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10 maggio

Beato Basilio Aftenie

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione

Vasile Aftenie nacque il 14 giugno 1899 a Lodroman, nel distretto di Alba, in Romania, da Petru e Agafia. Ricevette il Sacramento del Battesimo e la Cresima il 16 luglio del medesimo anno. Frequentò le scuole elementari nella scuola del suo paese natio, per poi proseguire gli studi superiori a Blaj, una località non lontana dal villaggio della sua infanzia. Nel 1919 si iscrisse all'Accademia di Teologia di Blaj, avviando il percorso di risposta alla chiamata al sacerdozio. Le sue attitudini e l'impegno profuso nello studio spinsero i superiori a inviarlo a Roma, dove fu accolto presso il Collegio Greco di Sant'Atanasio. Nel 1925 ottenne il prestigioso dottorato in filosofia e teologia, coronando un periodo di intensa preparazione culturale e spirituale che avrebbe segnato tutta la sua futura attività pastorale e di insegnamento.

Nel corso del 1925 fece ritorno in patria per mettere i suoi doni a servizio della comunità ecclesiale locale. Il 1° gennaio 1926 ricevette l'ordinazione sacerdotale a Blaj per imposizione delle mani del metropolita Vasile Suciu. Fu ordinato come sacerdote celibe, sebbene la tradizione della Chiesa greco-cattolica preveda anche la presenza di membri sposati nel clero. Esattamente un mese dopo la sua ordinazione, fu chiamato a ricoprire l'incarico di professore di Storia della Chiesa e Diritto Canonico all'interno dell'Accademia di Teologia di Blaj. Il suo tratto umano era caratterizzato da un carattere gioviale che gli permise di risultare simpatico a molte persone, facilitando il dialogo e la relazione fraterna con studenti, colleghi e fedeli.

Il ministero episcopale

Negli anni seguenti il suo servizio alla Chiesa si ampliò attraverso molteplici e importanti responsabilità di governo. Fu nominato protopope, ovvero arciprete, di Bucarest, e successivamente divenne canonico del Capitolo arcivescovile di Blaj. Il 1° ottobre 1939 gli fu affidato l'ufficio di rettore dell'Accademia di Teologia di Blaj, confermando la stima di cui godeva per le sue doti di guida e formatore. Nell'aprile del 1940 fu nominato vescovo titolare di Ulpiana, ricevendo l'incarico di ausiliare del metropolita Alexandru Nicolescu, che era vescovo di Făgăraș e Alba Iulia. La solenne consacrazione episcopale ebbe luogo il 5 giugno 1940 nella cattedrale di Blaj, momento in cui il sacerdote offrì interamente la sua vita al ministero apostolico. In seguito fu destinato a ritornare come vicario per Bucarest e il Vecchio Regno, il territorio che corrispondeva al primo Stato nazionale romeno, esercitando la cura d'anime con zelo e vicinanza ai bisognosi.

Il contesto storico mutò tragicamente quando il regime comunista cercò con ogni mezzo di smantellare la Chiesa cattolica romena di rito greco e latino. Monsignor Aftenie rimase saldo nelle sue posizioni, rifiutando fermamente di spezzare il legame ecclesiale con la Sede Apostolica e il Papa di Roma. I suoi confratelli vescovi fecero la medesima scelta coraggiosa, esortando i fedeli alla perseveranza in vista dei tempi difficili che si profilavano all'orizzonte. Il regime comunista fallì diversi tentativi di comprometterlo, scontrandosi con la sua integrità morale e spirituale. L'epilogo di questa pressione politica si consumò il 28 ottobre 1948, quando fu tratto in arresto insieme all'intero episcopato greco-cattolico. Inizialmente tutti i vescovi furono condotti a Dragoslavele, per essere poi trasferiti al monastero ortodosso di Căldărușani, che le autorità avevano trasformato in un vero e proprio campo di concentramento.

Il martirio e la testimonianza

Il 25 maggio 1949 monsignor Aftenie fu violentemente separato dai suoi confratelli per piegarne la resistenza. Fu tenuto in un rigido isolamento nei sotterranei del Ministero degli Interni a Bucarest per un periodo durato dieci mesi. Durante questa lunga e dolorosa prigionia subì sistematiche torture fisiche e psicologiche. Tra le varie pressioni subite, rifiutò la proposta di diventare metropolita ortodosso di Moldavia, comprendendo chiaramente che si trattava di una manovra orchestrata dal regime e non di una richiesta autentica della Chiesa ortodossa. La Securitate cercò inoltre di organizzare un processo politico con il chiaro intento di occultare la vera motivazione religiosa del suo arresto e della sua detenzione.

Le sevizie subite segnarono irrimediabilmente il suo fisico provato. Il 25 marzo 1950 fu colpito da un ictus cerebrale, diretto risultato delle violenze fisiche e psicologiche patite durante la prigionia. Fu trasferito d'urgenza all'ospedale della prigione di Văcărești, dove trascorse i suoi ultimi giorni di sofferenza offerta per la fede. Morì il 10 maggio 1950, quarantacinque giorni dopo l'ictus, compiendo fino in fondo il suo sacrificio. Fu seppellito nel cimitero cattolico Bellu con un funerale celebrato secondo il rito latino. La sua tomba divenne ben presto meta di continui pellegrinaggi da parte dei fedeli e si distingueva facilmente per la presenza delle iniziali e della data della morte. Per preservarne la memoria e la dignità, i suoi resti mortali furono traslati il 12 maggio 2010 e attualmente riposano nella chiesa intitolata all'Annunciazione a Bucarest.

La causa di beatificazione

Il cammino che ha portato al riconoscimento ufficiale del suo martirio ha radici lontane nel tempo. Il 28 gennaio 1997 la Santa Sede concesse il nulla osta necessario per l'avvio della comune causa di beatificazione e canonizzazione riguardante lui e gli altri sei vescovi greco-cattolici morti durante la persecuzione del regime comunista. Il processo eparchiale per il riconoscimento del martirio ebbe inizio ufficialmente il 16 gennaio 1999 a Blaj e si concluse il 10 marzo 2009. Successivamente, il 7 novembre 2009, furono aperti i plichi contenenti la preziosa documentazione raccolta, la quale fu formalmente convalidata con il decreto del 18 febbraio 2011.

Dopo sette anni di intensi lavori e il laborioso reperimento di nuove testimonianze d'archivio, fu finalmente ultimata la Positio super martyrio, che venne consegnata nel 2018. Il 19 marzo 2019 papa Francesco, ricevendo in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu, autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava ufficialmente i sette vescovi martiri della fede. La solenne beatificazione è stata fissata a domenica 2 giugno 2019, celebrata direttamente dal Pontefice durante il suo viaggio apostolico in Romania. La comune memoria liturgica dei sette martiri è stabilita al 2 giugno di ogni anno, giorno in cui la Chiesa ne loda la fedeltà e ne invoca la protezione.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Basilio Aftenie?

La memoria liturgica del Beato Basilio Aftenie si celebra il 2 giugno.