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13 novembre

Beato Carlo Lampert

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e i primi anni di ministero

Carlo Lampert nacque a Göfis, nel Vorarlberg, il 9 gennaio 1894. Compiuta la scelta di consacrarsi al Signore, frequentò il seminario a Bressanone, preparandosi al ministero ordinato in anni segnati da grandi prove storiche. Nel mese di maggio del 1918 fu ordinato sacerdote dal principe vescovo Franz Egger. Dopo l'ordinazione, svolse dodici anni di servizio pastorale a Dornbirn, entrando profondamente nel cuore della comunità cristiana con la sua cura premurosa per le anime. In seguito, il successore di Franz Egger, monsignor Sigismund Waitz, lo mandò a Roma per approfondire gli studi di diritto canonico.

Ritornò a Innsbruck nel 1938, l'anno in cui avvenne l'Anschluss. Inizialmente ebbe la funzione di officiale del tribunale diocesano, mettendo le sue competenze al servizio della giustizia ecclesiale. Nel 1939 divenne provicario del nuovo vescovo Paul Rusch, amministratore apostolico del territorio Innsbruck-Feldkirch, assumendo gravi responsabilità in un momento di crescente tensione politica.

Il conflitto con il regime e la persecuzione

Nella sua veste di provicario, Carlo Lampert entrò più volte in conflitto con il regime nazista, rappresentato dal Gauleiter Franz Hofer e dal capo della Gestapo di Innsbruck Werner Hilliges. Si oppose con fermezza allo smantellamento di un monastero nel capoluogo tirolese. Fu inoltre accusato di aver inoltrato alla nunziatura un rapporto di denuncia delle intromissioni del regime hitleriano nella vita della Chiesa. Un terzo episodio riguarda la morte di Otto Neururer, parroco di Götzens, avvenuta nel maggio 1940 e beatificato come martire nel 1996 da Giovanni Paolo II. Il necrologio di Otto Neururer fu ritenuto ispirato da Lampert e vi era scritto a chiare lettere che non si sarebbe dimenticato come era morto. Questi fatti portarono il provicario a subire tre arresti e infine l'internamento nei campi di concentramento di Dachau e di Sachsenhausen. Sulla giacca gli fu cucito il triangolo rosso, che era il contrassegno dei prigionieri politici.

Monsignor Lampert fu liberato nell'agosto del 1940 ma fu costretto al confino in Pomerania. In Pomerania fu costantemente tenuto sotto controllo dalle spie del regime, che registrarono ogni suo atto e ogni sua parola. Si trasferì da Stettino alla località di Zinnowitz, sull'isola di Usedom, per aiutare nella cura d'anime. La parrocchia di Zinnowitz si trovava a poca distanza da Peenemünde, che era il centro di produzione dei missili V1 e V2. Nella cappella dell'isola Lampert celebrava regolarmente la messa. Alla funzione seguiva solitamente un piccolo incontro conviviale con le suore e alcuni fedeli. Durante tali incontri si ascoltava Radio Londra e si facevano commenti. I delatori collegarono questa situazione all'accusa di diffondere informazioni relative alle armi realizzate sull'isola. Lampert fu arrestato e condannato a morte. La sentenza fu eseguita mediante decapitazione a Halle sulla Saale, in Sassonia, alle ore 16 del 13 novembre 1944.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Carlo Lampert?

La memoria liturgica del beato Carlo Lampert si celebra il tredici novembre.