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9 luglio

San Giovanni Zhang Jingguang

Seminarista e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e i primi anni

La vita di Giovanni Zhang Jingguang si svolse interamente nel contesto della Cina tra la fine del diciannovesimo secolo e l'inizio del ventesimo secolo. Nato intorno al 1878 a Fujingcun nella provincia dello Shanxi, il futuro martire crebbe nel seno di una famiglia cristiana formata dai genitori Maria Ren e Zhang Zhiqian, dei quali era uno dei cinque figli. Avvertendo la chiamata al sacerdozio, entrò nel Seminario minore di Dongergou, periodo durante il quale fu colpito dal lutto per la morte del padre. Nell'anno 1893 il giovane compì un passo importante trasferendosi al Seminario maggiore di Taiyuan per proseguire il suo cammino di preparazione agli ordini sacri. In questo luogo di studio e di preghiera, Giovanni si guadagnò la stima e l'affetto di tutti per la sua esemplare religiosità, per la profonda obbedienza dimostrata ai superiori e per la scrupolosa osservanza delle regole comunitarie. La sua spiritualità fu arricchita dall'appartenenza al Terz'ordine francescano, che plasmò ulteriormente il suo animo alla sequela di Cristo secondo la via di san Francesco. La sua vocazione ricevette un ulteriore suggello nell'anno 1897, quando monsignor Francesco Fogolla, vicario generale dello Shanxi, gli conferì il ministero dell'accolitato. Subito dopo aver ricevuto questo importante riconoscimento liturgico, Giovanni intraprese con fervore gli studi teologici, giungendo al secondo anno di tale percorso formativo nel momento in cui la storia della Chiesa in Cina fu scossa da eventi drammatici e violenti.

Il contesto della persecuzione e la scelta eroica

Mentre Giovanni Zhang Jingguang frequentava il secondo anno di teologia, in terra cinese ebbero inizio le violente rivolte dei Boxer, un movimento ostile all'espansione occidentale e alla presenza della religione cristiana. Il 17 giugno dell'anno 1900 la furia dei Boxer si manifestò chiaramente con la distruzione di una chiesa protestante nella regione. Di fronte al pericolo imminente e crescente, molti seminaristi scelsero di abbandonare l'istituto per fare ritorno nelle rispettive famiglie e mettersi in salvo. Giovanni, tuttavia, mosso da una salda coscienza e da un profondo legame ecclesiale, decise di rimanere insieme a quattro suoi compagni accanto al proprio vescovo all'interno della Casa di San Pasquale, che fungeva da sede della missione dei Frati Minori Riformati. Monsignor Francesco Fogolla e monsignor Gregorio Maria Grassi tentarono generosamente di mettere in salvo i seminaristi organizzando la loro uscita dalla città. Giunti tuttavia alla porta Han-si per cercare la salvezza fuori dalle mura, furono immediatamente riconosciuti a causa delle vesti talari che indossavano. I soldati del viceré Yu-Hsien, il quale era un aperto sostenitore della causa dei Boxer, li fermarono e li condussero senza indugio in tribunale. Qui fu intimato loro di abiurare la fede cristiana e di compiere l'apostasia, ma tutti e cinque i seminaristi rifiutarono fermamente tale richiesta. Per punire la loro fedeltà, le autorità imposero loro la canga, uno strumento di tortura e di pena simile alla gogna occidentale, lasciandoli esposti agli insulti e alle derisioni dei non cristiani fino a tarda notte.

Il martirio e la glorificazione

Il giorno 5 luglio dell'anno 1900 i seminaristi, i due vescovi, i frati, le sette suore Francescane Missionarie di Maria e alcuni domestici ricevettero dal viceré l'invito a trasferirsi nell'Albergo della pace celeste, che costituiva di fatto un luogo di prigionia. I cattolici furono rinchiusi in un padiglione, mentre i protestanti furono confinati in un altro settore della struttura. Intorno alle quattro del pomeriggio del 9 luglio 1900, gli uomini del viceré fecero irruzione nel padiglione riservato ai protestanti, uccidendoli tutti. Di fronte a tale drammatica situazione, monsignor Gregorio Maria Grassi invitò tutte le persone presenti a prepararsi spiritualmente all'incontro con Dio e impartì loro l'ultima assoluzione. Subito dopo, i persecutori giunsero nel padiglione dei cattolici e li condussero al palazzo del viceré, dove furono formalmente condannati a morte. Gli sfortunati furono portati nell'ampio cortile del palazzo e barbaramente giustiziati a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Al momento del martirio, Giovanni Zhang Jingguang aveva soltanto ventidue anni. Il sacrificio di questo giovane e dei suoi compagni non fu dimenticato dalla Chiesa. I cinque seminaristi furono beatificati il 24 novembre 1946 da papa Pio XII insieme ai compagni di martirio, tra i quali figuravano tre religiosi dei Frati Minori Osservanti: padre Cesidio Giacomantonio, ucciso il 4 luglio 1900 a Hangzhou, e monsignor Antonino Fantosati insieme a padre Giuseppe Maria Gambaro, morti tre giorni dopo Cesidio. La memoria liturgica di questo gruppo di martiri fu fissata al 9 luglio. Successivamente papa san Giovanni Paolo II autorizzò la fusione delle cause di vari beati martiri in Cina, tra cui monsignor Gregorio Maria Grassi e venticinque compagni, mediante un decreto firmato l'11 gennaio dell'anno 2000, seguito undici giorni dopo dal decreto de signis. Lo stesso pontefice iscrisse infine Giovanni Zhang Jingguang e i suoi compagni nel albo dei Santi il 1 ottobre dell'anno 2000.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giovanni Zhang Jingguang?

La memoria liturgica di san Giovanni Zhang Jingguang si celebra il 9 luglio, giorno del suo martirio.