10 settembre
Beati Paolo e Maria Tanaca
Sposi e martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto della Chiesa in Giappone
Fin dal secolo sedicesimo a Nagasaki era sorta la prima consistente comunità cattolica del Giappone, inaugurando un cammino di fede che avrebbe segnato profondamente la storia di quella terra. Il Giappone ha pagato un altissimo tributo di sangue per la fede, e il cristianesimo è probabilmente sopravvissuto in Giappone proprio grazie a questo generoso sacrificio dei suoi martiri. A Nagasaki, il 5 febbraio 1597, trentasei martiri danno la vita per Cristo, testimoniando la fermezza del Vangelo in Oriente. I trentasei martiri del 1597 comprendono sei missionari francescani, tre gesuiti giapponesi e ventisette laici, e sono stati canonizzati da Pio IX nel 1862. Fin dai tempi antichi l'effusione del sangue in odio alla fede cristiana è stata considerata l'espressione massima della santità di una persona, come dimostrano le numerose vicende di famiglie intere immolate per amore di Cristo. Tra queste si ricordano Giovanni e Tecla Hasimoto, una famiglia martirizzata nel diciassettesimo secolo: Giovanni Hasimoto viene ucciso il sei ottobre 1619, mentre Tecla Hasimoto viene crocifissa e arsa viva alcune ore dopo il marito. Insieme a Tecla Hasimoto vengono legati i loro figli Caterina di tredici anni, Tommaso di dodici, Francesco di otto, Pietro di sei e Ludovica di tre anni, e l'intera famiglia Hasimoto è stata beatificata da Benedetto XVI nel 2008. Un'altra testimonianza luminosa è quella di Maria Xoum, decapitata il 10 settembre 1622, il cui marito Giovanni era già stato ucciso tre anni prima, il diciotto novembre 1619, per aver dato ospitalità ai missionari; Maria Xoum e il marito Giovanni sono stati beatificati insieme da Pio IX.
Il martirio dei coniugi Tanaca e dei compagni
I Beati Paolo e Maria Tanaca furono imprigionati a Nagasaki perché colpevoli di non aver denunciato la presenza in casa loro di alcuni missionari, violando le rigide leggi locali. Le autorità tentarono in tutte le maniere di far abiurare Paolo e Maria Tanaca, ma il governatore Gonrocu, di fronte alla loro ferma resistenza, ordinò la decapitazione dei coniugi. La decapitazione di Paolo e Maria Tanaca viene eseguita il 10 settembre 1622 sulla collina di Nagasaki. L'esecuzione della sentenza di decapitazione avvenne il 10 settembre 1622 sulla collina di Nagasaki, e Paolo Tanaca fu giustiziato unitamente ad una cinquantina di altri condannati. Paolo e Maria Tanaca sono infatti decapitati insieme ad altri cinquanta loro fratelli di fede, delineando un quadro di martirio collettivo di straordinaria intensità spirituale. In quello stesso giorno memorabile del 10 settembre 1622 subiscono il martirio anche Paolo Nangaichi, la moglie Tecla e il loro figlio Paolo. Paolo Nangaichi, Tecla e il figlio Paolo sono accusati di aver ospitato i missionari e di aver collaborato alla diffusione del Vangelo, motivo per cui Paolo Nangaichi è condannato ad essere arso vivo, mentre la moglie Tecla e il figlio Paolo sono decapitati. Anche Antonio e Maddalena Sanga sono martirizzati il 10 settembre 1622 dopo una vicenda di eccezionale coraggio. Antonio Sanga era cresciuto in seminario, ne era uscito per problemi di salute, si era dedicato all'attività catechistica, si era sposato ed era diventato padre; egli professa con così tanto coraggio la sua fede al punto di autodenunciarsi come cristiano alle autorità. Antonio e Maddalena Sanga vengono imprigionati insieme, e Antonio Sanga, pur in catene, riesce a battezzare trentadue cristiani, a far pregare e ad incoraggiare quanti passano nella sua cella. Infine, Antonio Sanga viene arso vivo, mentre Maddalena Sanga viene decapitata, avendo entrambi subito il martirio perché non rinunciano a credere in Cristo. Si tratta esclusivamente di sposi martiri, e gli sposi martiri sono per lo più giapponesi.
La beatificazione e la sopravvivenza della comunità
La coppia di Paolo e Maria Tanaca è stata beatificata da Pio IX il sette maggio 1867. Il sommo pontefice Pio IX beatificò i santi coniugi il sette maggio 1867, e Paolo e Maria Tanaca sono stati beatificati insieme ad altri duecentotre martiri della medesima persecuzione. La beatificazione del sette maggio 1867 incluse un gruppo complessivo di duecentocinque martiri in terra giapponese, suggellando il riconoscimento ufficiale della Chiesa verso questi testimoni eroici. Nel 1637 riprende la persecuzione in Giappone e vengono uccisi trentacinquemila cristiani, segnando un altro momento di estrema prova per la fede locale. Dopo la persecuzione del 1637, la giovane comunità vive nelle catacombe, separata dal resto della cattolicità e senza sacerdoti, ma non si estingue. Nel 1865 il padre Petitjean scopre la Chiesa clandestina in Giappone, e questa Chiesa clandestina si fa riconoscere da padre Petitjean dopo essersi accertata che egli è celibe, devoto di Maria e obbedisce al Papa di Roma. Dopo la scoperta di padre Petitjean, la vita sacramentale in Giappone può riprendere regolarmente. Nel 1889 è proclamata in Giappone la piena libertà religiosa, e il quindici giugno 1891 viene eretta canonicamente la diocesi di Nagasaki. Nel 1927 la diocesi di Nagasaki accoglie come pastore monsignor Hayasaka, il quale è il primo vescovo giapponese ed è consacrato personalmente da Pio XI. L'ultima ecatombe di cattolici giapponesi avviene il sei agosto 1945 a causa della bomba atomica su Nagasaki. Tra le vittime della bomba atomica su Nagasaki scompaiono in un sol giorno i due terzi della vivace comunità cattolica giapponese. Nonostante sia stata quasi azzerata con la violenza per due volte in tre secoli, la comunità cattolica giapponese sopravvive, fondandosi anche sull'esempio dei suoi martiri. Giovanni Paolo II ha scritto che il cammino di santità compiuto insieme come coppia è possibile, bello, straordinariamente fecondo e fondamentale per la famiglia, la Chiesa e la società. L'autore dell'articolo è Gianpiero Pettiti, il quale ha ricostruito con cura queste vicende per la memoria cristiana.
La vita e il martirio
Paolo e Maria Tanaca hanno incarnato la vocazione matrimoniale come una missione di carità operosa. Nella loro casa di Tosa, essi non hanno semplicemente offerto riparo, ma hanno saputo accogliere il messaggio cristiano, facendone il fulcro della loro esistenza quotidiana. L'ospitalità offerta ai missionari non fu per loro un gesto superficiale, ma la naturale conseguenza di una fede vissuta con serietà e convinzione profonda. Quando la persecuzione si abbatté su coloro che professavano il nome di Cristo, la loro scelta di non tradire la fiducia accordata ai missionari e di non rinnegare la propria fede divenne un atto di suprema libertà interiore.
La cattura e la successiva prigionia non scalfirono la loro determinazione. Davanti alle autorità che esigevano l'abiura, Paolo e Maria opposero un rifiuto fermo, testimoniando che il legame con Dio era per loro più prezioso della vita stessa. Condotti sulla collina di Nagasaki, luogo che ha visto il sacrificio di molti testimoni della fede, furono decapitati il dieci settembre milleseicentoventidue. In quel momento tragico e glorioso, il loro martirio non fu solo la fine di un percorso, ma il suggello di un amore che, superando i confini della terra, si è consacrato per sempre al Signore. La loro testimonianza, privata di ogni esitazione, continua a parlare alla coscienza dei credenti contemporanei, ricordando che la fedeltà coniugale può farsi specchio della fedeltà di Dio verso il suo popolo.
Il ricordo liturgico
Il riconoscimento della santità di Paolo e Maria Tanaca da parte della Chiesa universale ha trovato compimento il sette maggio milleottocentosessantasette, quando papa Pio Nono li ha iscritti nell'albo dei Beati. Questo atto solenne ha confermato la validità della loro offerta, elevandoli a modelli per tutta la comunità dei fedeli. La Chiesa celebra la loro memoria liturgica il dieci settembre, giorno in cui essi hanno testimoniato con il sangue la verità del Vangelo a Nagasaki.
Celebrare la loro festa significa fare memoria di una coppia che ha saputo integrare la grazia del sacramento del matrimonio con la forza del martirio. Essi ricordano a ogni sposo che la casa è la prima chiesa domestica, il luogo dove la fede deve essere custodita, testimoniata e, se necessario, difesa con il coraggio della verità. La loro memoria non è rivolta soltanto al passato, ma costituisce un invito costante alla perseveranza, affinché ogni famiglia possa essere un riflesso della luce di Dio nel mondo.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Beati Paolo e Maria Tanaca?
La loro memoria liturgica si celebra il 10 settembre.
Chi sono i Beati Paolo e Maria Tanaca?
Sono due sposi cristiani del diciassettesimo secolo martirizzati a Nagasaki per aver ospitato dei missionari.