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12 agosto

Beato Floriano (Jozef) Stepniak

Sacerdote cappuccino, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Il Beato Floriano nacque a Zdzary, nei pressi di Nowe Miasto, il 3 gennaio 1912, venendo battezzato il giorno seguente con il nome di Giuseppe. I suoi genitori erano contadini di nome Paolo e Anna Misztal. La madre morì quando egli era ancora piccolo e il padre si risposò per garantire una guida alla famiglia. Terminata la scuola primaria nel paese natale, il giovane avvertì un forte desiderio di studiare e di diventare cappuccino. Grazie al sostegno dei cappuccini di Nowe Miasto, ultimò la scuola secondaria superiore. Nel 1927 portò a termine i suoi studi nel Collegio di San Fedele dei cappuccini di Lomza. Pur possedendo capacità mediocri, suppliva a ogni carenza con una straordinaria diligenza e una costante laboriosità. Già allievo del ginnasio, aderì con convinzione al Terz'Ordine di San Francesco. Il compagno di studi frate Gaetano Ambrozkiewicz lo descrisse in seguito come un'anima santa, solidale, franco e allegro, sebbene già allora un po' diverso dai ragazzi giocherelloni e con la testa fra le nuvole.

Rivolgendosi nuovamente all'Ordine dei cappuccini di Nowe Miasto, iniziò il noviziato il 14 agosto del 1931, ricevendo l'abito religioso e il nuovo nome di Floriano. In quel tempo di formazione si distinse per il suo grande zelo, la generosità e la profonda devozione. Il 15 agosto 1932 emise la professione temporanea. Successivamente affrontò e terminò il corso di filosofia, per poi pronunciare la professione perpetua il 15 agosto 1935. Continuò gli studi teologici a Lublino e, al loro compimento, fu ordinato sacerdote il 24 giugno 1938. Sul retro dell'immaginarie ricordo della sua ordinazione sacerdotale, egli aveva apposto di suo pugno una frase che avrebbe segnato tutta la sua esistenza: Siamo pronti a darvi non solo il Vangelo, ma la nostra stessa vita. Subito dopo fu inviato alla Facoltà di Teologia dell'Università Cattolica di Lublino per approfondire lo studio della Sacra Scrittura, inserendosi con impegno nel cammino accademico ed ecclesiale.

Il ministero nella tempesta della guerra

Allo scoppio della guerra, avvenuto il primo settembre del 1939, padre Floriano si trovava a Lublino per i suoi studi. Nei giorni e nei mesi cruciali che seguirono, non abbandonò il convento al pari di altri, scegliendo di rimanere vicino alla popolazione provata. Continuò coraggiosamente a confessare i fedeli, offrendo i sacramenti in un clima di crescente tensione. A causa delle persecuzioni e della violenza dell'invasione della Polonia, molti ecclesiastici erano costretti a nascondersi e mancavano persone disponibili per i servizi più umili e dolorosi, tra cui la sepoltura dei defunti. Padre Floriano si incaricò coraggiosamente e generosamente di seppellire i morti, affrontando situazioni drammatiche con spirito di carità cristiana. Il suo servizio instancabile durò fino al 25 gennaio 1940, giorno in cui fu tratto in arresto dalla Gestapo insieme a tutti i frati del convento. Imprigionato nel Castello cittadino di Lublino, subì il duro impatto della cattura. L'arresto fu per lui un grande shock, ma non crollò e mantenne l'ottimismo e l'allegria innati che lo avevano sempre caratterizzato.

La via della croce continuò il 18 giugno 1940, quando fu tradotto al campo di concentramento di Sachsenhausen, vicino a Berlino, insieme ad altri confratelli. Anche in quel luogo di sofferenza non perse il suo buonumore, nonostante la vita terribile dei lager. Dopo alcuni mesi, il 14 dicembre 1940, fu trasferito al campo di concentramento di Dachau, in Germania, dove gli fu assegnato il numero di matricola 22.738. In questo contesto di inaudita crudeltà, i suoi confratelli prigionieri iniziarono a chiamarlo affettuosamente padre spirituale del blocco dei condannati e sole del campo. Essendo un uomo di struttura forte e robusta, necessitava di molto nutrimento, ma il freddo lo afflisse fino a minare profondamente il suo organismo. Alla debilitazione per fame si aggiunse presto la malattia, che nell'estate del 1942 rese necessario il ricovero nella corsia dell'ospedale del campo.

Il martirio e la memoria

Nel periodo in cui padre Floriano era ricoverato, nel campo di Dachau vigeva la regola secondo cui gli inabili al lavoro e gli infermi venivano destinati, come invalidi, al trasferimento verso luoghi con presunte condizioni migliori. A tale trasferimento fu destinato anche lui. Dopo alcune settimane, nonostante le razioni da fame e la degenza, si rimise a sufficienza e fu dimesso dall'ospedale. Tuttavia, non fu riportato nel suo blocco di provenienza. In quanto convalescente, fu trasferito nel blocco ventinove dispari, riservato agli invalidi. Il compagno di sventura frate Gaetano Ambrozkiewicz narrò in seguito che padre Floriano aveva saputo portare la luce in quell'infelice baracca. Gli uomini chiusi in quel luogo morivano di stenti a decine e venivano condotti via a gruppi, mentre si seppe solo in seguito che venivano eliminati nelle camere a gas nei dintorni di Monaco. In mezzo a un'atmosfera di morte, circondato da uomini ridotti a sola pelle e ossa, Floriano offriva una mite parola di conforto e il suo sorriso di cappuccino ridotto allo stremo.

Quando giunse la volta della lettera S del cognome Stepniak, nonostante si sentisse bene e fosse in grado di tornare al lavoro, fu condotto al reparto degli invalidi. L'epilogo terreno si compì il 12 agosto del 1942, giorno in cui fu ucciso con il gas a Dachau. Il suo corpo fu con ogni probabilità cremato nei forni del campo. Le autorità tedesche recapitarono successivamente ai genitori, nella loro casa a Zdzary, l'abito religioso del figlio, avvertendoli malignamente che il giovane Giuseppe era morto di angina. Insieme a padre Giuseppe Straszewski, sacerdote che condivise la sua stessa sorte, il Beato Floriano è considerato beato e martire. Il loro martirio è avvenuto nel campo di prigionia di Dachau durante la guerra e l'invasione della Polonia. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il 12 agosto, ricordando il sacrificio di un sacerdote che, fedele fino alla fine al suo voto e al Vangelo, ha trasformato la sua morte in un'offerta d'amore per i fratelli.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Floriano Stepniak?

La sua memoria liturgica si celebra il 12 agosto, giorno del suo martirio avvenuto nel campo di concentramento di Dachau.

Chi era il Beato Floriano Stepniak?

Era un sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, nato in Polonia nel 1912 e morto martire a Dachau nel 1942 durante la seconda guerra mondiale.

A Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beati Floriano Stępniak, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e Giuseppe Straszewski, sacerdoti e martiri, che, al tempo dell’invasione della Polonia durante la guerra, morirono nel campo di prigionia in una camera a gas. — Martirologio Romano