24 settembre
Beata Vergine Maria della Mercede
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il dolore per gli schiavi
San Pietro Nolasco nacque a Mais Saintes Puellas, presso Tolosa, in Francia, verso l'anno 1180, e visse fino al 1245. Fin da adolescente, il fondatore si stabilì con la famiglia a Barcellona, in Spagna, e la prima notizia documentata della sua presenza in questa città risale al 1203. In quel periodo i Mori erano padroni di gran parte della Spagna e il giovane Pietro fu profondamente addolorato nel constatare lo stato miserevole dei cristiani fatti schiavi dagli invasori. La situazione dei prigionieri trasportati nei Paesi arabi dai musulmani era diventata angosciante, poiché essi vivevano nel grave pericolo di abiurare la fede e passare all'islamismo a causa delle continue pressioni e sofferenze.
Per affrontare questa drammatica realtà, Pietro Nolasco si trasformò inizialmente in mercante per potersi insinuare facilmente tra i maomettani. A Valenza, egli riuscì a liberare con il proprio denaro trecento schiavi cristiani. Esaurite le sue ricchezze personali, il futuro santo si unì ad altri generosi e nobili giovani per raccogliere offerte. Questo gruppo raccoglieva denaro per ripetere ogni anno il riscatto di gruppi di schiavi, sebbene il numero dei prigionieri aumentasse sempre più nonostante la solerzia dell'opera. In precedenza, vari re e ordini militari si erano occupati del riscatto degli schiavi, come l'Ordine dei Trinitari sorto in Francia, che tuttavia si interessava della questione in modo molto limitato, mentre gli ordini militari dediti a tale compito si erano presto estinti.
Nei quindici anni trascorsi dall'inizio del suo impegno, Pietro Nolasco e i suoi compagni avevano operato altri cinque grandi riscatti, chiamati redenzioni, a favore di migliaia di cristiani. Sentendosi tuttavia impotente ad arginare una situazione così vasta e alimentata in continuazione dai Mori di Spagna, Pietro valutò seriamente la possibilità di ritirarsi a vita contemplativa.
L'ispirazione della Vergine e la fondazione dell'Ordine
La svolta decisiva avvenne nella notte fra l'uno e il due agosto 1218, quando, durante una veglia di preghiera, la Vergine Maria ispirò Pietro Nolasco. La Beata Vergine illuminò l'intelligenza di Pietro affinché fondasse un ordine religioso dedito alle opere di misericordia e alla redenzione degli schiavi, anche a costo della vita. La Beata Vergine Maria è così considerata l'ispiratrice della fondazione dell'antico Ordine della Mercede e l'istituzione sorse proprio sotto il suo patrocinio.
Pietro Nolasco parlò del progetto con il giovane re d'Aragona Giacomo I e con il vescovo di Barcellona Berenguer. Il re Giacomo I il Conquistatore visse dal 1208 al 1276 e regnò a partire dal 1213. Il dieci agosto 1218, Pietro Nolasco costituì ufficialmente il nuovo Ordine Religioso Redentore nella cattedrale di Santa Croce di Barcellona. Il vescovo consegnò ai giovani laici del gruppo la veste di lana bianca in omaggio alla purezza immacolata della Vergine Maria, e autorizzò i religiosi a portare sopra l'abito la croce, segno della sua cattedrale. Il nuovo ordine adottò la Regola di sant'Agostino.
Nello stesso giorno della fondazione, re Giacomo I donò all'Ordine l'Ospedale di sant'Eulalia in Barcellona, che divenne il primo convento dei religiosi. Tale struttura fungeva da casa d'accoglienza per gli schiavi liberati e sede delle opere di misericordia destinate agli infermi e ai poveri. Inoltre, il re Giacomo I consegnò allo scudo del suo regno d'Aragona un distintivo consistente in quattro sbarre rosse in campo oro. Tutti i religiosi degli inizi, compreso Pietro Nolasco, erano laici. L'Ordine fu successivamente approvato da papa Gregorio IX il diciassette gennaio 1235. In seguito a tale approvazione, i componenti dell'ordine poterono essere anche sacerdoti e non più soltanto laici, e all'istituzione si aggiunsero la Confraternita e il Terz'Ordine della Mercede.
La missione della redenzione e lo sviluppo della famiglia mercedaria
Sotto la guida del fondatore si mise in moto una straordinaria organizzazione a favore della libertà dei cristiani in schiavitù. La redenzione avveniva tramite il pagamento di un riscatto in denaro o in altri generi al padrone, consegnato mediante una terza persona. La somma variava secondo l'età e le condizioni sociali, economiche e fisiche dei riscattandi. Il denaro veniva raccolto dai religiosi con il contributo di ogni ceto sociale dell'epoca. Tra i contribuenti vi erano anche famiglie con componenti schiavi in terra araba, vittime delle scorrerie saracene che funestarono sin dall'inizio del tredicesimo secolo le coste di Spagna, Francia, Sardegna, Sicilia e Italia Meridionale.
Le spedizioni redentrici erano attentamente preparate e precedute da una cerimonia religiosa prima dell'imbarco. Esse risultavano dense di pericoli a causa dei pirati che infestavano il Mediterraneo, dei naufragi frequenti e del rischio di tradimento da parte degli arabi, i quali potevano impadronirsi del denaro e trattenere gli stessi mercedari come schiavi in attesa di un ulteriore riscatto. Innumerabili religiosi incontrarono una morte anche atroce nell'espletare queste missioni. Una caratteristica eroica dei mercedari era quella di proporsi al posto di uno schiavo se il denaro non bastava, rimanendo prigionieri fino all'arrivo della somma dall'Europa. Se il denaro non giungeva in tempo a causa degli agguati dei pirati, il religioso veniva ucciso barbaramente per vendetta. Nei primi centotrenta anni della costituzione dell'ordine religioso furono liberati circa cinquantaduemila schiavi cristiani. Al ritorno positivo delle spedizioni veniva cantato in cattedrale un solenne Te Deum di ringraziamento insieme agli schiavi liberati.
Nel 1265 santa Maria di Cervellon si aggregò al ramo femminile delle monache mercedarie, e ai suoi tempi seguirono in epoche più moderne altre congregazioni religiose femminili animate dalla stessa spiritualità della Mercede. Nel 1272 i redattori delle Costituzioni stabilirono che l'ordine assumesse la denominazione di Santa Maria della Mercede. Il titolo fu attribuito perché dalla mercede o misericordia derivava quanto affermato dal re Alfonso X il Savio, vissuto tra il 1221 e il 1284, il quale sosteneva che redimere gli schiavi è opera di grande mercede o misericordia. I religiosi mercedari furono inoltre presenti come cappellani con Cristoforo Colombo durante la scoperta del continente americano, e il primo convento mercedario fu fondato nel 1514 a Santo Domingo.
Il titolo mariano e la spiritualità della Mercede
L'Ordine Religioso Redentore è sempre rimasto sotto la protezione della Madonna, la quale ne fu l'ispiratrice. I religiosi mercedari considerano la Vergine sia Madre di sé stessi sia degli schiavi, e sentono il dovere di preoccuparsi della salvezza eterna di chi soffre. La Chiesa cattolica ha stabilito un ricordo particolare nella liturgia il ventiquattro settembre per valorizzare questo nobile titolo mariano.
La Vergine è considerata dai fedeli e dai religiosi come corredentrice del genere umano e avvocata che continua la sua opera con amore quale ministra della salvezza. Oggi, per schiavitù s'intendono tutti quei pericoli e quegli affanni che contraddistinguono il peregrinare degli uomini anelanti alla salvezza eterna, e non soltanto quella fisica, estendendo così la missione originaria dell'ordine alle nuove povertà e alle ansie spirituali dell'umanità.
La chiamata e l'opera
L'origine di questa devozione si intreccia strettamente con la vita del suo fondatore, nato nel 1180 a Mais Saintes Puellas. Durante l'adolescenza, egli si trasferì con la famiglia a Barcellona, dove intraprese l'attività di mercante. Fu proprio in questo contesto che il suo cuore si aprì alla sofferenza dei prigionieri: a Valenza, mossa da profonda compassione, questa anima generosa impiegò il proprio denaro per riscattare e restituire alla libertà ben trecento schiavi.
In questo cammino di carità operosa si inserisce un momento di grazia straordinario. Durante un'ispirazione notturna, la Vergine Maria si manifestò al mercante, esortandolo a fondare un ordine interamente dedicato alla redenzione degli schiavi. Accogliendo con umiltà questo invito celeste, il 10 agosto 1218 egli diede vita ufficialmente, a Barcellona, all'Ordine Religioso Redentore, consacrando l'intera esistenza a questa missione di salvezza fino alla sua nascita al cielo, avvenuta nel 1245.
Il significato del culto
Il titolo di Maria della Mercede racchiude il senso profondo del dono e della grazia gratuita. Attraverso questa devozione, i fedeli contemplano la Madre di Dio come colei che intercede per la liberazione da ogni forma di prigionia, sia fisica che spirituale. L'ordine fondato sotto il suo patrocinio rappresenta un faro di speranza che, partendo da Barcellona, ha diffuso nel mondo il messaggio di una carità che non si tira indietro nemmeno di fronte al sacrificio estremo.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Vergine Maria della Mercede?
La memoria liturgica della Beata Vergine Maria della Mercede si celebra il ventiquattro settembre di ogni anno.
Di cosa è patrona la Beata Vergine Maria della Mercede?
La Beata Vergine Maria della Mercede è patrona degli schiavi e dell'Ordine della Mercede.