9 luglio
San Teodorico Balat
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la formazione
Padre Teodorico Balat nacque il 23 ottobre 1858 a San Martino di Tour in Francia, inserito in una famiglia di genitori pii che, oltre a dargli una solida educazione cristiana, assecondarono la sua precoce aspirazione ecclesiastica. Sin da piccolo fu affidato alle cure delle Suore di Nevers a Lisle, mentre a otto anni frequentò la Scuola dei Fratelli della Dottrina Cristiana. La sua indole infantile non era priva di asprezze, poiché da bambino era irrequieto, quasi intrattabile e sdegnoso. A undici anni entrò come chierichetto nel piccolo Seminario di Lavour, dove pur non brillando per ingegno si distinse per la grande diligenza e la condotta morale irreprensibile. Fin dal piccolo Seminario si era iscritto al Terz'Ordine di San Francesco, mostrando un precoce legame con la spiritualità del Poverello di Assisi, e proprio in quegli anni germogliò in lui il seme profondo della vocazione di diventare missionario. A vent'anni, nel 1878, passò dal piccolo Seminario al Grande Seminario di Albi. Coloro che lo conobbero in quel periodo lo descrivevano come un giovane amabile per la sua virtù, molto modesto, regolare nell'applicazione della disciplina interna e costante nella dedizione allo studio, sebbene quest'ultimo gli risultasse spesso penoso e faticoso. Dal 1880 Teodorico cominciò a confidare al suo vescovo il desiderio ardente di partire per le missioni. Il vescovo, insieme ai genitori e ai familiari, cercò inizialmente di dissuaderlo da questo proposito a causa delle sue condizioni di salute non perfette, ma Teodorico resisté con fermezza alle pressioni dei familiari e dell'autorità diocesana.
Il noviziato e le peripezie in Europa
Nel giugno del 1880 partì per Pau, dove sorgeva il Noviziato dei Frati Minori, e vestì il saio francescano il 29 giugno 1880. Proprio in quel medesimo giorno, in Francia, venivano applicati i decreti governativi di espulsione dei religiosi dai loro conventi, inaugurando un periodo di persecuzione e sradicamento per la vita monastica. Il 6 novembre dello stesso anno i novizi, i professori e gli studenti superiori del vicino convento, rifugiatisi a Pau, subirono l'espulsione dal Noviziato, costretti a lasciare le loro celle e ridotti sul lastrico senza alcuna risorsa materiale. I novizi, guidati dal loro maestro, furono accolti generosamente dal Conte di Goubaux nel suo castello di Béterette, dentro locali rustici prontamente adattati alla vita di comunità. Dopo quattro mesi trascorsi sotto quell'ospitalità nobiliare, i novizi s'imbarcarono alla volta dell'Inghilterra per trovare un rifugio stabile. In territorio inglese soggiornarono dapprima a Maryland e successivamente a Woodlands, venendo accolti come esuli dalle comunità francescane locali dell'isola. Il 30 giugno 1881 a Woodlands, padre Teodorico fece la sua Professione semplice. Nell'ottobre del 1881 la comunità si trasferì a Clifton, nei pressi di Bristol, e dopo circa due anni si spostò definitivamente a Clevedon. Fu proprio a Clevedon che, il 2 luglio 1884, Teodorico pronunciò la Professione dei voti solenni, suggellando per sempre la sua consacrazione a Dio. Nell'agosto successivo alla professione solenne venne finalmente ordinato sacerdote, pronto a rispondere alla chiamata che coltivava nel cuore fin dalla giovinezza.
La partenza per la Cina e le difficoltà del viaggio
Molti suoi compagni di studio erano già partiti per le terre d'Oriente, mentre i superiori procrastinavano il parere sulla sua partenza ritenendolo non adatto a causa della salute alquanto debole. Tuttavia, un ottimo medico debitamente consultato stabilì che il lungo viaggio per mare avrebbe giovato alla sua salute, e grazie a tale parere favorevole i superiori acconsentirono finalmente alla sua partenza. Dopo essersi recato a salutare i suoi familiari per l'ultimo addio, il 18 agosto 1884 partì per Roma insieme ad altri tre compagni di viaggio. Durante il tragitto verso la Città Eterna si fermò per qualche giorno in preghiera ad Assisi. Nel frattempo era scoppiata la guerra franco-cinese, costringendo i quattro missionari ad aspettare tempi propizi fermandosi in Terra Santa. In Terra Santa padre Teodorico Balat si ammalò nuovamente in modo grave, colpito da febbri persistenti e crampi allo stomaco che lo costrinsero a letto, alimentando il timore che i superiori decidessero di non farlo proseguire oltre. La lettera ufficiale che doveva bloccarlo e ordinargli il ritorno arrivò quando padre Balat, nel settembre del 1884, aveva già lasciato la Palestina, essendosi alquanto rimesso in salute, ed era ormai imbarcato su una nave mercantile diretta in Cina. Durante la navigazione, padre Teodorico compilò note scritte sul viaggio, annotando le sue impressioni e gli incontri vissuti, e illustrando la gioia immensa per l'avverarsi del suo ideale missionario. Giunto a Shanghai, fu 'cinesizzato' indossando abiti tradizionali cinesi e adottando il classico codino. Proseguì il viaggio servendosi di una barca fluviale e di altri mezzi di fortuna per oltre due mesi e mezzo, giungendo infine a Tai-yuen-fu nel dicembre del 1885.
L'attività missionaria nello Shan-si
Dopo un tirocinio di due anni, monsignor Gregorio Grassi lo ritenne maturo per il ministero e lo inviò nel distretto di Lu-ngan-fu in aiuto a un missionario più anziano. A Lu-ngan-fu fu accolto con calore da trecento fedeli entusiasti della sua presenza. Ciononostante, vi restò poco tempo poiché fu mandato in una comunità più ampia di mille fedeli situata verso Ta-tong-fu. In entrambi i luoghi profuse tutto l'ardore del suo giovane spirito missionario, conquistando l'affetto delle comunità affidate alle sue cure. Nei mesi a cavallo tra il 1891 e il 1892, padre Teodorico intraprese un lungo viaggio a dorso di cavallo per raggiungere sperduti villaggi sui monti dello Shan-si, distanti fino a centocinquanta chilometri dalla città. Quel viaggio faticoso sui monti serviva a visitare i cristiani che da tanto tempo non vedevano un sacerdote e non potevano accostarsi ai sacramenti. Era amorevolmente accompagnato dal suo catechista Ki-san, un bonzo convertito al cristianesimo. Affrontò avventure e disagi incredibili durante il cammino montano, dettagli descritti da lui stesso in una lettera inviata a un amico missionario. Nel mese di ottobre del 1892 padre Teodorico lasciò la sede di Ta-tong-fu e, nel 1896, fu richiamato a svolgere il compito di maestro dei novizi, prestando servizio di nuovo a Tong-eul-kou. La sua salute tuttavia declinava paurosamente a causa degli sforzi gravosi e dei disagi inauditi della vita missionaria che lo avevano profondamente debilitato. Monsignor Grassi, Vicario Apostolico dello Shan-si, decise quindi di richiamarlo stabilmente a Tai-yuen-fu, che rappresentava il centro nevralgico del Vicariato. Nella capitale provinciale il missionario fu nominato Procuratore della Missione e cappellano delle orfanelle e delle suore indigene. Nel 1899 si aggiunsero alle suore indigene sette suore Francescane Missionarie di Maria giunte dall'Europa. Il missionario era amatissimo dai cristiani locali e profondamente ammirato dai novizi per la sua dedizione. Praticava una mortificazione eroica della propria volontà, si dimostrava rigido osservatore della Regola francescana, ed era sempre ubbidientissimo, non chiedendo mai di essere esonerato da alcun compito nonostante le precarie condizioni di salute.
La persecuzione dei boxers e il martirio
Padre Teodorico si trovava a Tai-yuen-fu quando scoppiò drammaticamente la persecuzione dei boxers. I boxers costituivano una setta sanguinaria il cui scopo primario era scacciare gli stranieri occidentali dalla Cina, prendendo particolarmente di mira i missionari e la loro religione europea. Questa fazione armata operava sotto il comando del crudele e sanguinario viceré Yü-sien, e le loro azioni violente godevano del beneplacito dell'imperatrice madre Tz-Hsi, all'epoca settantenne. A causa di tale odio generalizzato, i cristiani e i missionari cattolici e protestanti caddero a migliaia durante la persecuzione. I boxers arrivarono minacciosi a Tai-yuen-fu il 5 luglio 1900, distruggendo per prime le case e il tempio dei protestanti, considerati erroneamente più ricchi, e successivamente presero di mira le strutture dei missionari cattolici. Il 9 luglio 1900 il vescovo Grassi, il suo Vicario monsignor Fogolla, i padri missionari, le sette suore Francescane, cinque seminaristi e nove domestici cristiani cinesi furono prelevati con la forza e condotti nel cortile del tribunale di Tai-yuen-fu. In quel cortile furono barbaramente massacrati senza alcun regolare motivo giuridico, colpiti da feroci sciabolate e quasi tutti decapitati dalla furia persecutoria. Padre Teodorico Balat morì così donando il suo sangue per Cristo e per la Chiesa in Cina all'età di quarantadue anni, coronando con il martirio la sua esistenza sacerdotale. I corpi esanimi rimasero esposti all'offesa della plebaglia pagana fino a sera, per poi essere ammassati in una fossa comune scavata vicino alle mura della città, dove furono lasciati in preda ai cani e agli uccelli rapaci per tre giorni interi, mentre alcune teste furono barbaramente esposte alla Porta Meridionale. Per timore concreto dello scoppio di una pestilenza, i corpi dei ventisei martiri furono in seguito sepolti alla rinfusa fuori le mura insieme alle ossa anonime di mendicanti e giustiziati locali. Nel 1901, dopo la definitiva sconfitta dei boxers e del viceré da parte delle Potenze Occidentali, fu finalmente possibile esumare i sacri resti e dare loro una sepoltura decorosa e onorata. Tutti i ventisei martiri di quella persecuzione furono beatificati da papa Pio XII nel 1946 e successivamente solennemente canonizzati da papa Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000. Tale canonizzazione avvenne insieme a un folto gruppo di altri martiri in Cina e in Vietnam, comprendente missionari e laici cinesi di varie epoche, per un totale di centoventi martiri proclamati santi dalla Chiesa universale.
Il cammino verso la missione
Il percorso di San Teodorico Balat ha avuto inizio nel 1880, quando ha fatto il suo ingresso nel noviziato dei Frati Minori a Pau, in Francia. Questo momento ha segnato l'avvio di una vocazione che lo ha portato, dopo la professione solenne, a ricevere l'ordinazione sacerdotale nell'anno 1884. Mosso da un ardente desiderio di annunciare la parola di Dio, il santo non ha limitato il proprio servizio ai confini della patria, ma ha intrapreso un cammino che lo ha condotto attraverso l'Inghilterra e la Terra Santa.
Nel 1885, la sua missione ha trovato compimento nel lontano Oriente, precisamente in Cina. Nello Shan-si, San Teodorico Balat ha dedicato i suoi anni all'attività pastorale e alla cura della formazione, vivendo con spirito di povertà e obbedienza la sua missione francescana. La sua presenza è stata un punto di riferimento fondamentale per le comunità locali, in un contesto geografico e culturale complesso. Con sobrietà e dedizione quotidiana, ha saputo coniugare l'impegno formativo con la sollecitudine per il prossimo, testimoniando la vicinanza di Dio a ogni creatura. La sua vita è stata una costante preparazione all'incontro definitivo con il Padre, vissuta nel silenzio operoso della missione, fino al tragico evento del 9 luglio 1900, quando, a Tai-yuen-fu, ha subito il martirio per mano dei Boxer, suggellando così con il sangue la sua testimonianza di fede.
Il culto e la memoria
La memoria di San Teodorico Balat è indissolubilmente legata a quella schiera di testimoni che hanno sacrificato la propria vita per la fede in terra cinese. Il suo ricordo è celebrato con solennità il 9 luglio, data in cui la Chiesa unisce il suo nome a quello degli altri martiri della Cina, onorando il coraggio di chi ha preferito la fedeltà al Vangelo alla salvezza terrena.
La solenne canonizzazione, presieduta da San Giovanni Paolo II il primo ottobre del duemila, ha confermato il valore del suo sacrificio per tutta la Chiesa, elevandolo agli onori degli altari come esempio di santità per le generazioni future. Il culto di San Teodorico Balat invita i fedeli a riflettere sul significato profondo della missione, ricordandoci che il seme della fede germoglia sovente attraverso il dono di sé. La sua testimonianza non è solo una pagina di storia del diciannovesimo e ventesimo secolo, ma un appello costante alla coerenza cristiana, vissuta con umiltà e senza ostentazione, sull'esempio del Poverello di Assisi.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Teodorico Balat?
La memoria liturgica di San Teodorico Balat si celebra il 9 luglio, giorno in cui subì il martirio in Cina.
Chi era San Teodorico Balat?
San Teodorico Balat è stato un sacerdote francescano e missionario francese, nato nel 1858 e morto martire a Tai-yuen-fu nel 1900 durante la persecuzione dei boxers.