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7 febbraio

Beato Guglielmo di Morgex

Sacerdote

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il ritrovamento delle reliquie e la collocazione storica

Nell'anno 1687 ebbero inizio i lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale dell'Assunzione della Vergine a Morgex, in Valle d'Aosta. Durante lo svolgimento dei lavori fu scoperta la sepoltura del Beato Guglielmo, amorevolmente custodita ai piedi dell'altare dedicato alla Santissima Trinità e agli apostoli Filippo e Giacomo. Questo ritrovamento provvidenziale confermò la tradizione locale secolare che indicava proprio quell'altare come il luogo di riposo mortale del beato sacerdote. L'apertura del sepolcro venne accuratamente documentata in un verbale redatto da Renato Ribitel, arcidiacono di Aosta, il quale fu inviato sul posto direttamente dal vescovo della diocesi Bailly. Accanto al capo del defunto furono ritrovati un calice e una patena, la cui presenza confermò con certezza che i resti appartenevano a un ministro consacrato. L'attenta analisi di questi oggetti liturgici, la cui deposizione congiunta con gli ecclesiastici risulta documentata fino al tredicesimo secolo, ha permesso agli studiosi di datare la sepoltura tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo. Di conseguenza, anche la vicenda terrena di Guglielmo viene collocata con precisione in questo medesimo periodo storico, superando la vecchia tradizione non suffragata da prove che anticipava la sua vita all'ottavo secolo.

I segni della grazia e la memoria della comunità

La vita del Beato Guglielmo fu accompagnata da segni straordinari che la pietà popolare ha custodito nel tempo. La tradizione riferisce il miracolo del mutamento in vino dell'acqua che un servo aveva attinto per lui da una fonte. Allo stesso modo, gli viene attribuito il prodigioso soccorso prestato a un uomo che era accidentalmente caduto in un precipizio. Si tramanda inoltre che durante una liturgia natalizia celebrata dallo stesso beato, voci angeliche e melodiose avrebbero risposto al suo canto. Nel momento del suo transito da questa terra alla vita eterna, le campane avrebbero suonato da sole per annunciare agli abitanti la conclusione del pellegrinaggio terreno del loro parroco. Dopo la morte si moltiplicarono i prodigi attribuiti alla sua potente intercessione presso il Signore. Sulla sua tomba avvenne la miracolosa crescita di una pianta leguminosa, secondo la pia tradizione proprio nel giorno sette febbraio. Questo prodigio diede origine all'antica usanza di celebrarne la memoria in quella stessa data, raccogliendo offerte in denaro e legumi per le necessità della chiesa, un'usanza che con il passare del tempo è poi scomparsa. Il culto tributato a Guglielmo fu solennemente approvato nel 1877 da papa Pio IX. In quella medesima circostanza dell'approvazione del culto nel 1877, le sue venerate reliquie furono racchiuse con cura in un nuovo reliquiario e in un busto argenteo finemente lavorato. Nello stesso anno 1877, il beato fu ufficialmente proposto ai sacerdoti diocesani come modello di autentico pastore. La Chiesa ha inoltre composto un inno in onore del beato che ne sintetizza mirabilmente le virtù, la castità, lo spirito di mortificazione e la fiduciosa preghiera, un componimento che in passato fu erroneamente ritenuto risalente al decimo secolo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Guglielmo di Morgex?

La memoria liturgica del Beato Guglielmo di Morgex si celebra il sette febbraio.