Beato Felice Gonzalez Tejedor
Sacerdote salesiano, martire
Aggiornato il 22 luglio 2026
La giovinezza e la formazione
Felice González Tejedor nacque il diciassette aprile 1888 a Ledesma, in provincia di Salamanca, in Spagna. Da ragazzo fu corista nella cattedrale di Salamanca e frequentava spesso il cortile della scuola salesiana in città per fare esercizi. In quel clima di fede e di giovialità educativa avvertì la vocazione al sacerdozio. All'età di diciott'anni fu ammesso al noviziato presso la congregazione di San Giovanni Bosco a Carabanchel Alto, a Madrid. Il tredici settembre 1907 fece la professione ed emise i propri voti, compiendo un passo fondamentale nel suo cammino di consacrazione. Ricevette l'ordinazione sacerdotale a Campello, in Alicante, il diciotto luglio 1915.
Il ministero e le comunità salesiane
Subito dopo l'ordinazione, il sacerdote fu assegnato alla casa di Madrid-Atocha. Divenne molto popolare nei quartieri vicini grazie alla sua attività instancabile e al zelo apostolico. Nel 1926 fu assegnato come catechista alla casa di Salamanca-María Auxiliadora. Due anni dopo fu trasferito a Béjar come catechista e consigliere. Nel 1930 fu mandato a Barakaldo come consigliere scolastico. Due anni dopo fu nominato preside della scuola. Dal 1934 ritornò a Carabanchel Alto. Viene ricordato come un religioso semplice, umile, osservante, di grande zelo sacerdotale e di grande carità verso i poveri e gli ammalati.
Gli ultimi giorni e il martirio
Fu arrestato il venti luglio 1936 insieme a tutta la comunità del seminario. Venne condotto nella pensione Loyola in via Montera per alcuni giorni. Dopo essere tornato libero, continuò a esercitare il ministero sacerdotale da diversi rifugi. Si rifugiò inizialmente nella casa di suo fratello Angel nel quartiere dei negozi. Il sette agosto partì per andare ad alloggiare in una stanza in una pensione in via Espoz y Mina. Utilizzava la pensione di via Espoz y Mina solo per mangiare e dormire. Il resto della giornata si nascondeva in una stanza sul retro a casa di sua sorella Corina in Calle de la Bolsa, numero 6. La stanza sul retro faceva parte di una libreria gestita da ex studenti. Il ventiquattro agosto 1936 andò a visitare una famiglia in via Méndez Álvaro, numero 2, per continuare l'esercizio del suo ministero. Fu denunciato come sacerdote a causa di tale visita. Verso mezzogiorno fu arrestato da un gruppo di miliziani appartenenti alla stazione di Atocha. Fu fucilato nella medesima notte del ventiquattro agosto 1936 a Madrid, in Spagna.
La beatificazione
È stato beatificato il ventotto ottobre 2007 a Roma. La beatificazione è stata presieduta dal Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, tramite Papa Benedetto XVI. La cerimonia ha riguardato 498 martiri spagnoli. La memoria liturgica comune dei novantacinque Beati Martiri Spagnoli Salesiani è celebrata il ventidue settembre, mentre ciascuno dei beati è ricordato dal Martirologio nell'anniversario del martirio.
Il cammino di fede
La vita del Beato Felice Gonzalez Tejedor è stata caratterizzata da un progressivo abbandono alla volontà divina, espresso attraverso la scelta di consacrarsi completamente al Signore nella congregazione salesiana. Il suo percorso spirituale ebbe una svolta decisiva nel 1907, anno in cui varcò la soglia del noviziato, intraprendendo un cammino di formazione che lo avrebbe condotto, nel 1915, a ricevere l'ordinazione sacerdotale. Da quel momento, il suo ministero divenne un dono generoso offerto alle molteplici realtà locali in cui fu inviato, servendo i fedeli con lo spirito di Don Bosco.
Il suo apostolato lo portò a toccare diverse terre spagnole, operando con dedizione tra le comunità di Ledesma, Salamanca, Carabanchel Alto, Campello, Béjar e Barakaldo. In ogni luogo, Felice cercò di essere un riflesso della carità cristiana, guidando le anime con la parola e con l'esempio. Tuttavia, il secolo ventesimo riservava per lui una prova suprema. Quando il clima di tensione della guerra civile spagnola giunse al suo culmine, il sacerdote non cercò di sottrarsi al proprio destino, preferendo rimanere accanto al suo gregge nonostante il pericolo crescente. Arrestato dai miliziani a Madrid, egli affrontò la fucilazione con la dignità di chi ha già affidato il proprio spirito al Padre. La sua morte, avvenuta nel 1936, rappresenta l'ultimo atto di una vita sacerdotale vissuta con coerenza, segnata dal desiderio di conformarsi pienamente al Cristo sofferente e vittorioso, lasciando a tutti i credenti un'eredità di pace e di assoluta fiducia nella provvidenza divina.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento ufficiale della santità di Felice Gonzalez Tejedor è avvenuto solennemente il 28 ottobre 2007, quando il Cardinale José Saraiva Martins ha presieduto il rito di beatificazione. Questo atto ha confermato quanto il suo sacrificio fosse vivo nel cuore dei fedeli e della Chiesa, che ne onora la memoria con gratitudine. La sua figura non è solo un ricordo del passato, ma un punto di riferimento per chiunque desideri comprendere la forza trasformatrice del dono di sé.
La liturgia dedica a lui un momento di preghiera particolare, fissando la sua commemorazione individuale al 24 agosto. Inoltre, egli viene ricordato all'interno della memoria liturgica comune dei martiri della guerra civile spagnola, fissata il 22 settembre. Questi appuntamenti annuali sono occasioni preziose per invocare la sua intercessione e per riflettere sul valore della testimonianza cristiana in contesti difficili. Il culto tributato al Beato Felice ci invita a vigilare nella preghiera e a mantenere viva la speranza, ricordandoci che il seme gettato nella terra con umiltà porta sempre frutto, anche quando sembra soffocato dalle tenebre della storia.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Felice González Tejedor?
Si festeggia il ventiquattro agosto, giorno del suo martirio, e il ventidue settembre insieme ai Beati Martiri Spagnoli Salesiani.