17 settembre
Beato Cherubino Testa da Avigliana
Sacerdote agostiniano
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la vocazione agostiniana
Cherubino nacque ad Avigliana, in provincia di Torino, nel 1451, appartenendo alla nobile famiglia Testa. Fin dalla prima giovinezza, il suo cuore fu toccato dalla grazia divina, spingendolo ad abbracciare ben presto la vita religiosa. Egli scelse di vestire l'abito degli Eremitanti di sant'Agostino nel convento locale di Avigliana, un luogo di preghiera che era stato fondato dal beato Adriano Berzetti da Buronzo. In questo santo recinto, il giovane monaco plasmò la propria anima nell'ascolto della parola divina e nella ricerca della perfezione evangelica.
L'austerità e la devozione alla Passione
Nel corso della sua breve esistenza trascorsa nel convento di Avigliana, Cherubino condusse un'austera vita di mortificazione e di santità. La sua giornata terrena fu interamente improntata a un profondo spirito di obbedienza e a un'immensa pietà, distinguendosi in modo particolare per la sua purezza di cuore e di intenti. Il tratto più luminoso della sua anima sacerdotale fu la profonda e particolare devozione alla Passione di Cristo. Cherubino trascorreva gran parte della giornata piangendo in estatica contemplazione di Gesù crocifisso, meditando incessantemente sul sacrificio d'amore compiuto per la salvezza dell'umanità.
Il transito e i prodigi celesti
Cherubino morì il 17 settembre 1479 all'età di ventotto anni, nello stesso convento di Avigliana che lo aveva accolto e visto crescere nella fede. La tradizione riferisce che, nel momento esatto in cui Cherubino esalò l'ultimo respiro, le campane del luogo si misero a suonare da sole prodigiosamente. Quel suono miracoloso quasi annunciava il felice transito dell'anima sua in paradiso. Ulteriori segni celesti accompagnarono la sua memoria quando i confratelli, avvertendo un soave olezzo sprigionarsi dal sepolcro di Cherubino ogni volta che vi passavano davanti per recarsi in coro, decisero di esumare il corpo per trasferirlo in una più degna sepoltura. All'apertura della tomba si constatò che un odoroso giglio era spuntato miracolosamente dal suo cuore.
Il culto e la memoria liturgica
I prodigi verificatisi dopo la morte favorirono l'immediata affermazione del culto in suo onore, il quale si è conservato sempre vivo nel tempo. In un dipinto un tempo esistente nel chiostro dell'antico convento agostiniano di Tolentino nelle Marche, il beato Cherubino era raffigurato con l'aureola, con un giglio geminato sul cuore e un crocifisso nella mano destra. Sotto l'immagine del dipinto si poteva leggere l'iscrizione 'Beatus Cherubinus de Aviliana, conventus S. Augustini Avilianae magnus splendor', mentre antichi scrittori agostiniani come il Torelli e l'Elsen spiegano la ragione del giglio germogliante dal cuore. Il martirologio ricorda il beato Cherubino Testa come sacerdote dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino ad Avigliana presso Torino, attestando altresì che Cherubino ebbe grande devozione per la Passione del Signore. Tale devozione e la fama dei suoi prodigi ottennero la solenne conferma da parte di Pio IX il 21 settembre 1865. La memoria liturgica del beato ricorre il 17 settembre, mentre l'Ordine degli Agostiniani ricorda il beato il 16 dicembre.
La vita
La vicenda terrena del Beato Cherubino Testa si è svolta interamente entro i confini della sua terra natale, Avigliana. In questa cittadina egli ha maturato la scelta vocazionale, entrando nel convento degli Eremitani di Sant'Agostino, luogo dove ha intrapreso il suo cammino di perfezione cristiana. La sua biografia non è fatta di grandi viaggi o di eventi eclatanti, ma si snoda nel ritmo quotidiano della clausura, tra la celebrazione dei divinità del sacrificio eucaristico e l'esercizio assiduo della vita contemplativa.
Il sacerdote agostiniano ha orientato ogni istante del suo ministero verso la Passione di Cristo, che egli meditava con costante devozione. La mortificazione dei sensi e la cura meticolosa dell'anima hanno costituito il fulcro della sua esperienza spirituale, rendendo la sua presenza nel convento di Avigliana un esempio di austerità e di carità. La sua vita si è interrotta bruscamente nel quattordici settantanove, quando il Signore lo ha chiamato a sé nel convento in cui aveva servito con tanta fedeltà. La morte, avvenuta in giovanissima età, ha sigillato una testimonianza di fede che non è svanita col tempo, ma che ha trovato conferma in un segno prodigioso, quando, in occasione di una successiva esumazione, è stata rinvenuta la presenza di un giglio nel suo sepolcro, simbolo della purezza che aveva guidato ogni suo passo.
Il culto
La venerazione per il Beato Cherubino Testa ha radici profonde nel territorio di Avigliana, dove il suo ricordo è stato custodito con cura nel corso dei secoli. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la santità di questo umile sacerdote agostiniano il ventuno settembre del diciotto sessantacinque, quando il Papa Pio Nono ne ha confermato il culto, elevandolo agli onori degli altari.
Oggi la memoria liturgica del Beato Cherubino viene celebrata il diciassette settembre, occasione in cui i fedeli sono invitati a fare memoria della sua dedizione al Signore e del suo amore per la Passione redentrice. Anche all'interno dell'Ordine Agostiniano, il suo ricordo rimane vivo e viene celebrato in una data dedicata, il sedici dicembre, a testimonianza di come l'esempio di questo giovane sacerdote continui a nutrire la spiritualità della famiglia di Sant'Agostino.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Cherubino Testa?
La memoria liturgica del beato Cherubino Testa ricorre il 17 settembre, mentre l'Ordine degli Agostiniani lo ricorda il 16 dicembre.
Ad Avigliana presso Torino, beato Cherubino Testa, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che ebbe grande devozione per la Passione del Signore. — Martirologio Romano