7 agosto
Beati Agatangelo de Vindocino (Francesco) Nourry e Cassiano da Nantes (Gundisalvo) Vaz Lopez-Netto
Sacerdoti cappuccini, martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la vocazione
Francesco Nourry nacque a Vendôme il trentuno luglio 1598 in una famiglia numerosa e discretamente agiata. Suo padre ricopriva l'incarico di presidente del tribunale ed era un uomo di profonda fede cristiana. Durante la giovinezza, Francesco fu in prima fila quando i cappuccini raccolsero i fondi necessari per aprire un nuovo convento nella sua cittadina. Il giovane rimase profondamente affascinato dalla semplice religiosità dei frati cappuccini, i quali ispiravano la loro esistenza al grande santo di cui lo stesso Francesco portava il nome. Compiuti gli studi classici, avvertì con chiarezza la chiamata alla vita religiosa intorno ai vent'anni ed entrò nel noviziato di Le Mans, assumendo il nome religioso di Agatangelo. Successivamente si trasferì a Poitiers sotto la guida di validi insegnanti e fu ordinato sacerdote all'età di ventisette anni. Prese parte per qualche tempo alle missioni popolari del Poitou e, durante la quaresima del 1626, ebbe il privilegio di predicare nella sua cittadina natale, alimentando sempre più la forte volontà di partire come missionario.
Dall'altra parte, Gundisalvo Lopez-Neto nacque in una casa di mercanti portoghesi il quattordici gennaio 1607, venendo alla luce insieme a una sorella gemella. Studiò in collegio distinguendosi per la sua intelligenza e per la sua ottima condotta morale. Fin da giovane amava ritirarsi nel silenzio della cappella dei cappuccini situata vicino alla sua abitazione e, già all'età di nove anni, nutriva il desiderio di farsi cappuccino e missionario. A sedici anni vestì il saio religioso entrando nel noviziato di Angers con il nome di Cassiano. Cassiano compì i suoi studi a Rennes con lo stesso insegnante che aveva formato Agatangelo e ricevette anch'egli l'ordinazione sacerdotale. Prima di partire per l'Africa, Cassiano visse la dura e provante esperienza della pestilenza in Francia tra il 1631 e il 1632, assistendo generosamente i malati contagiati e rimanendo tuttavia miracolosamente illeso. Superata quella grave emergenza sanitaria, i superiori decisero di destinarlo alle missioni in Egitto. Cassiano si imbarcò così dal porto di Marsiglia, atteso oltremare tra gli altri proprio da Agatangelo.
L'attività missionaria in Oriente
Il frate originario di Vendôme, Agatangelo, si trovava ad Aleppo, in Siria, già dal 1629. In quella città siriana, Agatangelo si dedicava all'assistenza spirituale e materiale dei mercanti francesi e italiani presenti sul posto. Allo stesso tempo, si applicava nello studio approfondito della lingua araba per poter lavorare efficacemente al riavvicinamento tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa copta. Nel corso del suo servizio, Agatangelo stabilì buoni rapporti con le popolazioni arabe locali e si adoperava costantemente per la liberazione degli schiavi cristiani, guadagnandosi l'appellativo di apostolo del Libano. L'incontro decisivo tra Agatangelo e Cassiano avvenne ad Alessandria d'Egitto nel 1633. In quell'alleanza fraterna, Agatangelo portava con sé l'esperienza maturata sul campo, mentre Cassiano offriva il vigore e l'entusiasmo della giovane età. I due religiosi studiarono insieme la lingua gheez allo scopo di avvicinare a Roma la Chiesa copta e instaurarono buoni rapporti con il patriarca Matteo III, il quale concesse loro il permesso di celebrare la messa nelle chiese locali.
Nel 1636 Agatangelo e un altro confratello si recarono nel convento di Der Antonio, situato nella Bassa Tebaide, conquistando il rispetto e la stima dei monaci locali. A seguito di una restrizione stabilita dalla Congregazione di Propaganda Fide riguardo alla celebrazione delle messe in chiese non cattoliche, Agatangelo scrisse direttamente a Roma per spiegare la situazione. Ottenne così dalla Sede Apostolica il permesso di proseguire le celebrazioni per continuare l'opera di avvicinamento tra le due confessioni cristiane. Nel 1637 si riunì un sinodo del patriarcato copto per discutere delle intese con la Chiesa cattolica. Molti partecipanti dissentirono durante i lavori sinodali a causa della cattiva condotta morale manifestata da alcuni cristiani locali. Di fronte a tali resistenze, Agatangelo scrisse nuovamente a Roma chiedendo che i responsabili di tali scandali fossero scomunicati. Successivamente, il patriarca Matteo III decise la nomina di un nuovo arcivescovo per l'Abissinia, terra corrispondente all'odierna Etiopia.
Il viaggio verso l'Etiopia e il martirio
Il nuovo arcivescovo designato per l'Abissinia doveva essere accompagnato nel suo viaggio dai cappuccini e da un luterano di Lubecca animato da malvagie intenzioni. Prima di raggiungere la loro destinazione finale, i due frati vollero visitare la Palestina e i luoghi santi della vita di Gesù. Con il prezioso aiuto di un mercante veneziano, attraversarono il difficile deserto della Nubia diretti verso le coste del Mar Rosso nel 1638. Lo scontro con la gerarchia ecclesiastica locale si rivelò sin da subito violento e del tutto inatteso. Giunti sull'altopiano eritreo, Agatangelo e Cassiano furono imprigionati per ordine del neoeletto arcivescovo e del luterano, senza che vi fosse alcuno pronto a difendere i due religiosi. Il cinque agosto furono condotti nella città di Gondar, incatenati agli animali dei carcerieri e costretti a camminare sotto un sole cocente. Durante il processo, il luterano li coprì di calunnie di fronte al re Negus Basilides, mentre il primate locale rifiutò di riceverli, accusandoli ingiustamente di fare proselitismo.
Ai due cappuccini fu offerta la salvezza della vita a condizione che abiurassero la propria fede, ma essi difesero impavidi il proprio credo religioso. Cassiano, che conosceva la lingua amarica, rinnovò pubblicamente la professione di fede cattolica. Furono quindi condannati alla pena dell'impiccagione e, poiché mancavano le corde per l'esecuzione, i frati offrirono generosamente i loro stessi cingoli per compiere la sentenza. Furono giustiziati davanti a una folla inferocita, subendo successivamente anche la lapidazione, dopo di che i loro corpi furono ricoperti da un grande cumulo di pietre. Di fronte a tanto coraggio e alla loro ferma testimonianza, un autorevole personaggio abissino decise di convertirsi facendosi cattolico. La tradizione tramanda che quella stessa notte fu vista una grande colonna di luce splendere sopra il cumulo di pietre che custodiva le spoglie dei martiri.
Il ricordo e la beatificazione
La notizia del tragico assassinio giunse in Europa, mentre l'eroico esempio del loro sacrificio rimase vivo nella memoria delle popolazioni locali. I tentativi compiuti dai missionari nei secoli successivi per avvicinare i cristiani di quelle terre al cattolicesimo andarono incontro a diversi fallimenti. Soltanto nel corso dell'Ottocento sorsero alcune chiese uniate grazie alla crescente influenza italiana nella regione. Nel 1889 Papa Leone XIII aprì una prefettura apostolica, pochi anni dopo la fondazione della colonia italiana. La complessa causa di beatificazione di Agatangelo e Cassiano ebbe finalmente esito positivo grazie all'impegno straordinario del cardinale Guglielmo Massaia. Il frate piemontese Guglielmo Massaia visse dal 1809 al 1889 e svolse il suo servizio come missionario in Etiopia per ben trentacinque anni. Nel corso della sua missione, il prelato riuscì a ritrovare le tombe dei due martiri e raccolse con cura i documenti e le cronache orali riguardanti il sacrificio dei due coraggiosi missionari francesi. Grazie a questo imponente lavoro di ricostruzione storica, i due religiosi furono solennemente beatificati da Papa Pio X il primo gennaio 1905, consegnando alla Chiesa universale un luminoso modello di fede e dedizione missionaria.
Il cammino verso la testimonianza
Agatangelo da Vendôme nacque nel 1598 e, nel suo percorso di fede, scelse di entrare nel noviziato cappuccino di Mans. La sua vocazione si distinse per una profonda dedizione allo studio e alla missione, che lo condusse dapprima ad Aleppo, dove si impegnò con fervore nell'apprendimento della lingua araba, e successivamente verso le terre d'Egitto. Parallelamente, Cassiano da Nantes, nato nel 1607, compì i suoi primi passi religiosi nel noviziato di Angers. La sua giovinezza fu segnata da un atto di straordinaria carità: tra il 1631 e il 1632, in Francia, si dedicò generosamente all'assistenza dei malati durante una grave pestilenza, esercitando con umiltà il suo ministero sacerdotale.
Il disegno di Dio volle che i due confratelli si incontrassero ad Alessandria nel 1633. Da quel momento, le loro strade divennero un unico cammino verso la missione in Etiopia. Giunti a Gondar, la loro opera di evangelizzazione si scontrò con l'ostilità del Negus Basilides. Catturati e imprigionati, i due religiosi affrontarono la condanna a morte con la dignità propria di chi ha posto ogni speranza in Dio. L'esecuzione, avvenuta nel 1638, fu compiuta per impiccagione; i carnefici utilizzarono i cingoli che i due cappuccini portavano ai fianchi come segno del loro voto di povertà e obbedienza. In quel gesto estremo, il segno della loro appartenenza a Cristo divenne lo strumento del loro martirio, trasformando una condanna infamante in un definitivo atto di offerta al Signore.
Il culto e la memoria
La Chiesa ha solennemente riconosciuto il valore del sacrificio di Agatangelo e Cassiano, elevandoli agli onori degli altari nel 1905 per opera di Papa Pio decimo. La loro figura è custodita con particolare devozione all'interno dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che ne celebra la memoria liturgica ogni anno il 7 agosto. Questo ricordo non è soltanto una rievocazione storica di un evento accaduto nel diciassettesimo secolo, ma un invito a rinnovare lo zelo missionario e la carità verso il prossimo.
Il culto dei beati martiri richiama i fedeli a riflettere sulla coerenza della vita religiosa, capace di rimanere salda anche di fronte alle prove più dure. La loro testimonianza, che unisce le terre di Francia, l'Egitto e l'Etiopia, sottolinea l'universalità del messaggio cristiano. Essi restano per la comunità un esempio di fedeltà, ricordando a ogni battezzato che il dono di sé è la via maestra per incontrare Dio e testimoniare la Sua presenza in ogni tempo e in ogni luogo del mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggia la memoria liturgica dei beati Agatangelo e Cassiano?
La memoria liturgica dei beati Agatangelo da Vendôme e Cassiano da Nantes viene celebrata il sette agosto.
Qual era l'obiettivo principale della loro missione in Oriente?
Il loro obiettivo principale era riconciliare con la Chiesa cattolica i cristiani separati d'Oriente, operando in Siria, in Egitto e in Etiopia.
Nella città di Gondar in Etiopia, beati Agatangelo (Francesco) Nourry da Vendôme e Cassiano (Gonsalvo) Vaz López-Netto da Nantes, sacerdoti dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martiri, che in Siria, Egitto ed Etiopia cercarono di riconciliare con la Chiesa cattolica i cristiani separati, ma furono per ordine del re d’Etiopia appesi a degli alberi con il loro stesso cordone e lapidati. — Martirologio Romano