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30 gennaio

Beato Bronislao Bonaventura Markiewicz

Sacerdote e fondatore

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza

Bronisław Markiewicz fu battezzato con i nomi di Bronisław Bonawentura. Nacque a Pruchnik il 13 luglio 1842. All'epoca della sua nascita Pruchnik era territorio dell'Impero Austro-Ungarico. Oggi Pruchnik si trova in Polonia ed è parte della diocesi di Przemyśl dei Latini. Don Bronisław nacque a Pruchnik in Polonia il 13 luglio 1842. Era il sesto degli undici figli di Jan Markiewicz e di sua moglie Marianna Gryziecka. Suo padre Jan Markiewicz era borgomastro della città. Crebbe con principi religiosi. Perse la fede durante gli studi liceali a Przemyśl. La sua solida base cattolica gli permise di recuperare la fede qualche anno più tardi. All'età di ventuno anni, nel 1863, entrò nel Seminario diocesano di Przemyśl.

I primi incarichi e la formazione

Fu ordinato sacerdote il 15 settembre 1867 dopo aver completato gli studi necessari. I suoi primi incarichi ministeriali furono come viceparroco a Harta e nella cattedrale di Przemyśl. Successivamente fu parroco a Gać e a Błażowa. Volle perfezionarsi negli studi di pedagogia e filosofia per assecondare il suo desiderio di dedicarsi alla formazione della gioventù. Frequentò un biennio di studi tra il 1873 e il 1875 presso le Università di Leopoli e di Cracovia. I suoi studi universitari furono interrotti perché fu richiamato in diocesi dal Vicario. Svolse vari incarichi successivi tra cui insegnante di teologia morale in seminario, prefetto dei chierici, confessore e cappellano delle suore benedettine e carmelitane, assessore concistoriale, giudice e censore ecclesiastico.

L'incontro con il carisma salesiano

Nel 1885 decise di partire per l'Italia per entrare a far parte di una congregazione dedita all'educazione della gioventù abbandonata e povera. Giunto a Roma conobbe alcuni Salesiani e decise di seguirli. Si recò a Torino Valdocco dove fu accolto dal fondatore don Giovanni Bosco. Don Giovanni Bosco è stato canonizzato nel 1934. Dopo il noviziato, emise i voti nelle mani di don Bosco il 25 marzo 1887. Espresse il desiderio di ritornare in Polonia con altri connazionali per fondarvi una Casa salesiana per l'educazione dei giovani poveri, ma non fu appoggiato dai superiori. Nel triennio successivo gli furono affidati gli incarichi di assistente dei chierici a San Benigno Canavese e professore di storia della teologia morale a Valsalice. Fu confessore nell'Ospizio San Giovanni Evangelista a Torino. Fu insegnante privato del novizio Augusto Czartoryski, appartenente a una nobile famiglia polacca e beatificato nel 2004. Fu cappellano delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Bordighera. Fu confessore e assistente nella cartiera salesiana di Mathi a Torino. Negli anni 1889-1890 si ammalò gravemente a causa del diverso clima e della debolezza derivante dalle sue mortificazioni.

Il ritorno in Polonia e il distacco

Nel 1892 don Michele Rua, primo successore di don Bosco e beatificato nel 1972, lo ritenne in pericolo di vita e lo fece rientrare in Polonia come parroco di Miejsce, nella diocesi di Przemyśl. L'aria natia gli permise di ristabilirsi presto. Don Bronisław organizzò una casa per l'educazione della gioventù povera ed abbandonata chiamata Casa Don Bosco. Combatté il vizio dell'alcolismo e osteggiò l'usura, che erano molto praticate nel villaggio. Cambiò il nome del villaggio in Miejsce Piastowe, che significa dove si accudiscono i bambini. Da Torino gli furono inviati in aiuto due salesiani polacchi, Piotr Sikora e Franciszek Trawinski, e un italiano, Abele Ghilardini. Sorsero presto incomprensioni nel gruppo dovute al diverso stile di vita, più mitigato a Torino e più povero e sofferto in Polonia. Don Sikora accusò don Bronisław presso i superiori provocando tensioni nel gruppo. Il 25 febbraio 1894 arrivò a Miejsce Piastowe una ragazza di ventidue anni, Anna Kaworek, desiderosa di consacrarsi a Dio. La prima impressione di Anna Kaworek fu deludente perché il luogo non le sembrava un vero convento. Dopo otto mesi Anna chiese a don Bronisław di tornare a casa in visita e di andare a piedi al santuario di Monte Sant'Anna. Tornò dal viaggio con la certezza che la sua vocazione fosse al servizio dei bisognosi. Nel 1897 don Rua inviò in Polonia il visitatore don Mosè Veronesi. Don Mosè Veronesi impose pratiche non corrispondenti allo stile di vita polacco e ai mezzi a disposizione. Don Bronisław cercò di spiegarsi con i superiori di Torino ma alla fine obbedì, pur definendosi salesiano di stretta osservanza. Nel settembre 1897, dopo aver a lungo pregato e chiesto consiglio, decise di lasciare la Società Salesiana per fondare una nuova congregazione basata sulla Regola di don Bosco. Nel Capitolo Generale dei Salesiani tenutosi a Torino il 19 dicembre 1897 fu cancellato dai membri della Società Salesiana. Nel 1898 gli fu proibito di chiamarsi salesiano e di denominare il suo orfanotrofio Casa Don Bosco.

La fondazione e il pensiero

Fondò la Società Temperanza e Lavoro basandosi sulla massima di don Bosco Il lavoro e la temperanza faranno fiorire. Don Bronisław fu colpito dalle trasformazioni sociali nel mondo seguite alla pubblicazione del Manifesto di Karl Marx. Don Bronisław era convinto che il futuro della Chiesa e degli Istituti religiosi dipendesse dall'osservanza di due elementi fondamentali: la temperanza e il lavoro. Per don Bronisław la temperanza era fondamentale perché comportava il rinnegamento di sé stesso e la lotta contro tutte le tentazioni. Il lavoro era interpretato da don Bronisław sotto tre aspetti: spirituale, intellettuale e fisico. Il lavoro spirituale serviva per mantenersi nella vita di grazia. Il lavoro intellettuale consisteva nell'attività nella scuola. Il lavoro fisico era quello comandato da Dio dopo la caduta del primo uomo. Come patrono della nuova realtà, don Bronisław scelse san Michele arcangelo, considerato difensore contro il demonio e il male. Don Bronisław amava ripetere di voler raccogliere milioni di ragazzi abbandonati di tutti i popoli, nutrirli gratuitamente e vestire il loro corpo e il loro spirito. Nel 1902 la Società ottenne l'approvazione civile. Tra i volontari che aiutavano nella Società si delinearono uomini e donne con segni di vocazione genuina. Basandosi sulle Costituzioni della Società Salesiana, don Bronisław iniziò a stendere le regole per la Congregazione di San Michele Arcangelo nei rami maschile e femminile. Il vescovo di Przemyśl, monsignor Łukasz Solecki, riaccolse don Bronisław nel clero della sua diocesi e appoggiò la nascente congregazione. Il successore monsignor Józef Sebastian Pelczar pose una restrizione che permetteva solo di continuare ad accogliere i ragazzi abbandonati per fornire loro istruzione. Seguirono anni difficili per don Bronisław. I tentativi di riconciliazione promossi da don Rua non ebbero esito favorevole. Per ubbidienza al suo vescovo, don Bronisław licenziò tutti i suoi collaboratori. Don Bronisław si mise a organizzare ritiri spirituali e a sviluppare lavori artigianali, tra cui una tipografia per la stampa diocesana. Nell agosto del 1903 fu insediata la prima comunità filiale a Pawlikowice, vicino Cracovia. La comunità filiale di Pawlikowice rimase l'unica per qualche anno a causa della mancanza di personale. Nel luglio 1904 un incendio distrusse la prima casa in legno della comunità. Gli orfani furono fatti trasferire nella nuova casa in muratura dopo l'incendio. Nel 1907 furono realizzati nuovi laboratori e fu costruito un mulino aperto alla gente dei dintorni. Una seconda filiale fu aperta nello stesso periodo a Leopoli. Per la sua attività benefica, don Bronisław ottenne dall'imperatore Francesco Giuseppe la Croce al merito dell'Impero Austro-Ungarico.

Gli ultimi giorni e la nascita al Cielo

La mattina del 9 dicembre 1911 don Bronisław fu trovato disteso per terra a causa di un malore sopraggiunto dopo una giornata faticosa. Grazie alle prime cure, don Bronisław poté riprendersi e celebrare la Messa. Don Bronisław tenne fede a tutti gli impegni assunti fino al 9 gennaio 1912. Il 9 gennaio 1912 don Bronisław si mise a letto per non alzarsi più. Don Bronisław riceveva ogni giorno la Comunione, spesso commuovendosi. Don Bronisław accolse le visite di quanti andavano da lui, invitandoli a fidarsi della Divina Provvidenza. Negli ultimi giorni don Bronisław raccomandò ai suoi figli e alle sue figlie l'umiltà e l'obbedienza alle autorità ecclesiastiche come testamento spirituale. I medici sottoposero don Bronisław a un'operazione chirurgica nel tentativo di salvargli la vita, ma l'effetto fu contrario. Don Bronisław morì nella sua parrocchia di Miejsce Piastowe il 29 gennaio 1912 alle 9 di mattina. Don Bronisław morì a Miejsce Piastowe in Polonia il 29 gennaio 1912.

Il processo di beatificazione e il miracolo

Negli anni 1958-1963 si svolse il processo informativo per la causa di beatificazione presso la diocesi di Przemyśl dei Latini. Il decreto di convalida del processo di beatificazione fu emesso il 23 febbraio 1990. Nel 1990 fu consegnata la Positio super virtutibus. Il 30 novembre 1993 i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi si pronunciarono a favore dell'eroicità delle virtù di don Bronisław. Il 12 aprile 1994 i cardinali e i vescovi membri della Congregazione confermarono il parere positivo. Il 2 luglio 1994 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava don Bronisław Venerabile. Come possibile miracolo per la beatificazione fu preso in esame il caso di padre Roman Wlodarczyk della Congregazione di San Michele Arcangelo. Il 31 luglio 1994 padre Roman Wlodarczyk ebbe disturbi nella parola e nella parte destra del corpo mentre celebrava la Messa. Il 2 agosto padre Roman fu ricoverato al Policlinico Voivodale di Toruń e gli fu diagnosticata un'emiplegia destra con afasia motoria. Il 14 settembre padre Roman fu trasferito nel reparto di riabilitazione dell'ospedale municipale di Toruń con condizioni gravi, tranne l'afasia che era regredita. Fin dal primo ricovero, padre Roman, i confratelli, i medici, le suore infermiere e molti fedeli chiesero l'intercessione di don Bronisław. Il 23 settembre il malato cominciò a migliorare gradualmente riprendendo l'uso degli arti paralizzati. Il 21 ottobre fu dimesso dall'ospedale riuscendo a camminare speditamente anche se con l'ausilio di una stampella. L'inchiesta diocesana relativa all'asserito miracolo si è svolta negli anni 1996-1997 presso la diocesi di Toruń. Gli atti dell'inchiesta diocesana sono stati convalidati il 21 novembre 2003. La Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi si pronunciò il 22 aprile 2004 a favore dell'inspiegabilità scientifica dell'accaduto. Erano trascorsi dieci anni senza che si manifestassero postumi invalidanti nel soggetto guarito. Nel 2004 i Consultori Teologi e i cardinali e vescovi membri della Congregazione confermarono il nesso tra la guarigione e l'intercessione di don Bronisław. Il 20 dicembre 2004 san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto sulla guarigione miracolosa di padre Roman Wlodarczyk ottenuta grazie al fondatore. La beatificazione era stata inizialmente fissata per il 24 aprile 2005. La morte del Papa e il successivo Conclave fecero rimandare la data della beatificazione. Dopo l'elezione di papa Benedetto XVI fu fissata una nuova data per la cerimonia. La beatificazione è stata celebrata il 19 giugno 2005 in piazza Pidluski a Varsavia. Nella stessa celebrazione sono stati beatificati il martire don Władysław Findysz e don Ignacy Kłopotowski fondatore delle Suore Loretane. Il rito è stato presieduto dal cardinale Józef Glemp arcivescovo di Varsavia e Primate di Polonia in qualità di inviato del Santo Padre secondo le nuove norme in vigore dal maggio 2005.

La fioritura delle opere e l'eredità

La memoria liturgica del Beato è stata fissata al 30 gennaio giorno successivo alla sua nascita al Cielo. Dopo la morte di don Bronisław le sue fondazioni crebbero in numero di membri e di case. La Congregazione dei Padri di San Michele Arcangelo Micheliti ricevette l'approvazione ecclesiastica il 29 settembre 1921. La congregazione femminile delle Suore di San Michele Arcangelo Michelite ottenne l'approvazione il 15 agosto 1928. Madre Anna Kaworek divenne superiora generale delle Suore di San Michele Arcangelo ed è stata dichiarata Venerabile nel 2019. Le case dell'istituto sono 25 in Polonia. La congregazione gestisce missioni in Nuova Guinea, Australia, Paraguay, Argentina, Repubblica Dominicana, Canada, Svizzera, Germania, Austria, Bielorussia e Camerun. I resti mortali del fondatore riposano nella casa madre di Miejsce Piastowe. La presenza più significativa in Italia si trova presso la Basilica Santuario di San Michele a Monte Sant'Angelo. I padri Micheliti e le suore Michelite prestano servizio pastorale a Monte Sant'Angelo dal 1996. Entrambe le congregazioni appartengono alla Famiglia Salesiana dal 24 gennaio 2000.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Bronislao Bonaventura Markiewicz?

La memoria liturgica del Beato si celebra il 30 gennaio, giorno successivo alla sua nascita al Cielo.