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giovedì 9 luglio 2026 · Santo del giorno

Santa Veronica Giuliani

Vergine

Santa Veronica Giuliani

Santa Veronica Giuliani nacque il 27 dicembre 1660 a Mercatello sul Metauro, nella diocesi di Urbania in provincia di Pesaro, ed fu battezzata con il nome di Orsola. Fin dai primi mesi di vita la sua esistenza fu segnata da straordinarie manifestazioni spirituali, che la condussero a votarsi interamente al Signore come religiosa delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. Visse immersa nella preghiera, nella penitenza e in una profonda unione con la Passione di Cristo, ricevendo insigni carismi e il dono delle stimmate.

Ricordata per la sua fervente dedizione alla Chiesa, per i suoi scritti mistici e per l'eroica pazienza dimostrata durante le dure prove subite, fu guidata da un ardente amore per i peccatori e per le anime del Purgatorio. Morì il 9 luglio 1727, dopo essere stata badessa per undici anni. Papa Pio VII la beatificò il 18 giugno 1804 e Papa Gregorio XVI la canonizzò il 26 maggio 1839, fissando la sua memoria liturgica al nove luglio.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Elia Facchini

Sacerdote e martire

Sant'Elia Facchini, sacerdote e martire dell'Ordine dei Frati Minori, nacque a Reno Centese il 2 luglio 1839 e visse la sua dedizione al Vangelo fino al supremo sacrificio della vita. Partito dall'Italia per le missioni in Cina, spese decenni nell'annuncio della fede, nell'insegnamento e nella guida spirituale dei giovani seminaristi, affrontando con intrepida fortezza disagi, fatiche e persecuzioni. La sua esistenza fu segnata da una profonda austerità interiore, da un amore instancabile per la Chiesa e da un'obbedienza radicale ai superiori, vissuta senza riserve sino al martirio.

Egli è ricordato in modo particolare il 9 luglio, data in cui subì la morte cruenta insieme ai confratelli e ai compagni di fede durante la violenta persecuzione dei fanatici boxers a Tai-yuen-fu. La sua testimonianza eroica è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa cattolica il 1 ottobre del 2000, quando papa Giovanni Paolo II lo ha elevato agli onori degli altari insieme a un gruppo di centoventi martiri in Cina, suggellando con il sangue una vita interamente donata a Dio e ai fratelli.

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San Nicola Pieck (Nicola Pichi)

Sacerdote francescano, martire

San Nicola Pieck, nato a Gorcum nel 1534, è una luminosa figura di sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti, la cui vita giunse a compimento nel sedicesimo secolo. Uomo di profonda dedizione spirituale, egli scelse di consacrarsi al Signore e al servizio della Chiesa, offrendo una testimonianza di fedeltà evangelica che culminò nel sacrificio supremo della vita. Il suo cammino umano e religioso si intrecciò con le difficili vicende storiche della sua terra, dove la fede cattolica fu messa a dura prova da violente contrapposizioni.

Il suo ricordo rimane vivo nella memoria della Chiesa, che lo venera come martire insieme ai suoi compagni di Gorcum. Egli è ricordato per aver affrontato con coraggio le torture e le sevizie subite a causa della sua fedeltà al Vangelo e all'istituzione ecclesiastica. Canonizzato da Papa Pio Nono nell'anno 1867, San Nicola Pieck rimane per i fedeli di ogni tempo un esempio di perseveranza nelle prove, capace di testimoniare l'amore per Cristo anche di fronte alla minaccia della morte, offrendo la sua esistenza come sigillo di una dedizione assoluta e irrevocabile.

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Santi Martiri Cinesi (Agostino Zhao Rong e 119 Compagni)

I Santi Martiri Cinesi, guidati da Agostino Zhao Rong e dai compagni, rappresentano una schiera luminosa di testimoni della fede che, in varie epoche e luoghi della Cina, hanno offerto la loro vita per Cristo tra il sedicesimo e il ventesimo secolo. Questa grande famiglia di martiri comprende vescovi, sacerdoti, religiosi, catechisti, seminaristi, laici, sposi, vedove e fanciulli, i quali non rinnegarono mai le proprie origini e la propria cultura d'appartenenza pur professando fermamente il Vangelo.

Ricordati per il loro coraggio indomito di fronte alle persecuzioni e per il sacrificio supremo vissuto tra il 1648 e il 1930, essi sono stati iscritti nel albo dei santi da San Giovanni Paolo II il primo ottobre dell'anno del Grande Giubileo. La loro memoria liturgica unisce la testimonianza di tutti coloro che hanno suggellato con il sangue la dedizione alla Chiesa in terra cinese.

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Beata Giovanna Scopelli

Vergine

La Beata Giovanna Scopelli visse nel quindicesimo secolo, lasciando un segno luminoso nella storia della Chiesa come fondatrice e vergine dell'Ordine delle carmelitane a Reggio Emilia. Nata a Reggio Emilia nel 1439 oppure nel 1428, manifestò presto nel suo cuore la propria vocazione religiosa, ottenendo dai genitori il permesso di farsi mantellata carmelitana. Dopo aver vissuto in casa dedicandosi a due sorelle e a un fratello ed essere rimasta orfana, fu accolta da una donna di umili condizioni e ricca di pietà. Ella guidò la nascita di una comunità monastica femminile in un'epoca in cui in Italia non c'era tradizione di monasteri femminili carmelitani prima di allora, mentre simili esperienze monastiche si verificarono anche in Francia, Belgio e Spagna.

Ricordata da Giovanni Paolo II nel 2002 come una delle esponenti di spicco in Italia della prima esperienza monastica carmelitana e considerata una delle principali figure del Secondo Ordine, la Beata Giovanna seppe adattare il carisma del Carmelo alla nuova comunità. La preghiera liturgica la definisce sposa fedele del Figlio di Dio. Morì il 9 luglio 1491 circondata da vasta fama di santità a Mantova. Il suo culto fu approvato da Clemente XIV il 24 agosto 1771 e nel 1773 il suo nome fu inserito nel Canone dei Beati. La sua memoria liturgica si celebra il nove luglio, giorno in cui la sua festa veniva celebrata solennemente con la benedizione degli infermi.

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Santa Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù (Amabile Visintainer)

Vergine, fondatrice

Santa Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, nata Amabile Visintainer, è una figura luminosa che ha saputo tradurre l'amore per Dio in una dedizione instancabile verso i sofferenti. Nata a Vigolo Vattaro nel 1865, ha vissuto il profondo distacco dall'Italia per emigrare in Brasile con la propria famiglia durante l'infanzia, trovando in quella terra straniera il terreno fertile per la sua vocazione. La sua vita è stata un cammino di umile servizio, segnato dalla fondazione di opere caritatevoli e dalla creazione di una congregazione religiosa votata alla cura del prossimo.

La memoria di Santa Paolina rimane viva per la sua straordinaria capacità di accogliere la croce, testimoniata in modo particolare negli ultimi anni della sua esistenza, segnati dalla malattia e dalla sofferenza fisica. Canonizzata da Papa Giovanni Paolo Secondo nel 2002, ella viene oggi ricordata come una madre che ha saputo farsi piccola tra i piccoli, trasformando la propria vita in un'offerta pura al Cuore Agonizzante di Gesù. La sua testimonianza continua a interpellare il cuore di chiunque cerchi nella fede la forza per servire i fratelli, specialmente i più fragili, con perseveranza e spirito di carità evangelica.

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San Francesco Fogolla

Vescovo e martire

San Francesco Fogolla, nato a Montereggio nel diciannovesimo secolo e vissuto tra il 1839 e il 1900, fu un vescovo e missionario dell'Ordine dei Frati Minori che offrì la propria vita per la fede in Cina. La sua esistenza si spese interamente nell'annuncio del Vangelo, nella promozione umana e nella difesa dei cristiani nello Shansi, fino al supremo sacrificio del martirio affrontato a Tayuanfu durante la violenta persecuzione della setta dei Boxers.

Ricordato per la profonda dedizione pastorale, per la straordinaria conoscenza della lingua e della cultura cinese e per l'opera instancabile a favore dei più deboli, è stato canonizzato il 1 ottobre 2000 tra i martiri cinesi. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il 9 luglio, giorno della sua nascita al cielo.

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San Gregorio Maria (Pier Luigi) Grassi

Vescovo e martire

San Gregorio Maria Grassi, al secolo Pier Luigi Grassi, nacque a Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria il tredici dicembre 1833 da Giovan Battista Grassi e Paola Francesca Moccagatta, onesti borghesi e possidenti. Vissuto nel ventesimo secolo e morto martire a Tai-yuen-fu in Cina il nove luglio 1900, fu vescovo e missionario francescano, spendendo la propria esistenza al servizio del Vangelo in terra d'Oriente. La sua memoria liturgica si celebra il nove luglio, ricordando il suo supremo sacrificio affrontato insieme ad altri compagni durante la crudele persecuzione dei Boxers.

La sua testimonianza di fede si inserisce nel vasto e doloroso capitolo dei martiri cristiani in Cina, la cui eroica fedeltà è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa. Il primo ottobre del duemila papa Giovanni Paolo II ha canonizzato un gruppo di centoventi martiri in Cina, tra i quali spicca la figura di monsignor Grassi. Questi testimoni della fede erano stati beatificati in precedenza in vari gruppi a partire dal settecentoquarantasei con papa Clemente XIII fino a Pio XII nel millenovecentocinquantuno, componendo una mirabile schiera di vescovi, sacerdoti, catechisti, suore, religiosi e laici vittime dell'odio anticristiano.

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Beato Adriano Fortescue

Cavaliere di Malta, terziario domenicano, martire

Il beato Adriano Fortescue visse nel XVI secolo, venendo alla luce intorno al 1476 nella contea di Devon, all'interno di una nobile famiglia. La sua esistenza terrena si dipanò tra i doveri familiari, il servizio alla corte e la milizia, per poi culminare nel supremo sacrificio del martirio a Londra nel 1539. Sposato in prime nozze con Anna Stonor e in seconde nozze con Anna Rede di Boarstall, fu padre di cinque figli complessivi. Egli frequentò la corte secondo lo stile di vita dei nobili dell'epoca, combattendo per il suo re contro la Francia negli anni 1513 e 1523. Fu inoltre accompagnatore a Calais della regina Caterina d'Aragona e presenziò all'incoronazione di sua cugina Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII. Uomo di grande spiritualità e di profonda vita ascetica, ricoprì incarichi pubblici come giudice di pace per la contea di Oxford, fu insignito del titolo di cavaliere dell'Ordine del Bagno, entrò nel Sovrano Ordine di Malta e divenne terziario domenicano nella fraternità di Oxford. La sua testimonianza cristiana si compì nel contesto della sanguinosa e lunga persecuzione anticattolica in Gran Bretagna, scatenata dal re Enrico VIII, il quale provocò lo Scisma d'Inghilterra separando la Chiesa Anglicana da Roma.

Egli è ricordato soprattutto per essere stato il primo tra i laici cattolici a morire per la sua fede in quel periodo, affrontando la decapitazione dopo aver rifiutato il giuramento di fedeltà al re in materia religiosa. La sua memoria liturgica si celebra il 9 luglio, data riportata dal Martirologio Romano, mentre l'Ordine Domenicano lo ricorda l'8 luglio. La sua figura di padre di famiglia e martire in Inghilterra rappresenta il secondo beato che subì il martirio in ordine di tempo durante le persecuzioni, preceduto soltanto da un gruppo di diciannovesimi beati costituito da diciannove Certosini di Londra. La sua causa fu riconosciuta ufficialmente quando papa Leone XIII procedette alla sua beatificazione il 13 maggio 1895. L'eredità spirituale del beato Adriano Fortescue sopravvive nelle massime che egli stesso scrisse e firmò nel suo Libro delle Ore, documento tuttora conservato che testimonia la sua costante ricerca della volontà divina attraverso la preghiera, la dedizione al bene e l'ascolto delle ispirazioni dello Spirito Santo.

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Sante 7 Francescane Missionarie di Maria

Vergini e martiri

Nel cuore del ventesimo secolo, precisamente nel corso dell'anno 1900, si consumò il martirio delle sante Sette Francescane Missionarie di Maria, vergini e martiri che offrirono la loro vita in terra di missione. L'istituto di appartenenza era stato fondato nel 1877 da madre Maria della Passione, al secolo Hélène de Chappotin de Neuville, la cui opera e la cui figura spirituale furono in seguito riconosciute con la beatificazione avvenuta nel 2002. Chiamate in Cina da monsignor Francesco Fogolla, vicario generale dello Shanxi meridionale, le religiose partirono da Marsiglia il 12 marzo 1899 insieme a dieci frati e allo stesso monsignore, per raggiungere la loro destinazione il successivo 4 maggio. Quel generoso gruppo internazionale comprendeva sette religiose destinate alla città di Taiyuan, nella provincia dello Shanxi, le quali provenivano in parte dai Châtelets in Francia e in parte da varie case sparse francesi, esprimendo nella varietà delle loro origini la cattolicità della Chiesa. Tra di esse vi erano suor Maria Ermellina di Gesù, al secolo Irma Grivot, di nazionalità francese e di trentaquattro anni, che fungeva da superiora; suor Maria Chiara, al secolo Clelia Nanetti, italiana di ventotto anni; suor Maria Adolfina, al secolo Anne-Catherine Dierks, olandese di trentaquattro anni; suor Maria Amandina, al secolo Pauline Jeuris, lussemburghese di ventotto anni; suor Maria della Pace, al secolo Marianna Giuliani, italiana di venticinque anni; suor Maria di Santa Natalia, al secolo Jeanne-Marie Kerguin, francese di trentasei anni; e infine suor Maria di San Giusto, al secolo Anne-Françoise Moreau, francese di trentaquattro anni.

Le sante sono ricordate e profondamente venerate per aver suggellato la loro fede con l'effusione del sangue durante la violenta persecuzione promossa dai seguaci della setta dei Boxer, venendo uccise in odio al nome di Cristo il 9 luglio 1900 nella città di Taiyuan. La loro testimonianza eroica si inserisce nella più ampia passione dei santi vescovi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, appartenenti all'Ordine dei Frati Minori, insieme a ventiquattro compagni tra sacerdoti, seminaristi, laici e domestici. Dopo le tappe fondamentali della beatificazione confermata il 24 novembre 1946 da papa Pio XII, e la successiva unificazione delle cause dei ventinove martiri francescani autorizzata da papa san Giovanni Paolo II tramite i decreti emanati nel gennaio del 2000, le sette suore e i loro compagni furono solennemente iscritti nell'albo dei santi il 1 ottobre 2000 dallo stesso pontefice. La loro memoria liturgica ricorre ogni anno il 9 luglio, giorno in cui la Chiesa commemora il loro glorioso transito al cielo e l'inesauribile fecondità del loro sacrificio.

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Beata Maria di Gesù Crocifisso Petkovic

Religiosa, fondatrice

La Beata Maria di Gesù Crocifisso Petković è una figura luminosa del ventesimo secolo, ricordata per la sua dedizione totale al Vangelo, ai poveri e alla gioventù. Nata a Blato, nell'isola di Korčula, in Croazia, il dieci dicembre 1892, crebbe in una famiglia profondamente cristiana che impresse nel suo cuore i germogli della fede e della carità. Sesta di otto figli di Antonio e Maria Petković, manifestò fin da fanciulla una straordinaria inclinazione verso la pietà, la misericordia e la protezione dei bisognosi, considerati fratelli scelti e amati dal Signore dopo averne osservato le sofferenze e la fame.

Nel corso della sua esistenza terrena, spesa tra la terra d'origine e Roma dove si spense il nove luglio 1966, fondò la Congregazione delle Figlie della Misericordia del Terz'Ordine francescano. Figlia della diocesi di Dubrovnik, seppe unire mirabilmente l'opera apostolica per la diffusione della fede con la cura amorevole per i piccoli, i malati e gli emarginati. Riconosciuta dalla Chiesa come beata per opera di Papa Giovanni Paolo II il sei giugno 2003, ella vive tuttora nell'opera delle sue suore, presenti in vari continenti per testimoniare la bontà e la misericordia di Dio.

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Santa Maria Ermellina di Gesù (Irma Grivot)

Vergine e martire

Santa Maria Ermellina di Gesù, al secolo Irma Grivot, nacque nel ventesimo secolo, precisamente il ventotto aprile 1866 a Baune, in provincia e diocesi di Digione, nella regione francese della Borgogna. Cresciuta in una famiglia di condizione molto modesta, con il padre bottaio e la madre dedita alla gestione della casa, visse la fanciullezza in un grande fervore religioso. Dotata di una salute molto gracile ma di un carattere vivace e affettuoso, coltivava fin da ragazza l'ideale missionario e la passione per le questioni di fede. Superate le difficoltà iniziali e la contrarietà dei genitori, entrò nella congregazione delle Francescane Missionarie di Maria, fondata nel 1877 da madre Maria della Passione. Inviata in missione in Cina, affrontò un lungo e faticoso viaggio fino a raggiungere la città di Taiyuan, dove si dedicò con amorevolezza all'assistenza delle orfane e dei bisognosi.

La sua testimonianza terrena si concluse il nove luglio 1900 nel luogo stesso della sua missione a Taiyuan, in Cina, dove subì il martirio supremo insieme alle sue consorelle e a numerosi altri fedeli durante la persecuzione della setta dei Boxer in odio al nome di Cristo. Ricordata per la sua purezza spirituale, simboleggiata dal nome assunto e ispirato agli antichi bestiari medievali, visse la sua breve esistenza come sposa di Cristo, donando la propria vita senza riserve. Papa Pio XII la beatificò il ventiquattro novembre 1946, e successivamente il papa san Giovanni Paolo II la iscrisse solennemente fra i Santi il primo ottobre 2000. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il nove luglio di ogni anno, ricordandone il coraggio e la ferma dedizione al Vangelo.

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Santa Maria della Pace (Marianna Giuliani)

Vergine e martire

Santa Maria della Pace, al secolo Marianna Giuliani, è una figura luminosa che ha saputo tradurre la dedizione religiosa in un dono totale di sé fino al martirio. Nata a L'Aquila nel milleottocentosettantacinque, ha percorso un cammino di fede intenso che l'ha condotta lontano dalla sua terra d'origine per servire il Vangelo nelle terre di missione, testimoniando con la propria vita la forza incrollabile della carità cristiana.

La santa è ricordata oggi come una delle testimoni della fede che hanno sigillato il proprio impegno missionario con il sacrificio supremo. Canonizzata da Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre dell'anno duemila, la sua memoria liturgica invita i fedeli a riflettere sul significato profondo della missione, vissuta non solo come annuncio, ma come offerta silenziosa e costante di pace in un mondo segnato dalle divisioni e dall'odio.

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Santa Maria Amandina (Pauline Jeurus)

Vergine e martire

Santa Maria Amandina, nata Pauline Jeurus nel 1872 a Herk-la-ville, in Belgio, è una figura luminosa di dedizione missionaria che ha offerto la propria vita per il Vangelo. La sua esistenza, breve ma intensamente vissuta, si è intrecciata con il cammino della fede fin dalla giovinezza, portandola a consacrarsi al Signore e a servire i più fragili nelle terre lontane della Cina. La sua memoria è un invito a riflettere sul dono di sé e sulla fedeltà estrema alla propria vocazione in tempi di prova.

Ricordata come vergine e martire, Santa Maria Amandina è venerata per la sua carità operosa, manifestata con umiltà nel dispensario di Taiyuan. Il suo sacrificio, avvenuto nel luglio del 1900 durante la rivolta dei Boxers, sigilla un percorso di obbedienza e amore che ha attraversato il Belgio, passando per Gand, Anversa e Marsiglia, fino a raggiungere il cuore dell'Oriente. Canonizzata da San Giovanni Paolo II il primo ottobre del 2000, ella rimane un esempio di coraggio spirituale per ogni cristiano chiamato a testimoniare la speranza, anche nel momento della sofferenza estrema.

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Santa Maria Adolfina (Anne Catherine Dierks)

Vergine e martire

Santa Maria Adolfina, nata Anne Catherine Dierks nel 1866 a Ossendrecht, in Olanda, rappresenta una figura luminosa di dedizione totale al Vangelo nel passaggio tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. La sua esistenza è stata segnata da una vocazione missionaria profonda, che l’ha condotta lontano dalla sua terra d’origine per servire con umiltà e spirito di sacrificio le popolazioni della Cina. Entrata tra le Francescane Missionarie di Maria nel 1893, ha vissuto il suo cammino di fede come un dono incondizionato, culminato nel gesto supremo della testimonianza del sangue.

La memoria di questa martire è oggi legata al sacrificio compiuto a Taiyuan nel 1900, durante le drammatiche vicende della rivolta dei Boxers. La sua vita, breve ma intensa, è stata riconosciuta dalla Chiesa come un modello di fedeltà coraggiosa, portando Papa Giovanni Paolo II a proclamarla santa il primo ottobre dell'anno duemila. Santa Maria Adolfina rimane per noi un esempio di come l'amore per Dio possa superare ogni confine geografico e ogni umana paura, rendendo la testimonianza cristiana una luce che non si spegne di fronte alla prova della persecuzione.

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Santa Maria di San Giusto (Anne-Françoise Moreau)

Vergine e martire

Santa Maria di San Giusto, al secolo Anne-Françoise Moreau, nacque a Rouans, nella regione francese della Loira, il 9 aprile 1866. Vissuta tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, fu una religiosa e martire della Chiesa cattolica. Cresciuta in una famiglia di agricoltori benestanti e profondamente religiosi, fin dalla giovinezza coltivò una profonda carità verso i poveri e una costante dedizione alla preghiera. La sua vocazione fiorì nel silenzio del lavoro quotidiano prima di compiersi nella vita consacrata tra le suore Francescane Missionarie di Maria.

Partita missionaria per la Cina, offrì la propria esistenza al servizio dei fratelli più fragili nella città di Taiyuan. Durante la violenta persecuzione della setta dei Boxers, affrontò il martirio con coraggio insieme alle sue consorelle e a numerosi compagni cristiani. La Chiesa la ricorda il 9 luglio, celebrandone la testimonianza di fedeltà al Vangelo suggellata dal dono supremo della vita.

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Santa Maria di Santa Natalia (Jeanne-Marie Kerguin)

Vergine e martire

Santa Maria di Santa Natalia, al secolo Jeanne-Marie Kerguin, nacque nel diciannovesimo secolo in Bretagna da una famiglia umile e profondamente radicata nella fede. Fin da giovanissima coltivò il desiderio di consacrarsi interamente a Dio, un proposito che seppe custodire attraverso le fatiche quotidiane della vita rurale e la dedizione ai lavori più umili, prima di entrare tra le suore Francescane Missionarie di Maria. La sua vocazione fiorì nell'obbedienza e nella semplicità, portandola a servire in diverse nazioni europee e africane prima di essere destinata alla missione in Cina.

La sua testimonianza terrena si concluse con il martirio a Taiyuan, nella provincia dello Shanxi, durante la violenta persecuzione della setta dei Boxer. Accanto alle sue consorelle, affrontò la morte con intrepido coraggio, cantando le lodi del Signore e offrendo la propria vita per fedeltà al nome di Cristo. Ricordata nel calendario liturgico il nove luglio, fu proclamata santa da papa Giovanni Paolo secondo nel duemila, suggellando una vita spesa interamente nell'amore per il Vangelo.

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Santa Maria Chiara (Clelia Nanetti)

Vergine e martire

Santa Maria Chiara, nata Clelia Nanetti nel 1872 a Pontelagolungo di Rovigo, rappresenta una luminosa testimonianza di dedizione totale al Vangelo. La sua esistenza si è snodata attraverso un cammino di fede profondo, che l'ha condotta lontano dalla sua terra d'origine per servire il Signore nelle terre di missione. Entrata tra le Francescane Missionarie di Maria a Roma nel 1892, ha saputo orientare ogni suo passo verso l'annuncio della speranza cristiana, culminando la sua vocazione nel dono supremo della vita in Cina.

La memoria di Santa Maria Chiara è indissolubilmente legata al suo coraggioso sacrificio avvenuto a Taiyuan il 9 luglio 1900. In un tempo segnato da gravi tensioni, la Santa affrontò la prigionia nell'Albergo della pace celeste con animo saldo, testimoniando la propria fedeltà a Cristo fino alla morte per decapitazione. Canonizzata da Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre 2000, ella rimane per la Chiesa un modello di fortezza cristiana, capace di superare ogni confine geografico e culturale per testimoniare la carità di Dio, che non conosce ostacoli e si dona pienamente anche nelle ore più buie della storia umana.

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Santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e 24 compagni

Martiri Cinesi vittime dei Boxer

Nel corso del ventesimo secolo, e segnatamente nell'anno 1900, la terra di Cina fu teatro di una sanguinosa persecuzione anticristiana guidata dalla setta xenofoba dei Boxer. Tra le migliaia di vittime della fede, la Chiesa ricorda con venerazione i Santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e i loro ventiquattro compagni martiri, barbaramente uccisi a Taiyuan in odio a Cristo.

La memoria di questi eroici testimoni, solennemente proclamati santi da papa Giovanni Paolo II nell'anno giubilare 2000, richiama il costo altissimo del Vangelo e offre alle nuove generazioni solide basi di speranza. La loro testimonianza di fedeltà estrema risplende nella storia come un faro di amore e di dedizione totale al regno di Dio.

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San Teodorico Balat

Martire

San Teodorico Balat nacque a San Martino di Tour, in Francia, il 23 ottobre 1858 da genitori pii che assecondarono le sue aspirazioni ecclesiastiche. Sacerdote e religioso dell'Ordine dei Frati Minori, spese la sua vita nella dedizione pastorale e missionaria, affrontando esili, malattie e fatiche estreme per portare il Vangelo in Cina. Faceva parte di un gruppo di missionari francescani caduti vittime del fanatismo antieuropeo e anticristiano il 9 luglio 1900 a Tai-yuen-fu.

Viene ricordato con profonda venerazione per il suo martirio cruento affrontato a motivo della fede in Cristo e per il suo costante spirito di obbedienza e mortificazione. Beatificato da papa Pio XII nel 1946 e canonizzato da papa Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000 insieme ad altri martiri, la sua memoria liturgica si celebra il 9 luglio, ricordando la testimonianza luminosa di chi ha donato la vita per la Chiesa.

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Sant' Andrea Bauer

Martire

Sant'Andrea Bauer è vissuto nel corso del ventesimo secolo, essendo nato il 24 novembre 1866 a Grebwiller, in Alsazia, e avendo concluso la sua esistenza terrena il 9 luglio 1900 a Tai-yuen-fu, in Cina. Egli è ricordato come martire, e in modo particolare come il solo Fratello converso del gruppo di ventisei martiri uccisi dai Boxer in Cina durante la persecuzione scatenata contro i missionari e i cristiani. La sua giovinezza e la sua intera esistenza furono contraddistinte da una profonda semplicità, da una dedizione costante al lavoro e da un amore ardente per la vita religiosa, che lo condusse infine a donare il proprio sangue per Cristo all'età di trentaquattro anni.

La memoria liturgica di Sant'Andrea Bauer ricorre il 9 luglio, giorno in cui si commemora il suo martirio insieme a quello dei suoi compagni. La sua figura di laico consacrato, umile e operoso, risplende nella storia della Chiesa come testimonianza di fede vissuta senza riserve, prima nella laboriosa quotidianità della terra d'origine e poi nell'impegno missionario in terra cinese. Canonizzato insieme ad altri compagni, egli rimane un punto di riferimento luminoso per quanti desiderano servire il Vangelo nelle occupazioni nascoste e nella dedizione silenziosa agli ultimi.

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Beate 32 Martiri di Orange

Vergini e martiri

Le Beate trentadue Martiri di Orange rappresentano un gruppo di religiose francesi che subirono il martirio durante la Rivoluzione Francese, nel drammatico periodo del Terrore. Provenienti da diverse congregazioni della piana del Rodano, queste donne si opposero con la fede al clima di persecuzione instaurato dai tribunali straordinari. La loro testimonianza di dedizione cristiana e di coraggio eccezionale culminò nel sacrificio supremo affrontato tra il 6 e il 26 luglio 1794 nella città di Orange.

Ricordate per la loro ferma fedeltà alla Chiesa cattolica e per il rifiuto del giuramento di libertà e uguaglianza imposto dalla Costituzione Civile del Clero, le suore affrontarono la ghigliottina cantando le lodi del Signore. La Chiesa cattolica ne riconobbe ufficialmente il martirio e papa Pio XI le elevò agli onori degli altari il 10 maggio 1925. La loro memoria liturgica si celebra annualmente il giorno 9 luglio.

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Beato Fedele (Hieronim) Chojnacki

Religioso cappuccino, martire

Il Beato Fedele Chojnacki, al secolo Hieronim, visse nel ventesimo secolo come religioso cappuccino e martire. Nato a Łódź il primo novembre del 1906, ultimo di sei fratelli da Waclaw e Leokadia Sprusinska, ricevette il battesimo tre giorni dopo nella parrocchia di Santa Croce. Cresciuto in una famiglia dalla solida educazione religiosa, frequentò la scuola superiore e si iscrisse all'accademia militare. Dopo gli studi affrontò un periodo di difficoltà lavorativa, trovando impiego per un anno a Szczuczyn Nowogrodzki presso l'Istituto della Previdenza Sociale con l'aiuto dei parenti, e successivamente alla Posta Centrale di Varsavia come dipendente affidabile e stimato. La sua esistenza fu segnata da un profondo impegno ecclesiale nell'Azione Cattolica, dalla dedizione ai valori cristiani e dalla sobria ricerca della vita interiore. Entrato nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, emise i voti e proseguì gli studi teologici fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Arrestato dalle autorità di occupazione durante la persecuzione contro la Chiesa in Polonia, visse la drammatica esperienza dei campi di concentramento di Sachsenhausen e Dachau. Qui affrontò indicibili sofferenze fisiche e morali, aggravate dalla malattia polmonare e dai tragici incidenti del lager, conservando tuttavia una misteriosa pace interiore fino al supremo sacrificio della vita.

La memoria liturgica del Beato Fedele Chojnacki si celebra il nove luglio, giorno in cui compì il suo transito terreno nel campo di Dachau nel millenovecentoquarantadue. Egli è ricordato dalla Chiesa come religioso e martire, avendo offerto la propria testimonianza di fede cristiana in un contesto di violenza e persecuzione totalitaria. La sua biografia unisce la semplicità della vita quotidiana, spesa nel lavoro e nella promozione della temperanza, alla fortezza eroica manifestata nella prova suprema del lager, dove seppe congedarsi dai fratelli con parole di riconciliazione e speranza cristiana prima di concludere la sua esistenza terrena e ascendere alla gloria eterna.

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Santi Martiri di Gorcum in Olanda

19 sacerdoti e religiosi

I Santi Martiri di Gorcum rappresentano una luminosa e dolorosa testimonianza di fedeltà resa nel corso del sedicesimo secolo. Il gruppo è costituito da diciannove sacerdoti e religiosi di vari Ordini, i quali furono uccisi in odio alla fede in Olanda il 9 luglio 1572. La loro memoria si inserisce nel più ampio contesto del tributo continuo di sangue che i cristiani hanno pagato nei secoli per la difesa e l'affermazione della fede cristiana e cattolica. Questa lunga catena di testimonianze attraversa le persecuzioni dei pagani al tempo dei Romani e si estende in tutte le zone del mondo colpite da ideologie e forme di paganesimo. Nel corso della storia, le incursioni musulmane hanno massacrato intere popolazioni e schiere di martiri morti per la difesa della fede cattolica in nome dell'unico Dio e delle guerre sante. Dolorose persecuzioni si sono verificate anche in Cina, Giappone, Corea e Africa, mentre tensioni altrettanto aspre sono scaturite all'interno dello stesso cristianesimo, dando luogo a scismi ed eresie come la Riforma Anglicana con le sue stragi di cattolici.

I calvinisti della Riforma Protestante fomentarono analoghe persecuzioni e ostilità contro i cattolici, agendo anche in modo diretto come nel caso dei Martiri di Gorcum. Questa lotta e la conseguente persecuzione avevano spesso motivi politici associati a motivi religiosi. In quel periodo storico l'Olanda stava diventando calvinista e faceva parte dei Paesi Bassi soggetti all'Impero spagnolo di Filippo II, mentre le Province del Nord dei Paesi Bassi intrapresero una lotta vittoriosa per l'indipendenza contro la cattolica Spagna. I calvinisti esiliati si associarono ad avventurieri e pirati prendendo il nome di Gheusi, con uno spiccato odio contro sacerdoti e religiosi. Fra l'aprile e il giugno 1572 i Gheusi s'impadronirono delle città olandesi di Brielle, Vlissingen, Dordrecht e Gorcum. A Gorcum essi vinsero la resistenza della piccola guarnigione del castello in cui si erano rifugiati i frati francescani, il parroco e molti fedeli, catturando infine quei diciannove uomini che oggi la Chiesa ricorda con venerazione e gratitudine.

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Sant' Eusanio

Martire a Furci

Sant' Eusanio è un testimone della fede cristiana la cui memoria si inserisce profondamente nella storia religiosa e nella tradizione dell'Abruzzo e del Lazio. Sacerdote originario di Siponto, l'odierna Manfredonia, egli visse l'esperienza terrena in un tempo antico, probabilmente come martire locale di cui si smarrì rapidamente ogni memoria storica certa, lasciando tuttavia un segno indelebile nelle comunità che ne conservarono la venerazione. La figura di Sant' Eusanio emerge attraverso fonti documentarie insigni e attraverso una ricca tradizione agiografica che ne ha tramandato il nome nei secoli.

Il culto tributato a questo santo martire è attestato fin dal IX secolo ed è fiorito in numerose località toccate dal suo cammino di fede. Nel corso del tempo, la devozione popolare ha edificato chiese in suo onore, custodendone le reliquie e tramandandone l'immagine attraverso espressioni artistiche di notevole pregio. Ancora oggi, la memoria liturgica di Sant' Eusanio riunisce i fedeli nel ricordo della sua testimonianza cristiana e della sua dedizione pastorale.

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Beato Luigi Caburlotto

Sacerdote e fondatore

Il Beato Luigi Caburlotto, sacerdote e fondatore vissuto nel diciannovesimo secolo, nacque a Venezia il sette giugno 1817 da una famiglia di umili origini, figlio di un gondoliere e di una madre figlia di barcaioli. La sua esistenza si spese interamente nell'apostolato concreto a vantaggio dei giovani, dei poveri e della comunità ecclesiale, affrontando le sfide di un contesto storico complesso e segnato da profondi mutamenti politici e sociali. Animato da una profonda forza spirituale che affermava crescere avvolta dal silenzio, don Luigi impiegò ogni energia nella cura pastorale e nella promozione di un'educazione capace di offrire ai ragazzi la possibilità di realizzare i propri progetti di vita, concependola non come semplice beneficenza ma come fondamento di una società responsabile.

Ricordato per la straordinaria dedizione con cui guidò la parrocchia di San Giacomo dall'Orio e per aver fondato la Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, il Beato seppe coniugare la fermezza evangelica con una dolcezza e una soavità mirabili, raccomandando alle educatrici di vedere tutto, correggere poco e vestirsi di Gesù. Tra incarichi pubblici di risanamento economico e scolastico, la vicinanza ai sofferenti e una feconda attività di predicazione, visse gli ultimi anni segnato dalla malattia, nel silenzio e nella preghiera, spirando il nove luglio 1897 con il nome della Madonna sulle labbra. Beatificato a Venezia il sedici maggio, la sua opera continua oggi attraverso le scuole, i collegi e le missioni delle sue figlie spirituali in Italia, Brasile, Filippine e Kenia.

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San Giovanni Zhang Jingguang

Seminarista e martire

San Giovanni Zhang Jingguang, conosciuto anche con i nomi di Chiang, Tchang oppure Zhang Jinguang, nacque intorno all'anno 1878 nel villaggio di Fujingcun, situato nella provincia cinese dello Shanxi. Egli proveniva da una famiglia numerosa, essendo uno dei cinque figli di Maria Ren e Zhang Zhiqian. Cresciuto nella fede, entrò nel cammino della formazione sacerdotale, frequentando dapprima il Seminario minore di Dongergou, dove subì la dolorosa perdita del padre, e successivamente, a partire dall'anno 1893, il Seminario maggiore di Taiyuan. All'interno della comunità del seminario, il giovane si distinse profondamente per la sua intensa religiosità, per la sincera obbedienza ai superiori e per la diligente osservanza delle regole monastiche ed ecclesiastiche, distinguendosi inoltre come Terziario francescano. Nel corso della sua giovinezza terrena, segnata dalla dedizione agli studi e alla preghiera, visse il momento culminante della sua testimonianza cristiana durante la persecuzione dei Boxer in Cina, offrendo la propria vita nel martirio all'età di ventidue anni nel corso del ventesimo secolo.

Il santo è ricordato e venerato dalla Chiesa universale per il suo eroico rifiuto di rinnegare la fede cristiana di fronte alle autorità persecutorie, preferendo la morte alla negazione del Vangelo insieme al suo vescovo e ai suoi compagni. La sua memoria liturgica si celebra il 9 luglio, giorno in cui compì il sacrificio supremo della propria esistenza terrena a Taiyuan nell'anno 1900. La Chiesa ha solennemente riconosciuto la santità di questo giovane seminarista dapprima attraverso la beatificazione proclamata da papa Pio XII il 24 novembre 1946, e successivamente mediante la canonizzazione definitiva celebrata il 1 ottobre dell'anno 2000 da parte di papa san Giovanni Paolo II, il quale unì la sua causa a quella di altri martiri in Cina per consegnare alla devozione dei fedeli un fulgido esempio di fedeltà evangelica sino al sangue.

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San Tommaso Shen Jihe

Terziario francescano e martire

San Tommaso Shen Jihe, noto anche con i nomi di Sen o Sen-Ki-Kuo, visse nel ventesimo secolo ed è ricordato come un fedele Terziario francescano e martire della fede cristiana in Cina. Nato ad Ankeo, nella provincia cinese dello Shanxi, intorno al 1851, crebbe in una famiglia profondamente cattolica, figlio di Pietro Shen Buniu e Maria Guo, che lo educarono secondo i precetti del Vangelo. Nel corso della sua vita prestò servizio con dedizione prima a Paolo Zhang, accompagnandolo nel 1875 a Dongerkou per servire padre Pietro Jiang, e successivamente, intorno al 1890, come domestico presso la Casa di San Pasquale a Taiyuan. Tale struttura era una missione affidata ai Frati Minori Osservanti, nella quale risiedeva anche monsignor Gregorio Maria Grassi, vicario apostolico dello Shanxi. In quel periodo drammatico per la Chiesa in Cina, segnato dalle rivolte dei Boxer contrari all'espansione occidentale e alla religione cristiana, San Tommaso offrì la sua vita nella testimonianza suprema del martirio.

Il culmine della sua esistenza terrena si compì nel mese di luglio del 1900, quando la persecuzione investì direttamente la missione cattolica di Taiyuan. Condotto alla prigionia nell'Albergo della pace celeste insieme a vescovi, frati, suore, seminaristi e altri domestici, affrontò la prova con spirito di fede. Il 9 luglio 1900, dopo che monsignor Grassi ebbe impartito l'ultima assoluzione, i prigionieri furono condotti al palazzo del viceré, condannati a morte e giustiziati nel cortile. La Chiesa ha solennemente riconosciuto il suo sacrificio attraverso la beatificazione, celebrata il 24 novembre 1946 da papa Pio XII insieme ai compagni di martirio, e la successiva canonizzazione, avvenuta il 1 ottobre 2000 per opera di papa Giovanni Paolo II, il quale unificò le cause dei Beati martiri in Cina. La memoria liturgica di San Tommaso Shen Jihe e dei suoi venticinque compagni è fissata al 9 luglio, giorno considerato la loro vera nascita al Cielo.

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San Filippo Zhang Zhihe

Seminarista e martire

San Filippo Zhang Zhihe, noto anche con i nomi di Chiang o Tchang, nacque intorno all'anno 1880 a Shangqingyu, nella provincia cinese dello Shanxi. Visse la sua giovinezza nel XX secolo e, dopo essere entrato nel Seminario minore di Dongergou, passò a studiare nel Seminario maggiore di Taiyuan, distinguendosi come uno studente tenace e diligente. Terziario francescano, si trovò a frequentare gli studi teologici quando in Cina inizieranno le rivolte dei Boxer, un movimento contrario all'espansione occidentale e alla religione cristiana. Durante quei mesi drammatici affrontò la persecuzione insieme ad altri compagni, rimanendo fedele alla propria fede cristiana fino alla testimonianza suprema del sangue nella città di Taiyuan.

Il santo è ricordato per il suo luminoso martirio avvenuto il 9 luglio 1900, giorno considerato la sua nascita al Cielo e fissato per la sua memoria liturgica. Insieme a venticinque compagni, tra cui i vescovi Gregorio Maria Grassi e Francesco Fogolla, affrontò la cattura da parte dei soldati del viceré Yu-Hsien, che appoggiava i rivoltosi. Condannato per aver rifiutato l'apostasia, subì la gogna e la prigionia prima di essere ucciso nel cortile del palazzo del viceré a colpi di sciabola e di arma da fuoco. La sua testimonianza di fedeltà al nome di Cristo è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa con la canonizzazione proclamata il 1 ottobre 2000 da papa Giovanni Paolo II.

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San Giovanni Zhang Huan

Seminarista e martire

San Giovanni Zhang Huan, noto anche con i nomi di Chiang o Tchang, visse nel ventesimo secolo ed è ricordato come fedele seminarista e martire della Chiesa cattolica. Nacque a Nanshe, nella provincia cinese dello Shanxi, il diciotto agosto 1882 da genitori cattolici di nome Simone Zhang Tiannjun e Clara Wu. Sin dalla prima infanzia, la sua vita e i suoi giochi furono profondamente radicati nella fede cristiana. La sua vocazione fiorì negli anni della giovinezza, conducendolo sulla strada della consacrazione e del supremo sacrificio offerto in Cina durante la persecuzione dei Boxer. La sua testimonianza di fedeltà al Vangelo resta scolpita nella storia della Chiesa universale.

Il giovane seminarista affrontò la prova estrema con straordinario coraggio, preferendo la morte all'apostasia insieme ai suoi compagni. La Chiesa ha riconosciuto la purezza e la fermezza del suo sacrificio elevandolo agli onori degli altari. San Giovanni Paolo II lo proclamò santo il primo ottobre dell'anno duemila, dopo un percorso canonico che unì le cause dei martiri cinesi. La sua memoria liturgica si celebra il nove luglio, giorno che ricorda la sua nascita al Cielo e il coronamento di una breve vita interamente donata a Cristo.

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San Giacomo Yan Guodong

Laico e martire

San Giacomo Yan Guodong, conosciuto anche con i nomi di Yen Ku-tung o Ien-Ku-Tun, visse a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo in Cina. Nato a Jianhe, nella provincia dello Shanxi, intorno al 1853, crebbi in una famiglia di umili origini contadine, figlio primogenito di Mattia Side e Maria Du. La sua esistenza si svolse nella semplicità del lavoro e della fede, prestando servizio come sguattero nella cucina della missione cattolica intitolata a San Pasquale e retta dai Frati Minori Osservanti, legame spirituale che approfondì diventando Terziario francescano.

Egli è ricordato soprattutto per la sua coraggiosa testimonianza di fede culminata nel martirio, affrontato a Taiyuan il 9 luglio 1900 durante la violenta persecuzione dei Boxer, movimento ostile alla presenza occidentale e alla religione cristiana. Inserito in una vasta schiera di testimoni della fede in Cina, San Giacomo Yan Guodong fu beatificato da papa Pio XII e successivamente canonizzato da papa san Giovanni Paolo II il 1º ottobre 2000, offrendo alla Chiesa universale un luminoso esempio di fedeltà a Cristo fino al dono della vita.

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San Pietro Zhang Banniu

Padre di famiglia, Terziario francescano e martire

San Pietro Zhang Banniu è una figura luminosa di laico cristiano, la cui esistenza si è intrecciata profondamente con la missione della Chiesa nel cuore della Cina. Nato nel milleottocentoquarantanove a Tuling, nello Shanxi, egli ha saputo incarnare la fede nel quotidiano, dedicando il proprio servizio alla missione cattolica di Taiyuan. La sua vita, semplice e laboriosa, ha trovato compimento nel cammino spirituale del Terz'ordine francescano, attraverso il quale ha abbracciato con umiltà e fervore la sequela di Cristo, testimoniando la bellezza di una vocazione vissuta pienamente nel mondo.

La memoria di San Pietro Zhang Banniu è indissolubilmente legata alla sua suprema testimonianza di fedeltà. Durante le persecuzioni che insanguinarono la regione, egli fu imprigionato dai Boxer presso l'Albergo della pace celeste, affrontando la prova con la dignità di chi ha riposto ogni speranza nel Signore. Il suo martirio, avvenuto a Taiyuan il nove luglio millenovecento, resta per la comunità cristiana un segno indelebile di coraggio e di amore. Canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il primo ottobre duemila, egli continua a intercedere per quanti, nella vita familiare e nelle occupazioni di ogni giorno, cercano di mantenere accesa la fiamma della testimonianza cristiana.

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San Pietro Wu Anbang

Terziario francescano e martire

San Pietro Wu Anbang è una figura luminosa di laico cristiano, vissuto tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo nella provincia cinese dello Shanxi. Nato nel 1860 a Taiyuan, egli ha dedicato la propria esistenza al servizio della Chiesa, operando con dedizione come catechista e copista presso il Seminario della sua città natale. La sua vita, radicata nella fede profonda, si è intrecciata con i drammatici eventi della storia cinese, giungendo a compimento nell'estrema testimonianza del martirio.

Egli è oggi ricordato come un esempio di fedeltà evangelica incrollabile, canonizzato da San Giovanni Paolo II il primo ottobre dell'anno 2000. Inserito nel novero dei martiri cinesi, San Pietro Wu Anbang rappresenta il volto di un laicato consapevole, capace di perseverare nella propria vocazione anche dinanzi alla prova suprema. La sua memoria liturgica, celebrata il nove luglio, ci invita a riflettere sulla forza silenziosa di chi, pur senza ricoprire ruoli gerarchici, ha saputo custodire la Parola di Dio fino al dono totale della vita.

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San Pietro Wang Erman

Laico e martire

San Pietro Wang Erman, noto anche come Wang Erh-man o Wang-Oi-Man, visse durante il ventesimo secolo e offrì la sua testimonianza di fede cristiana fino al martirio. Nato a Guchengyin, nella provincia cinese dello Shanxi, intorno al 1864, spese la sua esistenza semplice tra umili mansioni lavorative, servendo la Chiesa con dedizione e fedeltà silenziosa.

Egli è ricordato soprattutto per aver affrontato la persecuzione insieme a numerosi altri cristiani, suggellando la propria adesione a Cristo con il sangue. La sua memoria liturgica si celebra il 9 luglio, data che commemora il giorno del suo glorioso sacrificio nella città di Taiyuan.

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San Francesco Zhang Rong

Vedovo, Terziario francescano e martire

San Francesco Zhang Rong è una figura luminosa di laico che ha saputo testimoniare la propria fede con umiltà e coraggio incrollabile. Nato nel 1860 a Qizi, nella provincia cinese dello Shanxi, egli ha vissuto la sua vocazione cristiana in un contesto di profonda devozione, servendo con dedizione la missione dei Frati Minori a Taiyuan. La sua vita, segnata dalla condizione di vedovo e dal cammino come Terziario francescano, si è conclusa nel 1900, al volgere del diciannovesimo secolo, durante la violenta rivolta dei Boxer.

La memoria di San Francesco Zhang Rong è legata al suo sacrificio estremo, avvenuto a Taiyuan dopo una prigionia sofferta nell'Albergo della pace celeste. Egli è ricordato oggi come un martire che ha offerto la propria vita per la fedeltà al Vangelo, affrontando la condanna a morte presso il palazzo del viceré con spirito cristiano. Canonizzato il primo ottobre dell'anno 2000 da Papa Giovanni Paolo II, egli rimane un esempio di perseveranza per ogni credente, richiamando la Chiesa intera alla testimonianza coraggiosa in ogni tempo e luogo.

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San Gioacchino He Kaizhi

Martire

Nella città di Guiyang nella provincia del Guizhou in Cina, san Gioacchino He Kaizhi, catechista e martire, strangolato per la fede in Cristo.

Sante Floriana e Faustina

Martiri di Roma

Santa Faustina

Martire

San Giovanni da Colonia

Sacerdote e martire

Santi Adriano da Hilvarenbeek e Giacomo Lacops

Martiri premostratensi

San Patrizio Dong Bodi

Seminarista cinese, martire

San Giovanni Wang Rui

Seminarista cinese, martire

San Simone Chen

Catechista cinese, martire

San Giacomo Zaho Quanxin

Domestico cinese, martire

San Mattia Feng De

Domestico cinese, martire

Beate Melania Marianna Maddalena de Guilhermier e Marianna Margherita degli Angeli de Rocher

Martiri orsoline di Orange

A Orange nella Provenza in Francia, beate Melania Marianna Maddalena de Guilhermier e Marianna Margherita degli Angeli de Rocher, vergini dell’Ordine di Sant’Orsola e martiri durante la rivoluzione francese.

San Leonardo Wechel

Sacerdote e martire

Beato Domenico Serrano

Cardinale

Sant’ Auremondo

Abate

Sant’ Agrippino di Autun

Vescovo

Beata Costanza Riccardi

Clarissa

Dal Martirologio Romano

A Città di Castello in Umbria, santa Veronica Giuliani, badessa dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine, che, ricca di carismi spirituali, corrispose nel corpo e nell’anima alla passione di Cristo e fu per questo posta sotto custodia per cinquanta giorni, offrendo un mirabile modello di pazienza e di obbedienza. — Martirologio Romano