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9 luglio

Beato Luigi Caburlotto

Sacerdote e fondatore

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza a Venezia

Luigi Caburlotto nacque a Venezia il sette giugno 1817. Il contesto familiare era segnato dalla semplicità e dal lavoro onesto, poiché il padre svolgeva la professione di gondoliere e la madre era figlia di barcaioli. Durante gli anni della giovinezza, frequentò il ginnasio dei fratelli sacerdoti Antonangelo e Marco Cavanis, figure oggi venerabili che lasciarono un segno profondo nella sua formazione spirituale e umana. Terminato il percorso ginnasiale, rispose alla chiamata del Signore ed entrò in seminario. Prima di ricevere l'ordinazione presbiterale, tuttavia, fu provato da gravi problemi di salute, con una diagnosi medica oscillante tra la tubercolosi e la malattia di cuore, arrivando persino a sputare sangue. Nonostante la fragilità fisica, la grazia divina sostenne il suo cammino e fu ordinato sacerdote il ventiquattro settembre 1842, all'età di ventisei anni, preparandosi a intraprendere un ministero gravido di fatiche e di frutti spirituali.

Il ministero a San Giacomo dall'Orio

Il sacerdote iniziò il suo ministero nella parrocchia di San Giacomo dall'Orio a Venezia, descritta all'epoca come la più misera e disastrata della città, caratterizzata da una profonda povertà morale e materiale. Il suo apostolato ebbe inizio proprio in questo tessuto difficile, dove svolse un mirabile servizio a vantaggio della gioventù abbandonata. Nel 1848 la parrocchia si trovò drammaticamente sotto il tiro incrociato di Austriaci e Italiani durante i combattimenti per Venezia. La situazione sociale era ulteriormente peggiorata in conseguenza della Prima Guerra di Indipendenza, acuendo le sofferenze della popolazione. Durante una grave epidemia di colera che uccise il parroco precedente, la comunità colpita chiese con forza che don Luigi ne prendesse il posto. Egli accolse la richiesta e il quindici ottobre 1849 divenne ufficialmente parroco di San Giacomo dall'Orio, assumendosi la responsabilità di guidare un gregge provato dalla miseria.

La nascita delle Figlie di San Giuseppe

Guidato dalla convinzione che l'educazione delle ragazze fosse fondamentale per il riscatto del quartiere e che la donna costruisca o demolisca la casa, don Luigi passò rapidamente all'azione. Meno di un anno dopo la nomina a parroco, e precisamente il trenta aprile 1850, diede vita a una scuola per bambine povere sistemata in due stanze in affitto, per rispondere alla miseria morale e all'abbandono della gioventù. Questa prima scuola fu il germoglio della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, la cui opera educativa femminile fu del tutto analoga a quella svolta da don Bosco nel quartiere Valdocco di Torino. Nelle prime fasi, il fondatore fu aiutato da due catechiste, cui se ne aggiunsero altre nel tempo. Negli anni successivi, don Luigi spese le sue giornate tra l'impegno parrocchiale e la formazione della neonata famiglia religiosa. Dal 1857 ebbe a fianco Joseffa Maria Vendramin, vissuta tra il 1822 e il 1902, la quale assunse il ruolo di superiora delle prime quattordici suore. Il contributo di Joseffa Vendramin fu fondamentale per il futuro istituto, vissuto nello spirito dell'umiltà. Nel 1857 don Luigi aprì una seconda comunità di suore presso Santa Sebastiano. Due anni dopo, nel 1859, fondò a Ceneda, l'attuale Vittorio Veneto, una scuola gratuita per bambine con accanto un collegio. Don Luigi insegnò alle suore ad educare amando e ad amare educando, raccomandando alle educatrici di vedere tutto, correggere poco, castigare pochissimo e di vestirsi di Gesù. Insegnava alle sue figlie la dolcezza come via per fare i santi e trattare tutti con soavità, ripetendo di non chiudere la porta a nessuno e di essere indulgenti piuttosto che rigidi, nella genuina visione cristiana di non temere di essere troppo indulgenti e che è sempre meglio esagerare in bontà che trattare con durezza.

L'impegno sociale nel clima postunitario

Il sacerdote visse nel complesso contesto politico del periodo postunitario, caratterizzato da forti tensioni tra amministratori anticlericali e istituzioni ecclesiastiche sistematicamente spogliate delle proprietà. Nei primi anni dell'ingresso del Veneto nello stato unitario italiano, avvenuto nel 1866, la Congregazione di Carità gli affidò l'Istituto Manin, un'importante scuola maschile di arti e mestieri ormai quasi estinta. I politici del tempo, riconoscendone le straordinarie doti, gli affidarono anche il risanamento di altri istituti in precarie condizioni economiche ed educative, come l'Orfanotrofio maschile ai Gesuati e quello femminile alle Terese. Nel 1881 assunse la responsabilità dell'Istituto femminile alle Terese, provvedendo a sostituire le maestre laiche con le sue suore. Ricevette inoltre il titolo di Cavaliere della Corona d'Italia per le sue eccelse capacità educative e organizzative. Accettò tali incarichi per salvare le proprie opere educative, attirandosi tuttavia le critiche dei confratelli che lo consideravano più amico del Re che del Papa. Nel difficile clima politico del tempo, egli concepiva che dare ai ragazzi poveri la possibilità di studiare significava contribuire alla realizzazione dei loro progetti di vita e non fare semplice beneficenza, sostenendo con forza che un paese che vuole cittadini responsabili deve investire molto nell'educazione e moltiplicando la creazione di scuole popolari a Venezia per le ragazze trascurate e abbandonate.

Il profilo spirituale e gli ultimi anni

Nel 1872 don Luigi lasciò la parrocchia per dedicarsi unicamente alla congregazione e alle opere educative, concentrando tutte le sue energie sulla vita religiosa e sull'espansione del bene. Lavorò sempre in piena collaborazione con il suo vescovo e fu un ricercato conferenziere, predicatore di esercizi spirituali e di missioni popolari. Don Luigi sosteneva che il pastore debba far sentire la propria voce e precedere le pecore affinché possano sentirlo e vederlo. Dai suoi pensieri emerge una straordinaria forza spirituale che affermava crescere avvolta dal silenzio. Affermava che al Signore piace la preghiera, anche breve, fatta con fervore, semplicità di cuore e fiducia, e che chi vive alla presenza di Dio impara a sentire e ad agire secondo il Cuore di Dio. Sapeva bene che l'uomo da solo è molto debole, ma ripeteva che quando ha in sé l'amore di Dio non deve temere di nulla. Era profondamente conscio dei limiti umani e affermava che la santità è un cammino da riprendere quotidianamente, un percorso da rinnovare ogni giorno con umiltà. Trascorse gli ultimi anni segnato dalla malattia, nel silenzio e nella preghiera. Morì il nove luglio 1897 con sulle labbra il nome della Madonna. Al suo capezzale era accorso il patriarca Giuseppe Sarto, futuro San Pio X. Nel 1994 è stato proclamato venerabile. Nel 2009 le sue spoglie mortali sono state traslate dalla Casa generalizia alla Chiesa di Santa Sebastiano nel sestiere di Dorsoduro. Il sedici maggio 2015 è stato beatificato a Venezia. Oggi l'istituto delle Figlie di San Giuseppe del Caburlotto prosegue la sua attività con scuole, collegi, missioni e opere sociali in Italia, Brasile, Filippine e Kenia, portando ovunque il profumo del Vangelo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Luigi Caburlotto?

Il Beato Luigi Caburlotto si festeggia il 9 luglio, giorno della sua nascita al cielo.