8 luglio
Sant' Edgaro il Pacifico
Re d'Inghilterra
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e l'ascesa al trono
Sant'Edgaro nacque in Inghilterra verso il novecentoquarantatré e apparteneva alla stirpe regale, essendo il figlio ultimogenito di Edmondo il Magnifico, re d'Inghilterra, e di sua moglie Elpfiga. La tragedia colpì presto la sua famiglia quando Edmondo il Magnifico venne assassinato il ventisei maggio del novecentoquarantasei. Alla morte del padre, a causa della giovane età dei figli, salì al trono lo zio Edred, il quale si premurò di assumere la cura diretta dell'educazione dei suoi nipoti. La vita del regno conobbi un ulteriore passaggio quando Edred morì il ventitré novembre del novecentossessantacinque, data che segnò l'ascesa al trono del fratello di Edgaro, Edwy. Le tensioni politiche non tardarono a manifestarsi e, nel novecentocinquantasette, i nobili della Mercia e della Northumbria si ribellarono apertamente a Edwy a causa del suo malgoverno. I ribelli decisero quindi di porre Edgaro sul trono della parte settentrionale del regno, affidandogli una prima porzione di autorità. Le vicende terrene di Edwy si conclusero con la sua morte nell'ottobre del novecentocinquantanove. Da quel momento, alla morte di Edwy, Edgaro divenne l'unico sovrano di tutta l'Inghilterra, unificando sotto il suo scettro le diverse regioni. L'intero regno godette di una particolare pace e prosperità sotto il suo governo, una condizione così stabile e feconda da meritargli l'appellativo di Pacifico. La tradizione riferisce che alla nascita di Edgaro, san Dunstano udì voci angeliche che annunciavano proprio la futura pace dell'Inghilterra.
La collaborazione con i santi vescovi e la riforma della Chiesa
Uno dei primi atti compiuti da Edgaro nel novecentocinquantasette fu richiamare dall'esilio san Dunstano, abate di Glastonbury. Edwy aveva in precedenza esiliato san Dunstano perché si era mostrato insofferente dei suoi rimproveri a causa delle sue crudeltà e delle sue sregolatezze. Riconoscendone la santità e la saggezza, Edgaro nominò immediatamente san Dunstano primo vescovo di Worcester. Negli anni successivi, nel novecentossinquanta, Edgaro trasferì san Dunstano alla sede di Londra e, nel novecentosessanta, lo elevò alla sede primaziale di Canterbury. Edgaro mantenne sempre stretti rapporti con san Dunstano, scegliendolo come suo principale consigliere per la politica ecclesiastica. Accanto a lui, Edgaro ebbe come consiglieri per la medesima politica ecclesiastica anche san Etelvoldo e san Oswald. San Etelvoldo era abate di Abingdon e dal novecentosessantatré divenne vescovo di Winchester, mentre san Oswald fu vescovo di Worcester nel novecentosessantuno e dal novecentosettantadue arcivescovo di York. Questi tre santi prelati furono i ferventi promotori della riforma monastica in Inghilterra. Edgaro appoggiò la riforma monastica con tutti i mezzi a sua disposizione, usando talora la forza contro le opposizioni del clero secolare. In varie fondazioni monastiche il clero secolare fu infatti sostituito da monaci. Verso il novecentosettanta si tenne a Winchester un importante sinodo. Durante questo sinodo fu redatto un codice di norme monastiche valido per tutto il regno, noto come Regularis Concordia. In tale occasione i sovrani furono dichiarati patroni ex officio di tutto l'istituto monastico e in tutti i monasteri furono prescritte preghiere quotidiane per i sovrani. Durante il sinodo Edgaro indirizzò una vigoriosa perorazione all'assemblea dei vescovi. Numerosi monasteri furono inoltre restaurati e convenientemente dotati grazie alla munificenza regale. Altre norme ecclesiastiche, note come Canoni di Edgaro, furono opera successiva di Wulfstano, arcivescovo di York dal mille e due al milleventitré.
La legislazione e il governo del regno
Di Edgaro ci restano quattro codici molto brevi che testimoniano la sua cura per la giustizia e per l'ordine spirituale del popolo. Il secondo e il quarto codice di Edgaro riguardano specificamente materie ecclesiastiche. Il secondo codice dà norme precise sulla salvaguardia dei diritti delle chiese, sulle decime, sul denaro di San Pietro, sull'osservanza della festività domenicale e dei digiuni. Questo medesimo codice regola inoltre il pagamento degli obblighi per i defunti e il mantenimento del diritto di asilo per le chiese beneficiate. Il quarto codice fu invece redatto in occasione di una grave pestilenza scoppiata tra il novecentosessantadue e il novecentosessantatré. Edgaro riconobbe in quella calamità un castigo celeste e, nel quarto codice, invitava i sudditi a riparare ai torti commessi e a pagare le decime dovute alle chiese. Gli ufficiali regi avevano il compito specifico di vigilare sul pagamento puntuale delle decime. Il quarto codice invitava altresì gli ecclesiastici beneficiari delle decime a condurre una vita pura e sottomessa ai vescovi. Gli altri due codici contengono norme amministrative e ribadiscono la tutela dei diritti indipendentemente dal censo delle persone. Gli altri due codici riconoscono inoltre ai Danesi della parte occidentale del regno il diritto all'autogoverno. Questa norma sull'autogoverno dei Danesi rientrava nella politica generale di decentramento voluta da Edgaro. L'atteggiamento verso i Danesi e le relazioni estere di Edgaro furono tuttavia criticati da alcuni scrittori del tempo. Seguendo l'usanza del predecessore Athelstan, Edgaro si definiva Albionis Imperator Augustus o con espressioni simili nei documenti ufficiali. Edgaro ebbe grande fama anche fuori dai confini dell'Inghilterra e strinse importanti alleanze con Ottone il Grande e con Ottone secondo. Edgaro possedeva inoltre una grande flotta con cui compiva ogni anno una crociera attorno al regno per difenderne le coste. Lo storico Florenzio di Worcester esagerò stimando a tremilaseicento il numero dei vascelli di questa flotta. Il regno di Edgaro mantenne un tono brillante grazie alla pace quasi continua, interrotta soltanto da brevi e locali spedizioni militari. Nel British Museum è conservata una copia elegante di un documento di Edgaro del novecentosessantasei a favore dell'abbazia di New Minster a Winchester. Il documento del novecentosessantasei è in forma di codice ed è scritto in oro in minuscola carolina. Il frontespizio di questo prezioso documento mostra Edgaro insieme a Cristo in maestà, alla Vergine e a san Pietro.
La famiglia, la discendenza e la solenne incoronazione
Edgaro sposò in prime nozze Etelfleda, figlia di Ordmaer, conte dell'Anglia Orientale. Dall'unione con Etelfleda nacque san Edoardo, il quale successe al padre sul trono e fu tragicamente assassinato nel novecentosetantanove. Tra il novecentosessantaquattro e il novecentosessantacinque Edgaro sposò la vedova di Etelvoldo, Elfrida, la quale era figlia di Ordgar, conte del Devonshire. Dal matrimonio con Elfrida Edgaro ebbe un figlio di nome Edmondo, morto nel novecentosettantuno, e un altro figlio di nome Ethelredo, che nel novecentosettantanove successe a san Edoardo. Edgaro ebbe anche una figlia di nome santa Edith o Eadgith da Wulfthryth. Alcune fonti affermano che si trattò di un vero matrimonio, ma sembra quasi certo che sia stata una relazione irregolare. Wulfthryth si trovava nel monastero di Wilton al tempo della sua relazione con Edgaro. Alcuni scrittori, tra cui Guglielmo di Malmesbury, sostengono che Wulfthryth si trovasse nel monastero ma non come monaca e senza aver emesso voti. La giovane Edith fu educata nel monastero di Wilton, prese successivamente il velo nello stesso monastero di Wilton e vi morì santamente nel novecentottantaquattro. Anche Wulfthryth abbracciò in seguito la vita monastica e divenne badessa dello stesso monastero. La ragione del rinvio dell'incoronazione di Edgaro alla Pentecoste del novecentosettantatré rimane ignota nelle cronache storiche. La leggenda narra tuttavia che san Dunstano impose a Edgaro di rimanere sette anni senza corona proprio a causa della sua relazione irregolare. La solenne cerimonia di incoronazione ebbe comunque luogo a Bath e fu officiata congiuntamente da san Dunstano e da san Oswald, arcivescovo di York. Dopo l'incoronazione seguì una grande festa a Chester. Durante la festa a Chester sei o otto re, tra cui quelli di Scozia e del Cumberland e vari principi del Galles, fecero atto di sottomissione a Edgaro. La leggenda aggiunge il dettaglio suggestivo che i re sottomessi si posero ai remi del battello reale mentre Edgaro stava al timone per andare dalla reggia alla chiesa di San Giovanni Battista.
La morte, la sepoltura e il culto
Le vicende terrene del pio sovrano giunsero al termine quando Edgaro morì l'otto luglio del novecentosettantacinque. Edgaro fu sepolto nell'abbazia di Glastonbury con grande solennità e partecipazione di popolo. Nel millecinquantadue si procedette a una solenne traslazione dei resti mortali di Edgaro. I resti di Edgaro furono collocati in un'urna posta sull'altare della chiesa, insieme alle reliquie di sant'Apollinare e di san Vincenzo martire. Guglielmo di Malmesbury narra che durante lo scavo del tumulo nel millecinquantadue il corpo di Edgaro fu trovato miracolosamente incorrotto. Poiché l'urna predisposta era troppo piccola, il corpo fu sfortunatamente sezionato per poter essere sistemato e da esso sgorgò sangue vivo. La tradizione narra che colui che aveva osato sezionare il corpo morì all'uscita della chiesa. Edgaro fu ben presto onorato con un culto pubblico a Glastonbury e in quel luogo numerosi miracoli furono attribuiti alla sua intercessione. La memoria liturgica di Edgaro viene celebrata l'otto luglio. La prima edizione del Martirologio Anglicano e altri autori, tra cui il Ferrari, ricordano tuttavia Edgaro anche il ventiquattro maggio. La sua figura rimane un luminoso esempio di sovrano che seppe unire l'autorità temporale alla cura per la salvezza spirituale dei suoi sudditi.
Il governo e la riforma
Il cammino di Sant' Edgaro ebbe inizio in Inghilterra nel decimo secolo, un tempo segnato da frammentazioni e necessità di coesione. Una volta assunto il pieno potere nel novecentocinquantanove, il sovrano comprese che la stabilità del regno non poteva prescindere da una solida struttura spirituale. La sua scelta più significativa fu il richiamo di san Dunstano dall'esilio, un atto che segnò l'inizio di una stretta collaborazione tra la corona e la Chiesa. Con il sostegno del vescovo, Edgaro promosse con vigore la riforma monastica, sostenendo attivamente il rinnovamento della vita religiosa in monasteri come Glastonbury e Winchester.
Questo impegno non rimase confinato alla preghiera, ma si tradusse in una visione unitaria del regno che trovò espressione nella Regularis Concordia, un documento che mirava a uniformare la disciplina monastica in tutta l'Inghilterra. Il prestigio del sovrano crebbe fino a raggiungere il suo apice nel novecentosettantatré, quando ricevette la solenne incoronazione nella città di Bath, un rito che sancì la sua autorità morale e politica. Poco tempo dopo, a Chester, egli ricevette l'atto di sottomissione di vari re, consolidando il suo ruolo di garante della pace e dell'unità territoriale. La sua esistenza si concluse nel novecentosettantacinque, lasciando un'impronta indelebile nella storia inglese, dove il suo nome è ancora oggi associato a un periodo di prosperità e armonia sotto il segno della fede.
Memoria e celebrazione
Il ricordo di Sant' Edgaro è affidato alla pietà dei fedeli che, nel corso dei secoli, hanno riconosciuto in lui il protettore di un'Inghilterra unita e devota. La sua memoria liturgica è fissata nel calendario della Chiesa per il giorno otto luglio, sebbene alcune fonti storiche pongano il ricordo della sua figura al ventiquattro maggio. In queste date, la comunità cristiana è invitata a riflettere sull'esempio di un sovrano che ha saputo porre i doni del potere al servizio del bene comune e della crescita della vita consacrata.
Sebbene il suo nome non sia legato a un patronato specifico nei documenti storici, la sua figura continua a essere venerata come modello di rettitudine per chiunque eserciti responsabilità pubbliche. La sua vita, breve ma densa di opere, testimonia come la fede possa trasformarsi in una forza propulsiva capace di pacificare le nazioni e di elevare il cuore dei sudditi verso orizzonti di giustizia. Nel silenzio della preghiera, Sant' Edgaro resta un custode della memoria cristiana, un uomo che ha saputo camminare tra le insidie del potere mantenendo lo sguardo rivolto verso l'eterno.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Edgaro il Pacifico?
La memoria di Sant'Edgaro viene celebrata l'otto luglio. Alcuni autori e la prima edizione del Martirologio Anglicano lo ricordano anche il ventiquattro maggio.
Di cosa è patrono Sant'Edgaro il Pacifico?
I documenti storici non menzionano specifici patronati per Sant'Edgaro, sebbene i sovrani siano stati dichiarati protettori dell'istituto monastico.