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12 maggio

Beato Alvaro del Portillo Diez de Sollano

Prelato dell’Opus Dei

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione

Álvaro del Portillo Diez de Sollano nacque a Madrid in Spagna l'undici marzo 1914. Era il terzo di otto fratelli, nato dall'unione tra la messicana Clementina Diez de Sollano e lo spagnolo Ramón del Portillo y Pardo. Cresciuto nella capitale spagnola, frequentò la scuola Nuestra Señora del Pilar, dove completò i suoi studi di diploma. Successivamente si iscrisse alla Scuola di Ingegneria civile, un percorso di studi impegnativo che portò a termine nel 1941. Durante e dopo gli studi tecnici, per un certo periodo lavorò in vari enti pubblici occupandosi di questioni idrografiche. Coltivando una vasta sete di conoscenza e un profondo interesse per le discipline umanistiche, studiò anche Lettere e Filosofia con un preciso indirizzo storico. Si laureò in Lettere e Filosofia nel 1944, discutendo una tesi di laurea dal titolo significativo: Scoperte ed esplorazioni sulle coste della California.

Nel corso del 1935 la sua vita umana e spirituale ricevette una svolta decisiva quando entrò nell'Opus Dei, una giovane istituzione della Chiesa Cattolica. Tale opera era stata fondata appena sette anni prima da san Josemaría Escrivá. Don Álvaro ricevette la formazione e lo spirito dell'Opus Dei direttamente dal fondatore, instaurando con lui un legame filiale e di collaborazione che non si sarebbe mai interrotto. A partire dal 1939 compì numerosi viaggi per motivi apostolici in diverse città spagnole, diffondendo il messaggio della santificazione del lavoro ordinario. Sviluppò inoltre un ampio lavoro di evangelizzazione tra i suoi compagni di studio e i colleghi di lavoro, testimoniando la coerenza cristiana nei vari ambienti della società civile.

Il sacerdozio e i primi anni a Roma

Il venticinque giugno 1944 fu ordinato sacerdote. Il sacramento dell'ordine sacro gli fu conferito dal vescovo di Madrid Leopoldo Eijo y Garay. Egli ricevette l'ordinazione insieme a José María Hernández Garnica e José Luis Múzquiz. I primi tre sacerdoti dell'Opus Dei, dopo il fondatore, furono proprio Álvaro del Portillo, José María Hernández Garnica e José Luis Múzquiz. Negli anni successivi, don Álvaro svolse un'intensa attività intellettuale accanto a san Josemaría e un prezioso lavoro di servizio presso la Santa Sede. Nel 1946 si trasferì a Roma. Questo trasferimento avvenne pochi mesi prima che san Josemaría vi stabilisse definitivamente la sua residenza. Il periodo del trasferimento a Roma fu cruciale per l'Opus Dei, che ottenne in quegli anni le prime importanti approvazioni giuridiche dalla Santa Sede.

Durante questo fecondo periodo trascorso nell'Urbe, don Álvaro sviluppò una profonda riflessione teologica sul ruolo e la responsabilità dei fedeli laici nella missione della Chiesa. Tra il 1947 e il 1950 contribuì direttamente all'espansione apostolica dell'Opus Dei a Roma, Milano, Napoli, Palermo e in altre città italiane. In questi luoghi promosse con slancio attività di formazione cristiana e offrì instancabilmente i suoi servizi sacerdotali a numerose persone di ogni ceto sociale. Il ventinove giugno 1948 il fondatore dell'Opus Dei eresse a Roma il Collegio Romano della Santa Croce, un centro internazionale di formazione per i membri dell'istituzione. Don Álvaro ne fu il primo rettore e, nello stesso tempo, insegnò Teologia morale nel Collegio Romano della Santa Croce dal 1948 al 1953. Nel 1948 ottenne inoltre il dottorato in Diritto canonico presso la Pontificia Università di San Tommaso.

Il Concilio Vaticano II e gli incarichi nella Chiesa

Le spiccate doti intellettuali e pastorali di Álvaro del Portillo attirarono l'attenzione dei Sommi Pontefici. Papi da Pio XII a Giovanni Paolo II lo chiamarono a svolgere incarichi di grande responsabilità come membro o consultore di tredici diversi organismi della Santa Sede. Nelle fasi preparatorie del Concilio Vaticano II fu nominato presidente della Commissione per il Laicato. Successivamente partecipò attivamente al Concilio Vaticano II svolgendo un ruolo di primo piano. Giovanni XXIII lo nominò consultore della Sacra Congregazione del Concilio per il periodo compreso tra il 1959 e il 1966. Durante il Concilio Vaticano II, svoltosi tra il 1962 e il 1965, fu segretario della Commissione sulla Disciplina del clero e del popolo cristiano, contribuendo alla stesura dei documenti conciliari relativi a questi temi cruciali. Paolo VI lo nominò poi consultore della Commissione postconciliare sui Vescovi e il governo delle diocesi nel 1966. Per lunghi anni fu anche consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

La sua vita rimase sempre strettamente e indissolubilmente unita a quella del fondatore dell'Opus Dei. Collaborò con san Josemaría nelle iniziative di evangelizzazione e nel governo pastorale, rimanendo al suo fianco fino alla morte di quest'ultimo. Viaggiò con san Josemaría in numerosi Paesi del mondo per preparare e orientare i diversi apostolati dell'Opus Dei. Padre John O'Connor, un agostiniano irlandese, paragonò l'umiltà di don Álvaro a quella di san Giuseppe per la sua presenza amabile, silenziosa e discreta accanto a Monsignor Escrivá. San Josemaría morì il ventisei giugno 1975, lasciando un immenso vuoto spirituale e organizzativo che don Álvaro avrebbe dovuto colmare.

Guida dell'Opus Dei e l'episcopato

Il quindici settembre 1975 Álvaro del Portillo fu eletto a capo dell'Opus Dei nel congresso generale convocato dopo la morte del fondatore. Sotto la sua saggia guida, l'istituzione visse una fase di straordinario sviluppo spirituale e istituzionale. Il ventotto novembre 1982 san Giovanni Paolo II eresse l'Opus Dei in Prelatura personale. In seguito a tale storica erezione in prelatura personale, don Álvaro fu formalmente nominato Prelato della nuova prelatura. Il sette dicembre 1990 fu nominato vescovo da Giovanni Paolo II. Il sei gennaio 1991 ricevette l'ordinazione episcopale nella basilica di San Pietro per mano dello stesso Giovanni Paolo II, coronando una vita spesa al servizio del Vangelo. Come Prelato, promosse l'inizio dell'attività della Prelatura in venti nuovi paesi durante il suo mandato, compiendo viaggi pastorali in tutti e cinque i continenti.

Nei suoi numerosi viaggi parlò a migliaia di persone di amore alla Chiesa e al Papa, predicando con convinzione il messaggio cristiano di san Josemaría sulla santità nella vita ordinaria. Ebbe sempre a cuore la formazione del clero e la promozione sociale dei più bisognosi. Diede impulso alla nascita di numerose iniziative sociali ed educative in tutto il mondo. Il Centre Hospitalier Monkole a Kinshasa in Congo è un'istituzione di promozione sociale avviata dai fedeli dell'Opus Dei con l'incoraggiamento diretto di monsignor del Portillo. Analogamente, il Center for Industrial Technology and Enterprise a Cebù nelle Filippine e la Niger Foundation a Enugu in Nigeria sono istituzioni avviate con il suo costante incoraggiamento. Fondò inoltre la Pontificia Università della Santa Croce a Roma nel 1985 e il seminario internazionale Sedes Sapientiae a Roma nel 1990. A Pamplona, in Spagna, il Collegio ecclesiastico internazionale Bidasoa formò candidati al sacerdozio. Queste realtà educative fondate hanno formato per le diocesi di tutto il mondo migliaia di candidati al sacerdozio inviati dai vescovi.

Gli scritti, gli ultimi giorni e il ritorno alla casa del Padre

Monsignor del Portillo mostrò sempre una grandissima preoccupazione per il ruolo del sacerdote nel mondo moderno. Dedicò buona parte delle sue energie intellettuali e pastorali al tema del sacerdozio, soprattutto durante gli anni del Concilio Vaticano II. Nel 1986 Álvaro del Portillo scrisse che il sacerdozio non è una carriera ma una dedizione generosa, piena, senza calcoli né limiti. Nello stesso anno 1986 scrisse che i sacerdoti devono essere seminatori di pace e di allegria nel mondo e aprire le porte del Cielo con il loro ministero. Accanto a questo, fu autore di importanti pubblicazioni su temi teologici, di diritto canonico e pastorali. Nel 1969 Álvaro del Portillo ha pubblicato il libro Fedeli e laici nella Chiesa. Nel 1970 Álvaro del Portillo ha pubblicato il libro Scritti sul sacerdozio. Nel 1992 fu pubblicato il volume Intervista sul Fondatore dell'Opus Dei, frutto di un colloquio con il giornalista italiano Cesare Cavalleri sulla figura di san Josemaría Escrivá, un'opera che fu successivamente tradotta in varie lingue.

Nel marzo del 1994 compì un pellegrinaggio in Terra Santa, ripercorrendo i luoghi della vita di Gesù. Il ventidue marzo 1994 Álvaro del Portillo celebrò la sua ultima Messa nella chiesa del Cenacolo a Gerusalemme. Monsignor Álvaro del Portillo morì poche ore dopo essere rientrato da quel pellegrinaggio, precisamente la mattina del ventitré marzo 1994 a Roma in Italia. Dopo la sua morte nel 1994, migliaia di persone hanno testimoniato per iscritto il loro ricordo di monsignor del Portillo. I testimoni hanno ricordato con commozione la sua bontà, il calore del suo sorriso, la sua umiltà, la sua audacia soprannaturale e la profonda pace interiore comunicata dalle sue parole. Nel 1995 la Libreria Editrice Vaticana ha pubblicato il volume postumo Rendere amabile la verità. Raccolta di scritti di Mons. Álvaro del Portillo. La sua memoria è viva anche nella toponomastica: diverse strade e piazze in varie città e paesi d'Italia sono state dedicate ad Álvaro del Portillo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Álvaro del Portillo?

La memoria liturgica del beato Álvaro del Portillo si celebra il ventidue marzo.

Quale fu il ruolo di Álvaro del Portillo nell'Opus Dei?

Álvaro del Portillo fu stretto collaboratore del fondatore san Josemaría Escrivá, primo rettore del Collegio Romano della Santa Croce, e successivamente fu eletto capo dell'Opus Dei nel 1975, diventando il primo Prelato della Prelatura quando questa fu eretta nel 1982.