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12 maggio

Sant' Achilleo

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La conversione e il martirio

I santi martiri Nereo, Achilleo e Pancrazio ricevettero degna sepoltura sulle vie Ardeatina e Aurelia a Roma, e i tre santi sono ricordati tutti al dodici maggio. Nereo ed Achilleo erano pretoriani e prestarono servizio come soldati. Secondo l'epigrafe composta da papa San Damaso nel quarto secolo, essi si erano arruolati nell'esercito ed eseguivano gli ordini di un tiranno obbedendo alla sua volontà e ai comandi empi del magistrato. In seguito, i due santi si convertirono improvvisamente, fuggirono dal campo del tiranno malvagio e gettarono via scudi, armatura e giavellotti lordi di sangue. Decidendo di convertirsi al cristianesimo e confessando la fede di Cristo, i santi unirono la loro testimonianza al suo trionfo e pagarono con il loro sangue la loro fede. Il documento più antico sui martiri romani Nereo ed Achilleo è proprio l'epigrafe scritta in loro onore da papa San Damaso nel quarto secolo, il cui contenuto è stato tramandato dalla testimonianza di numerosi pellegrini prima della sua distruzione.

Il culto e la riscoperta archeologica

Il culto dei santi Nereo, Achilleo e Pancrazio è sempre stato separato, e le memorie liturgiche dei santi vengono celebrate separatamente con formulari propri secondo l'antica tradizione romana. Intorno al Seicento, San Gregorio Magno pronunciò una solenne omelia dedicata ai santi. Il sepolcro dei santi consisteva in una tomba di famiglia situata nel cimitero di Domitilla, sulla via Ardeatina a Roma, dove i corpi dei santi furono deposti. La chiesa sotterranea fu fatta edificare da papa Siricio nel trecento novanta. Nel diciannovesimo secolo, l'archeologo Giovanni Battista De Rossi ha rimesso insieme i frammenti dell'epigrafe damasiana ed è stato in grado di scoprire, nel mille ottocento settantaquattro, le tombe vuote dei santi e una scultura contemporanea nella chiesa sotterranea. La chiesa fu in seguito ricostruita nel nono secolo da papa Leone III. Quando la chiesa si trovava nuovamente in rovina, il cardinale Baronio, famoso studioso oratoriano, la fece restaurare nel sedicesimo secolo per traslarvi le reliquie dei due santi, le quali erano state precedentemente trasferite nella chiesa di Sant'Adriano.

Le fonti leggendarie

Gli Acta leggendari di Nereo ed Achilleo possiedono ben poca credibilità storica e furono scritti principalmente per giustificare la presenza delle reliquie nel cimitero di Domitilla. Questi racconti leggendarî legarono la vicenda del martirio dei due soldati a quella di Santa Domitilla, nipote dell'imperatore Domiziano. Secondo questi resoconti leggendari, i santi furono esiliati insieme sull'isola di Terracina, dove subirono la decapitazione. La tradizione agiografica tramandata in tali scritti riferisce inoltre che Domitilla fu arsa viva essendosi rifiutata di sacrificare agli idoli.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Achilleo?

La festa di Sant'Achilleo si celebra il dodici maggio, giorno in cui viene ricordato insieme ai santi Nereo e Pancrazio.

Santi Néreo e Achílleo, martiri, che, come riferisce il papa san Damaso, si erano arruolati come soldati e, spinti da timore, erano pronti ad obbedire agli empi comandi del magistrato, ma, convertitisi al vero Dio, gettati via scudi, armature e lance, lasciarono l’accampamento e, confessando la fede in Cristo, godettero del suo trionfo. In questo giorno a Roma i loro corpi furono deposti nel cimitero di Domitilla sulla via Ardeatina. — Martirologio Romano