12 agosto
Beati Sebastiano Calvo Martinez e 5 compagni
Martiri clarettiani
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e i sacerdoti
Sebastián Calvo Martínez nacque a Gumiel de Izán, in provincia di Burgos, il venti gennaio del millenovecentotre e fu ucciso a Barbastro il dodici agosto del millenovecentotrentasei all'età di trentatré anni. Egli era sacerdote e si distinse per il suo attaccamento alla vocazione, svolgendo con precisione i suoi compiti e dimostrandosi austero con se stesso, cortese con il prossimo e profondamente pio. Nicasio Sierra Ucar nacque a Cascante, in Navarra, l'undici ottobre del millenovecentonovanta ed è stato ucciso a Barbastro il dodici agosto del millenovecentotrentasei all'età di quarantacinque anni. Ordinato sacerdote, Nicasio si mostrò affettuoso e cordiale, distinguendosi per una grande devozione alla Vergine e operando come apostolo delle buone letture e della parola. Pregava molto, confessava frequentemente e preparava a lungo le sue predicazioni. Pedro Cunill Padrós nacque a Vic, in provincia di Barcellona, il diciotto marzo del millenovecentotre ed è stato ucciso a Barbastro il dodici agosto del millenovecentotrentasei all'età di trentatré anni. Sacerdote molto caritatevole, parlava bene di tutti, rispettava sempre gli assenti ed era ammirato per la sua purezza, la sua grande virtù e la sua nota esemplarità. José Pavón Bueno nacque a Cartagena, in provincia di Murcia, il diciannove gennaio del millenovecentonove ed è stato ucciso a Barbastro il dodici agosto del millenovecentotrentasei all'età di ventisette anni. Sacerdote dallo spirito gioioso, si distinse per la carità verso tutti, in particolare nell'assistenza ai malati, e durante la prigionia animava i confratelli con la sua pietà e il suo buon umore.
Il diacono e il religioso fratello
Wenceslao Maria Claris Vilaregut nacque a Olost de Lluçanés, in provincia di Barcellona, il tre gennaio del millenovecentosette ed è stato ucciso a Barbastro il dodici agosto del millenovecentotrentasei all'età di ventinove anni. Diacono pio, buono e molto impegnato nello studio, era riconosciuto come una persona di buona compagnia; venuto a conoscenza del martirio di padre Andrés Solá in Messico, esclamò che magari fosse toccata a lui quella sorte. Gregorio Chirivás Lacambra nacque a Siétamo, in provincia di Huesca, il ventiquattro aprile del millenovecentottanta ed è stato ucciso a Barbastro il dodici agosto del millenovecentotrentasei all'età di cinquantasei anni. Religioso con il ruolo di fratello, Gregorio fu esemplare, fervente e lavoratore, dotato di un carattere semplice e allegro. Svolgeva le mansioni di infermiere e sarto, assistendo con sollecitudine, carità e pazienza coloro che avevano bisogno del suo servizio.
La vita
Il gruppo dei martiri è composto da figure che hanno vissuto la loro consacrazione in modi differenti, uniti dal medesimo zelo missionario. Sebastiano Calvo Martinez, nato a Gumiel de Izán nel millenovecentotre, fu sacerdote e membro dei Missionari del Cuore Immacolato di Maria. Accanto a lui troviamo il religioso infermiere e sarto, nato a Siétamo nel milleottocentottanta, che offrì il suo servizio quotidiano con umiltà. La schiera dei testimoni comprende inoltre il sacerdote nato a Cascante nel milleottocentonovanta, instancabile apostolo della parola e delle buone letture, e il sacerdote nato a Vic nel millenovecentotre, che lasciò memoria di sé per la sua profonda carità e purezza di cuore.
Completano questo gruppo di testimoni il diacono nato a Olost de Lluçanés nel millenovecentosette, dedito con impegno allo studio, e il sacerdote originario di Cartagena, nato nel millenovecentonove, che dedicò la sua breve ma intensa esistenza all'assistenza dei malati. Tutti loro, pur provenendo da contesti geografici e storie personali distinte, si ritrovarono uniti nella città di Barbastro. Qui, nel millenovecentotrentasei, durante la persecuzione religiosa che attraversava la Spagna, affrontarono con coraggio il martirio. La loro fine terrena non ha interrotto il legame di comunione con il corpo mistico della Chiesa, ma ha sigillato con il sangue una vita spesa interamente nell'obbedienza al Vangelo. Ogni loro gesto, dal servizio in ospedale allo studio, dalla predicazione alla carità verso il prossimo, è diventato parte di un unico sacrificio offerto a Dio, lasciando alla posterità un esempio di dedizione che supera i confini del tempo e delle contingenze storiche, ricordando a ogni generazione l'importanza di perseverare nella fede fino alla fine.
Il culto
Il culto dei Beati Sebastiano Calvo Martinez e dei suoi cinque compagni martiri è un segno di venerazione che la Chiesa riserva a coloro che hanno testimoniato Cristo con l'effusione del sangue. La loro beatificazione rappresenta il riconoscimento ufficiale da parte della comunità dei fedeli di un sacrificio vissuto nella fedeltà assoluta al ministero e alla vita religiosa. La memoria liturgica, fissata al dodici agosto, è un momento di preghiera in cui la Chiesa universale fa memoria del coraggio di questi uomini del ventesimo secolo.
Attraverso la celebrazione eucaristica, il ricordo di questi martiri clarettiani continua a nutrire la vita spirituale dei credenti. Essi non sono solo figure del passato, ma intercessori che richiamano l'urgenza della testimonianza in ogni tempo. Il loro esempio invita i cristiani a interrogarsi sulla propria coerenza di vita e sulla capacità di offrire il proprio quotidiano come sacrificio gradito al Signore. La loro testimonianza, legata indissolubilmente al nome di Barbastro, rimane un faro di luce che illumina il cammino di chi cerca di seguire le orme del Cuore Immacolato di Maria, modello supremo di fedeltà e di adesione alla volontà divina, anche nel mezzo delle tribolazioni più aspre.
Domande frequenti
Quando si festeggia Beati Sebastiano Calvo Martinez e 5 compagni?
La ricorrenza liturgica dei beati martiri clarettiani si celebra il dodici agosto.
A Barbastro vicino a Huesca nell’Aragona in Spagna, beati Sebastiano Calvo Martínez, sacerdote e cinque compagni, martiri, che, religiosi della Congregazione dei Missionari del Cuore Immacolato di Maria, ancora nella stessa persecuzione portarono a termine il glorioso combattimento. — Martirologio Romano