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9 luglio

Beate 32 Martiri di Orange

Vergini e martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto storico e la persecuzione

Nel corso del diciottesimo secolo, la Francia fu teatro di profondi sconvolgimenti politici e sociali che travolsero anche la vita religiosa della nazione. Il martirio delle trentadue religiose francesi avvenne in particolare nel periodo storico noto come il Terrore, durato dall'autunno del mille settecentonovantatré all'estate del mille settecentonovantaquattro. In quel frangente storico drammatico, operarono tribunali straordinari in tutta la Francia con l'obiettivo di colpire ogni forma di opposizione ai nuovi dettami politici. Tra questi organi repressivi, il tribunale di Orange, situato nella Francia sud-orientale nel dipartimento Vaucluse, fu uno dei più crudeli e spietati. La cittadina di Orange sorge sul sito dell'antica colonia romana denominata Arausio. Il tribunale straordinario di Orange operò specificamente dal 17 giugno al 5 agosto 1794, periodo in cui perseguitò con estrema ferocia preti, religiosi e suore facenti parte del clero refrattario. Le vittime designate si erano coraggiosamente rifiutate di prestare il giuramento di libertà e uguaglianza e di accettare la Costituzione Civile del Clero. Tale Costituzione Civile del Clero era stata condannata da papa Pio VI per i suoi principi fortemente restrittivi della legittima dipendenza da Roma. Durante la sua attività, il tribunale di Orange giudicò cinquecentoquantacinque persone in circa due mesi di funzionamento implacabile. Al termine dei procedimenti, il tribunale condannò alla ghigliottina trecentotrentadue persone, tra le quali figuravano trentasei preti e le trentadue religiose.

L'arresto e la vita nella prigione di Orange

Le suore destinate al martirio furono dapprima rastrellate nella regione della piana del Rodano, dove svolgevano la loro missione quotidiana. Successivamente, le religiose furono condotte nella prigione di Orange, un edificio noto con il nome di La Cure. Il gruppo complessivo era composto da due suore cistercensi, una benedettina, sedici Orsoline e tredici Sacramentine. Le Orsoline possedevano varie Case nel circondario della regione, mentre le Sacramentine appartenevano a una congregazione provenzale fondata nel diciassettesimo secolo dal sacerdote Antonio Lequieu. Le Orsoline e le Sacramentine furono arrestate insieme a Bollène il 22 aprile 1794. Pochi giorni dopo, precisamente il 2 maggio 1794, le suore furono trasferite ad Orange per essere sottoposte al giudizio del tribunale rivoluzionario. Nonostante la durezza della cattività e la prospettiva certa della condanna, in prigione le suore continuarono d'accordo a praticare la vita conventuale unificata, sostenendosi reciprocamente nella preghiera e nella carità fraterna. Dopo circa due settimane di detenzione, le suore furono formalmente condannate a morte in odio alla fede cattolica.

Il martirio e il coraggio al patibolo

Le esecuzioni delle suore ebbero inizio il 6 luglio 1794 e avvennero a gruppetti giorno dopo giorno, prolungandosi per tre settimane fino alla morte dell'ultima suora, che ricopriva l'incarico di superiora delle Orsoline. Le condannate salirono al patibolo al rullare dei tamburi e tra le urla della folla che gridava slogan come Viva la Nazione e Viva la Repubblica. Queste esecuzioni sanguinose promosse dalla folla avvenivano tradizionalmente al tramonto. Il comportamento delle suore fu caratterizzato da un eroismo eccezionale, come venne successivamente testimoniato dai superstiti al massacro. Il coraggio delle suore cresceva visibilmente man mano che il loro numero diminuiva e le consorelle andavano incontro alla morte violenta e ingiusta. Durante i momenti drammatici dell'attesa, le suore recitavano le preghiere degli agonizzanti in ginocchio e in un profondo silenzio di raccoglimento. Al termine di ogni esecuzione, credendo erroneamente che fosse finita, le consorelle rimaste si alzavano e cantavano il Te Deum e il Laudate Dominum, liete dell'onore toccato alle loro Famiglie Religiose. Le suore si esortavano a vicenda con grande fervore in vista della propria morte, prevista regolarmente per il giorno successivo. I corpi delle religiose furono sepolti al campo Gabet, situato vicino ad Orange, precisamente alla confluenza della Leygues e del Rodano. Fin dal primo giorno della sepoltura, quel luogo divenne meta di numerosi pellegrinaggi a causa della loro fama di grande santità riconosciuta dal popolo.

I nomi delle martiri e il riconoscimento della Chiesa

Il gruppo delle trentadue beate martiri comprende figure di profonda dedizione religiosa, ciascuna con la propria storia personale e il proprio nome nell'ordine. La prima suora cistercensi è Suor Maria di San Enrico, al secolo Margherita Eleonora de Justamond, e la seconda è Suor Maddalena del Santissimo Sacramento, al secolo Maddalena Francesca de Justamond. La suora benedettina è Suor Maria Rosa, al secolo Susanna Agata de Loye. Seguono le sedici Orsoline: la prima è Suor Santa Melania, al secolo Maria Anna Maddalena de Guilhermier; la seconda è Suor degli Angeli, al secolo Maria Anna Margherita de Rocher; la terza è Suor Santa Sofia, al secolo Maria Gertrude de Ripert d'Alauzier; la quarta è Suor San Luigi, al secolo Silvia Agnese de Romillon; la quinta è Suor Santa Sofia, al secolo Maria Margherita de Barbegie d'Albarède; la sesta è Suor San Bernardo, al secolo Giovanna Maria de Romillon; la settima è Suor San Francesco, al secolo Maria Anna Lambert; l'ottava è Suor Santa Francesca, al secolo Maria Anna Depeyre; la nona è Suor San Gervasio, al secolo Maria Anastasia de Roquart; la decima è Suor San Michele, al secolo Maria Anna Doux; l'undicesima è Suor San Andrea, al secolo Maria Rosa Laye; la dodicesima è Suora del Cuore di Maria, al secolo Dorotea Maddalena Giulia de Justamond; la tredicesima è Suor Caterina di Gesù, al secolo Maria Maddalena de Justamond; la quattordicesima è Suor San Basilio, al secolo Anna Cartier; la quindicesima è Suor Chiara di Santa Rosalia, al secolo Maria Chiara du Bac; la sedicesima è Suora del Cuore di Gesù, al secolo Elisabetta Teresa Consolin. Le tredici Sacramentine completano il gruppo: la prima è Suor Ifigenia di San Matteo, al secolo Francesca Maria Susanna de Gaillard; la seconda è Suor Rosa di Santa Pelagia, al secolo Rosalia Clotilde Bès; la terza è Suor Teotista Maria, al secolo Maria Elisabetta Pellissier; la quarta è Suor Rosa di San Saverio, al secolo Maddalena Teresa Talieu; la quinta è Suor Marta del Buon Angelo, al secolo Maria Cluse; la sesta è Suor Maddalena della Madre di Dio, al secolo Elisabetta Verchière; la settima è Suor dell'Annunciazione, al secolo Teresa Enrichetta Faurie; inoltre Alessio corrisponde ad Anna Andreina Minute; Suor Amata di Gesù corrisponde a Maria Rosa de Gordon; Suor Maria di Gesù corrisponde a Margherita Teresa Charansol; Suor San Gioacchino corrisponde a Maria Anna Béguin-Royal; Suor San Agostino corrisponde a Margherita Bonnet; Suor San Martino corrisponde a Maria Chiara Blanc. Tale gruppo è storicamente associato ai codici identificativi 62990 e 64490, mentre la loro morte è avvenuta a Orange, in Francia, tra il 6 e il 26 luglio 1794. La causa per la beatificazione delle martiri fu introdotta il 14 giugno 1916. Il martirio delle suore fu riconosciuto ufficialmente il 19 marzo 1925, e la beatificazione fu celebrata solennemente il 10 maggio 1925 da papa Pio XI. La festa liturgica per tutte le martiri fu fissata al 9 luglio.

Domande frequenti

Quando si festeggia Beate 32 Martiri di Orange?

La festa liturgica delle Beate trentadue Martiri di Orange si celebra il 9 luglio.