Beato Adamo di Cantalupo in Sabina

Aggiornato il 22 luglio 2026

Il contesto storico e la vita eremitica

Lungo il lato destro del torrente Galantina si trovava un villaggio abitato fino all'alto Medioevo, la cui esistenza risaliva all'epoca romana e al periodo sabino. I fondatori del castello di Cantalupo sarebbero giunti da questo villaggio e da un vicino centro fortificato. In seguito al danneggiamento del villaggio, la zona fu raggiunta da un monaco eremita. Nel corso dell'undicesimo secolo era diffuso un modello di vita monastica incentrato sulla solitudine, la preghiera, il lavoro manuale e la ricostruzione dei luoghi di culto abbandonati o devastati dalle incursioni saracene. Adamo ottenne la fama di santità grazie alla sua costante predisposizione all'aiuto del prossimo.

I prodigi della tradizione

La reputazione di santità di Adamo si è conservata nei secoli, alimentata anche da un famoso prodigio a lui ascritto. La tradizione orale narra che Adamo intervenne per prestare soccorso a un carrettiere in difficoltà lungo la salita verso Cantalupo. Durante il tentativo di spingere il veicolo, un mulo sferrò un calcio alla fronte di Adamo. Il conducente del mezzo reagì tagliando la zampa dell'animale con un attrezzo affilato. Adamo raccolse l'arto amputato e lo riapplicò miracolosamente alla gamba del mulo. La tradizione attribuisce ad Adamo un secondo miracolo, consistente nella trasformazione dell'acqua in vino a beneficio di alcuni mietitori affaticati.

Il culto e l'eremo

Gli abitanti di Cantalupo si riferiscono al personaggio con il nome di Sant'Adamo. Adamo detiene in realtà il titolo di Beato, in seguito a un provvedimento emanato da papa Urbano VIII nel 1634. La comunità di Cantalupo in Sabina, in provincia di Rieti, nutre una forte devozione verso il Beato Adamo. All'esterno dell'abitato di Cantalupo in Sabina sorge un santuario dedicato al santo, noto come eremo di San Adamo. L'attuale eremo era originariamente una piccola cappella edificata sopra il sepolcro dell'eremita. La cappella originaria è attestata fin dall'anno mille e fu ingrandita nel corso del quindicesimo secolo assumendo le dimensioni della chiesa moderna. L'edificio ecclesiastico è soggetto al giuspatronato della famiglia Cati.

L'iconografia e la memoria liturgica

Nel tempio era conservata una scultura raffigurante il Beato Adamo con l'aspetto di un anziano calvo, dotato di una folta barba bianca e abbigliato con un saio monastico. La statua mostrava l'aureola e recava nella mano destra un oggetto simile a un martello e nella mano sinistra un utensile da lavoro agricolo. Dalle braccia ai piedi della scultura pendevano due serie di cuori collegati tra loro. Un cuore metallico di dimensioni maggiori era posizionato al centro del petto della statua del santo. I cuori applicati alla statua rappresentano ex voto offerti dai fedeli per le grazie ricevute. La memoria liturgica del Beato Adamo viene celebrata il tre maggio, come indicato negli Acta Sanctorum dei Bollandisti.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Adamo?

La festività ricorre il tre maggio, come indicato negli Acta Sanctorum dei Bollandisti.