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9 luglio

Santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e 24 compagni

Martiri Cinesi vittime dei Boxer

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto storico e la rivolta dei Boxer

Nel ventesimo secolo, e precisamente nell'Anno Domini 2000, anno giubilare, papa Giovanni Paolo II si rivolse alle migliaia di fedeli raccolte in piazza San Pietro la mattina di domenica sette maggio per la recita del Regina Caeli. Il pontefice affermò che fare memoria degli eroici testimoni della fede del ventesimo secolo significa preparare il futuro e assicurare solide basi alla speranza. Le nuove generazioni devono conoscere il costo della fede ricevuta in eredità per raccogliere la fiaccola del Vangelo e illuminare il nuovo secolo e millennio. I primi martiri del ventesimo secolo furono uccisi in Cina dai Boxer, una setta xenofoba e anticristiana. Durante la rivolta dei Boxer caddero centottanta missionari e circa quarantamila cristiani. I testi scolastici presentano gravi omissioni riguardo alla rivolta dei Boxer. La guerra dei Boxer fu un avvenimento di grandissima importanza storica e dell'umanità. Il nazionalismo cinese affonda le radici nel suo millenario cammino di storia. I nazionalisti cinesi definirono il loro Paese Zhongguo, che significa centro, considerando il resto del mondo periferia popolata da barbari. La Cina si trovò in una condizione simile a quella dell'Impero Romano al suo apogeo, uno spazio di civiltà circondato dalle barbarie. Dalla metà dell'Ottocento l'Occidente sorpassò il livello tecnico della Cina. Nella guerra dell'oppio del 1839-1842 i cinesi rimasero stupefatti dalla facilità con cui gli europei ottennero la vittoria. I Boxer erano composti da persone povere, ignoranti, di origine contadina e battellieri. I battellieri avevano una ragione personale per odiare l'Occidente poiché l'arrivo delle navi a vapore aveva distrutto il loro lavoro. I Boxer avevano connotazioni tradizionaliste, conservatrici e xenofobe. I Boxer si dedicavano alle arti marziali, inclusa una forma di boxe cinese da cui gli inglesi derivarono il nome. Il nome Boxer potrebbe derivare da denominazioni facenti riferimento al pugno come simbolo di organizzazione unitaria, come Società dei pugni armoniosi o Pugno della giustizia e della concordia. I Boxer rifiutavano l'uso di armi da fuoco preferendo le armi bianche della tradizione. I Boxer sbarcavano il lunario mostrando le loro abilità nelle arti marziali e indossando abiti azzurri con fascia rossa. Il movimento dei Boxer era spontaneo, privo di gerarchia d'autorità e senza un'organizzazione centrale, diffondendosi in modo incontrollato. I Boxer erano convinti che il loro stile di vita li avrebbe resi immuni dalle armi europee e che le loro lotte avrebbero trionfato sugli eserciti occidentali.

Le persecuzioni e la testimonianza dei martiri

I martiri cattolici durante la guerra dei Boxer furono beatificati in vari gruppi dal 1746 al 2000. I martiri furono vittime delle ricorrenti persecuzioni scatenate dai vari imperatori. A migliaia morirono vescovi, sacerdoti locali, missionari europei, seminaristi, religiosi, suore, catechisti e laici di ogni categoria. Decine di migliaia di credenti cinesi morirono per la fede ma solo per una piccola parte fu istruito un processo ufficiale. Padre Cesidio Giacomantonio dei Frati Minori fu ucciso il quattro luglio 1900 a Hengzhou. Monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro morirono tre giorni dopo padre Cesidio Giacomantonio. Antonino Fantosati e Giuseppe Maria Gambaro facevano parte della Missione denominata Casa di San Pasquale. A Taiyuan nello Shanxi sorgeva la Casa di San Pasquale. La Casa di San Pasquale comprendeva una cattedrale. La struttura includeva un orfanotrofio con oltre duecento orfanelle. Vi era il Seminario Maggiore per il clero cinese. Un convento francescano sorgeva in un paese poco distante dalla celebre e antica città. La struttura possedeva un ambulatorio e un ospedale in costruzione. La Casa di San Pasquale era la residenza del Vicario Apostolico dello Shanxi, monsignor Gregorio Grassi. Il cinque luglio 1900 i Boxer arrivarono a Taiyuan. I Boxer distrussero le case e il tempio dei protestanti. I protestanti furono saccheggiati per primi perché ritenuti più ricchi. Il vescovo Grassi e il coadiutore monsignor Fogolla cercarono di mettere in salvo cinque seminaristi. I seminaristi furono fermati alla porta Han-si della città. I seminaristi furono riconosciuti dalle talari che indossavano. I soldati del viceré Yu-Hsien condussero i religiosi al tribunale del sottoprefetto. Il viceré Yu-Hsien era crudele e capeggiava anche i Boxer. L'azione avvenne con il beneplacito della settantenne imperatrice Tzu-Hi. Fu chiesto loro di ripudiare il cristianesimo. Al loro rifiuto fu messa al collo una pesante canga, una specie di gogna e strumento di pena cinese. I religiosi furono lasciati agli insulti dei pagani fino a tarda notte. I giovani seminaristi non vollero apostatare né lasciare soli i padri e le suore della Casa di San Pasquale. Ai religiosi si aggiunsero nove domestici cristiani cinesi. I missionari furono portati nella Casa della Pace Celeste, un albergo utilizzato come carcere provvisorio. I domestici più fedeli seguirono i missionari. Nei cinque giorni di detenzione, dal cinque al nove luglio 1900, le porte del carcere erano aperte per loro. I domestici potevano ritornare alle loro famiglie ma preferirono restare. I domestici vollero condividere la sorte dei missionari. I missionari avevano innalzato i domestici con il battesimo alla dignità di Figli di Dio. Quasi tutti i domestici erano terziari francescani.

Il martirio e il riconoscimento della Chiesa

Il nove luglio 1900 i ventisei martiri di Taiyuan furono portati nel cortile del tribunale con la scusa di essere interrogati. Il martirio avvenne a Taiyuan in Cina il nove luglio 1900. I martiri furono improvvisamente massacrati in un'orrenda carneficina a colpi di sciabolate in un mare di sangue. Quasi tutti i martiri furono decapitati. Le suore subirono il martirio per ultime. Le teste dei vescovi e di qualche padre furono innalzate alla porta Meridionale. I corpi dei martiri, tutti mutilati, furono lasciati all'offesa della plebaglia pagana fino a sera. I corpi furono ammassati in una fossa comune vicino alle mura della città, presso la Grande Porta Orientale. I corpi rimasero lì per tre giorni in pasto ai cani e agli uccelli rapaci. Per paura di una pestilenza, i corpi furono sepolti alla rinfusa fuori le mura insieme alle ossa anonime di mendicanti e giustiziati. Nel gennaio 1901 ci fu l'intervento armato delle potenze occidentali. I Boxer vennero dispersi e l'imperatrice esiliata. I corpi dei martiri furono esumati per dare loro una pietosa e degna sepoltura. Fra i centoventi nuovi santi proclamati nel 2000 vi è un gruppo di ventisei francescani uccisi dai Boxer il nove luglio 1900. I ventisei martiri comprendono Gregorio Maria Pier Luigi Grassi, vescovo dei Frati Minori. Tra i martiri vi è Francesco Fogolla, vescovo dei Frati Minori e coadiutore di monsignor Grassi. Elia Facchini era sacerdote dei Frati Minori. Teodorico Balat era sacerdote dei Frati Minori. Andrea Bauer era religioso dei Frati Minori. Erano presenti sette Suore Francescane Missionarie di Maria. Giovanni Zhang Jingguang era seminarista e Terziario francescano. Filippo Zhang Zhihe era seminarista e Terziario francescano. Patrizio Dong Bodi era seminarista e Terziario francescano. Giovanni Zhang Huan era seminarista e Terziario francescano. Giovanni Wang Rui era seminarista e Terziario francescano. Tommaso Shen Jihe era Terziario francescano. Simone Chen Ximan era Terziario francescano. Pietro Wu Anbang era Terziario francescano. Francesco Zhang Rong era Terziario francescano. Pietro Wang Erman era laico. Giacomo Zhao Quanxin era laico coniugato. Mattia Fen De era coniugato e Terziario francescano. Giacomo Yan Guodong era laico. Pietro Zhang Banniu era coniugato e Terziario francescano. I santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla erano vescovi dell'Ordine dei Frati Minori. Il gruppo di Taiyuan era capeggiato liturgicamente dal vescovo Gregorio Grassi. Il gruppo di Taiyuan comprende due vescovi, tre sacerdoti, un fratello religioso, sette suore Francescane Missionarie di Maria e quattordici laici cinesi. Dei quattordici laici cinesi del gruppo di Taiyuan, cinque erano seminaristi e undici Terziari Francescani. Il gruppo di Taiyuan fu beatificato nel 1946 da papa Pio XII. I ventiquattro compagni furono martiri durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer. I martiri furono uccisi in odio al nome di Cristo. Il primo ottobre 2000 Giovanni Paolo II proclamò martiri centoventi cinesi uccisi dai Boxer. Il governo di Pechino fece di tutto per screditare i martiri proclamati nel 2000. Per mesi il governo di Pechino definì i martiri nemici del popolo cinese e strumenti dell'imperialismo occidentale, proibendo di festeggiarli. Domenica ventinove ottobre 2000 i cattolici di Hong Kong gremirono la cattedrale per una messa solenne in onore dei martiri cattolici con rito prettamente cinese. Le reliquie dei martiri furono accolte dall'assemblea con incenso, inchini, musiche tradizionali e un inno appositamente composto.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e compagni?

La loro memoria liturgica si celebra il 9 luglio.

Chi erano i Santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla?

Erano due vescovi dell'Ordine dei Frati Minori, martirizzati in Cina durante la persecuzione della setta dei Boxer nel 1900.

Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo. — Martirologio Romano