24 agosto
Beato Edoardo Kazmierski
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto delle persecuzioni in Polonia
La persecuzione ebbe luogo durante l'occupazione nazista dal 1939 al 1945. In Polonia la Chiesa Cattolica fu vittima privilegiata delle persecuzioni naziste. La Chiesa Cattolica era vista come una guida del popolo polacco molto influente. Il programma nazista prevedeva l'annientamento del popolo polacco come entità politica. L'istituzione che maggiormente rappresentava e guidava il popolo polacco era la Chiesa, perciò fu colpita per prima. La persecuzione provocò più di cinque milioni di vittime tra la popolazione civile polacca. Le persecuzioni naziste non colpirono solo gli ebrei, ma anche zingari, malati di mente e omosessuali.
I centootto martiri polacchi
Papa Giovanni Paolo II ha beatificato centootto martiri polacchi il tredici giugno 1999 durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia. I centootto martiri morirono per la loro appartenenza alla Chiesa Cattolica come consacrati o laici impegnati nell'apostolato. I martiri furono accusati di inesistenti tradimenti, complotti e resistenze. I centootto beati martiri polacchi appartenevano a diciotto diocesi e a ventidue Congregazioni religiose. Tra i centootto martiri vi erano tre vescovi, cinquantadue sacerdoti diocesani, tre seminaristi, ventisei sacerdoti religiosi, sette fratelli professi, otto suore professe e nove laici. I martiri furono testimoni in vita e in morte della loro grande fede in Cristo e nella Chiesa Cattolica. Quasi tutti i martiri furono deportati nei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Majdanek, Ravensbrück e Sachsenhausen. Nei campi di concentramento i martiri morirono uccisi dalle guardie o per le torture inflitte.
I cinque di Poznan e la loro testimonianza
Cinque giovani laici capigruppo di associazioni giovanili salesiane morirono in prigione e furono chiamati i cinque di Poznan. I cinque di Poznan erano giovani poco più che ventenni che vissero insieme uniti nell'Oratorio Salesiano di Poznan. All'Oratorio i giovani avevano ricevuto la stessa formazione e cominciato ad affrontare i più impegnativi ideali della loro vocazione cristiana. I cinque erano un cuor solo nell'amore per Dio e per i fratelli. I giovani portarono nelle celle buie del carcere il sereno clima dell'Oratorio Salesiano. I giovani furono travolti loro malgrado dall'odio scatenato dalla guerra e dall'invasione nazista. Tutti e cinque furono arrestati nel settembre del mille novecento quaranta. Contro di loro furono imbastite false accuse di aver promosso il tradimento di Stato. I giovani furono sottoposti a processi senza prove. I giovani erano troppo giovani e innocenti per conoscere le oscure trame dei traditori. La condanna e la morte dei giovani doveva servire da durissima lezione per il popolo polacco oppresso.
Il martirio nel carcere di Dresda
I nazisti scelsero come mezzo di esecuzione la ghigliottina, non più usata da tempo. La ghigliottina fu piazzata nel cortile della prigione del carcere di Dresda sotto gli occhi dei prigionieri per aumentare lo sgomento. I cinque di Poznan furono tutti decapitati nel carcere di Dresda il ventiquattro agosto 1942. I cinque offrirono il sacrificio della loro vita il ventiquattro agosto 1942, giorno dedicato al ricordo di Maria Ausiliatrice. I giovani avevano affidato la loro vita di cristiani alla materna protezione di Maria Ausiliatrice. I carnefici vollero i cinque giovani uniti anche nella morte e ne stroncarono la vita sotto la ghigliottina. Un'ora prima dell'esecuzione fu permesso ai giovani di scrivere una lettera di commiato alla propria famiglia. Le lettere furono raccolte e conservate a testimonianza dello spirito con cui affrontarono la morte. I cinque beati martiri di Poznan e Dresda patirono il martirio a colpi di scure.
I volti dei beati e l'eredità di Edoardo
Il primo dei beati è Czesław Jóźwiak, nato il sette settembre 1919. Il secondo dei beati è Edward Klinik, nato il ventuno giugno 1919. Il terzo dei beati è Franciszek Kęsy, nato il tredici novembre 1920. Il quarto dei beati è Jarogniew Wojciechowski, nato il cinque novembre 1922. Il quinto dei beati è Edward Kaźmierski, nato il primo ottobre 1919. Edward Kaźmierski scrisse ai familiari di ringraziare il Salvatore per aver permesso loro di fare la penitenza e di fortificarsi con il Corpo di Cristo nel giorno di Maria Ausiliatrice. Edward Kaźmierski espresse gratitudine a Dio per la sua misericordia e per avergli donato la pace. Edward Kaźmierski si congedò dai familiari dicendosi riappacificato con la santissima volontà di Dio e fiducioso nel Suo perdono.
La vita e la testimonianza
La vita del Beato Edoardo Kazmierski si è intrecciata indissolubilmente con la storia della sua terra, la Polonia, durante il difficile periodo del ventesimo secolo. Cresciuto a Poznan, Edoardo ha trovato la sua dimensione umana e spirituale frequentando l'Oratorio Salesiano, un luogo di formazione dove la preghiera e la carità fraterna costituivano il cuore pulsante dell'esperienza quotidiana. È in questo ambiente di fede che il giovane laico ha maturato una profonda consapevolezza della propria vocazione, vivendo con semplicità e dedizione gli anni della giovinezza.
Il corso della sua esistenza è stato bruscamente interrotto nel settembre del millenovecentoquaranta, quando, insieme ad altri compagni dell'Oratorio, è stato vittima di un arresto basato su false accuse di tradimento. Questo evento ha segnato l'inizio di un calvario doloroso, che ha condotto lui e i suoi compagni lontano dalla propria patria, verso il carcere di Dresda, in Germania. In quel luogo di sofferenza, lontano dagli affetti e in condizioni di estrema privazione, Edoardo ha mantenuto ferma la propria testimonianza. La sua vicenda si è conclusa tragicamente nel millenovecentoquarantadue, quando è stato giustiziato tramite la ghigliottina, sigillando così con il sangue la sua fedeltà al Signore. La sua figura oggi ci interpella, invitandoci a riflettere sul valore della coerenza cristiana anche nelle circostanze più avverse, ricordandoci che la luce della fede non può essere spenta dalla violenza umana.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento ufficiale della santità del Beato Edoardo Kazmierski è avvenuto il tredici giugno del millenovecentonovantanove, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha elevato agli onori degli altari, riconoscendone il martirio. Questo atto solenne ha confermato la venerazione che circondava il suo ricordo, trasformando il sacrificio di un giovane laico in un seme di speranza per tutta la Chiesa universale.
La memoria liturgica del Beato Edoardo Kazmierski viene celebrata ogni anno il ventiquattro agosto. In questo giorno, la comunità dei fedeli è chiamata a fare memoria di un uomo che, pur non avendo ricevuto il sacramento dell'ordine, ha saputo vivere la propria condizione di laico con una pienezza evangelica esemplare. Il suo culto non è solo un atto di devozione verso il passato, ma un richiamo costante alla responsabilità di ciascuno nel testimoniare la verità, specialmente quando questa richiede un coraggio che supera le forze umane. La Chiesa, attraverso la sua figura, ci invita a guardare oltre le sofferenze del tempo presente, confidando nella vittoria definitiva dell'amore di Dio su ogni forma di ingiustizia e di persecuzione.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Edoardo Kazmierski?
La sua ricorrenza si celebra il ventiquattro agosto.
A Dresda in Germania, beati Ceslao Jóżwiak, Edoardo Kaźmierski, Francesco Kęsy, Edoardo Klinik e Iarognievo Wojciechowski, martiri, che, di origine polacca, gettati in carcere nello stesso periodo, patirono il martirio a colpi di scure. — Martirologio Romano