9 luglio
San Filippo Zhang Zhihe
Seminarista e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La formazione e l'inizio della persecuzione
Filippo Zhang Zhihe nacque intorno all'anno 1880 a Shangqingyu, nella provincia cinese dello Shanxi. Nel corso della sua giovinezza entrò nel Seminario minore di Dongergou per compiere i primi passi del suo cammino formativo. In seguito passò a studiare nel Seminario maggiore di Taiyuan, dove si distinse come uno studente tenace e diligente. Oltre agli impegni degli studi ecclesiastici, egli era un Terziario francescano, segno di una profonda dedizione spirituale che nutriva la sua vocazione. Proprio mentre frequenta gli studi teologici, in Cina iniziano le rivolte dei Boxer. I Boxer erano un movimento armato fortemente contrario all'espansione occidentale e alla religione cristiana, ritenuta una minaccia per le tradizioni locali. Il clima di tensione crebbe rapidamente in tutto il territorio e il 17 giugno 1900 i Boxer distrussero una chiesa protestante, segnando l'inizio di una violenta escalation contro i credenti.
La cattura e la prova della fede
Di fronte al pericolo crescente, molti seminaristi scelsero di rientrare in famiglia per mettersi in salvo. Filippo e altri quattro compagni decisero invece di rimanere nella Casa di San Pasquale, sede della missione cattolica. In quel periodo Monsignor Francesco Fogolla svolgeva l'incarico di vicario generale dello Shanxi, mentre Monsignor Gregorio Maria Grassi era il vescovo di cui Fogolla era coadiutore. I vescovi cercarono di mettere in salvo i seminaristi rimasti affidandoli alla protezione di alcuni collaboratori, ma il gruppo fu riconosciuto per via delle vesti talari appena giunto alla porta Han-si. La porta Han-si conduceva fuori dalla città e sbarrava la via della fuga ai cristiani. I soldati del viceré Yu-Hsien catturarono il gruppo conducendolo direttamente in tribunale, poiché il viceré appoggiava apertamente i Boxer. Nel palazzo del tribunale fu chiesto loro di apostatare e rinnegare la fede cristiana. Tutti e cinque i seminaristi si rifiutarono fermamente di compiere l'apostasia e per questa ragione venne imposta loro la canga, uno strumento di pena simile alla gogna occidentale. I giovani rimasero esposti fino a notte fonda agli insulti e alle derisioni dei non cristiani.
La prigionia e il martirio a Taiyuan
Il 5 luglio il viceré invitò i seminaristi, i vescovi, i frati, sette suore Francescane Missionarie di Maria e alcuni domestici a trasferirsi in un'abitazione ritenuta più sicura chiamata Albergo della pace celeste. L'Albergo della pace celeste era in realtà un luogo di prigionia e di isolamento per i cristiani. All'interno della struttura i cattolici furono rinchiusi in un padiglione e i protestanti in un altro. Padre Cesidio Giacomantonio faceva parte della stessa causa e fu ucciso il 4 luglio 1900 a Hangzhou, mentre Monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro furono uccisi tre giorni dopo. Il 9 luglio 1900, verso le quattro del pomeriggio, gli uomini del viceré assaltarono il padiglione dei protestanti uccidendoli tutti. Dinanzi al pericolo imminente, Monsignor Grassi invitò tutti i cattolici a prepararsi alla morte e impartì loro l'ultima assoluzione. Subito dopo, i Boxer raggiunsero anche il padiglione dei cattolici e li condussero al palazzo del viceré. Nel palazzo del viceré furono formalmente condannati a morte per il loro credo. I prigionieri furono portati nell'ampio cortile ed eseguiti a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Al momento del martirio Filippo Zhang Zhihe aveva circa vent'anni.
La beatificazione e la gloria dei Santi
La memoria liturgica del gruppo fu fissata al 9 luglio, data che nel calendario della Chiesa è considerata il giorno della loro nascita al Cielo. Il martirologio ricorda la passione nella città di Taiyuan dei santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e ventiquattro compagni martiri, uccisi durante la persecuzione dei Boxer in odio al nome di Cristo. A distanza di decenni dai tragici eventi, i cinque seminaristi furono beatificati il 24 novembre 1946 da papa Pio XII insieme ai compagni di martirio. A poco più di cent'anni dal martirio, papa Giovanni Paolo II autorizzò la fusione delle cause di vari Beati martiri in Cina. Filippo Zhang Zhihe e i suoi venticinque compagni furono così uniti in un'unica causa di canonizzazione. Il decreto di fusione porta la data dell'11 gennaio 2000, mentre il decreto de signis fu firmato undici giorni dopo, il 22 gennaio. Concluso l'iter canonico, papa Giovanni Paolo II li iscrisse fra i Santi il 1 ottobre successivo.
Il cammino verso il martirio
Il percorso di San Filippo Zhang Zhihe si intreccia profondamente con la terra dello Shanxi. Cresciuto in una realtà rurale, il giovane Filippo scelse di dedicare la propria vita al Signore attraverso gli studi ecclesiastici. Il suo cammino di formazione lo portò a frequentare i seminari di Dongergou e di Taiyuan, dove maturò una spiritualità profonda, abbracciando con dedizione l'ideale di vita del terz'ordine francescano. In quegli anni di studio, Filippo non si limitò a un apprendimento dottrinale, ma cercò di conformare il proprio cuore all'esempio di Cristo, preparando inconsapevolmente la propria anima alla prova suprema.
Nel 1900, la regione fu sconvolta da una violenta ondata di persecuzioni che colpì duramente i cristiani. Filippo, insieme a molti altri fedeli, venne catturato dalle milizie del viceré. Condotto nell'Albergo della pace celeste, egli trascorse i suoi ultimi giorni in una condizione di estrema sofferenza, circondato da compagni di fede che condividevano il medesimo destino. Nonostante le pressioni dei soldati, che pretendevano da lui un gesto di abiura, il giovane seminarista scelse di restare saldo nella propria professione di fede. Il martirio giunse nel cortile del palazzo del viceré, dove Filippo Zhang Zhihe affrontò la decapitazione con la dignità di chi sa di riporre la propria vita in mani sicure. La sua morte non fu una sconfitta, ma il compimento di un desiderio di fedeltà che ha superato i confini del tempo e dello spazio, offrendo alla Chiesa un esempio di purezza e di coraggio evangelico che ancora oggi interroga le nostre coscienze.
Il ricordo nella Chiesa
Il culto di San Filippo Zhang Zhihe trova il suo centro nella memoria liturgica celebrata il 9 luglio, giorno in cui egli ha consegnato il suo spirito a Dio. In questa data, la comunità dei fedeli si unisce nel ringraziamento per la testimonianza di questo giovane martire, la cui memoria è parte integrante del gruppo dei Martiri cinesi. La sua canonizzazione, avvenuta il primo ottobre del duemila per mano di Papa Giovanni Paolo II, ha confermato ufficialmente la santità di una vita donata senza riserve.
La memoria di San Filippo non è soltanto un atto di devozione rivolto al passato, ma un invito costante alla vigilanza e alla coerenza. Egli rappresenta il volto di una Chiesa che, anche nelle prove più oscure, trova la forza di non rinnegare l'appartenenza a Cristo. Venerare San Filippo significa riscoprire il valore della fedeltà quotidiana, quella che si costruisce nei piccoli gesti di dedizione e che, se necessario, trova il coraggio di affermare la verità fino al sacrificio estremo. Egli continua a intercedere per tutti i cristiani, affinché possano camminare con la medesima determinazione verso la pienezza della vita eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Filippo Zhang Zhihe?
La memoria liturgica di San Filippo Zhang Zhihe si celebra il 9 luglio, giorno considerato la sua nascita al Cielo.
Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo. — Martirologio Romano