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mercoledì 8 luglio 2026 · Santo del giorno

Santi Aquila e Priscilla

Sposi e martiri, discepoli di San Paolo

Santi Aquila e Priscilla

I santi Aquila e Priscilla sono ricordati nella Chiesa come sposi e martiri, mirabili collaboratori dell'apostolo san Paolo e fulgido esempio di fede vissuta nel dinamismo del cammino cristiano. La loro esistenza, radicata nel primo secolo dell'era cristiana, si svolse tra l'Oriente e l'Occidente, unita sempre dallo sguardo fisso in Cristo e da un profondo amore coniugale che divenne strumento di grazia per le prime comunità. Le notizie sulla loro vita provengono dagli elogi scritti dall'Apostolo delle genti negli Atti degli Apostoli e nel suo epistolario.

La memoria liturgica dei santi Aquila e Prisca o Priscilla viene celebrata l'otto luglio nel Martirologio, dove sono venerati per aver offerto la propria casa come luogo di culto e per aver rischiato la vita in difesa del Vangelo. La loro testimonianza di reciprocità e oblazione sponsale continua a risplendere come modello di accoglienza e di servizio alla Chiesa nascente.

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Gli altri santi di oggi

Santa Gliceria

Martire ad Eraclea

Santa Gliceria è una venerata martire le cui vicende si collocano a Traianopoli e ad Eraclea, oggi identificata con Marmara Ereğlisi in Tracia, nell'odierna Turchia. Il culto reso a questa santa è certo e ampiamente attestato, sebbene la sua vita terrena resti assai meno sicura agli occhi della storiografia moderna. Gli studiosi concordano sul fatto che la Vita greca di Santa Gliceria costituisca in gran parte un tessuto di luoghi comuni tipici degli antichi atti dei martiri, composta da un agiografo di professione servendosi di scarsi dati storici con il preciso intento di intensificare la devozione popolare ad Eraclea.

La figura di Santa Gliceria è stata oggetto di importanti studi storici, tra cui quelli condotti da Hippolyte Delehaye nella sua opera dedicata ai santi della Tracia e della Mesia. Numerosi racconti agiografici fanno menzione di lei, tramandando la memoria di una testimonianza di fede che ha varcato i secoli. La sua figura continua a essere ricordata nella liturgia cristiana attraverso diverse tradizioni calendariali, che ne custodiscono il nome e il luminoso esempio di perseveranza spirituale.

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Sant' Edgaro il Pacifico

Re d'Inghilterra

Sant'Edgaro il Pacifico visse nel decimo secolo, segnando la storia d'Inghilterra come sovrano saggio e promotore della riforma della Chiesa. Nato verso il novecentoquarantatré in Inghilterra, era figlio ultimogenito di Edmondo il Magnifico e di Elpfiga. Dopo alterne vicende dinastiche e la ribellione della Mercia e della Northumbria, divenne sovrano dell'intero regno, governando in un clima di straordinaria pace e prosperità che gli valse il titolo con cui è universalmente ricordato.

La sua memoria liturgica si celebra l'otto luglio. Durante il suo regno sostenne con decisione la vita monastica e la riforma ecclesiastica, lavorando a stretto contatto con grandi figure di pastori e confessori della fede. Sepolto nell'abbazia di Glastonbury, fu presto circondato dalla venerazione dei fedeli per i numerosi prodigi attribuiti alla sua intercessione celeste.

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Sant' Illuminato da Rieti

Eremita in Umbria

Sant' Illuminato da Rieti è una figura luminosa dell' eremitismo umbro del dodicesimo secolo, un uomo che ha scelto il silenzio e la solitudine per cercare il volto di Dio lontano dai clamori del mondo. La sua esistenza, spesa nella preghiera e nel distacco, testimonia una dedizione assoluta che ha saputo lasciare una traccia profonda nella memoria spirituale del territorio, divenendo punto di riferimento per le generazioni successive.

Egli è ricordato oggi come custode di una sapienza antica, legata alla terra e alla roccia del Monte Albano dove visse in una spelonca. La sua memoria, che travalica i secoli, continua a essere celebrata con devozione, legando indissolubilmente il nome del santo alla città di Città di Castello, che ne custodisce le spoglie e ne riconosce il patrocinio come segno di una protezione che persiste oltre il tempo.

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San Procopio di Cesarea di Palestina

Martire

San Procopio visse durante il quarto secolo e viene ricordato come il primo martire della Palestina sotto la crudele persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano nell'anno 303. Originario di Aelia, cioè Gerusalemme, si era stabilito nella città di Scitopoli dove svolgeva umili e preziosi incarichi ecclesiali come lettore, interprete in lingua siriana ed esorcista. Fin dalla sua giovinezza aveva consacrato la propria esistenza alla castità, alla pratica rigorosa delle virtù, a severi digiuni e a una profonda ascesi spirituale, nutrendo la mente non con la cultura profana, ma unicamente con la meditazione assidua della Parola di Dio. Condotto davanti al tribunale imperiale di Cesarea di Palestina, di fronte al governatore Firmiliano e al giudice Flaviano, rifiutò fermamente di sacrificare agli dei pagani e di compiere libagioni ai quattro imperatori, rispondendo con un celebre motto omerico sulla necessità di un unico capo. Per questa coraggiosa franchezza fu immediatamente decapitato, sigillando la sua testimonianza di fede nel sangue e consegnando la sua memoria alla venerazione della Chiesa universale.

La figura di san Procopio occupa un posto singolare nella storia e nell'agiografia antica, poiché le prime scarne notizie storiche tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea nella sua opera intitolata I martiri della Palestina furono successivamente ampliate da tradizioni e leggende fiorite nell'Oriente bizantino. Nel corso dei secoli la sua testimonianza si diffuse ampiamente in Oriente e in Occidente, varcando i confini della Palestina per giungere fino a Roma, grazie al venerabile Beda che per primo lo inserì nel suo Martirologio alla data dell'otto luglio. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica ogni anno proprio in quel giorno, ricordando il suo luminoso sacrificio e la sua fedeltà incrollabile a Cristo fino alla morte.

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San Palmerio

Martire

San Palmerio è un illustre martire cristiano vissuto nel quarto secolo in Sardegna, terra segnata dalle persecuzioni imperiali contro i credenti. Nato in una stirpe nobile e inserito nella società del suo tempo come militare della guarnigione, egli visse la sua conversione al cristianesimo durante il regno dell'imperatore Diocleziano. Dopo aver ricevuto il Battesimo, operò come neofita e fervente propagatore della fede, conducendo al contempo una vita eremitica. Scoperto dalle autorità, fu esiliato nel nord della Sardegna, in un territorio situato vicino alla sede del giudice di Torres e corrispondente all'odierna Villanova Monteleone. Accusato davanti a un tribunale romano, subì la flagellazione e affrontò il martirio, venendo ucciso verso il 303.

La memoria di San Palmerio si è tramandata nei secoli attraverso documenti storici, ritrovamenti archeologici e una profonda devozione popolare che permane viva ancora oggi. Il santo è ricordato come patrono delle comunità di Ghilarza e Bortigali, dove la sua testimonianza di fede continua a essere celebrata con solennità l'otto luglio. La sua figura unisce la storia antica della Chiesa sarda alla devozione delle generazioni successive, le quali ne custodiscono la memoria attraverso chiese, tradizioni e preghiere.

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San Lorenzo Illuminatore di Farfa

Abate

San Lorenzo Illuminatore di Farfa è una figura venerata nella memoria della Chiesa, il cui culto affonda le radici nei secoli più antichi della tradizione cristiana. Egli è ricordato principalmente come il fondatore del venerabile monastero di Santa Maria a Farfa, un luogo di preghiera e di lavoro che ha segnato profondamente la storia spirituale del territorio sabino. La sua figura si muove tra i documenti storici originari e le successive narrazioni agiografiche, che ne hanno tramandato la memoria attraverso i secoli.

La riflessione sulla sua vita invita i lettori adulti a considerare il cammino della fede come un pellegrinaggio che parte da terre lontane per giungere nel cuore di una comunità. Sebbene la ricerca storica abbia distinto la sua figura da quella di altri vescovi o santi omonimi, la devozione popolare e liturgica ha custodito il suo nome con costanza. La Chiesa ne celebra la memoria ogni anno nel giorno otto del mese di luglio, rinnovando il ringraziamento per la testimonianza di coloro che hanno edificato i luoghi dello spirito.

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Beato Giulio

Monaco di Montevergine

Il Beato Giulio, vissuto nel sedicesimo secolo, è una delle figure di servi di Dio e venerabili più conosciute e venerate nella tradizione della Chiesa. Nato a Nardò, in provincia di Lecce, da una nobile famiglia che lo educò nelle lettere, nelle scienze e nella musica, scelse in giovinezza di lasciare la sua terra per abbracciare la vita eremitica. Illuminato dallo Spirito Santo, distribuì i suoi beni ai poveri e si diresse in Campania per cercare la solitudine. Dopo aver vissuto a lungo in Irpinia nella contemplazione e nella preghiera, terminò i suoi giorni terreni nell'abbazia benedettina di Montevergine l'otto luglio del milleseicentouno, dove riposa ancora oggi.

Egli è ricordato non soltanto per la sua straordinaria scelta di radicale povertà e di umiltà, ma anche per il suo servizio fedele come organista presso il santuario, dove la sua arte musicale attirava fedeli persino da Napoli. La sua memoria liturgica si celebra l'otto luglio. La devozione popolare lo ha sempre invocato come Beato, riconoscendolo come un potente intercessore presso il trono di Maria e un custode silenzioso della preghiera che accoglie ancora oggi i pellegrini in cammino verso la Madonna di Montevergine.

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San Kilian (Chiliano)

Vescovo e martire

San Kilian, noto anche con varianti come Chiliano, Kilien, Quillian, Cilian e Kulhn, nacque in Irlanda intorno al 644 e visse nel settimo secolo. Egli compì un cammino di fede che lo portò dalla sua terra d'origine alla Francia e a Roma, per poi giungere in terra tedesca a predicare il Vangelo. Vissuto come vescovo apostolico senza una sede fissa, svolse la sua missione evangelizzatrice in Franconia, regione della Germania a est del Reno che nel settimo secolo divenne un ducato, convertendo il duca Gosberto. La sua fedeltà al Vangelo e la cura nel serbare gli usi cristiani lo condussero al martirio, consumato l'otto luglio 689 presso la città capitale di Würzburg nell'Austrasia, in Germania, dove fu trucidato insieme ai suoi collaboratori per mano di Geilana.

Questo antico vescovo è profondamente venerato soprattutto a Würzburg e in altre città della Germania, dell'Austria e dell'Irlanda. La sua memoria liturgica e quella dei suoi compagni è custodita nei calendari e negli annali dell'ottavo secolo, mentre il martirio è narrato in alcuni Atti e in due passiones del nono secolo in parte favolose. Dopo alterne vicende di sepoltura e prodigi che rivelarono il luogo dei resti, le sue reliquie ricevettero solenne onore alla presenza di figure eminenti della storia cristiana e imperiale. Dal quindicesimo secolo san Kilian divenne il patrono di Würzburg, e la sua testimonianza continua a vivere nella memoria della Chiesa cattolica e nelle celebrazioni che ancora oggi rinnovano il ricordo del suo sacrificio.

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Beato Pierre (Pietro) Vigne

Sacerdote, fondatore

Il Beato Pierre Vigne, sacerdote e fondatore vissuto tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, nacque a Privas, in Francia, il venti agosto 1670. Proveniente da una famiglia calvinista nella regione del Vivarais, considerata una piccola repubblica ugonotta, fu battezzato nella chiesa parrocchiale di San Tommaso di Privas in un contesto di rigide restrizioni regie. Dopo un percorso giovanile segnato dal ritorno alla fede familiare e da un intenso cammino di conversione eucaristica, fu ordinato sacerdote e spese la sua esistenza nelle missioni popolari e nella fondazione della Congregazione delle Suore del Santissimo Sacramento. La sua testimonianza di fede è stata solennemente riconosciuta il tre ottobre 2004 con la beatificazione officiata da papa Giovanni Paolo II.

La memoria liturgica del Beato Pierre Vigne ricorre l'otto luglio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1740 a Rencurel. La sua opera apostolica si distinse per la dedizione instancabile alla predicazione itinerante, alla catechesi dei fanciulli e al ministero della riconciliazione, svolti instancabilmente attraversando a piedi e a dorso di mulo le regioni del sud della Francia. Attorno alla spiritualità del Calvario e dell'Eucaristia, i due poli convergenti della sua missione, nacque una famiglia religiosa che ancora oggi porta avanti il suo carisma di adorazione e servizio educativo in diverse nazioni del mondo, custodendo l'eredità spirituale di un instancabile annunciatore del Vangelo.

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San Pancrazio di Taormina

Vescovo e martire

San Pancrazio di Taormina emerge nel panorama della fede cristiana come una figura di straordinaria prossimità al mistero dell'Incarnazione. Nato ad Antiochia in Cilicia durante il primo secolo, egli ebbe la grazia inestimabile di compiere un viaggio a Gerusalemme insieme al padre, dove ebbe modo di vedere personalmente Gesù Cristo. Questo incontro segnò irrevocabilmente il suo cammino spirituale, conducendolo a ricevere il battesimo e la consacrazione episcopale direttamente per mano di San Pietro, il principe degli Apostoli. Inviato in missione apostolica, egli divenne il primo vescovo di Taormina nell'anno quaranta, portando la luce del Vangelo in terra siciliana.

La memoria di San Pancrazio è indissolubilmente legata alla sua testimonianza di fede vissuta fino all'estremo sacrificio. Egli è ricordato come il pastore che ha edificato la comunità cristiana di Taormina, affrontando con coraggio le resistenze del mondo pagano. La sua vita si concluse nel novantotto, quando subì il martirio per aver abbattuto un idolo dedicato al culto pagano, atto supremo di fedeltà al Dio unico. Dopo la sua morte, il suo corpo fu ritrovato dai discepoli all'interno di un pozzo, luogo che divenne testimonianza silenziosa della sua dedizione. Ancora oggi, la Chiesa ne onora la memoria come un pilastro fondamentale della missione apostolica in Sicilia, celebrando la coerenza di un uomo che ha saputo tradurre l'incontro con il Signore in un servizio instancabile alla Chiesa nascente.

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Sant' Auspicio di Toul

Vescovo

A Tulle nella Gallia belgica, ora in Francia, sant’Auspicio, vescovo.

Santa Landrada

Badessa di Bilsen

A Bilsen in Brabante, nel territorio dell’odierno Belgio, santa Landráda, badessa.

Santi Monaci Abramiti

Martiri

A Costantinopoli, passione dei santi monaci Abramiti, che per il culto delle sacre immagini subirono il martirio sotto l’imperatore Teofilo.

Sant' Adriano III

Papa

A Spina Lamberti in Emilia, transito di sant’Adriano III, papa, che cercò con ogni mezzo di riconciliare la Chiesa di Costantinopoli con quella di Roma e morì santamente, colpito durante un viaggio in Francia da una grave malattia.

Beato Eugenio III

Papa

A Tivoli nel Lazio, transito del beato Eugenio III, papa, che fu diletto discepolo di san Bernardo; dopo aver retto da abate il monastero dei Santi Vincenzo e Anastasio alle Acque Salvie, eletto alla sede di Roma, si adoperò con impegno per difendere il popolo cristiano dell’Urbe dalle insidie dell’eresia e rinnovare la disciplina ecclesiastica.

Beato Mancio Araki

Martire

A Shimabara in Giappone, beato Mancio Araki, martire, che per avere accolto in casa il sacerdote beato Francesco Pacheco fu gettato in carcere, dove morì consunto dalla tisi.

San Giovanni Wu Wenyin

Martire

Nella città di Yongnian nella provincia dello Hebei in Cina, san Giovanni Wu Wenyin, martire, che, catechista, nella persecuzione scatenata dai seguaci della setta dei Boxer, fu condannato a morte per essersi rifiutato di passare dalla dottrina cristiana al paganesimo.

Sant' Alberto da Genova

Monaco, eremita

San Disibodo

Eremita

Nella Renania, in Germania, san Disibódo, eremita, che, radunati alcuni compagni, fondò un monastero lungo la riva del fiume Nahe.

Beato Pietro l’Eremita

Benedettino

Sant' Ampelio di Milano

Vescovo

Sant’ Alizio di Cahors

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Commemorazione dei santi Aquila e Prisca o Priscilla, coniugi, che, collaboratori di san Paolo, accoglievano in casa loro la Chiesa e per salvare l’Apostolo rischiarono la loro stessa vita. — Martirologio Romano