9 luglio
Santa Maria di San Giusto (Anne-Françoise Moreau)
Vergine e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la chiamata alla vita religiosa
Anne-Françoise Moreau nacque a Rouans, nella regione francese della Loira, il 9 aprile 1866. Era figlia di agricoltori benestanti e molto religiosi. Suo padre era sempre pronto a donare a chi avesse nel bisogno, e sin da piccola la fanciulla dimostrò un'indole caritatevole. Da più grande impiegò i suoi risparmi per provvedere di abiti i bambini poveri della zona. Era assidua alle funzioni in chiesa e al catechismo. Nel luogo natio raccoglieva i foraggi nella vicina palude, a volte servendosi di una barchetta. Nel corso di quel compito silenzioso la ragazza maturò la vocazione allo stato religioso. Nel luglio 1880 quasi scappò di casa, senza abbracciare nessuno dei familiari. Corse a Les Châtelets, sede del noviziato delle suore Francescane Missionarie di Maria. Le suore Francescane Missionarie di Maria erano state fondate da madre Maria della Passione appena tre anni addietro. Madre Maria della Passione fu beatificata nel 2002. Fu accolta come postulante a Les Châtelets. Scrisse subito dopo alla madre e ai familiari per scusarsi di avere agito così ed evitare tentativi di dissuasione. Dichiarava di essere felice nel suo nuovo stato e di pregare ogni giorno per i familiari. Vestì l'abito religioso il 23 ottobre 1890 con il nome di suor Maria di San Giusto.
L'operosità e la purificazione dello spirito
Riuscì a rendersi utile in vari campi grazie all'esperienza acquisita nella sua prima giovinezza. Fu destinata alla casa di Vannes, dove usciva per la questua. Si dedicava al giardinaggio a Vannes. Raccoglieva frammenti di filo, di funicella, stracci vecchi e piume di gallina per farne spazzolini dal laboratorio. Aggiustava gli sgabelli. Preferiva fare la compositrice a mano in tipografia. Passare di lavoro in lavoro, specie a quello tipografico, le dava una benefica distrazione. A Vanves diventava all'occorrenza calzolaia rattoppando le scarpe vecchie. A Vanves dirigeva la fabbricazione dei panieri di fantasia. In mezzo a tanta operosità si affacciò più volte in lei lo sconforto. Per lunghi periodi era presa dall'incertezza di riuscire e dall'oscurità spirituale. Scrisse alla fondatrice e superiora generale chiedendo conforto per chiarire il suo avvenire. Gradualmente la notte dello spirito svanì. Pronunciò i voti perpetui il 13 novembre 1898 al colmo del suo entusiasmo. La sua delusione passata era in parte motivata dall'essere rimasta semplice suora e non religiosa corista, nonostante l'istruzione e la posizione sociale. Rimase per molti anni a Vanves con la speranza di essere mandata nelle Missioni. Ogni volta che l'occasione sembrava prospettarsi, le altre suore partivano e lei restava in tipografia. Non fu scelta nemmeno per il nuovo lebbrosario di Mandalay. Madre Maria della Passione l'associò infine al gruppo di suore destinate alla regione cinese dello Shanxi. Il gruppo di suore era guidato da madre Maria Ermellina di Gesù. Al colmo della felicità si imbarcò con le altre suore e altri missionari il 12 giugno 1899 a Marsiglia. Affrontò una lunga traversata di trentacinque giorni e altri cinquantadue di percorso accidentato, anche a dorso di mulo. Arrivò il 4 maggio 1899 a Taiyuan nella missione della Casa di San Pasquale.
Il servizio in Cina e la persecuzione
A Taiyuan fu cuoca, dispensiera, sarta, infermiera, sagrestana, giardiniera, addetta alla portineria, alla stireria e alla cura del bestiame. Lavorò al servizio della comunità, del vescovo Gregorio Maria Grassi, dei padri missionari e dell'orfanotrofio. L'orfanotrofio ospitava duecento tra bambine e ragazze. Il 23 aprile 1900 fece il suo ingresso a Taiyuan il viceré dello Shanxi Yu-Hsien. Yu-Hsien era noto per il favore dato ai membri della Società di Giustizia e di Concordia. I membri della Società di Giustizia e di Concordia erano noti in Occidente come i Boxers. I Boxers erano autori di molte stragi contro le missioni cattoliche. Dopo due mesi dall'arrivo del viceré, i Boxers comparvero a Taiyuan. I Boxers cominciarono a diffondere tra il popolo accuse contro i cristiani definendoli nemici della patria, avvelenatori di pozzi, sevizzatori di bambini e causa della siccità e carestia. Il viceré affisse un proclama per le strade dicendo che il fetore dei cristiani era arrivato fino al cielo e per questo non pioveva né nevicava. I cristiani cominciarono a fuggire dopo questi annunci. Il vescovo invitò le suore a fuggire. Madre Maria Ermellina rispose che erano venute lì a dare la vita per Gesù se necessario e che la forza l'aurait data Nostro Signore. I soldati del viceré portarono via con la forza le orfanelle dall'orfanotrofio. Il 5 luglio le suore, i frati, i seminaristi e i domestici furono invitati dal viceré a trasferirsi in un'abitazione più sicura denominata Albergo della pace celeste. L'Albergo della pace celeste era di fatto un luogo di prigionia. I cattolici furono rinchiusi in un padiglione e i protestanti in un altro.
Il martirio e la gloria degli altari
Il 9 luglio 1900, verso le quattro del pomeriggio, gli uomini del viceré fecero irruzione nel padiglione dei protestanti e li uccisero. L'anziano vescovo monsignor Gregorio Grassi invitò tutti a prepararsi alla morte e impartì l'ultima assoluzione. I Boxers giunsero nel padiglione dei cattolici e li condussero al palazzo del viceré. I cattolici furono condannati a morte nel palazzo del viceré. I prigionieri furono condotti nell'ampio cortile ed eseguiti a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Le sette Francescane Missionarie di Maria assistettero alla carneficina come ultime. Le sette suore cantarono il Te Deum abbracciandosi prima di porgere il collo alle spade. Suor Maria di San Giusto aveva trentaquattro anni al momento del martirio. Le sette suore e i loro compagni di martirio furono beatificati il 24 novembre 1946 da papa Pio XII. I compagni di martirio beatificati includevano due vescovi, due sacerdoti, un fratello laico dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti e quattordici laici cinesi. Undici dei laici cinesi martirizzati erano membri del Terz'Ordine francescano. Facevano parte della stessa causa di beatificazione altri tre religiosi dei Frati Minori Osservanti. Padre Cesidio Giacomantonio fu ucciso il 4 luglio 1900 a Hangzhou. Monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro morirono tre giorni dopo rispetto a padre Cesidio. La memoria liturgica dell'intero gruppo fu fissata al 9 luglio. Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la fusione delle cause di vari Beati martiri in Cina in una sola a poco più di cent'anni dal martirio. Il decreto di fusione delle cause, che includeva monsignor Gregorio Grassi e i suoi venticinque compagni, porta la data dell'11 gennaio 2000. Il decreto de signis fu firmato undici giorni dopo la fusione delle cause, il 22 gennaio. Papa Giovanni Paolo II iscrisse i martiri fra i Santi il 1 ottobre successivo. Il martirologio colloca la passione dei santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e ventiquattro compagni nella città di Taiyuan, nella provincia dello Shanxi in Cina. I martiri furono uccisi durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer in odio al nome di Cristo. Suor Maria di San Giusto nacque a Rouans, in Francia, il 9 aprile 1866. Suor Maria di San Giusto morì a Taiyuan, in Cina, il 9 luglio 1900.
Il cammino di fede
Anne-Françoise Moreau nasce a Rouans, in Francia, nel 1866. Fin dalla giovinezza, il suo cuore è orientato verso una ricerca sincera di Dio, che la conduce a maturare una scelta di vita radicale. Nel 1880, ancora molto giovane, entra nel noviziato delle Francescane Missionarie di Maria, intraprendendo un percorso di formazione spirituale che la porta a vivere in diverse località, tra cui Les Châtelets, Vannes e Vanves. In questi anni di preparazione, la sua dedizione si rafforza, radicandosi profondamente nello spirito di povertà e di obbedienza proprio del suo ordine religioso.
Il tredici novembre del 1898, Anne-Françoise compie il passo definitivo emettendo i voti perpetui, consacrandosi per sempre al Signore. Questo atto di totale abbandono la prepara a quella che sarà la missione finale della sua esistenza. Nel 1899, mossa dal desiderio di annunciare il messaggio cristiano, parte per la Cina. La sua presenza in terra cinese è animata da uno spirito di servizio che si infrange tragicamente contro l'ondata di violenza della rivolta dei Boxer. Il nove luglio del 1900, a Taiyuan, Santa Maria di San Giusto affronta il martirio, sigillando con il sangue la sua fedeltà a Cristo. La sua vita, breve ma intensamente vissuta, è stata un inno alla perseveranza, culminato nel dono supremo che la Chiesa ha riconosciuto solennemente attraverso la canonizzazione avvenuta per mano di Giovanni Paolo II nel primo giorno di ottobre del duemila.
Memoria liturgica
La devozione verso Santa Maria di San Giusto trova il suo centro nella celebrazione della sua testimonianza martiriale. La Chiesa ha fissato la sua memoria liturgica al nove luglio, giorno in cui si fa memoria del suo incontro definitivo con il Signore a Taiyuan. Tale ricorrenza non è soltanto un momento di ricordo storico, ma un'occasione preziosa per la comunità dei credenti per meditare sul sacrificio e sul valore della missione evangelica.
La figura di questa santa è particolarmente cara all'istituto delle Francescane Missionarie di Maria, che la riconosce come patrona e modello di vita consacrata. La sua intercessione è invocata con fiducia da quanti cercano nella sua storia un esempio di coraggio e di umiltà. Attraverso la sua canonizzazione, la Chiesa ha voluto proporre la sua testimonianza come un modello universale di carità, capace di superare le barriere del tempo e delle culture. Celebrare Santa Maria di San Giusto significa rinnovare l'impegno a vivere la propria vocazione con lo stesso ardore con cui lei ha servito il Vangelo, offrendo la propria esistenza per l'edificazione del regno di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Maria di San Giusto?
La memoria liturgica di Santa Maria di San Giusto si celebra il 9 luglio.
Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo. — Martirologio Romano