9 luglio
San Giacomo Yan Guodong
Laico e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto e la prova
In Cina si moltiplicarono progressivamente le azioni di rivolta dei Boxer, determinati a contrastare l'espansione occidentale e la diffusione della religione cristiana. Il 17 giugno 1900 i rivoltosi distrussero una chiesa protestante, rivolgendo gravi minacce anche contro la comunità cattolica. Pochi giorni più tardi, il 5 luglio, tutti i membri della missione cattolica dovettero lasciarla su invito dei Boxer. Furono trasferiti nell'abitazione denominata Albergo della pace celeste, che costituiva di fatto un luogo di prigionia. Nell'edificio furono rinchiusi il vicario apostolico dello Shanxi monsignor Gregorio Maria Grassi, il suo vicario monsignor Francesco Fogolla, i frati, sette suore Francescane Missionarie di Maria, cinque seminaristi e i domestici, tra i quali vi era Giacomo.
Il martirio e la gloria
Verso le quattro del pomeriggio del 9 luglio 1900, gli uomini del viceré uccisero alcuni protestanti prigionieri in un altro padiglione. Davanti a tale imminente pericolo, monsignor Grassi invitò tutti i presenti a prepararsi alla morte e impartì loro l'ultima assoluzione. Subito dopo, i Boxer condussero Giacomo e gli altri prigionieri al palazzo del viceré, dove furono formalmente condannati a morte. Portati nell'ampio cortile, furono giustiziati a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Il martirologio colloca la passione dei santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e ventiquattro compagni proprio nella città di Taiyuan, nello Shanxi. I martiri furono uccisi in odio al nome di Cristo durante la persecuzione dei Boxer. La morte di Giacomo avvenne in quel medesimo luogo il 9 luglio 1900.
Il cammino della canonizzazione
Il percorso che ha condotto agli onori degli altari ha visto diverse tappe fondamentali. Giacomo Yan Guodong fu beatificato il 24 novembre 1946 da papa Pio XII insieme ai compagni di martirio. Facevano parte della stessa causa di beatificazione altri tre religiosi dei Frati Minori Osservanti: padre Cesidio Giacomantonio, ucciso il 4 luglio 1900 a Hangzhou, e monsignor Antonino Fantosati insieme a padre Giuseppe Maria Gambaro, morti tre giorni dopo rispetto a padre Cesidio. La memoria liturgica dell'intero gruppo fu fissata al 9 luglio. Successivamente papa san Giovanni Paolo II autorizzò la fusione delle cause di vari Beati martiri in Cina, inclusi Giacomo e venticinque compagni, in un'unica causa. Il decreto di fusione porta la data dell'11 gennaio 2000, e undici giorni dopo, il 22 gennaio, fu firmato il decreto de signis. Infine, papa Giovanni Paolo II iscrisse Giacomo e i suoi compagni fra i Santi il 1º ottobre successivo.
La vita e il martirio
La vicenda di San Giacomo Yan Guodong si svolge interamente nel contesto della missione cattolica nello Shanxi. Nato a Jianhe, egli scelse di dedicare le proprie energie lavorative al sostegno della comunità dei Frati Minori, svolgendo mansioni umili con spirito di carità. Tale impegno non fu soltanto un lavoro materiale, ma divenne il luogo di una profonda maturazione spirituale che lo portò a entrare a far parte del Terz'Ordine francescano, condividendo la Regola di San Francesco di Assisi e la sua dedizione al prossimo. La quiete di questo servizio fu interrotta dalle violente tensioni del diciannovesimo secolo, quando il movimento dei Boxer si scatenò contro la presenza cristiana in Cina.
Giacomo Yan Guodong fu tratto in arresto e condotto presso l'Albergo della pace celeste, dove subì la prigionia a causa della sua appartenenza alla fede cattolica. Nonostante le pressioni e le minacce, egli rimase fermo nella sua adesione a Cristo. Fu infine condannato a morte dal viceré locale e giustiziato nel cortile del palazzo governativo di Taiyuan nel diciannovemila. Il suo sacrificio non fu una vana perdita, ma il sigillo di una vita vissuta nella coerenza e nell'umiltà. La sua testimonianza rimane un pilastro per la memoria cristiana in Asia, ricordandoci come anche nelle mansioni più umili sia possibile raggiungere vette altissime di santità e di amore per Dio.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità di Giacomo Yan Guodong è avvenuto solennemente il primo ottobre dell'anno duemila, quando il Santo Padre Giovanni Paolo II lo ha elevato agli onori degli altari, canonizzandolo insieme agli altri martiri cinesi. Questo atto ha confermato il valore universale della sua testimonianza, inserendolo ufficialmente nel calendario liturgico della Chiesa cattolica.
La memoria liturgica di San Giacomo Yan Guodong è fissata al nove luglio, giorno in cui i fedeli sono invitati a fare memoria della sua fedeltà. Egli è venerato come parte del gruppo dei martiri cinesi, figure che hanno testimoniato con il sangue la verità del Vangelo in un contesto di grande prova. Il suo esempio continua a interpellare il cuore dei fedeli moderni, spronandoli a una coerenza di vita che non teme le difficoltà né le avversità, ma che trova nel Signore la propria unica e salda speranza.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giacomo Yan Guodong?
La memoria liturgica di San Giacomo Yan Guodong si celebra il 9 luglio.
Di cosa è patrono San Giacomo Yan Guodong?
Le fonti biografiche non riportano specifici patronati per San Giacomo Yan Guodong.
Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo. — Martirologio Romano