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8 luglio

San Palmerio

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e il martirio

In Sardegna vennero attuate le persecuzioni contro i cristiani esattamente come nei restanti territori dell'impero romano. San Palmerio fu una delle vittime designate degli editti di persecuzione emanati dagli imperatori. Palmerio nacque in terra sarda, e la tradizione indica come sua probabile origine la provincia attuale di Oristano. Egli apparteneva a una stirpe nobile e prestava servizio come militare della guarnigione. Si convertì al cristianesimo al tempo dell'imperatore Diocleziano, trasformandosi presto in un neofita e in un convinto propagatore della fede cristiana. Dopo aver ricevuto il Sacramento del Battesimo, Palmerio scelse di condurre una vita eremitica. Denunciato e scoperto, fu condannato all'esilio nel nord della Sardegna, spinto verso l'area dell'odierna Villanova Monteleone, in un luogo collocato nei pressi della sede del giudice di Torres. Sottoposto a un giudizio ufficiale, Palmerio fu accusato davanti a un tribunale romano, dove subì la pena della flagellazione prima di subire la morte violenta, venendo ucciso verso il 303.

La memoria e i documenti storici

Il nome del martire Palmerio e la sua venerazione appaiono per la prima volta intorno al 1140. Questa preziosa menzione si trova all'interno di una raccolta di conti denominata Condaghe di Bonàrcado, un testo fondamentale che data dal 1120 al 1263 circa. Il documento ricorda il paese sardo di Gilarci, che corrisponde all'attuale Ghilarza. All'interno dello stesso testo viene ricordata una fattoria giudicale dedicata a Santa Paramini. Santa Paramini è proprio il nome popolare con cui Palmerio è ricordato nei documenti risalenti al 1164 e al 1263. Per garantire l'assistenza spirituale dei servi della gleba fu dapprima eretta un'antica cappella padronale. Tale cappella fu poi sostituita, tra il 1200 e il 1225, da una chiesa romanica che presentava una caratteristica nicchia nel fianco meridionale. Il trenta maggio 1390 il vescovo Giovanni Loro consacrò l'altare di una chiesa di Ghilarza dedicata a San Giorgio. La consacrazione avvenne con la solenne invocazione dello Spirito Santo, di San Giorgio e di San Palmerio. Tale invocazione fu scritta su pergamena ed effettivamente ritrovata all'interno dell'altare il ventinove dicembre 1887. La pergamena del ventinove dicembre 1887 si conserva tuttora come testimonianza storica.

La tomba e il culto

L'otto luglio 1750, durante l'esecuzione di alcuni lavori di ristrutturazione, fu scoperta la tomba di San Palmerio all'interno della chiesa. La scoperta della tomba diede lo spunto per la prima redazione delle lodi sacre dialettali conosciute con il nome di Gosos. Proprio nei Gosos viene descritto con precisione ciò che fu rinvenuto all'interno della tomba di San Palmerio. Nella tomba furono trovati uno scheletro umano, una fiala contenente sangue raggrumato e un panno intriso di sangue. Nello stesso sepolcro furono rinvenuti inoltre una palma d'argento e una pietra sulla quale era incisa la scritta Palmerius in pace. I Gosos contengono anche una narrazione dettagliata della vita del santo. San Palmerio è riconosciuto come il santo patrono di Ghilarza. Il paese di Ghilarza festeggia San Palmerio l'otto luglio di ogni anno. Anche il vicino paese di Bortigali ha dedicato a San Palmerio la sua chiesa parrocchiale fin da tempo remoto.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Palmerio?

San Palmerio si festeggia l'otto luglio.

Di cosa è patrono San Palmerio?

San Palmerio è il santo patrono di Ghilarza.