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lunedì 24 agosto 2026 · Santo del giorno

San Bartolomeo

Apostolo

San Bartolomeo

San Bartolomeo, identificato dalla maggior parte degli studiosi con Natanaele di Cana di Galilea, fu uno dei dodici apostoli scelti da Gesù durante la sua vita pubblica nel primo secolo dell'èra cristiana. Testimone della predicazione, della morte e della risurrezione del Maestro, visse intensamente il cammino della fede cristiana fin dal battesimo nel fiume Giordano, accompagnando il Salvatore e prendendo parte agli eventi fondamentali della salvezza, culminati nell'ascensione al cielo e nella discesa dello Spirito Santo nel cenacolo durante la Pentecoste.

Ricordato nella Chiesa il ventiquattro agosto, San Bartolomeo è celebre non soltanto per il suo coraggioso apostolato e per i lunghi viaggi di evangelizzazione che lo condussero fino all'India e all'Armenia maggiore, ma anche per il suo atroce martirio, in cui subì la pena di essere scuoiato vivo prima di essere decapitato. La sua figura, venerata in numerosi santuari d'Europa tra cui Roma, Benevento e Francoforte sul Meno, resta un punto di riferimento luminoso per i credenti, protettore di diverse categorie di lavoratori e invocato contro le malattie della pelle.

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Gli altri santi di oggi

Santa Giovanna Antida Thouret

Vergine

Santa Giovanna Antida Thouret, nata nel 1765 a Besanzone, è una figura luminosa di dedizione caritatevole vissuta tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. La sua esistenza, segnata da un profondo spirito di servizio, si è snodata attraverso le turbolenze della storia europea, portandola a cercare ovunque il volto di Cristo nei sofferenti e nei bisognosi di istruzione. La sua vocazione si è manifestata precocemente, conducendola a varcare le soglie della congregazione delle Figlie della Carità a Parigi prima di affrontare le prove dolorose imposte dalla Rivoluzione francese.

Il suo cammino è ricordato soprattutto per la fondazione delle Suore della Carità a Besanzone nel 1799 e per la sua instancabile opera caritativa svolta a Napoli, città che la accolse negli ultimi anni della sua vita fino al 1826. Nonostante le vicende complesse e le incomprensioni che la portarono alla sofferta esclusione dalla congregazione da lei stessa creata, la sua memoria rimane viva come testimonianza di una fede capace di superare ogni barriera. Canonizzata da Papa Pio Undicesimo nel 1934, Santa Giovanna Antida continua a ispirare chiunque ponga la propria esistenza al servizio degli ultimi con umiltà e ferma speranza.

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Beato Edoardo Klinik

Martire

Il ventesimo secolo ha segnato profondamente la storia della Chiesa Cattolica in Polonia, colpita duramente durante l'occupazione nazista avvenuta dal 1939 al 1945. La persecuzione mirava all'annientamento del popolo polacco come entità politica e colpiva la Chiesa in quanto guida autorevole e influente, provocando oltre cinque milioni di vittime civili. In questo tragico contesto storico si inserisce la testimonianza luminosa del Beato Edoardo Klinik, giovane laico e martire, ricordato insieme ai suoi compagni per la fedeltà incrollabile a Cristo.

Egli apparteneva al gruppo dei cinque giovani capigruppo delle Associazioni giovanili salesiane di Poznan, noti come i cinque di Poznan. Uniti dall'esperienza formativa vissuta nell'Oratorio Salesiano, offrirono la loro vita offrendo una straordinaria testimonianza di fede. La loro memoria liturgica è celebrata il ventiquattro agosto, giorno in cui la Chiesa commemora il loro sacrificio supremo, inserito nella più ampia schiera dei centootto martiri polacchi beatificati da Papa Giovanni Paolo II il tredici giugno 1999.

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Beato Francesco Kesy

Martire

Il Beato Francesco Kesy è una figura luminosa di laico vissuto nel ventesimo secolo, la cui esistenza è stata segnata da una profonda adesione ai valori cristiani coltivati nell'Oratorio Salesiano di Poznan. Nato in Polonia nel 1919, egli ha saputo incarnare, insieme ai suoi compagni, la forza mite di chi sceglie la fedeltà al Vangelo anche di fronte all'ingiustizia più atroce, offrendo la propria vita in un atto supremo di testimonianza che ha attraversato le frontiere tra la Polonia e la Germania.

Il suo ricordo è indissolubilmente legato al sacrificio estremo compiuto a Dresda il 24 agosto 1942, dove fu decapitato mediante la ghigliottina a seguito di una detenzione ingiusta. La Chiesa lo ricorda come un martire che, pur nella giovane età, ha saputo mantenere integra la propria dignità umana e spirituale. La sua beatificazione, avvenuta per mano di San Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999, lo consegna alla devozione dei fedeli come esempio di perseveranza nella fede, capace di trasformare una morte violenta in un seme di speranza per le generazioni future.

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Beato Jarogniew Wojciechowski

Martire

Il Beato Jarogniew Wojciechowski visse durante il ventesimo secolo e appartiene a quella schiera di testimoni della fede che hanno segnato la storia cristiana della Polonia. Nato a Poznan il cinque novembre 1922, egli crebbe in un tempo segnato da profondi sconvolgimenti storici e dalla persecuzione sistematica che colpì la sua terra d'origine. La Chiesa Cattolica in Polonia fu infatti vittima privilegiata del regime nazista, poiché considerata la guida spirituale e culturale influente del popolo. Il programma di occupazione mirava all'annientamento dell'intera entità politica polacca, colpendo con ferocia le sue radici religiose e civili. In questo contesto di dolore, che provocò più di cinque milioni di vittime tra la popolazione civile tra il 1939 e il 1945, le persecuzioni naziste non risparmiarono nessuno, colpendo anche gli ebrei, gli zingari, i malati di mente e gli omosessuali. Jarogniew condivise la sua giovinezza con altri compagni nell'Oratorio Salesiano di Poznan, dove ricevette una solida formazione cristiana e affrontò i primi ideali della vocazione. Insieme ad altri quattro giovani laici, capigruppo di associazioni giovanili salesiane, egli offrì il sacrificio della propria vita il ventiquattro agosto 1942, sigillando la sua testimonianza con il martirio nel carcere di Dresda.

La memoria del Beato Jarogniew Wojciechowski è indissolubilmente legata a quella dei suoi compagni, noti come i cinque di Poznan, e all'opera di glorificazione compiuta dalla Chiesa universale. Papa Giovanni Paolo II, il tredici giugno 1999, ha beatificato centootto martiri polacchi durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia. Questi martiri, consacrati e laici impegnati nell'apostolato, morirono per la loro fedeltà alla Chiesa Cattolica, dopo essere stati accusati di inesistenti tradimenti, complotti e resistenze. Essi appartenevano a diciotto diocesi e a ventidue congregazioni religiose, comprendendo tre vescovi, cinquantadue sacerdoti diocesani, tre seminaristi, ventisei sacerdoti religiosi, sette fratelli professi, otto suore professe e nove laici. Quasi tutti furono deportati nei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Majdanek, Ravensbrück e Sachsenhausen, dove persero la vita uccisi dalle guardie o a causa delle torture. I cinque giovani di Poznan, invece, affrontarono la prigionia e la morte nel carcere tedesco, offrendo la loro vita nel giorno tradizionalmente dedicato a Maria Ausiliatrice, alla cui materna protezione avevano affidato il loro cammino cristiano. La Chiesa ne celebra la ricorrenza il ventiquattro agosto, ricordando il loro coraggio e la grazia di una giovinezza interamente donata a Dio.

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Beato Czeslaw Jozwiak

Martire

Il Beato Czeslaw Jozwiak è una luminosa figura di laico del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata segnata da una testimonianza di fede vissuta fino all'estremo sacrificio. Nato a Poznan nel 1919, egli rappresenta una generazione di giovani polacchi che, in tempi di oscura violenza, hanno saputo custodire la propria dignità cristiana con coraggio e fermezza, camminando con integrità lungo il sentiero della verità nonostante le avversità del tempo.

Egli è ricordato oggi come un martire che ha affrontato la persecuzione con spirito di abbandono al volere di Dio. La sua memoria liturgica, che ricorre nel giorno del suo transito verso la patria celeste, invita i fedeli a riflettere sulla forza silenziosa del Vangelo. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II il tredici giugno del millenovecentonovantanove, Czeslaw Jozwiak rimane un esempio di fedeltà evangelica, capace di parlare al cuore di chi cerca il senso profondo della vita anche nel cuore delle prove più dure.

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Beato Edoardo Kazmierski

Martire

Il Beato Edoardo Kazmierski nacque a Poznan, in Polonia, il primo ottobre 1919 e visse la sua giovinezza unito ad altri compagni nell'Oratorio Salesiano della sua città. In quel luogo di fede ed educazione cristiana, i giovani ricevettero la stessa formazione e cominciarono ad affrontare i più impegnativi ideali della loro vocazione cristiana, crescendo come un cuor solo nell'amore per Dio e per i fratelli. Travolti loro malgrado dall'odio scatenato dalla guerra e dall'invasione nazista, che insanguinò la Polonia durante l'occupazione dal 1939 al 1945, Edoardo e i suoi compagni furono ingiustamente perseguitati. La Chiesa Cattolica, vista come una guida del popolo polacco molto influente e l'istituzione che maggiormente rappresentava e guidava la nazione, fu colpita per prima dal programma nazista che ne prevedeva l'annientamento come entità politica. In questo contesto di tragica violenza che provocò più di cinque milioni di vittime tra la popolazione civile polacca, le persecuzioni naziste non colpirono solo gli ebrei, ma anche zingari, malati di mente e omosessuali, eleggendo la Chiesa a vittima privilegiata.

Edoardo Kazmierski è ricordato insieme ai suoi quattro inseparabili compagni come uno dei cinque giovani laici capigruppo di associazioni giovanili salesiane, passati alla storia come i cinque di Poznan. Arrestati nel settembre del 1940 e sottoposti a processi senza prove contro cui furono imbastite false accuse di aver promosso il tradimento di Stato, questi giovani innocenti affrontarono la prigionia portando nelle celle buie il sereno clima dell'Oratorio Salesiano. La loro condanna e la loro morte doveva servire da durissima lezione per il popolo polacco oppresso, ma essi rimasero testimoni in vita e in morte della loro grande fede in Cristo e nella Chiesa Cattolica. Il loro sacrificio supremo si compì il ventiquattro agosto 1942 nel carcere di Dresda, in Germania, dove furono decapitati sotto la ghigliottina. Essi appartengono alla schiera dei centootto martiri polacchi beatificati da Papa Giovanni Paolo II il tredici giugno 1999 durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia, uomini e donne morti per la loro appartenenza alla Chiesa Cattolica come consacrati o laici impegnati nell'apostolato.

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Sant' Emilia de Vialar

Vergine, fondatrice

Sant' Emilia de Vialar nacque a Gaillac, nel Tarn, il 12 settembre 1797 da una famiglia aristocratica che si era distinta nella magistratura. Sua madre era la figlia del barone Portal, celebre medico di Parigi e scienziato del re Luigi XVIII, mentre dal lato paterno apparteneva a un illustre casato di uomini di legge. Dopo una giovinezza segnata dalla perdita della madre e da anni trascorsi tra gli agi e le incertezze mondane, rispose alla voce interiore dedicandosi totalmente ai poveri e fondando la Congregazione delle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione. La sua esistenza fu un cammino di fede operosa e di coraggioso abbandono alla Provvidenza, vissuto attraverso fondazioni ospedaliere e scolastiche in Algeria, nel bacino del Mediterraneo e fino alle terre lontane d'Australia.

La sua opera missionaria incontrò prove gravissime, tra cui l'ostilità ecclesiastica in Algeria, le traversie finanziarie in patria e l'esilio, affrontate sempre con spirito di povertà e incrollabile fermezza. Trasferito il cuore della Congregazione a Marsiglia con il sostegno del vescovo Eugenio di Mazenod, futuro santo, Sant' Emilia de Vialar vi morì quasi improvvisamente il 24 agosto 1856, all'età di cinquantanove anni. Il popolo l'aveva già proclamata santa in vita per la sua straordinaria carità e il Martirologio la ricorda proprio a Marsiglia, mentre la Chiesa ne celebra la festa liturgica il 24 agosto, dopo la canonizzazione proclamata da papa Pio XII nel 1951.

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Santa Maria Michela del SS. Sacramento

Fondatrice

Santa Maria Michela del Santissimo Sacramento, nata a Madrid nel 1809, è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, ricordata per la sua dedizione instancabile verso gli ultimi e per la profondità della sua vita spirituale. La sua esistenza fu segnata da una carità operosa, che la spinse a farsi carico della sofferenza altrui in ogni circostanza, trasformando la propria fede in un servizio concreto e umile verso le persone più fragili della società del suo tempo.

La memoria di questa santa è legata indissolubilmente alla fondazione dell'Istituto delle Adoratrici Ancelle del Santissimo Sacramento, sorto a Madrid nel 1845. Il suo impegno non si limitò all'ambito istituzionale, ma si tradusse in una testimonianza vissuta fino al sacrificio estremo a Valencia nel 1865, dove morì assistendo le consorelle ammalate. La sua vita rimane un esempio di dedizione totale, capace di coniugare la contemplazione eucaristica con l'azione caritatevole verso le ragazze in difficoltà e le prostitute, offrendo loro una via di riscatto e di speranza cristiana.

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Beata Maria Encarnaciòn Rosal

Fondatrice

La Beata Maria Encarnaciòn Rosal, nata come Maria Vincenza Rosal nel diciannovesimo secolo, fu una straordinaria figura di fondatrice e la rifondatrice delle Suore Betlemite. La sua esistenza si svolse tra il Guatemala, la Costa Rica, la Colombia e l'Ecuador, segnata da una profonda dedizione alla Chiesa e da una coraggiosa opera di rinnovamento spirituale e sociale. Nata a Quezaltenango il ventisei ottobre 1820, visse un'intensa vocazione eucaristica che la condusse a entrare nella vita religiosa e a guidare con fermezza le suore Betlemite, un istituto originariamente legato alla figura di Fratel Pedro de Betancur e di Fra' Rodrigo de La Cruz. Nonostante le persecuzioni dei governi radicali, le espulsioni e le fatiche di lunghi viaggi, la madre seppe fondare e radicare la sua opera, operando per la formazione cristiana delle ragazze e per rivendicare la dignità delle donne.

La memoria liturgica della beata si celebra il ventiquattro agosto, giorno in cui la sua anima lasciò la terra a Tulcán in Ecuador. La sua testimonianza di fede incrollabile, unita alla contemplazione della Passione e dei Dolori Intimi del Cuore di Cristo, ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa latinoamericana. Papa Giovanni Paolo II la proclamò beata il quattro maggio 1997 in Piazza San Pietro a Roma, riconoscendo la santità di una vita spesa interamente per Dio e per i fratelli. Il suo corpo incorrotto riposa tuttora a Pasto, meta della devozione dei fedeli che ne invocano l'intercessione.

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Sant' Audoeno

Vescovo di Rouen

San Audoeno, nato nei pressi di Soissons nel corso del settimo secolo e precisamente intorno all'anno 600, visse la sua esistenza terrena all'interno di una nobile famiglia che gli impartì una pia educazione cristiana. Il santo è francese e il suo nome si pronuncia s. Ouen, mentre in latino si chiama Audœni; a causa del dittongo il santo viene chiamato anche Audeno, ed è noto altresì con il nome di Dadone. Da fanciullo il santo ricevette la benedizione del grande abate san Colombano, vissuto tra il 543 e il 615, il quale fu ospite dei genitori del santo stesso. Ancora giovane fu ammesso alla corte di Clotario II, re dei Franchi vissuto tra il 584 e il 629, e a corte si legò in amicizia ai futuri vescovi e santi Eligio, Sulpizio, Desiderio ed altri. Dopo la morte di re Clotario II, il santo proseguì la sua vita a corte con il successore Dagoberto I, figlio di Clotario e vissuto tra il 600 e il 638, crescendo ancor più nella considerazione e nell'influenza, tanto da ricoprire il ruolo di cancelliere del re prima di essere ordinato all'episcopato.

Nel corso della sua vita terrena, che si concluse il 24 agosto del 684 a Clichy, vicino a Parigi, nel luogo che oggi porta il suo nome, sant'Audoeno si distinse per il governo della diocesi di Rouen per quarantatré anni, un vero primato per quei tempi. La sua opera pastorale fu feconda di monasteri, chiese e frutti spirituali, sostenuta dall'amicizia con figure insigni e segnata da importanti missioni diplomatiche presso Pipino II d'Héristal, fondatore della dinastia dei Carolingi morto nel 714. La memoria liturgica del santo si celebra annualmente il ventiquattro agosto, giorno che ricorda il suo pio transito avvenuto al ritorno da una difficile missione e la conclusione di un cammino di fede e di servizio alla Chiesa durato tutta la vita.

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Beato Felice Gonzalez Tejedor

Sacerdote salesiano, martire

Il Beato Felice González Tejedor, sacerdote salesiano vissuto nel ventesimo secolo, viene ricordato per la sua dedizione instancabile al ministero e per la testimonianza suprema della fede offerta a Madrid nel 1936. Nato a Ledesma in Spagna nel 1888, crebbe coltivando una profonda vocazione che lo condusse tra i figli di San Giovanni Bosco, dove spese la sua intera esistenza al servizio dei giovani, dei poveri e degli ammalati.

La sua memoria liturgica si celebra il ventiquattro agosto, giorno del suo martirio, mentre la Chiesa ne custodisce il ricordo luminoso insieme ai confratelli martiri. La sua vita sacerdotale fu segnata dalla semplicità, dall'umiltà e da un fervido zelo apostolico che non venne meno neppure nei giorni difficili della persecuzione.

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Beato Miroslav Bulesic

Sacerdote e martire

Il Beato Miroslav Bulesic, nato a Čabrunići nel 1920, è stato un sacerdote istriano del ventesimo secolo, la cui vita è stata interamente consacrata al servizio del Vangelo e della Chiesa in tempi di profonda sofferenza. Ordinato sacerdote nel 1943, ha esercitato il suo ministero in diverse località dell'Istria, tra cui Mompaderno e Canfanaro, in un contesto storico segnato dalle tensioni del regime di Tito. La sua esistenza si è conclusa con il supremo dono del martirio, avvenuto a Lanišće il 24 agosto 1947, a soli ventisette anni.

La memoria del Beato Miroslav Bulesic è custodita dalla Chiesa universale come testimonianza luminosa di fedeltà a Cristo fino all'effusione del sangue. Egli è ricordato in particolare per il coraggio con cui scelse di proteggere il tabernacolo dalla profanazione durante le persecuzioni religiose del suo tempo. La sua figura, elevata agli onori degli altari da Papa Francesco il 28 settembre 2013, continua a essere un punto di riferimento per i fedeli, richiamando la coerenza di una fede vissuta con umiltà e determinazione, capace di superare ogni insidia e di restare salda nel momento della prova suprema.

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Beati Cinque giovani oratoriani di Poznan

Martiri

I beati Cinque giovani oratoriani di Poznan, di origine polacca, vissero la loro luminosa giovinezza nel ventesimo secolo, formandosi spiritualmente nell'oratorio salesiano di Via Wroniecka secondo lo stile di San Giovanni Bosco. Animatori generosi, colmi di fede, gioia interiore e dedizione al prossimo, coltivarono la preghiera e la carità cristiana prima di affrontare con eroica fortezza l'arresto, la dura prigionia e le torture durante l'occupazione nazista. Condannati a morte ingiustamente, affrontarono il supplizio a Dresda il ventiquattro agosto millenovecentoquarantadue.

Essi sono ricordati per la straordinaria testimonianza cristiana offerta nei momenti più bui della persecuzione, mantenendo sempre viva la speranza, perdonando i carnefici e offrendo la propria vita in unione con Cristo. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il ventiquattro agosto, indicandoli come modelli luminosi di fede giovanile, fedeltà evangelica e abbandono fiducioso alla volontà di Dio.

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Santa Calepodia

Vergine e Martire

Santa Calepodia occupa un posto di devota testimonianza nella memoria della Chiesa di Roma, tra il terzo e il quarto secolo. Giovanissima, ella scelse di accogliere la dottrina cristiana con radicale coerenza, dedicando la propria esistenza alla predicazione del Vangelo in un tempo segnato da dure prove per i fedeli. La sua vita, spesa nell'annuncio della parola di Dio, giunse al compimento attraverso il dono supremo del martirio, accettato con fermezza dinanzi all'arresto e al rifiuto di abiurare la fede professata.

La memoria di questa santa vergine è custodita attraverso i secoli, legata indissolubilmente al suolo romano che accolse il suo sacrificio. Riscoperti nel sedicesimo secolo, i suoi resti mortali hanno offerto ai fedeli un segno tangibile di quella dedizione che trascende il tempo. Oggi Santa Calepodia è ricordata come un modello di perseveranza cristiana, la cui testimonianza continua a interpellare il cuore dei credenti, richiamando ciascuno alla fedeltà verso il Vangelo in ogni circostanza della vita quotidiana.

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San Taziano (Tazione) di Claudiopoli

Martire

A Eskihisar in Onoriade, nell’odierna Turchia, san Tazione, martire.

San Giorgio il Limniota

Monaco e martire

Sul monte Olimpo in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Giorgio Limniota, monaco, che deplorò l’empietà dell’imperatore Leone III per aver distrutto le sacre immagini e bruciato le reliquie dei santi e per questo, mutilato per suo ordine del naso e con il capo dato alle fiamme, salì martire al Signore.

Beato Andrea Fardeau

Martire

Ad Angers in Francia, beato Andrea Fardeau, sacerdote e martire, ghigliottinato in odio al suo sacerdozio durante la rivoluzione francese.

Beato Massimiliano (Maksymilian) Binkiewicz

Sacerdote e martire

Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Massimiano Binkiewicz, sacerdote e martire, che, durante la guerra, fu deportato dai soldati invasori dalla Polonia a causa della sua fede in Cristo e morì sotto le torture e i supplizi.

Beato Antonio de Blanes

Mercedario

Dal Martirologio Romano

Festa di san Bartolomeo Apostolo, comunemente identificato con Natanaele. Nato a Cana di Galilea, fu condotto da Filippo a Cristo Gesù presso il Giordano e il Signore lo chiamò poi a seguirlo, aggregandolo ai Dodici. Dopo l’Ascensione del Signore si tramanda che abbia predicato il Vangelo del Signore in India, dove sarebbe stato coronato dal martirio. — Martirologio Romano