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9 luglio

San Pietro Wang Erman

Laico e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e il servizio nella Chiesa

Le vicende biografiche di Pietro Wang Erman si collocano tra la sua nascita a Guchengyin, nella provincia cinese dello Shanxi, intorno al 1864, e la sua morte avvenuta a Taiyuan il 9 luglio 1900. Durante la giovinezza fu accolto nell'orfanotrofio di Kolao-kou, dove continuò a vivere anche da adulto, svolgendo con umiltà le mansioni di servitore. In seguito lavorò in un negozio di stampe e successivamente prestò servizio come domestico per due sacerdoti. Negli ultimi due anni della sua vita terrena lavorò come cuoco del Seminario di Taiyuan, istituzione retta dai Frati Minori Osservanti.

La persecuzione dei Boxer e la prigionia

In quel periodo in Cina si moltiplicarono le azioni di rivolta condotte dai Boxer, un movimento fortemente contrario all'espansione occidentale e alla religione cristiana. Il 17 giugno 1900 i Boxer distrussero una chiesa protestante e iniziarono a minacciare anche i cattolici. Il 5 luglio tutti i membri della missione cattolica chiamata Casa di San Pasquale dovettero lasciarla, poiché i ribelli li avevano invitati a trasferirsi in un'abitazione più sicura chiamata Albergo della pace celeste. Tale struttura si rivelò essere di fatto un luogo di prigionia. Nel luogo di prigionia furono rinchiusi il vicario apostolico dello Shanxi monsignor Gregorio Maria Grassi, il suo vicario monsignor Francesco Fogolla, i frati, sette suore Francescane Missionarie di Maria addette all'orfanotrofio della missione, cinque seminaristi e i domestici.

Il martirio a Taiyuan

Il 9 luglio 1900 verso le quattro del pomeriggio gli uomini del viceré fecero irruzione nel padiglione dove erano prigionieri alcuni protestanti e li uccisero. Di fronte a tale drammatica situazione, monsignor Grassi invitò tutti a prepararsi alla morte e impartì l'ultima assoluzione. Subito dopo, i Boxer giunsero dai prigionieri cattolici e li condussero al palazzo del viceré. Presso il palazzo del viceré i prigionieri cattolici furono condannati a morte. Infine furono condotti nell'ampio cortile e subirono l'esecuzione a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Nel martirologio, nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi in Cina, si ricorda la passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell'Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni martiri uccisi durante la persecuzione dei Boxer in odio al nome di Cristo, le cui date biografiche complessive indicano Guchengyin, Cina, 1860 circa fino a Taiyuan, Cina, 9 luglio 1900.

La beatificazione e la canonizzazione

Pietro Wang Erman fu beatificato il 24 novembre 1946 da papa Pio XII insieme ai suoi compagni di martirio. Facevano parte della stessa causa di beatificazione altri tre religiosi dei Frati Minori Osservanti: padre Cesidio Giacomantonio, monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro. Nello specifico, padre Cesidio Giacomantonio fu ucciso il 4 luglio 1900 a Hangzhou, mentre monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro morirono tre giorni dopo. La memoria liturgica del gruppo fu fissata al 9 luglio. Successivamente papa san Giovanni Paolo II autorizzò la fusione delle cause di vari Beati martiri in Cina in una sola, includendo Pietro Wang Erman e venticinque compagni. Il decreto di fusione delle cause porta la data dell'11 gennaio 2000, e undici giorni dopo, il 22 gennaio, fu firmato il decreto de signis. Infine, papa Giovanni Paolo II iscrisse Pietro Wang Erman e i suoi compagni fra i Santi il 1º ottobre successivo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Pietro Wang Erman?

La memoria liturgica di San Pietro Wang Erman si celebra il 9 luglio.

Di cosa è patrono San Pietro Wang Erman?

Non sono menzionati patronati specifici nei dati biografici del santo.

Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo. — Martirologio Romano