Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

8 maggio

Beata Vergine Maria Madre della Divina Provvidenza

Venerata a Cussanio (CN)

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'apparizione a Cussanio e la missione di Bartolomeo Coppa

Cussanio è un piccolo borgo agricolo situato a tre chilometri dalla città di Fossano, e proprio qui si custodisce il Santuario dedicato a Maria, Madre della Divina Provvidenza. La storia del santuario risale ai primi anni del 1500. Nella fertile campagna circostante pascola la sua piccola mandria il vaccaro Bartolomeo Coppa, il quale è audioleso. Nel mese di maggio del 1521, la tradizione fissa l'apparizione il giorno otto maggio. La Madonna appare a Bartolomeo sotto le sembianze di una Signora vestita di bianco, con il mantello azzurro. La Signora ridona miracolosamente a Bartolomeo l'uso della parola e dell'udito. La Madonna affida a Bartolomeo l'incarico di invitare gli abitanti di Fossano a cambiare vita e a fare penitenza dei peccati per scongiurare i castighi del Signore. I Fossanesi si stupiscono nel sentire Bartolomeo parlare correttamente ma si beffano di lui e del suo messaggio. Deluso per la mancata missione, Bartolomeo ritorna a pascolare la mandria. Tre giorni dopo l'apparizione, Bartolomeo si addormenta stanco. La Madonna riappare a Bartolomeo in sogno, vestita di rosso con un grande manto blu sulle spalle. La Madonna incoraggia Bartolomeo a rinnovare il suo messaggio ai Fossanesi e gli porge tre pani vedendolo affamato. Al risveglio, Bartolomeo trova accanto alla bisaccia tre pani uniti tra loro, simili a quelli consegnatigli nel sogno. Rinfrancato, Bartolomeo ripete con coraggio l'ammonizione ai concittadini, che nuovamente la ignorano. Nei restanti anni della sua lunga vita, Bartolomeo gira in città e campagne vestito di una tunica azzurra e con una sciarpa azzurra a tracolla in ricordo della Madonna.

La pestilenza, i primi processi e la fondazione del santuario

Nell'autunno del 1521 si diffonde nel territorio una terribile pestilenza con non meno di tremila vittime. Gli abitanti della zona si ricordano delle parole della Madonna e iniziano le processioni penitenziali sul luogo delle apparizioni. Negli anni successivi viene costruita una piccola Chiesa a ricordo del miracolo di Cussanio. Il primo Vescovo della nuova Diocesi di Fossano, Monsignor Camillo Daddeo, visita la chiesetta nel 1593 trovandola in pessime condizioni e ne ordina i restauri. Il vescovo avvia il processo apostolico per verificare l'autenticità delle apparizioni tra il 1604 e il 1609. Durante il processo vengono ascoltati testimoni che hanno conosciuto Bartolomeo Coppa e malati guariti mangiando tozzi di quel pane. Una copia manoscritta delle testimoniali del processo è conservata nell'archivio storico del comune di Fossano. La piccola Chiesa di Cussanio viene affidata ai Padri Agostiniani della Congregazione di Genova. Gli Agostiniani, con la collaborazione dei Fossanesi, costruiscono il Santuario con annesso Convento. La devozione alla Madonna di Cussanio si diffonde rapidamente nel territorio di Fossano, nelle valli alpine del cuneese, del saluzzese e nella pianura verso Racconigi e Bra.

Le soppressioni, la difesa del vescovo Manacorda e la rinascita

Nel 1802, a causa della Rivoluzione francese e di Napoleone, le corporazioni religiose vengono soppresse. I Padri Agostiniani sono secolarizzati ed espulsi, mentre il Santuario e il Convento vengono confiscati. Nel 1866, per effetto delle leggi Siccardi del Governo italiano, i beni del Santuario sono nuovamente espropriati e il Convento è occupato dal Demanio. Il dieci marzo 1872 il vescovo Monsignor Emiliano Manacorda fa il suo solenne ingresso nella Diocesi di Fossano. Monsignor Emiliano Manacorda è carissimo a Papa Pio IX e grande amico di Don Bosco. Visitando Cussanio, il vescovo constata lo stato di abbandono e squallore del convento e della chiesa campestre. Il Convento, incamerato dal Demanio, è adibito a deposito di paglia e attrezzi agricoli ed è in procinto di essere venduto come ospedale militare o psichiatrico. Il vescovo si impegna affinché Cussanio torni ad essere centro della devozione mariana. Fallite le richieste di restituzione, il vescovo cita in tribunale il Demanio nel corso del 1873. Durante le prolungate difficoltà legali, il vescovo si rivolge in preghiera guardando l'immagine della Madonna nel suo ufficio. Manacorda affida le cause alla Vergine Santissima chiedendo di vincere le liti. Manacorda promette di rendere più bella la casa della Madonna a Cussanio. Manacorda giura di far rendere alla Madonna un culto speciale sotto il titolo di Madre della Divina Provvidenza. Manacorda ammonisce che se gli empi compiono l'opera non esisterà il convento e la casa sarà deserta. La vertenza giudiziaria prende un avvio favorevole. Nel 1874 il Convento ritorna all'Opera degli Esercizi Spirituali e al Seminario. Il vescovo si accinge immediatamente e con riconoscenza alla restaurazione delle strutture materiali. Il vescovo si dedica alla diffusione della devozione alla Madonna tra i diocesani e i devoti di Cussanio. Il vescovo parla continuamente nelle sue prediche delle predilezioni della Madonna per i suoi fedeli. Il vescovo menziona i tre atti di provvidenza materna che sono la parola al muto, il pane all'affamato e il salutare richiamo alla conversione. I tre atti di provvidenza materna sono racchiusi nel quadro del Claret posto sull'Altare centrale del Santuario. Si registra la data dell'Apparizione all'otto maggio 1521.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Vergine Maria Madre della Divina Provvidenza?

La ricorrenza liturgica e la festa si celebrano l'otto maggio, in memoria dell'apparizione avvenuta a Cussanio nel millesinquecentoventuno.

Di cosa è patrona la Beata Vergine Maria Madre della Divina Provvidenza?

La Vergine è invocata e venerata con i titoli di Maria Madre della Divina Provvidenza e Madre della Divina Provvidenza.