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giovedì 24 settembre 2026 · Santo del giorno

Beata Vergine Maria della Mercede

Beata Vergine Maria della Mercede

La Beata Vergine Maria della Mercede è celebrata dalla Chiesa il ventiquattro settembre in memoria del suo legame profondo con la redenzione dei prigionieri e con la nascita dell'antico Ordine della Mercede. La tradizione e i documenti storici ricordano che la Vergine Santissima fu l'ispiratrice di questa grande opera di misericordia nel tredicesimo secolo, affidandone la realizzazione a San Pietro Nolasco.

Questo cammino di fede e di liberazione nacque per rispondere alla sofferenza dei cristiani ridotti in schiavitù dai Mori. Sotto la protezione della Madre di Dio, i religiosi mercedari e i fedeli intrapresero un'opera coraggiosa che nei secoli ha esteso il suo significato spirituale alla difesa della dignità umana e alla salvezza eterna di ogni persona in difficoltà.

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Gli altri santi di oggi

San Gerardo Sagredo

Apostolo d'Ungheria

San Gerardo Sagredo, vissuto tra il decimo e l'undicesimo secolo, unisce nella sua esistenza diversi Paesi d'Europa, partendo dalla laguna veneta per giungere fino alle terre magiare. Nato a Venezia intorno al novecento ottanta e battezzato con il nome di Giorgio, crebbe in una famiglia originaria della Dalmazia che la tradizione cinquecentesca riconduce alla stirpe Sagredo. Sin dalla tenera età sperimentò la grazia divina, guarendo da una grave febbre grazie all'intercessione di san Giorgio, implorata dai suoi genitori. La sua vocazione monastica fiorì nell'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, dove vestì l'abito benedettino assumendo il nome di Gerardo in memoria del padre defunto, e giunse a ricoprire gli incarichi di priore e di abate. Animato dal desiderio di una totale dedizione spirituale, rinunciò alla carica abbaziale per intraprendere un pellegrinaggio verso Betlemme. Giunto a Zara a bordo di una nave, la Provvidenza mutò il suo cammino, conducendolo in Ungheria dove la sua vita si legò indissolubilmente alla storia della Chiesa nascente, operando come instancabile pastore, maestro ed evangelizzatore.

Il vescovo Gerardo è ricordato come l'apostolo dell'Ungheria e martire della fede, avendo speso ogni energia per la conversione del popolo magiaro sotto il regno di santo Stefano. Chiamato a educare il giovane principe Emerico e successivamente designato alla guida della diocesi di Csanád, egli unì l'azione apostolica alla profondità degli studi teologici, lasciandoci preziose testimonianze scritte come il Commento a Daniele. La sua testimonianza terrena si concluse sulla riva destra del Danubio, a Pest, dove subì il martirio per mano di rivoltosi pagani che lo spinsero dal monte Kelen, da allora chiamato Monte Gerardo. Il suo culto fu solennemente riconosciuto nel millese ottantatré da papa Gregorio VII, inaugurando una venerazione liturgica che perdura nel tempo e che lo colloca tra i grandi santi della Pannonia e dell'intera cristianità.

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Beata Colomba Gabriel (Joanna Matylda)

Religiosa

La Beata Colomba Gabriel, nata Joanna Matylda nel 1858 a Stanislawow, in Polonia, rappresenta una figura luminosa di dedizione cristiana nel ventesimo secolo. La sua esistenza è stata segnata da una profonda vocazione benedettina, che l'ha condotta dal monastero di Leopoli, dove emise la professione solenne nel 1882, fino alla città di Roma. In questo cammino di fede, ella ha saputo trasformare la contemplazione in un servizio attivo e concreto verso il prossimo, rispondendo con amore alle necessità dei più fragili.

La memoria della Beata Colomba è legata indissolubilmente alla fondazione dell'Istituto delle Benedettine di Carità a Roma. Attraverso questa opera, ella ha offerto rifugio e dignità a tante giovani operaie povere, aprendo case-famiglia che divennero luoghi di accoglienza e speranza. La sua vita, conclusasi a Centocelle nel 1926, è stata riconosciuta solennemente dalla Chiesa il 16 maggio 1993, quando Papa Giovanni Paolo II l'ha elevata agli onori degli altari, additandola come esempio di carità operosa e fedeltà al carisma benedettino.

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Sant’ Antonio Gonzalez

Domenicano, martire

Sant'Antonio González visse nel diciassettesimo secolo ed è ricordato come un insigne sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire della fede cristiana. Nato a León, in Spagna, egli disimpegnò il proprio ministero come professore di teologia e rettore nel Collegio di San Tommaso a Manila, nelle Filippine. Animato da profonda carità pastorale, assunse il ruolo di capogruppo di una spedizione domenicana partita dalle Filippine e giunta in Giappone nel milleseicentotrentasei per portare conforto e assistenza ai cristiani locali, i quali erano rimasti completamente privi di sacerdoti a causa della violenta persecuzione religiosa in atto nella nazione. Catturato poco dopo il suo arrivo, affrontò la prigionia e il martirio con eroica fortezza, offrendo la propria vita in un tempo segnato da aspre sofferenze per la Chiesa cattolica asiatica. La sua testimonianza di fedeltà al Vangelo si inserisce nel più ampio e memorabile gruppo dei sedici martiri uccisi a Nagasaki in Giappone tra il milleseicentotrentatré e il milleseicentotrentasette, vittime designate della spietata persecuzione scatenata dal supremo capo militare Tokugawa Yemitsu.

La memoria liturgica di Sant'Antonio González si celebra il ventiquattro settembre, mentre l'intero gruppo dei sedici compagni di martirio è festeggiato il ventotto settembre. L'importanza storica e spirituale della sua testimonianza fu solennemente riconosciuta dalla Chiesa cattolica attraverso il processo di canonizzazione presieduto da papa Giovanni Paolo II il diciotto ottobre millenovecentottantasette, dopo che lo stesso Pontefice aveva provveduto alla beatificazione del gruppo a Manila. I sedici missionari appartenevano in diverso grado alla Provincia Domenicana del Santo Rosario, detta anche delle Filippine, un'istituzione missionaria le cui radici risalivano alle storiche missioni avviate in Cina alla fine del sedicesimo secolo e alla successiva istituzione di una vicaria in Giappone nei primi anni del millenovecento. Accanto a padre Antonio González, il gruppo comprendeva figure di diverse nazionalità e vocazioni, unite nel supremo sacrificio per Cristo, tra cui sacerdoti, religiosi, terziarie e fedeli laici che avevano speso la loro esistenza nell'apostolato attivo tra le Isole Filippine, Formosa e il Giappone.

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San Terenzio

Vescovo e martire

San Terenzio visse nel terzo secolo ed è ricordato come un insigne vescovo e martire della fede cristiana. Secondo l'opinione più comune, egli era originario della Pannonia, terra oggi corrispondente all'Ungheria che i Romani avevano conquistato fin dall'anno sette dopo Cristo. Per sfuggire alla crudele persecuzione ordinata dagli imperatori contro i credenti, San Terenzio lasciò la propria patria e intraprese un lungo viaggio che lo condusse a solcare i mari fino ad approdare sulle rive del mare Adriatico. Dopo varie vicende, si mise in cammino alla volta di Roma, ma il suo cammino terreno si concluse con la testimonianza suprema del sangue. Egli subì infatti il martirio a causa della fede cristiana in una località nota come Acqua Mala, situata nelle vicinanze di Pesaro, in un intervallo temporale compreso tra il duecentoquarantasette e il duecentocinquantacinque, con maggiore probabilità verso l'anno duecentocinquantuno.

La memoria di San Terenzio è profondamente legata alla terra di Pesaro, di cui è il santo patrono protettore. La tradizione locale collega il suo sacrificio a luoghi precisi e carichi di storia, come la Badia di San Tomaso in Foglia, situata sul confine territoriale tra Pesaro e Urbino. Presso la Colonìa Stefani, nei limiti della Parrocchia di Sant'Angelo, una polla perenne di acqua sulfurea zampilla ininterrottamente anche durante le grandi siccità, ritornando sempre a risgorgare nonostante le deviazioni e le distruzioni subite nel corso dei secoli. Questa fonte è chiamata Acqua di San Terenzio perché la memoria popolare tramanda che il santo vi abbia trovato la morte e che il suo corpo sia stato gettato nel vicino gorgo dell'Acqua Mala, oggi scomparso a seguito dei successivi lavori agricoli che riempirono il vallone. Il vescovo San Florenzio provvide alla pia sepoltura del corpo fuori dalla città, probabilmente vicino a Caprile, nella Valle di San Terenzio. A questo momento seguirono nel tempo diverse traslazioni delle sacre reliquie, dapprima nella basilica di San Decenzio, antica cattedrale attestata da un affresco tuttora conservato, e successivamente, verso la metà del sesto secolo, nella cripta della nuova Cattedrale edificata dal vescovo Felice.

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Beato Ermanno il Contratto

Monaco di Reichenau

Il Beato Ermanno il Contratto visse nell'undicesimo secolo, lasciando un'impronta indelebile nella storia della Chiesa e della cultura medievale attraverso la sua straordinaria tempra spirituale e intellettuale. Nato il 18 luglio 1013 ad Althausen, in Svevia, da una nobile famiglia, Ermanno affrontò fin dalla nascita gravi infermità fisiche che lo resero immobile e bisognoso di una sedia appositamente costruita, ma la sua sofferenza non generò mai amarezza, trasformandosi invece in una fonte di profonda umanità, carità e letizia. Monaco nell'abbazia di Reichenau, situata su un'isoletta nel lago di Costanza, fu fine studioso, astronomo, storico e musicista insigne, capace di comporre opere liturgiche e cronache universali di inestimabile valore, oltre alla celebre antifona Salve Regina.

Ricordato nel calendario benedettino il ventiquattro settembre, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1054 all'età di quarantun anni, il Beato Ermanno è venerato per la bellezza della sua anima e per la straordinaria dedizione alla preghiera e allo studio. La sua memoria liturgica, radicata nei territori in cui la sua opera fu accolta e custodita, continua a ispirare i fedeli che elevano le proprie preghiere affidandosi alla sua luminosa intercessione, riconoscendo in lui un maestro di fede e un testimone luminoso della grazia divina operante nella fragilità umana.

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Sant' Isarno di Marsiglia

Abate di San Vittore

Sant' Isarno di Marsiglia, figura luminosa dell'undicesimo secolo, ha incarnato la dedizione monastica con uno spirito di profonda carità e rigore spirituale. Nato a Tolosa, il suo cammino di fede lo ha condotto attraverso diversi luoghi della Francia meridionale, fino a divenire un pilastro della vita religiosa a Marsiglia. La sua memoria rimane viva nel cuore della Chiesa come esempio di dedizione al bene comune e di sollecitudine verso i fratelli che soffrono, testimoniando una carità operosa che trascende i confini del chiostro.

Egli è ricordato con gratitudine per la sua instancabile opera come abate dell'abbazia di San Vittore di Marsiglia, incarico che assunse nell'anno milleventuno. La sua vita è stata segnata non solo dalla preghiera e dalla cura della comunità monastica, ma anche da coraggiose missioni in terra di Spagna, dove si recò personalmente per riscattare i monaci prigionieri degli arabi. Tale atto di misericordia rimane il sigillo più alto della sua missione, rendendo la sua figura un punto di riferimento per chiunque cerchi nella storia dei santi un modello di autentico servizio cristiano.

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San Pacifico da Sanseverino Marche

San Pacifico da Sanseverino Marche, nato Carlo Antonio Divini nel diciassettesimo secolo e vissuto tra il 1653 e il 1721, fu un sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori la cui esistenza impresse un segno profondo nella regione delle Marche. Insigne per la penitenza, l'amore della solitudine e la preghiera intensa davanti al Santissimo Sacramento, il santo seppe incarnare lo spirito evangelico attraverso una vita spesa nel nascondimento, nell'insegnamento e nella predicazione itinerante.

Ricordato nel Martirologio proprio a San Severino nelle Marche, la sua figura divenne nota e ammirata non soltanto per il fervore apostolico, ma anche per le celebri estasi e per lo spirito di profezia che accompagnarono i suoi giorni. Canonizzato da papa Gregorio XVI il 26 maggio 1839, San Pacifico continua a essere invocato come modello di fede autentica, capace di mortificare i superbi, commuovere i tiepidi e scuotere i fedeli attraverso la potenza della Parola e la grazia dei miracoli operati dal Signore per sua intercessione.

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Sant' Anatalo (Anatalone) di Milano

Vescovo

Sant' Anatalo, venerato dalla tradizione arcidiocesana come il primo vescovo di Milano, appartiene alle radici più antiche della fede cristiana in terra lombarda. La sua figura si staglia nel corso del terzo secolo, un tempo segnato dalla testimonianza coraggiosa dei primi pastori che guidarono le nascenti comunità verso la luce del Vangelo, ponendo le basi spirituali di una Chiesa destinata a divenire un faro di spiritualità e cultura.

Egli è ricordato con profonda devozione non solo per il suo primato nella sede milanese, ma anche per il legame profondo che la sua memoria ha intessuto con la città di Brescia. Il ritrovamento delle sue reliquie, avvenuto nel quindicesimo secolo, ha permesso di riscoprire la continuità della presenza dei santi vescovi nella storia, rendendo Sant' Anatalo una figura di riferimento per i fedeli che cercano, nel cammino dei padri, la conferma della propria fede e la testimonianza di una dedizione che attraversa i secoli.

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Beato Dalmazio Moner

Domenicano

A Gerona nella Catalogna in Spagna, beato Dalmazio Moner, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, insigne amante della solitudine e del silenzio.

San Coprio

Monaco in Palestina

Beato Anton Martin Slomsek

Vescovo

A Maribor in Slovenia, beato Antonio Martino Slomšek, vescovo, che ebbe grande cura della vita cristiana delle famiglie e della formazione del clero e lottò con tutte le forze per l’unità della Chiesa.

Beato Giuseppe Raimondo Ferragud Gibres

Padre di famiglia, martire

Ad Alzira, nello stesso territorio in Spagna, beato Giuseppe Raimondo Ferragud Girbés, martire, che, padre di famiglia, cadde per Cristo vittima dei persecutori della fede.

Beata Incarnazione Gil Valls

Vergine e martire

Nella cittadina di Ollería sempre nel territorio di Valencia, beata Incarnazione Gil Valls, vergine e martire, che andò invitta incontro a Cristo Sposo portando la lampada accesa.

Beato Giuseppe Raimondo Pasquale Ferrer Botella

Sacerdote e martire

Nel villaggio di Abalat de la Ribera nel territorio di Valencia in Spagna, beato Giuseppe Raimondo Pasquale Ferrer Botella, sacerdote e martire, che patì il martirio durante la persecuzione contro la fede.

Beato Giuseppe Maria Ferrandiz Hernandez

Sacerdote e martire

Nel villaggio di Rotglá y Corbera nello stesso territorio in Spagna, beato Giuseppe Maria Ferrándiz Hernández, sacerdote e martire, che, durante la stessa persecuzione, portò a termine la sua battaglia per la fede.

Santi Andochio, Tirso e Felice

Martiri

A Seaulieu nel territorio di Autun in Francia, santi Andochio, Tirso e Felice, martiri.

San Rustico di Clermont

Vescovo

A Clermont-Ferrand in Aquitania, ancora in Francia, san Rustico, vescovo, che, essendo già sacerdote in questa città, accettò, con gaudio del popolo, l’onore dell’episcopato.

San Lupo di Lione

Vescovo

A Lione sempre in Francia, san Lupo, vescovo, vissuto in precedenza da anacoreta.

Beato Wolfango da Steinkirchen

Martire

Beati Guglielmo Spenser e Roberto Hardesty

Martiri

A York in Inghilterra, beati martiri Guglielmo Spenser, sacerdote, e Roberto Hardesty, che, condannati a morte sotto la regina Elisabetta I, il primo perché sacerdote, l’altro perché lo aveva ospitato, furono appesi al patibolo.