Santa Maria Chiara (Clelia Nanetti)

Vergine e martire

Aggiornato il 22 luglio 2026

Santa Maria Chiara (Clelia Nanetti)

Il cammino verso la missione

Il percorso spirituale di Clelia Nanetti ha inizio nel Polesine, a Pontelagolungo, dove vede la luce nel 1872. La chiamata del Signore si manifesta precocemente nel suo cuore, spingendola a lasciare gli affetti familiari per seguire una vocazione che trova il suo compimento naturale nell'istituto delle Francescane Missionarie di Maria. Il suo ingresso nell'ordine avviene a Roma nel 1892, segnando l'inizio di una formazione religiosa intensa, che la prepara a divenire strumento di evangelizzazione in contesti lontani e complessi. Dopo aver vissuto fasi significative della sua preparazione in luoghi come Les Châtelets e Vanves, la sua dedizione la conduce infine a rispondere all'appello per la missione nello Shanxi, in Cina, dove giunge nel 1899.

Il servizio missionario di Santa Maria Chiara si inserisce in un periodo di grande fermento e pericolo. Giunta a Taiyuan, la sua presenza si distingue per la mitezza e la coerenza di una fede vissuta con semplicità evangelica. Quando la tempesta della persecuzione dei Boxers si abbatte sulla missione, ella non cerca vie di fuga, ma accoglie la prova con la dignità propria di chi ha posto ogni fiducia nel Signore. La prigionia presso l'Albergo della pace celeste diventa per lei e per le sue consorelle un luogo di silenziosa preghiera e di preparazione interiore all'incontro definitivo con lo Sposo. Nonostante le minacce e la violenza che circondano il luogo del loro confino, Santa Maria Chiara persevera nella preghiera, offrendo la sua esistenza come martire per la fede. La sua testimonianza giunge a compimento il 9 luglio 1900, quando, con la decapitazione, sigilla il suo legame con Cristo, offrendo al mondo una lezione di fede incrollabile che, un secolo dopo, la Chiesa ha solennemente riconosciuto elevandola agli onori degli altari.

Il culto e la memoria

Il riconoscimento della santità di Maria Chiara è avvenuto il primo ottobre 2000, grazie alla canonizzazione celebrata da Papa Giovanni Paolo II. Questo atto solenne ha inserito il suo nome nel catalogo dei Santi della Chiesa universale, confermando la perenne attualità del suo sacrificio missionario. La sua figura è oggi venerata come segno di quella carità che non si ferma dinanzi al pericolo, ricordando a ogni fedele che la missione cristiana è, prima di tutto, una testimonianza di amore che giunge fino al dono di sé.

La memoria liturgica della Santa è fissata al 9 luglio, giorno del suo martirio a Taiyuan. In questa ricorrenza, la Chiesa invita a volgere lo sguardo verso la terra cinese, ricordando il coraggio di una donna che, nata nel secolo diciannovesimo, ha saputo vivere con lo sguardo rivolto all'eterno. La sua vita, breve ma intensa, continua a parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo, offrendo un esempio di fedeltà che supera le barriere del tempo e dello spazio. Celebrare la sua festa significa rinnovare l'impegno a vivere la fede con la medesima radicalità, cercando nel quotidiano di incarnare la stessa dedizione che ha guidato i passi di Santa Maria Chiara verso il martirio.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Maria Chiara?

La sua memoria liturgica si celebra il 9 luglio, nel giorno del suo martirio.

Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo. — Martirologio Romano