12 agosto
Beato Carlo Leisner
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Carlo Leisner nacque il 28 febbraio 1915 a Rees sul Reno, in Germania, figlio del cancelliere del tribunale Wilhelm Leisner e di Amalie Falkanstein, i quali ebbero altri quattro figli. Nel 1921 la famiglia si trasferì a Kleve, dove il giovane frequentò la scuola elementare e poi il ginnasio, distinguendosi sempre come il migliore negli studi scolastici. Il 22 luglio 1927 Carlo ricevette la Santa Cresima e nello stesso anno aderì all'Unione Giovanile Santa Croce, una comunità impegnata nella rinuncia all'alcool e al fumo. All'interno di questa associazione divenne un abile organizzatore, capace di entusiasmare i coetanei e di suggerire saldi principi religiosi. Tra il 1931 e il 1933 frequentò gli Esercizi Spirituali presso i Benedettini di Gerleve, ripetendo tale esperienza anche presso i Gesuiti in due località tedesche, maturando così la decisione di diventare sacerdote. In Germania si andava intanto affermando il regime nazista con l'avvento al potere di Adolf Hitler, e il 31 gennaio 1933 iniziarono le intolleranze e le aggressioni della Gioventù Hitleriana contro le associazioni cattoliche. In quel clima ostile Carlo si iscrisse all'Unione Giovanile Maschile Cattolica. Nell'ultimo anno di liceo rischiò l'espulsione dalla scuola per la sua aperta opposizione all'ideologia nazista, riuscendo tuttavia a superare brillantemente gli esami di maturità. Il 14 maggio 1934 entrò nel Collegio Borromeo di Münster, dove intraprese gli studi di filosofia e teologia senza tralasciare l'attività nel movimento giovanile. Il 17 settembre dello stesso anno il vescovo di Münster, monsignor Clemens August Graf von Galen, lo nominò dirigente delle Schiere Giovanili della regione del Reno. Nonostante la cruciale situazione politica, Carlo si impegnò percorrendo la diocesi per contattare, organizzare e dirigere i giovani, attirando su di sé l'ostilità e il sospetto della Gestapo che controllava i suoi movimenti. Il 29 maggio 1936 compì un viaggio a Roma con udienza del papa Pio XI. Dopo quel viaggio, la Gestapo di Düsseldorf iniziò a controllare la sua corrispondenza, effettuò perquisizioni e aprì un dossier segreto sul suo conto. Da aprile a settembre 1937 Carlo prestò il servizio obbligatorio stabilito dal Reich estraendo la torba da umide paludi, un lavoro usurante che minò irrimediabilmente la sua salute. Nell'autunno del 1937 ritornò a Münster per terminare gli studi e prepararsi a ricevere gli Ordini Sacri. Nel frattempo, il 27 ottobre 1937, la Gestapo sciolse ufficialmente tutte le associazioni cattoliche. Il 31 dicembre 1937 fece un infiammato discorso al movimento giovanile contro le pressioni della polizia politica. Nonostante i continui contrasti con le autorità, continuò gli studi ricevendo gli Ordini Minori, il suddiaconato e, il 25 marzo 1938, il diaconato. A maggio di un anno non specificato gli fu diagnosticata la tubercolosi polmonare, causata proprio dal disagiato lavoro svolto nelle paludi, motivo per cui fu ricoverato nel sanatorio di St. Blasien. Le cure diedero ottimi risultati e sarebbe guarito completamente se non fosse intervenuto l'arresto seguito dalla deportazione in un campo di concentramento.
L'arresto e la deportazione
La persecuzione nazista incluse la restrizione in campi di concentramento e l'eliminazione morale e fisica di milioni di ebrei, prigionieri di guerra e dissidenti, attraverso la soluzione finale di sterminio che culminò con la distruzione dei corpi nei forni crematori. Tra le vittime vi furono anche uomini, donne, sacerdoti, religiosi, suore, politici e militari tedeschi che osarono opporsi al regime di Adolf Hitler. Il gran numero di ebrei morti ha fatto passare in secondo piano le altre vittime del nazismo, tra cui figurano figure ecclesiastiche e laicali provenienti da tutta Europa, come il beato Clemente Augusto von Galen, i giovani italiani Gedeone e Flavio Corrà, il sacerdote salesiano Giuseppe Kowalski, il domenicano Giuseppe Girotti, la domenicana Giulia Rodzinska, i cinque giovani oratoriani salesiani di Poznan, il sacerdote Luigi Liguda, il laico francese Marcello Callo, la laica polacca Marianna Biernacka, il vescovo ausiliario Michel Kozal, il laico d'Azione Cattolica Odoardo Focherini, il parroco ucraino Omeljan Kovc, il parroco austriaco Otto Neururer, il frate minore conventuale Placido Cortese, il sacerdote verbita Stanislao Kubista, il soldato e partigiano Teresio Olivelli, il sacerdote Wincenty Frelichowski, il laico altoatesino Josef Mayr Nusser e il parroco tedesco Bernardo Lichtenberg. La causa ultima dell'arresto di Carlo Leisner fu la sua esclamazione 'che peccato!' pronunciata alla notizia del fallito attentato a Hitler del 9 novembre 1939, in cui il dittatore era rimasto illeso. Il suo diario fu sequestrato e il 9 novembre 1939 Carlo Leisner fu rinchiuso nel carcere di Friburgo. Il 15 febbraio 1940 fu trasferito nel carcere di Mannheim, dove fu ricoverato nel reparto dei tubercolotici e si prodigò nell'assistere gli ammalati più gravi. Il 16 marzo 1940 fu portato nel campo di concentramento di Sachsenhausen, inserito nel blocco penale dei sacerdoti. A Sachsenhausen le baracche di legno erano prive di riscaldamento e presentavano le finestre aperte di notte per la sorveglianza. La madre inoltrò una richiesta di grazia che fu spietatamente rifiutata. A seguito della disposizione del Reich del 9 novembre 1940, tutti i sacerdoti prigionieri furono destinati al campo di concentramento di Dachau. Il diacono Leisner fu trasferito a Dachau il 14 dicembre 1940 e rinchiuso nel blocco riservato ai sacerdoti. A Dachau le condizioni di vita erano durissime e nel 1942 vi morirono circa cinquecento sacerdoti. Carlo Leisner s'impegnò costantemente a sollevare il morale dei compagni di prigionia, riuscendo persino a farsi mandare dalla famiglia una chitarra per creare un'atmosfera lieta. La sua malattia, tuttavia, prese a peggiorare sempre più. Il 15 marzo 1942, dopo sedici mesi di quella vita disumana, fu trasferito all'infermeria, una struttura stipata di oltre centocinquanta ammalati terminali e tubercolotici abbandonati in attesa della morte. Nell'ottobre 1942, dopo sette mesi, arrivò per lui l'ordine di trasferimento al reparto invalidi, che costituiva l'anticamera della camera a gas. L'ordine di trasferimento fu miracolosamente revocato grazie all'intervento di alcuni sacerdoti internati negli uffici del campo. Trascorsi tre lunghi anni nella cosiddetta infermeria, resistette aggrappandosi alla Sacra Scrittura e all'Eucaristia tenuta segretamente, che distribuiva ai moribondi.
Il sacerdozio a Dachau e il transito al cielo
Il 6 settembre 1944 giunse nel campo di Dachau il vescovo di Clermont-Ferrand, monsignor Gabriel Piquet. Il giovane diacono fece pervenire al vescovo della sua diocesi di Münster, monsignor Clemente Augusto von Galen, fiero oppositore del nazismo, la richiesta di essere ordinato sacerdote. Il 29 ottobre il vescovo diede la sua autorizzazione. Il 17 dicembre 1944 Carlo Leisner fu ordinato sacerdote segretamente da monsignor Gabriel Piquet nella cappella del campo. Il 26 dicembre 1944, con l'aiuto dei sacerdoti internati, poté celebrare la sua prima ed unica Messa in una cappella del duomo di Dachau. In quella circostanza espresse l'intenzione di sacrificarsi per la gioventù, per il popolo tedesco e per l'Europa cristiana. Il cardinale arcivescovo di Monaco, Michael von Faulhaber, chiese inutilmente alla Gestapo il rilascio del giovane sacerdote gravemente ammalato. La liberazione avvenne finalmente con l'arrivo degli Alleati il 4 maggio 1945. Subito dopo fu condotto nel sanatorio di Planegg presso Monaco. Le sue forze andarono sempre più scemando poiché il suo male era all'ultimo stadio e comprese che si avvicinava la fine e volle prepararsi spiritualmente. Ricevette i Sacramenti e l'Estrema Unzione il 30 maggio 1945. Il 29 giugno incontrò i genitori in un commovente ritrovarsi e il 10 agosto poté incontrare anche le tre sorelle. Si spense serenamente nel sanatorio di Planegg il 12 agosto 1945 all'età di trent'anni. I solenni funerali si svolsero a Kleve e fu sepolto nel locale cimitero. Il 30 agosto 1966 fu esumato e i suoi resti mortali furono traslati nella Cripta dei Martiri del Duomo di Xanten in Germania. Il 15 marzo 1980 fu introdotto il processo per la causa di beatificazione dal vescovo di Münster. Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato il 23 giugno 1996 durante il suo viaggio apostolico a Berlino in Germania, consegnando alla Chiesa universale la testimonianza luminosa di un pastore che ha dato la vita per il proprio gregge.
La vita e il martirio
La vicenda terrena di Carlo Leisner si è intrecciata con le vicende storiche della Germania del ventesimo secolo. Dopo gli anni della formazione trascorsi tra Rees, Kleve e Münster, la sua strada fu bruscamente interrotta nel 1939. In quell'anno, egli fu arrestato dalle autorità per aver espresso critiche riguardo al fallito attentato contro Adolf Hitler. Questo evento segnò l'inizio di una lunga e dolorosa via crucis che lo condusse prima nel campo di concentramento di Sachsenhausen e successivamente in quello di Dachau.
Nel cuore dell'orrore della prigionia, Carlo non smarrì la sua vocazione. Proprio tra le baracche del campo di Dachau, il 17 dicembre 1944, ricevette l'ordinazione sacerdotale in una cerimonia celebrata segretamente, lontano dagli sguardi dei persecutori. Pochi giorni dopo, il 26 dicembre 1944, ebbe la grazia di celebrare la sua unica Messa, un momento di altissima spiritualità che rimane scolpito nella memoria della Chiesa. La sua salute, già gravemente compromessa dalla durezza della reclusione, non gli permise di esercitare a lungo il ministero che aveva tanto atteso. Dopo la liberazione avvenuta per mano degli Alleati il 4 maggio 1945, il suo corpo, ormai logorato dalla tubercolosi contratta durante la detenzione, non resse a lungo. Egli spirò poco tempo dopo a Planegg, offrendo la sua breve ma intensa esperienza sacerdotale come un sacrificio gradito a Dio. La sua vita, seppur breve, resta una testimonianza eloquente di come la grazia operi anche nelle circostanze più avverse, trasformando un prigioniero in un ministro dell'Altissimo.
Il culto e la memoria
Il culto del Beato Carlo Leisner si fonda sul riconoscimento della sua testimonianza come martire. La Chiesa ne celebra la memoria il 12 agosto, ricordando colui che ha dato la vita per le conseguenze della prigionia e per la malattia contratta in difesa della propria integrità spirituale. Il suo riconoscimento ufficiale come Beato, avvenuto il 23 giugno 1996 per opera di Papa Giovanni Paolo II, ha elevato la sua figura a esempio universale di fermezza nella fede.
La memoria di Carlo Leisner invita i fedeli a riflettere sul valore inestimabile della libertà interiore. Anche in condizioni di totale privazione, egli seppe mantenere viva la fiamma della speranza, dimostrando che il sacerdozio è un dono che trascende le contingenze storiche. La sua storia parla a ogni adulto di oggi, esortando alla perseveranza nelle tribolazioni della vita quotidiana e alla fiducia incrollabile nell'amore di Dio, che accompagna ogni uomo fino al momento dell'incontro definitivo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Carlo Leisner?
La memoria liturgica del beato Carlo Leisner si celebra il 12 agosto, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1945.
In località Planegg vicino a Monaco di Baviera, beato Carlo Leisner, sacerdote e martire, che, ancora diacono, fu deportato in un carcere per la sua pubblica professione di fede e l’assiduo servizio reso alle anime e, ordinato sacerdote nel campo di prigionia di Dachau, tornato in libertà, morì per le torture patite durante la detenzione. — Martirologio Romano