Beato Alvaro del Portillo Diez de Sollano
Prelato dell’Opus Dei
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di una vita
Il percorso terreno del Beato Alvaro del Portillo ha avuto inizio a Madrid nel 1914, in un contesto storico che richiedeva uomini di ferma rettitudine. La sua adesione all'Opus Dei, avvenuta nel 1935 sotto la guida diretta di San Josemaría Escrivá, ha segnato l'inizio di un impegno totale per la diffusione del Vangelo nelle pieghe della quotidianità. Nel 1944, egli ricevette l'ordinazione sacerdotale, figurando tra i primi tre sacerdoti dell'Opus Dei, una scelta che ha dato il via a decenni di instancabile attività apostolica.
Il suo ministero si è distinto per la capacità di servire la Chiesa universale con spirito di collaborazione e profonda intelligenza. Durante il Concilio Vaticano II, il suo contributo fu prezioso in qualità di consultore e segretario, permettendogli di collaborare attivamente alla riflessione teologica e pastorale di quegli anni cruciali. Successivamente, nel 1975, a seguito della morte del fondatore, fu chiamato a guidare l'Opus Dei, un compito che ha svolto con spirito di continuità e dedizione. La sua missione è proseguita con la nomina a Prelato dell'Opus Dei nel 1982 e, infine, con l'ordinazione episcopale nel 1991. Roma, città che ha accolto il suo impegno costante fino alla morte avvenuta nel 1994, rimane custode della sua eredità spirituale, insieme ai luoghi che videro il suo passaggio, tra cui Madrid e Gerusalemme, mete che hanno testimoniato il suo zelo missionario e la sua preghiera incessante per l'unità della Chiesa.
Memoria e testimonianza
La venerazione verso il Beato Alvaro del Portillo si manifesta nella preghiera e nel ricordo di chi ha potuto osservare da vicino la sua mitezza e la sua capacità di ascolto. La sua figura non è legata a clamori, ma alla sobrietà di un vescovo che ha saputo guidare con l'esempio, ponendo sempre al centro la fedeltà al magistero e l'amore per la missione ricevuta. La memoria liturgica, che ricorre ogni anno il dodici maggio, rappresenta per i fedeli un momento di raccoglimento e di gratitudine per il dono di una vita spesa interamente per Dio.
Attraverso il suo esempio, il Beato Alvaro del Portillo continua a interpellare il cuore di ogni credente, richiamando l'importanza di una vita cristiana coerente e generosa. La sua eredità spirituale invita a coltivare la virtù della pazienza e la capacità di servire con umiltà in ogni stato di vita, riconoscendo nella volontà divina la roccia su cui edificare la propria esistenza. In un mondo che spesso smarrisce il senso della dedizione, la sua testimonianza rimane un faro di luce, capace di orientare verso la santità ordinaria, vissuta con gioia e perseveranza fino all'incontro definitivo con il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Alvaro del Portillo?
La sua memoria liturgica viene celebrata ogni anno il dodici maggio.