24 agosto
Beati Cinque giovani oratoriani di Poznan
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'aurora della vita e lo spirito dell'oratorio
Gli oratori hanno sempre avuto un ruolo privilegiato nelle attività salesiane. A Poznań, in Via Wroniecka, la casa salesiana educava i ragazzi secondo lo stile di San Giovanni Bosco. L'educazione salesiana a Poznań era caratterizzata da cura paterna e carità concreta verso i giovani. Le vicende si svolgono durante il periodo dell'occupazione nazista. L'esercito tedesco entrò a Poznań l'undici settembre millenovecentotrentanove. I ragazzi frequentavano regolarmente la sala riunioni dell'oratorio salesiano durante il tempo libero. Tra i ragazzi più anziani del gruppo vi erano i cinque futuri martiri.
Czesław Jóźwiak nacque il sette settembre millenovecentodiciannove a Łażyn, vicino a Bydgoszcz. I genitori di Czesław si chiamavano Leon e Maria. La famiglia di Czesław si trasferì a Poznań abitando vicino al centro ed ebbe quattro figli, due maschi e due femmine. Durante l'occupazione tedesca Czesław lavorava come imbianchino. Nell'anno scolastico millenovecentotrentotto e millenovecentotrentanove Czesław frequentò il ginnasio.
Edward Kaźmierski nacque il primo ottobre millenovecentodiciannove a Poznań. Il padre di Edward si chiamava Wincenty ed era calzolaio. La madre di Edward si chiamava Władysława e si occupava della casa. Edward aveva cinque sorelle. Terminata la scuola elementare, uno zio propose a Edward di lavorare in un negozio di proprietà di un ebreo di nome Jakub Abramowicz. Edward lavorò come garzone per un mese in quel negozio. Con l'aiuto del salesiano Władysław Bartonć, Edward poté iniziare a lavorare in un'officina meccanica. Edward continuò a lavorare nell'officina meccanica anche durante la guerra.
Franciszek Kęsy nacque il tredici novembre millenovecentoventi a Berlino-Wilmersdorf. I genitori di Franciszek si chiamavano Stanisław e Anna. La famiglia di Franciszek ritornò in Polonia nel millenovecentoventuno stabilendosi a Poznań ed ebbe cinque figli. Il padre di Franciszek era carpentiere e lavorava in una centrale elettrica cittadina. Franciszek aveva espresso l'intenzione di entrare nel seminario salesiano di Ląd e si preparava come aspirante. Durante l'occupazione tedesca Franciszek lavorava come impiegato insieme a Czesław Jóźwiak.
Edward Klinik nacque il ventuno luglio millenovecentodiciannove a Poznań. I genitori di Edward Klinik si chiamavano Wojciech e Anastazjia. Il padre di Edward Klinik era meccanico. Edward Klinik aveva una sorella maggiore di nome Maria, che sarebbe diventata suora, e un fratello minore di nome Henryk. Nell'anno scolastico millenovecentotrentasei e millenovecentotrentasette Edward Klinik concluse il ginnasio salesiano a Oświęcim. Nel millenovecentotrentotto e millenovecentotrentanove Edward Klinik superò l'esame di maturità nel ginnasio di Berger a Poznań. Durante l'occupazione tedesca Edward Klinik lavorava in un'impresa edile.
Jarogniew Wojciechowski, il più giovane dei cinque, nacque il cinque novembre millenovecentoventidue a Poznań. Il padre di Jarogniew, di nome Andrzej, lavorava in una drogheria, si ubriacava e abbandonò la famiglia. A causa dell'abbandono familiare, Jarogniew fu costretto a lasciare il ginnasio. L'unica sorella maggiore di Jarogniew, Ludosława, doveva occuparsi della madre Franciszka e del fratello. Jarogniew frequentava la scuola comunale di commercio e lavorava come impiegato in una drogheria.
I cinque giovani trascorrevano il tempo libero nell'oratorio salesiano partecipando attivamente alle attività. La vita culturale dell'oratorio formava i caratteri, la sensibilità e il senso del buon umore dei giovani. Nell'oratorio la preghiera si univa al sorriso e il gioco alla riflessione, sotto la protezione spirituale di San Giovanni Bosco. La fede e la personalità dei giovani crescevano grazie al contatto personale con Dio. Czesław Jóźwiak era presidente della Compagnia dell'Immacolata. Edward Kaźmierski e Franciszek Kęsy dirigevano a turno come presidenti la Compagnia di San Giovanni Bosco. Le Compagnie erano associazioni interne dell'oratorio strutturate secondo lo stile salesiano. Tutti e cinque i giovani erano animatori dell'oratorio salesiano. I giovani partecipavano attivamente agli spettacoli teatrali organizzati con grande intraprendenza.
Edward Kaźmierski nutriva una grande passione per il teatro e la musica. Edward Kaźmierski lasciò cinque grossi quaderni di diari personali scritti dal primo febbraio millenovecentotrentasei al ventotto maggio millenovecentotrentanove. Alla fine di ogni anno Edward Kaźmierski compilava l'elenco delle parti interpretate negli spettacoli teatrali dell'oratorio. Edward Kaźmierski amava frequentare l'opera e componeva brani musicali. I compagni consideravano Edward Kaźmierski un grande musicista e lo soprannominavano il Compositore. Edward Kaźmierski cantava nel coro insieme a Edward Klinik e ad altri. Franciszek Kęsy amava lo sport e lo praticava volentieri.
L'occupazione, l'arresto e la via della croce
Durante la guerra la casa salesiana di Via Wroniecka fu occupata da decine di soldati tedeschi. L'edificio e la chiesa della casa salesiana furono trasformati dai soldati in un magazzino militare. I giovani continuarono a riunirsi nei giardini fuori città nonostante l'occupazione della sede. Tra i giovani si faceva strada l'idea di aderire al movimento di resistenza nelle organizzazioni segrete di Poznań. Non è possibile dimostrare con certezza il livello di partecipazione dei cinque ragazzi alle organizzazioni segrete. Nel settembre millenovecentoquaranta tutti e cinque i ragazzi furono arrestati con l'accusa di appartenere a un'organizzazione illegale.
Edward Klinik fu il primo a essere arrestato il ventuno settembre millenovecentoquaranta direttamente sul luogo di lavoro senza poter salutare nessuno. Edward scrisse una lettera alla madre usando un pezzo di matita nel diario della prigione. Edward scrisse alla madre di non preoccuparsi per lui perché affrontava la battaglia della vita con fede forte. Edward scrisse di essersi affidato alla protezione della Vergine Maria diventandone Cavaliere. Edward espresse la certezza che la Vergine Maria avrebbe vigilato su di lui senza abbandonarlo mai. Gli altri rimasero costernati dopo l'arresto di Edward. Il padre di Czesław Jóźwiak consigliò ai ragazzi di fuggire fuori città. I ragazzi decisero di non abbandonare i loro cari. Tutti i ragazzi furono arrestati nella notte del ventitré settembre.
I quattro ragazzi si ritrovarono insieme nella Casa del soldato. La Casa del soldato era chiamata la Gestapo di Poznań a causa dei metodi crudeli degli interrogatori. I ragazzi furono trasferiti alla Fortezza VII dopo ventiquattro ore di interrogatorio. Probabilmente Edward Klinik si trovava già nella Fortezza VII. La Fortezza VII aveva una fama peggiore di quella della Casa del soldato. La Fortezza VII fu costruita nel diciannovesimo secolo come fortezza difensiva della città dotata di fossato e pesanti mura. La Fortezza VII fu trasformata in carcere dove migliaia di polacchi morirono a causa di fame, torture ed esecuzioni. I ragazzi arrivarono alla Fortezza VII il ventiquattro settembre.
I ragazzi furono sottoposti a controlli e privati dei loro oggetti personali nella Fortezza VII. I carcerieri trovarono pochi oggetti nelle tasche dei quattro allievi salesiani. Le corone del Rosario trovate nelle tasche suscitarono le beffe e la rabbia dei carcerieri. Le corone del Rosario furono gettate nel cestino ma recuperate dai possessori durante un momento di distrazione delle guardie. Le corone del Rosario accompagnarono i giovani durante i mesi di sofferenza carceraria sollevandone lo spirito nei momenti di prostrazione.
Le torture erano una consuetudine nella Fortezza VII e i giovani vi erano spesso sottoposti. Un gryps di Jarogniew Wojciechowski inviato alla famiglia con la biancheria testimonia le torture subite. Jarogniew scrisse su un pezzo di carta avvolto in un fazzoletto insanguinato di essere stato picchiato fino a perdere i sensi e implorò preghiere. Il diario di Edward Klinik contiene una nota che definisce il lunedì come uno dei giorni più terribili e indimenticabili della sua vita. Czesław Jóźwiak ebbe un grande merito nel mantenere alto l'animo dei compagni dell'oratorio. Czesław Jóźwiak spiegava con pazienza il senso dei tormenti sofferti in prigione. Czesław Jóźwiak diceva che le sofferenze non erano vane e non perivano. Czesław Jóźwiak affermava che alcuni combattono con le armi per la libertà della Polonia mentre altri soffrono per essa. Czesław Jóźwiak considerava importanti sia il combattimento armato che la sofferenza, ritenendo fondamentale la fedeltà.
La purificazione della prova e i trasferimenti
I ragazzi furono trasferiti dopo un breve periodo in un'altra prigione a Poznań con vita più tranquilla e senza torture o paura continua, ma senza libertà. I ragazzi lavoravano di giorno e recitavano il Rosario e le preghiere salesiane in cella la sera durante il riposo. I compagni di prigionia osservavano i giovani con ammirazione, incredulità e invidia per la loro forza, fede e gioia interiore nonostante avessero perso tutto. I compagni chiedevano ai giovani se si rendessero conto di cosa li aspettasse. I giovani rispondevano che solo Dio lo sapeva, manifestando fiducia in Lui e accettando la Sua volontà in ogni circostanza.
Nel novembre millenovecentoquaranta i giovani subirono un nuovo trasferimento a Wronki. A Wronki i giovani furono imprigionati in isolamento in celle separate. L'isolamento a Wronki rappresentò una sofferenza molto dolorosa per i giovani abituati al sostegno reciproco, ma anche un tempo di grazia. Edward Klinik annotò nel diario le proprie domande di dolore e incomprensione rivolte a Dio per una croce così pesante. Dio rispose a Edward Klinik invitandolo a non disperare, a non cercare consolazione negli uomini e a guardare a Lui che portò la croce verso il Golgota senza lamentarsi, chiedendo solo amore in cambio. Edward Kaźmierski definì il periodo a Wronki come un tempo di esercizi spirituali. Edward Kaźmierski giunse a un accordo con se stesso a Wronki, conoscendosi meglio e riconoscendo le proprie mancanze per essere un buon figlio di don Bosco, piacere a Dio, essere utile al prossimo e onorare la famiglia.
Franciszek Kęsy esprime fiducia che Dio lo aiuterà dopo aver conseguito la libertà e gli permetterà di adempiere le risoluzioni prese. Franciszek Kęsy scrive di aver avuto tempo a Wronki, essendo da solo in cella, per esaminare a fondo se stesso. Franciszek Kęsy promette di vivere diversamente a Wronki, secondo le raccomandazioni di don Bosco, per piacere al Signore e a Maria Santissima. A Wronki i giovani tentano di cantare una canzone per le feste di Natale, ma le guardie lo impediscono bruscamente.
Il tempo della Pasqua coincide con il trasferimento dei giovani in una prigione della Germania, prima a Berlino e poi a Zwickau. Il periodo di prigionia è descritto come un anno pieno di speranze e di fede. Il ritmo del lavoro dei giovani è alternato a quello della preghiera che sostiene il loro spirito. I giovani si interessano profondamente delle loro famiglie, come dimostrano i gryps mandati a casa in vari modi. I prigionieri sono descritti come ragazzi normali, pieni di progetti per il futuro. I giovani immaginano un futuro semplice lavorando e vivendo in una piccola casetta con le famiglie che desiderano formare. Franciszek Kęsy scrive in un gryps che lui e Edward sognano una casetta col giardino vicino alla città e che chiedono solo la libertà per poter lavorare duramente. I giovani domandano a Dio buone condizioni di salute. I prigionieri raccontano che la loro vita è abbastanza tranquilla al punto da non essere turbati dall'avvicinarsi della data del processo. Edward Kaźmierski scrive in un gryps alla sorella che il processo è imminente ma che non ci crede del tutto poiché se ne parla da quasi due anni, rimettendosi alla volontà di Dio. Edward Kaźmierski afferma che la fine della guerra è imminente. Edward Kaźmierski scrive ai genitori che forse sarebbe meglio se il processo non ci fosse, affidandosi comunque alla volontà di Dio.
Il processo, il transito e il martirio
Viene stabilita la data del processo per il primo agosto millenovecentoquarantadue alle ore nove. Il processo si tiene davanti al tribunale straordinario di Poznań nella sessione distaccata di Zwickau. I giovani informano le famiglie della data del processo e chiedono preghiere per quel giorno. Il primo agosto i giovani si presentano in giudizio al tribunale. I giovani ascoltano in piedi l'atto di accusa. L'accusa mossa ai giovani è la preparazione di un colpo di Stato per far uscire una parte del Reich tedesco dallo Stato tedesco. Il processo e la consultazione interna al tribunale sono di brevissima durata. La sentenza di condanna per tutti e cinque i giovani è la pena di morte.
I cinque giovani oratoriani trascorrono gli ultimi ventiquattro giorni insieme nella cella di morte numero tre del Palazzo di Giustizia di Dresda. I giovani non vivono nella disperazione ma si preparano alla morte ricevendo i sacramenti della Riconciliazione e della Comunione eucaristica. Edward Kaźmierski scrive una lettera di addio alla madre e alle sorelle esprimendo serenità e rassegnazione alla volontà di Dio, ringraziando per la benedizione e chiedendo perdono e preghiere. Franciszek Kęsy scrive ai genitori, fratelli e sorelle che è giunto il momento del congedo e che il Buon Dio lo prende con sé. Franciszek Kęsy esprime sollievo per trovarsi in stato di grazia al momento della morte, temendo di non essere rimasto fedele alle promesse in futuro. Franciszek Kęsy saluta i familiari affermando che andrà in cielo a pregare per loro.
Edward Klinik scrive ai genitori, alla mamma, al babbo, a Maria e a Henryk di rassegnarsi ai decreti di Dio che avvengono per il bene dell'anima. Edward Klinik afferma che Maria è stata la sua Madre fino all'ultimo momento e invita la madre a prendere Gesù come punto di riferimento. Edward Klinik esorta i familiari a non disperare e a non piangere perché si trova già con Gesù e Maria. Czesław Jóźwiak scrive ai genitori e ai fratelli nel giorno dedicato a Maria Ausiliatrice per comunicare la sua imminente partenza da questo mondo. Czesław Jóźwiak prega i familiari di non piangere, non disperarsi e non affliggersi, accettando la volontà di Dio.
La madre di Jarogniew Wojciechowski morì durante il secondo anno della sua prigionia. Jarogniew Wojciechowski scrisse alla sorella amatissima e carissima Ludosława per tranquillizzarla. Jarogniew Wojciechowski assicurò alla sorella che non è sola su questa terra. Jarogniew Wojciechowski affermò che lui e la mamma saranno sempre accanto alla sorella. Jarogniew Wojciechowski chiese alla sorella di affidare i sentimenti di ogni momento della sua vita solo a Gesù e a Maria. Affidando i sentimenti a Gesù e Maria si trova la calma. Jarogniew Wojciechowski partì da questo mondo unito a Gesù nella santa Comunione. La sua ultima Comunione fu offerta per l'intenzione della sorella e la sua. Vi era la speranza che tutta la famiglia, senza eccezione, sarebbe stata molto felice in cielo. Jarogniew Wojciechowski partì e attese la sorella in cielo insieme alla mamma.
Le sentenze di morte furono eseguite il ventiquattro agosto millenovecentoquarantadue. La notizia dell'esecuzione fu data dai manifesti apparsi il giorno successivo sui muri di Poznań. I condannati furono giudicati senza regolare processo e senza possibilità di difesa. La causa della condanna non giustificava la pena di morte. I condannati diedero un esempio eroico di fede e di vita cristiana. I martiri avevano assimilato la fede e la vita cristiana nell'oratorio salesiano di Poznań. Dall'oratorio salesiano attinsero la forza di accettare con serenità la volontà di Dio. I martiri arrivarono a perdonare i loro carnefici secondo il genuino spirito del Vangelo. I Beati Francesco Kesy e compagni martiri ricevettero la grazia della santità nel tempo della giovinezza. I beati ricordati nel Martirologio a Dresda in Germania sono Ceslao Jóźwiak, Edoardo Kaźmierski, Francesco Kęsy, Edoardo Klinik e Iarognievo Wojciechowski. I beati erano di origine polacca. I beati furono gettati in carcere nello stesso periodo. I beati patirono il martirio a colpi di scure. La morte dei martiri avvenne a Dresda, in Germania, il ventiquattro agosto millenovecentoquarantadue.
La vita
La storia di questi cinque giovani si intreccia profondamente con la vita dell'oratorio salesiano di Poznań, che costituì per loro una vera casa di formazione. Ognuno di loro portava con sé talenti e aspirazioni diverse: c'era chi si dedicava con passione all'animazione, chi esprimeva la propria fede attraverso la musica e chi, come studente del ginnasio salesiano di Oświęcim, stava muovendo i primi passi verso una scelta di consacrazione religiosa. La loro giovinezza fu bruscamente interrotta nel millenovecentoquaranta, quando l'occupazione nazista impose un clima di terrore che mirava a soffocare ogni forma di aggregazione e di libertà.
Accusati di cospirazione, attività antinaziste e appartenenza a organizzazioni illegali, essi vennero tratti in arresto e sottoposti a un rigido regime di detenzione. Il percorso doloroso di questi martiri toccò vari luoghi di sofferenza, dalla tristemente nota Fortezza VII al carcere di Wronki, fino a essere trasferiti in Germania per affrontare i processi farsa presso i tribunali di Berlino e Zwickau. Nonostante le torture subite e la solitudine dell'isolamento, i cinque giovani non rinnegarono mai i propri ideali. La condanna a morte, emessa con la consueta spietatezza dei tribunali straordinari, segnò l'ultima tappa di una via crucis che si concluse a Dresda. Il ventiquattro agosto millenovecentoquarantadue, attraverso la decapitazione o la scure, essi offrirono il loro corpo al martirio, trasformando l'ingiustizia degli uomini in un atto supremo di offerta spirituale, rimanendo fedeli fino al respiro estremo alla propria vocazione di cristiani.
Il culto
Il culto dei Beati cinque giovani oratoriani di Poznań è strettamente legato alla memoria del loro sacrificio, vissuto in un contesto di profonda oscurità storica. La Chiesa, riconoscendone il martirio, ha elevato questi servitori del Vangelo agli onori degli altari, proclamandoli Beati. La loro testimonianza funge da richiamo per ogni generazione, ricordando che la santità può fiorire anche nei momenti di maggiore prova e che la fedeltà al bene è un valore che trascende il tempo e le vicende umane.
La loro memoria liturgica, fissata al ventiquattro agosto, invita i fedeli a riflettere sul significato profondo del dono di sé. In questo giorno, la Chiesa non celebra soltanto il ricordo storico di una morte avvenuta a Dresda, ma accoglie il lascito spirituale di giovani che, pur nella brevità della loro esistenza terrena, hanno saputo incarnare la forza della fede contro la violenza del male. La venerazione di questi martiri continua a essere un punto di riferimento per la gioventù e per chiunque cerchi, nella testimonianza dei santi, un esempio di coerenza e di amore incrollabile verso il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Beati Cinque giovani oratoriani di Poznan - Martiri?
La ricorrenza si celebra il ventiquattro agosto.
A Dresda in Germania, beati Ceslao Jóżwiak, Edoardo Kaźmierski, Francesco Kęsy, Edoardo Klinik e Iarognievo Wojciechowski, martiri, che, di origine polacca, gettati in carcere nello stesso periodo, patirono il martirio a colpi di scure. — Martirologio Romano