia accoglieva e beneficava tutti coloro che bussavano alla sua porta. Madre Rosalia andava per le strade di Parigi e nei tuguri a soccorrere i bisognosi. Tutti conoscevano Madre Rosalia e le volevano bene come a una madre e una sorella. Madre Rosalia soccorreva, convertiva e portava a Dio anche quanti odiavano la Chiesa. La figura di Madre Rosalia diventava rapidamente leggendaria.

Il servizio nel quartiere e l'incontro con Federico Ozanam

Suor Rosalia restava nel quartiere Mouffetard per cinquantaquattro anni, fino alla morte. Imparava a conoscere le miserie morali e materiali nascoste nelle soffitte piene di pezzenti. Imparava a diagnosticare malattie, scovare ferite e contrastare epidemie. Si rimboccava le maniche per sfamare centinaia di persone. Apre una farmacia, un deposito di vestiti, una scuola gratuita, un orfanotrofio, un ricovero per anziani, un nido e una casa per giovani operaie. Si dimostrava una donna pratica ed efficace che cercava di prevenire il bisogno e rimuoverne le cause. Diventava la suora più popolare di Parigi e di mezza Francia. Distribuisce generi di prima necessità e soprattutto consigli spirituali. Il suo minuscolo parlatorio arrivava ad avere fino a cinquecento visitatori al giorno. Nel parlatorio si incontravano pezzenti, ricchi mercanti, cardinali, ambasciatori e l'imperatore.

Un giorno un uomo andava a farsi dare una coperta per venderla e comprare da bere. Una sera Rosalia rifiutava la coperta all'uomo, ma durante la notte non riusciva a dormire pensando che gelasse nel tugurio. Al mattino Rosalia mandava una consorella a portare una coperta nuova all'uomo. Una notte Rosalia veniva chiamata da un rivoluzionario bestemmiatore morente che rifiutava il prete e voleva solo lei. Rosalia si recava da sola dall'agonizzante attraverso vicoli malfamati e al buio. Rosalia parlava e prega con ardore con il morente, che all'alba moriva dopo aver ricevuto i Sacramenti. Rosalia insegnava alle sue suore a donare e a provvedere ai bisogni materiali dei poveri. Un giorno alla settimana Rosalia accoglieva tutti nel suo parlatorio. Rosalia riceveva dai ricchi per dare ai poveri e mobilita i ricchi di Parigi e di Francia ricordando la salvezza dell'anima tramite la carità. Un ragazzo di vent'anni di nome Federico Ozanam arrivava un giorno nel parlatorio di Suor Rosalia. Federico Ozanam appare simile a un angelo e desiderava fare qualcosa per i poveri insieme ad alcuni amici. Suor Rosalia consegnava a Federico una lista di indirizzi di persone bisognose allo stremo affinché andassero da loro. Federico e i suoi amici fondavano le Conferenze di san Vincenzo. Federico Ozanam diventava un illustre docente di Storia alla Sorbona. Ozanam è oggi riconosciuto come beato. Federico rimaneva complice di Madre Rosalia per tutta la sua vita e moriva all'età di quarant'anni.

Tra le rivoluzioni e le epidemie

Nel luglio 1830 avveniva una nuova Rivoluzione a Parigi. Durante la rivoluzione del 1830, i fratelli tornavano a uccidere i fratelli e Rosalia praticava unicamente l'amore. Rosalia apprendeva da un vecchio assistito che imprecava contro tutti che i rivoluzionari avrebbero dato l'assalto all'arcivescovado. L'Arcivescovo di Parigi trovava immediatamente scampo nel Convento della Suora. Nel 1832 scoppiava un'epidemia di colera che faceva strage nei quartieri più poveri. I ricchi scappavano durante l'epidemia di colera. I predicatori della Rivoluzione e del progresso senza Dio facevano dotte discussioni mentre infuriava il colera. Rosalia e Federico Ozanam lavoravano instancabilmente al servizio dei colerosi. Rosalia organizzava i soccorsi, avvicinava medici e ammalati e li faceva trasportare in ospedale. I medici entravano nelle case dei malati dicendo di essere mandati da Suor Rosalia. A chi le consigliava di riposarsi almeno un po', Rosalia rispondeva che una Figlia della Carità è un paracarro su cui tutti i stanchi hanno diritto di posare il fardello.

Certi signori filantropi affermavano che Madre Rosalia aveva un gran buon cuore. Il vero segreto della vita di Rosalia era Gesù, che la mandava, la sosteneva, la abita, la possiede e continua ad amare e servire per mezzo suo. Nel 1848 scoppiava una nuova Rivoluzione con barricate contro l'esercito. Le barricate del 1848 non dividevano il cuore di Rosalia né per gli uni né per gli altri. Rosalia passava indenne tra le barricate delle sommosse per curare i feriti di entrambi gli schieramenti. Rosalia nascondeva, difendeva e proteggeva i ricercati sia dalla polizia sia dai rivoluzionari. Le autorità decidevano di arrestarla. Il prefetto di polizia si recava apposta da lei per l'arresto, ma Rosalia gli rispondeva che avrebbe salvato anche lui se ne avesse avuto bisogno. Il prefetto di polizia rideva e non poteva più far nulla contro di lei. Nelle giornate più sanguinose del 1848, i rivoluzionari facevano la guardia alla casa delle Figlie della Carità. Nella casa delle Figlie della Carità venivano ospitati e serviti tutti i poveri bisognosi durante le rivolte. Durante la fuga generale del 1848, solo Rosalia e le sue Suore rimanevano a fasciare i feriti, assistere i moribondi e pacificare i fratelli. Un ufficiale della Guardia nazionale inseguito dai rivoluzionari furenti si rifugiava nel cortile del Convento di Suor Rosalia. Rosalia difendeva l'ufficiale urlando agli scalmanati che lì non si uccideva ma si amava soltanto. L'ufficiale aveva salva la vita e baciava la piccola Suora come una mamma.

Gli ultimi anni, il transito e la memoria

Nel 1852, di ritorno dal suo solito giro, Rosalia riceveva la sorpresa di essere attesa da due nobili mandati dall'Imperatore Napoleone III per insignirla della Legion d'onore. Rosalia si sentiva quasi urtata dall'onorificenza perché per lei contava solo amare come Gesù sino al culmine. I grandi di Francia arrivavano sempre più spesso nel suo parlatorio, tra cui l'Imperatrice Eugenia. Rosalia si preoccupava di chiedere ai potenti il più possibile per i bisognosi e di indirizzarli alla salvezza eterna dell'anima. Rosalia riconosceva un solo Signore, Gesù, di cui era innamorata fin dall'infanzia, e non aveva padroni. Nel 1856 Rosalia aveva quasi settant anni ed era indebolita nella vista, ma era ancora attiva. La sera prima di mettersi a letto per morire, Rosalia provava rimorso per aver dimenticato di portare indumenti a una famiglia a causa della sua incapacità di leggere le annotazioni. Suor Rosalia Rendu moriva il 7 febbraio 1856 stroncata dalle fatiche e dal continuo donarsi. Rosalia si spegneva serena il 7 febbraio 1856 dopo pochi giorni di malattia.

Una folla innumerevole si riversava per le vie di Parigi a renderle omaggio durante i funerali. L'Arcivescovo di Rouen partecipava alla folla, togliendosi la croce pettorale per appoggiarla sulle sue mani. Il lavoro a Parigi si sospendeva e i negozi rimanevano chiusi in occasione del suo funerale. Dietro la bara di Rosalia c'erano tutti: poveri, signori, autorità e popolo lavoratore. Quando Rosalia veniva deposta nella tomba a Montparnasse e tutti se ne andavano, i suoi poveri rimanevano a vegliarla sulla porta del cimitero. La piccola Figlia della Carità ha rivelato Gesù Cristo, luce di Verità e miracolo di Carità. Rosalia Rendu è stata beatificata dal Papa Giovanni Paolo II il 9 novembre 1993. Nel Martirologio è ricordata come beata Rosalia (Giovanna Maria) Rendu, vergine delle Figlie della Carità. È morta a Parigi, in Francia, il 7 febbraio 1856.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Rosalia Rendu?

Si festeggia il 7 febbraio.

Qual è il ruolo della Beata Rosalia Rendu nella Chiesa?

È ricordata come vergine delle Figlie della Carità, dedita interamente al servizio dei poveri e degli emarginati a Parigi.

A Parigi in Francia, beata Rosalia (Giovanna Maria) Rendu, vergine delle Figlie della Carità, che, in una casa situata nel quartiere più povero della città e da lei trasformata in ricovero per i bisognosi, si impegnò con ogni mezzo a visitare i poveri nelle loro abitazioni, riportare la pace durante la guerra civile e spingere molti, soprattutto i giovani e i ricchi, all’esercizio della carità. — Martirologio Romano