Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

9 luglio

Santa Maria Ermellina di Gesù (Irma Grivot)

Vergine e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la vocazione in Francia

Irma Grivot nacque il ventotto aprile 1866. Il luogo di nascita fu Baune, in provincia e diocesi di Digione, nella regione francese della Borgogna. Trascorse la fanciullezza in un grande fervore religioso. La sua famiglia era di condizione molto modesta. Suo padre svolgeva la professione di bottaio. Sua madre si occupava della gestione della casa. Aveva una salute molto gracile. Possedeva un carattere vivace e affettuoso. Il suo carattere la portava a meravigliarsi della natura e ad appassionarsi alle questioni di fede. Terminò le scuole elementari nel 1883. Successivamente si avviò agli studi per diventare maestra. Ottenuto il diploma, per rendersi indipendente dalla famiglia, cominciò a impartire lezioni private a pagamento. Maturò in lei la vocazione religiosa e missionaria. Nonostante il parere contrario dei genitori, volle entrare nella congregazione delle Francescane Missionarie di Maria. La congregazione fu fondata nel 1877 da madre Maria della Passione, al secolo Hélène de Chappotin de Neuville. Madre Maria della Passione fu beatificata nel 2002. Nel 1894 Irma bussò alla porta della casa di Vanves, fuori Parigi, sede del prenoviziato della congregazione. A causa della sua salute, le fu suggerito di restare più a lungo per verificare la sua adatta attitudine alla vita in missione. Grazie alla sua ferrea volontà, nel luglio dello stesso anno passò in noviziato a Les Châtelets, antica residenza estiva dei vescovi di Saint-Brieuc. Il ventotto luglio 1894 prese l'abito bianco dell'Istituto. Assunse il nome di suor Maria Ermellina di Gesù. Il nome ermellino deriva dagli antichi bestiari medievali, secondo cui l'animale preferiva morire piuttosto che macchiare la propria pelliccia, risultando simbolo di purezza. La sua condotta e spiritualità colpirono la fondatrice e superiora generale. Fu nominata dalla fondatrice segretaria della superiora e ammonitrice delle novizie. Nel 1896 venne trasferita a Vanves presso i laboratori artigiani e la tipografia, gestiti interamente dalle suore. Suor Maria Ermellina fu incaricata specificamente della contabilità. L'attività non la distoglieva dal pensiero di essere sposa di Cristo. L'otto settembre 1896 pronunciò i suoi voti religiosi. Nei successivi tre anni sparse intorno a sé una gioia contagiosa, suscitando l'ammirazione delle superiore. Nel 1898 madre Maria della Passione la chiamò a Roma per una preparazione specifica per le missioni. Coltivava l'ideale missionario fin da ragazza. Rimase a Roma tre mesi, lasciando un ricordo indimenticabile nelle consorelle.

Il viaggio verso l'Oriente e l'arrivo in Cina

Nel febbraio 1899 lasciò Roma per imbarcarsi a Marsiglia. A Marsiglia trovò altre consorelle e compagne di viaggio, delle quali era stata nominata superiora. Al gruppo si unirono alcuni Frati Minori Osservanti guidati da monsignor Francesco Fogolla. Monsignor Francesco Fogolla aveva richiesto la presenza delle Francescane Missionarie di Maria nella provincia cinese dello Shanxi. Il gruppo partì verso l'Oriente il dodici marzo 1899. Descrisse tappe e contatti nelle lettere a madre Maria della Passione e nel diario di viaggio, menzionando Colombo, Saigon e Hong Kong. Dopo trentacinque giorni di navigazione, le missionarie raggiunsero Shanghai. A Shanghai furono ospiti delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, prime arrivate in Cina. Da Shanghai proseguirono il viaggio via ferrovia e successivamente con muli e palanchini. Giunsero a Taiyuan il quattro maggio 1899, dopo ulteriori cinquantadue giorni di viaggio oltre la traversata oceanica. A Taiyuan furono accolte dal venerando monsignor Gregorio Grassi, da alcuni padri francescani e da duecento orfanelle. Le orfane costituirono l'impegno principale delle suore, insieme a un dispensario allestito in attesa della costruzione di un ospedale. La madre fondatrice definì madre Maria della Passione e l'Istituto fortunati nell'aver ricevuto questa giovane Superiora, definita raro modello di perfezione. Madre Maria Ermellina nacque a Baune in Francia il ventotto aprile 1866.

La persecuzione e il martirio a Taiyuan

Il ventitré aprile 1900 fece il suo ingresso a Taiyuan il viceré dello Shanxi, Yu-Hsien. Il viceré era noto per il favore accordato alla Società di Giustizia e di Concordia, nota in Occidente come i Boxer. I Boxer furono autori di molte stragi contro le missioni cattoliche. Due mesi dopo l'arrivo del viceré, i Boxer comparvero a Taiyuan. I Boxer diffusero accuse contro i cristiani definendoli nemici della patria, avvelenatori di pozzi, seviziatori di bambini e causa della siccità e della carestia. Il viceré affisse per le strade un proclama dichiarando che il fetore dei cristiani era arrivato fino al cielo e che perciò non pioveva né nevicava. Dopo questi annunci, i cristiani cominciarono a fuggire. Le suore furono invitate dal vescovo a compiere un determinato gesto. Madre Maria Ermellina rispose che non lo avrebbero fatto perché erano venute a dare la vita per Gesù e la forza sarebbe stata data da Nostro Signore. I soldati del viceré portarono via con la forza le orfanelle dall'orfanotrofio. Il cinque luglio le suore, i frati, i seminaristi e i domestici furono invitati dal viceré a lasciare le loro case per un'abitazione più sicura chiamata Albergo della pace celeste. L'Albergo della pace celeste era di fatto un luogo di prigionia. I cattolici furono rinchiusi in un padiglione e i protestanti in un altro. Verso le quattro del pomeriggio del nove luglio 1900 gli uomini del viceré fecero irruzione nel padiglione dei protestanti uccidendoli. L'anziano vescovo monsignor Gregorio Grassi invitò tutti a prepararsi alla morte e impartì l'ultima assoluzione. I Boxer giunsero anche dai cattolici e li condussero al palazzo del viceré dove furono condannati a morte. I prigionieri furono portati nell'ampio cortile e subirono l'esecuzione a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Le sette Francescane Missionarie di Maria furono le ultime a subire il martirio. Le sette suore assistettero alla carneficina, cantarono il Te Deum abbracciandosi e infine porsero il collo alle spade. Madre Maria Ermellina aveva trentaquattro anni al momento della morte. Madre Maria Ermellina morì a Taiyuan in Cina il nove luglio 1900. I martiri furono uccisi durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer in odio al nome di Cristo.

La beatificazione e la canonizzazione

Madre Maria Ermellina e le altre sei suore furono beatificate il ventiquattro novembre 1946 da papa Pio XII. Insieme alle suore furono beatificati i compagni di martirio tra cui due vescovi, due sacerdoti e un fratello laico dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti e quattordici laici cinesi. Undici dei laici cinesi martirizzati erano membri del Terz'Ordine francescano. Della stessa causa facevano parte altri tre religiosi dei Frati Minori Osservanti: padre Cesidio Giacomantonio, monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro. Padre Cesidio Giacomantonio fu ucciso il quattro luglio 1900 a Hangzhou. Monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro morirono tre giorni dopo rispetto a padre Cesidio. La memoria liturgica del gruppo fu fissata al nove luglio. Il papa san Giovanni Paolo II autorizzò la fusione delle cause di vari Beati martiri in Cina in una sola. Il decreto di fusione delle cause include monsignor Gregorio Grassi e i suoi venticinque compagni e porta la data dell'undici gennaio 2000. Undici giorni dopo, il ventidue gennaio, fu firmato il decreto de signis. Papa san Giovanni Paolo II iscrisse i martiri fra i Santi il primo ottobre successivo. Il martirologio colloca la passione dei santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e ventiquattro compagni nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi in Cina.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Maria Ermellina di Gesù?

La memoria liturgica di Santa Maria Ermellina di Gesù si celebra il nove luglio.

Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo. — Martirologio Romano