9 luglio
Sant' Elia Facchini
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la vocazione
Elia nacque il 2 luglio 1839 a Reno Centese in provincia di Ferrara, da Francesco Facchini e Marianna Guiaraldi, giunto dopo due sorelline, di cui una sarebbe poi divenuta suora Orsolina a Ferrara. Al sacramento del battesimo ricevette il nome di Giuseppe Pietro. La sua infanzia fu segnata da un'indole impulsiva e irrequieta che sconcerta genitori e maestri, ma per contrasto custodiva un'anima candida e disposta al bene senza ipocrisia. A cinque anni ricevette la Cresima e a sette anni cominciò a frequentare la scuola della parrocchia. Dopo aver completato il ginnasio, fu ammesso a studiare come esterno nel Seminario di Finale, dove acquisì una discreta cultura letteraria. In famiglia c'era un fervore religioso che aiutò a modificare i lati deboli del suo carattere, mentre i compagni lo chiamavano con il soprannome di matto Facchini. A undici anni fece la Prima Comunione, preparato devotamente dalla mamma, e divenne un assiduo e serio chierichetto della sua parrocchia. Era festoso quando in paese giungeva il frate francescano per la questua ed era fortemente attratto dalla figura religiosa francescana senza tuttavia intuirne il motivo profondo. A diciotto anni prese la decisione decisiva di farsi frate tra la meraviglia dei genitori. Nel luglio 1854 lasciò Reno Centese e si recò a Bologna alla Casa Provinciale dei Francescani, dove fu accolto favorevolmente per essere poi mandato nel Convento delle Grazie presso Rimini. Il 1 novembre 1854 vestì l'abito francescano e cambiò il proprio nome in frate Elia. Nel convento incontrò frate Francesco Fogolla, entrato quasi contemporaneamente, e tra loro s'instaurò una santa amicizia durata tutta la vita fino alla morte insieme in Cina. Il noviziato e gli studi superiori trascorsero con successo, ammirato e apprezzato da compagni e superiori, tanto da essere promosso al sacerdozio ancora studente. Ricevette l'ordinazione sacerdotale a venticinque anni, il 18 dicembre 1864, per le mani dell'arcivescovo di Firenze. Celebrò la Prima Messa al suo paese d'origine, da cui era partito anni prima tra lo scetticismo generale, ritornandovi sacerdote e frate tra l'ammirazione e la gioia di tutti.
La partenza per le missioni in Cina
Negli anni successivi all'ordinazione, padre Elia dovette affrontare e subire insieme a tutto il suo convento le leggi governative di scioglimento degli Ordini e dei conventi religiosi. Si ritirò per qualche tempo in famiglia, e fu proprio in quel contesto che maturò l'intenzione profonda di andare nelle missioni in Cina. Con il permesso dei superiori lasciò i familiari e si recò a Roma nel Collegio delle Missioni a San Bartolomeo all'Isola. Dopo mesi di preparazione e di studio intenso delle lingue, fu aggregato a una spedizione missionaria guidata da monsignor Eustachio Zanolo, provvisoriamente in Italia e di ritorno nel Vicariato cinese del Hu-pè. Facevano parte del gruppo alcuni padri e parecchie suore Canossiane, i quali si imbarcarono a Civitavecchia per raggiungere l'Impero di Mezzo. Arrivarono il 6 dicembre 1867 a Shanghai dopo un lunghissimo viaggio, da cui proseguirono per altri tre giorni su una corazzata francese fino a Tce-fu. Il viaggio per padre Elia Facchini e padre Anastasio da Ferentino continuò ulteriormente a piedi, a dorso di mulo oppure con il palanchino, guidati da alcuni cinesi pagani per settimane intere. Lungo il cammino assistettero ad assalti di rivoltosi, assedi e uccisioni di persone per mano dei briganti. Soffrirono la fame e subirono rifiuti nei paesi visitati a causa del loro misero vestire, venendo spesso scambiati per malfattori. Dormirono su una stuoia per terra, a volte a stento riparati dal freddo rigido e dalla neve. Nel mese di marzo 1869 i due missionari arrivarono a Tci-nan-fu, capitale della provincia dello Scian-tong. A Tci-nan-fu padre Elia trovò una lettera del Vicario Apostolico monsignor Moccagatta che lo chiedeva nello Shan-si. Si rimise da solo in viaggio tra avventure e pericoli, raggiungendo infine Tai-yuen-fu il 29 aprile del 1868. A Tai-yuen-fu trovò tre compagni della stessa provincia francescana: Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e Paolo da Fresonara.
L'apostolato e la guida del seminario
Dopo un periodo di ambientazione iniziale, a padre Elia fu affidato il distretto di Ta-tong-fu. Operò con l'ardore e l'entusiasmo del giovane missionario in un'instancabile opera apostolica, caratterizzato anche dalla folta e lunga barba che incuteva un timore reverenziale. Tuttavia rimase nel distretto di Ta-tong-fu per appena un anno, poiché ricevette l'ordine di ritornare a Tai-yuen-fu come rettore del seminario cinese a causa della morte del precedente rettore. Era in pratica l'unico professore di circa venti studenti di vari gradi di studio fino alla teologia. Diresse il seminario per venti anni con disciplina e comprensione ed era profondamente amato dai suoi studenti. Non si concedeva alcun riposo e conduceva una vita molto severa per sé stesso. Si alzava alle tre di notte e dormiva complessivamente solo quattro ore per notte. L'11 settembre 1893 ricevette l'incarico di guidare la prima famiglia monastica francescana in Cina nella vasta regione. La comunità aveva il proprio convento costruito a Tong-eul-kou ed era composta da tre sacerdoti e tre novizi cinesi. Il suo primo pensiero fu di ripristinare il saio francescano, sebbene di colore nero poiché in Cina non si usava il marrone, dato che i missionari vestivano in maggioranza come i cinesi. Dopo quattro anni dovette lasciare il luogo claustrale di Tong-eul-kou per ritornare a dirigere il seminario indigeno a Tai-yuen-fu. La sua virtù più grande fu l'obbedienza, essendo sempre pronto agli ordini dei superiori senza reclamare privilegi. Negli ultimi anni padre Elia Facchini soffrì di disturbi cutanei molto dolorosi e tormentati, specialmente con l'arrivo del caldo, al punto che il suo corpo diventava interamente una piaga a causa di tali problemi. Era obbligato a dormire semivestito a causa del dolore provato nel vestirsi, specialmente per le calze.
Il martirio e la glorificazione
Con l'arrivo della persecuzione scatenata dai fanatici boxers, padre Elia fu portato in catene nel cortile del tribunale di Tai-yuen-fu il 9 luglio 1900. Fu interrogato dal viceré Yü-sien che gli chiese chi fosse, ed egli rispose semplicemente di essere un uomo d'Italia. Fu quindi condotto sul luogo dove erano stati già uccisi altri venticinque martiri. Il carnefice gli ordinò di inginocchiarsi, ma egli non poteva farlo a causa dei dolori cutanei e della conseguente obesità. Il carnefice gli diede allora due sciabolate nelle gambe e, caduto per terra, fu massacrato di fendenti e decapitato, risultando l'ultimo a morire nel giorno del martirio. La sua testa, insieme a quella dei vescovi, fu issata sulle mura all'ingresso della città alla Porta Meridionale. Il gruppo di ventinove martiri francescani di cui faceva parte comprendeva tre vescovi, quattro sacerdoti tra cui padre Elia, un fratello religioso, sette suore Francescane Missionarie di Maria, undici laici cinesi del Terz'Ordine di san Francesco e tre fedeli cinesi, capeggiati liturgicamente dal vescovo Gregorio Grassi. I martiri in Cina comprendevano complessivamente vescovi, sacerdoti, catechisti, suore, religiosi e laici vittime dell'odio anticristiano. I ventinove martiri francescani vennero beatificati il 27 novembre 1946 da papa Pio XII. Successivamente, il 1 ottobre del 2000, papa Giovanni Paolo II ha canonizzato questo gruppo di centoventi martiri in Cina, suggellando la memoria liturgica legata al sacrificio supremo di questi testimoni della fede.
La vita e la missione
Il percorso di Sant' Elia Facchini ebbe inizio nel 1839 a Reno Centese. La sua vocazione si manifestò precocemente, conducendolo alla vestizione dell'abito francescano nel 1854 presso la città di Rimini. Dopo un periodo di preparazione e studi, ricevette l'ordinazione sacerdotale il 18 dicembre 1864, consolidando la sua scelta di consacrazione totale al Signore. Animato da un fervente spirito missionario, nel 1867 lasciò l'Italia per intraprendere il lungo viaggio verso la Cina, terra che divenne la sua nuova casa e il luogo della sua definitiva testimonianza.
Giunto in Oriente, il suo ministero si distinse per l'impegno costante nella formazione. Per venti anni, infatti, diresse con dedizione il seminario indigeno a Tai-yuen-fu, curando la crescita umana e spirituale di numerosi giovani chiamati al sacerdozio. Accanto a questo importante compito educativo, la sua sollecitudine pastorale lo portò a fondare la prima famiglia monastica francescana a Tong-eul-kou, segno tangibile di una presenza contemplativa e operosa nel contesto asiatico. La sua esistenza, trascorsa tra Bologna, Roma, Shanghai e le missioni cinesi, fu un costante pellegrinaggio verso la santità, vissuto nell'umiltà dell'obbedienza e nella fedeltà al carisma di San Francesco. Il compimento di tale fedeltà giunse il 9 luglio 1900, quando subì il martirio per decapitazione nel contesto della persecuzione dei Boxer a Tai-yuen-fu, sigillando con il sangue la sua dedizione a Dio e al popolo cinese.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità di Sant' Elia Facchini è avvenuto nel contesto della solenne canonizzazione presieduta da Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre del duemila. La Chiesa, nel celebrare la sua memoria, lo annovera tra i martiri cinesi, onorando la schiera di coloro che hanno donato la vita per testimoniare la fede in Cristo in tempi di sofferenza e persecuzione. La sua figura è ricordata annualmente il 9 luglio, data che segna il suo ingresso nella gloria celeste.
Il culto di Sant' Elia Facchini rappresenta un invito alla perseveranza per ogni cristiano, ricordando come il seme della Parola, se accolto con purezza di cuore, porti frutti anche nei momenti di prova più estrema. La sua eredità spirituale non appartiene soltanto alla terra in cui ha operato, ma costituisce un patrimonio di tutta la Chiesa universale, che trova nei suoi martiri la conferma della potenza della grazia divina. Pregare Sant' Elia significa accostarsi a un testimone che, avendo lasciato tutto per seguire il Signore, ha trovato nella via della croce la pienezza della vita eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Elia Facchini?
La memoria liturgica di Sant'Elia Facchini si celebra il 9 luglio, giorno in cui subì il martirio in Cina.
Quali furono le tappe principali della sua vita missionaria?
Nacque a Reno Centese nel 1839, divenne sacerdote francescano e partì per le missioni in Cina nel 1867, operando come insegnante e rettore di seminario fino al martirio avvenuto a Tai-yuen-fu nel 1900.