Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

4 giugno

Beato Francesco Pianzola

Sacerdote e fondatore

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Francesco Pianzola nacque a Sartirana Lomellina, in provincia di Pavia e diocesi di Vigevano, il cinque ottobre 1881. Fu battezzato due giorni dopo la nascita nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. I suoi genitori erano Luigi Pianzola, fabbro ferraio, e Teresa Moro. I genitori gli impartirono un'educazione pienamente cristiana. All'età di otto anni, Francesco radunava nel cortile di casa i suoi coetanei, specialmente quelli delle cascine vicine. Alla sua naturale religiosità si affiancò un carattere riflessivo e serio, pur apparendo tranquillo e spensierato. Il parroco don Carlo Moretta iniziò a seguirlo con discrezione, intuendo una possibile vocazione sacerdotale. Il sedici ottobre 1893, dopo aver terminato la scuola elementare, entrò nel Seminario diocesano. Terminato il liceo, contrasse una grave malattia polmonare. I superiori decisero di rimandarlo a casa nella speranza che guarisse. Durante la convalescenza meditò su come far crescere la fede semplice di contadini e artigiani. Appena guarito, fu nominato sacrestano della chiesa di Maria Santissima del Buon Consiglio dal parroco don Moretta. Pur non essendo ancora chierico, arrivò a organizzare conferenze sul Credo. Pianificò il progetto educativo dell'oratorio di Sant'Antonio Abate, basato su giochi, preghiere e pellegrinaggi, dato che Sartirana era priva di un oratorio. Rientrato in Seminario, si impegnò negli studi e fondò il giornalino interno. Ideò iniziative per collegare il suo paese con la struttura del seminario. Durante le vacanze a casa, curava scuole gratuite di teologia per ragazzi dai sedici ai diciotto anni. La sua creatività traeva origine da un'intensa preghiera e da uno speciale affidamento alla Madonna. Il sedici marzo 1907 fu ordinato sacerdote dal vescovo di Vigevano, monsignor Pietro Berruti. Otto giorni dopo l'ordinazione, fu nominato rettore del Santuario dell'Immacolata a Vigevano e delle opere annesse.

Le opere e l'impegno sociale

Già da diacono, aveva esposto al vescovo il progetto di un'associazione di sacerdoti diocesani dedicata alle missioni popolari e all'educazione cristiana dei giovani. Monsignor Berruti gli suggerì di attendere, ma il sacerdote iniziò comunque a stendere le regole per l'associazione. L'otto dicembre 1908 il vescovo benedisse l'avvio dei Padri Missionari Oblati dell'Immacolata. I fondatori originari erano don Francesco, don Michele Gerosa e il diacono don Giovanni Balduzzi. I tre sacerdoti, raggiunti da altri confratelli, si dedicarono all'evangelizzazione delle campagne, alla promozione di oratori e associazioni per lavoratori e alla predicazione di missioni popolari. Curava in particolare la formazione dei giovani attraverso l'Azione Cattolica. Formò il gruppo delle Giovani Guardie, ragazzi e ragazze preparati per portare il Vangelo ai contadini come alternativa alle dottrine socialiste. Nel 1914 fondò la Federazione diocesana degli Oratori, una delle prime in Italia, per dare impulso alla creazione di oratori in tutta la diocesi di Vigevano. Notò che alcune ragazze, incontrate durante le missioni o facenti parte delle Giovani Guardie, manifestavano il desiderio di una consacrazione. La sera del ventuno gennaio 1919, giorno di sant'Agnese, espose a queste ragazze il progetto di diventare suore missionarie tra le giovani. Cinque giorni dopo, sei Giovani Guardie si ritrovarono a porte chiuse nella cappella di santa Rita presso il Santuario dell'Immacolata. In quell'occasione, padre Francesco consegnò loro un cuoricino di stoffa rossa da cucire sotto il vestito come simbolo di consacrazione per la salvezza delle giovani. Nel 1919 padre Pianzola partecipò a un convegno di Azione Cattolica. Durante il convegno poté avere udienza da papa Benedetto XV. In quell'occasione presentò al papa l'idea delle Suore Missionarie. Precisò che le suore dovevano indossare abiti secolari per accostare meglio le giovani. Scelse come divisa l'abito povero delle contadine con una croce rossa all'altezza del cuore. La casa madre fu stabilita a Mortara in un quartiere denominato Calabria a causa dell'estrema povertà dei residenti. L'otto maggio 1919 le prime sei suore iniziarono ad abitare nella casa di Mortara. Le prime sei suore erano Teresina Preda, Rina Preda, Rosina Cereghino, Luigina Salvadeo, Annunciata Caccia e Anna Bandi. Anna Bandi fu scelta come superiora del gruppo. Nel 1919 le suore iniziarono ad accogliere le ragazze mondariso già alla stazione del treno. Le suore curavano i bambini delle mondariso e provvedevano a tutte le loro necessità. Il dodici novembre 1923 monsignor Berruti concesse l'approvazione per l'apostolato del gruppo. Padre Pianzola fu soprannominato il prete santo delle mondine. Scrisse il Regolamento di vita interiore per le sue figlie. Le suore furono denominate Suore Missionarie dell'Immacolata Regina Pacis. Nelle conferenze e nelle lettere raccomandava alle suore di vivere nella gioia con serietà interiore. Scrisse a una suora che l'apostolato sta nella faccia sorridente e invitava a comportarsi come una ciarlatana pur essendo venerande nei modi. Sin dalla prima giovinezza si era impegnato a servire gli altri col sorriso sulle labbra. Il suo motto era Tutto per Gesù, trasmesso alle suore come segreto di una vita riuscita. Nei momenti liberi coltivava l'interesse per la divulgazione della storia locale e delle vite dei santi. Non chiedeva alcun compenso per la divulgazione storica affinché i contadini si riappropriassero delle loro radici. Difese le istanze dei contadini obbedendo alla Dottrina Sociale della Chiesa. Scrisse in un testo di sociologia che lo sciopero è lecito quando il salario non è giusto e l'operaio non può difendere i propri diritti altrimenti. Scrisse che il salario non deve essere una merce ma una partecipazione agli utili tale da consentire al proprietario di mantenere la sua famiglia.

Le prove e gli ultimi anni

L'otto dicembre 1923 il vescovo monsignor Angelo Giacinto Scapardini approvò le Costituzioni delle Suore Missionarie. I Padri Missionari Oblati non avevano ancora una strutturazione giuridica propria all'epoca. I Padri Missionari Oblati non condivisero gli ideali del fondatore e arrivarono a disconoscerlo. Don Pianzola si distaccò da essi con grande sofferenza. Negli anni trenta i Padri Missionari Oblati ebbero il riconoscimento ufficiale dalla Santa Sede. Don Pianzola perse il titolo di padre in seguito a tali vicende. Non potendo più abitare presso il Santuario dell'Immacolata né accanto alle suore, fu ospitato dall'amico don Francesco Corsico a Sant'Angelo di Lomellina. Sant'Angelo di Lomellina non era lontano da Mortara, permettendogli di continuare a visitare le religiose. A partire dal settembre 1932 poté risiedere stabilmente a Mortara nella Casa madre. In seguito riottenne la qualifica di padre. Predicò missioni e conferenze, come il Quaresimale nel Duomo di Vigevano nel 1938. La sua salute declinava lentamente a causa del diabete. Il primo giugno 1942 celebrò la sua ultima Messa e si mise a letto. Nel pomeriggio si alzò per una passeggiata nell'orto e la sera si coricò per non alzarsi più. Ricevette la visita del vescovo e gli fu amministrata l'Unzione degli infermi. Nel pomeriggio del tre giugno fece per alzarsi per andare in chiesa per i Vespri della solennità dell'Ascensione, ma non vi riuscì. Le suore recitarono i Vespri del Piccolo Ufficio della Madonna per accontentarlo. Padre Pianzola assistette sorridendo e mormorò che era quello corto. Nella notte ricevette la Comunione in forma di Viatico. Rese l'anima a Dio alle quattro e trenta del quattro giugno 1943. Francesco Pianzola è morto a Mortara, in provincia di Pavia, il quattro giugno 1943.

La causa di beatificazione e il miracolo

Fu avviata la sua Causa di beatificazione nella diocesi di Vigevano per l'accertamento delle virtù eroiche. La Santa Sede concesse il nulla osta il ventidue marzo 1983. La prima sessione dell'inchiesta diocesana si svolse il quattro giugno 1983. L'ultima sessione dell'inchiesta diocesana si svolse il venticinque marzo 1990. Gli atti dell'inchiesta furono riconosciuti validi dalla Congregazione delle Cause dei Santi il trenta gennaio millenovecentonovantadue, per precisione il trenta e uno gennaio 1992. La Positio super virtutibus fu trasmessa a Roma nel 1999. La Positio fu esaminata positivamente nel Congresso peculiare dei Consultori Teologi il trenta novembre 2004. L'otto febbraio 2005 si è tenuta la Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi per chiedere spiegazioni su aspetti della vita del Servo di Dio. Il sedici maggio 2006 le spiegazioni sono state accettate con un secondo giudizio positivo sull'esercizio in grado eroico delle virtù di padre Pianzola. Il ventisei giugno 2006 papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile padre Francesco Pianzola. Il caso esaminato come potenziale miracolo per la beatificazione è quello di Gian Pietro Rigolone. All'epoca dei fatti Gian Pietro Rigolone aveva quindici anni. La sera del ventotto febbraio 1984 Gian Pietro si trovava con il fratello minore e maneggiava un fucile da caccia. Un colpo partito accidentalmente ha ferito gravemente il ragazzo al volto. I pallini sono penetrati nel cranio del ragazzo e lo hanno fatto entrare in coma. I medici dell'ospedale lo hanno dichiarato inoperabile. Molte persone hanno iniziato a invocare il Servo di Dio Francesco Pianzola. La madre del ragazzo ha ricevuto una reliquia di Pianzola, precisamente un fazzoletto, e gliel'ha messo sulla fronte ogni giorno. Pochi giorni dopo Gian Pietro ha iniziato a migliorare fino a essere dichiarato clinicamente guarito. L'inchiesta sul miracolo si è svolta presso la Curia di Vercelli dal tre dicembre 2001 al venti settembre 2002. La convalida dell'inchiesta è avvenuta il ventuno febbraio 2003. La Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi si è pronunciata favorevolmente sull'inspiegabilità della guarigione il dodici ottobre 2006. I Consultori Teologi hanno espresso parere positivo nel Congresso Peculiare del trenta ottobre 2007. Cardinali e Vescovi hanno espresso parere positivo nella Sessione Ordinaria dell'undici marzo 2008. Il quindici marzo 2008 papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosceva la guarigione rapida, completa, duratura e ottenuta per intercessione del Venerabile Francesco Pianzola. La beatificazione è stata celebrata il quattro ottobre 2008 nel duomo di Vigevano. Il rito è stato presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, come delegato del Papa.

Il culto e la diffusione delle opere

I resti mortali di Francesco Pianzola sono stati sepolti dalla morte nella cappella della Casa Madre delle Suore Missionarie a Mortara. Dal tre ottobre 2009 i resti sono permanentemente esposti alla venerazione dei fedeli in un'apposita cappella presso la Casa madre delle suore. La memoria liturgica del beato cade il quattro giugno per la congregazione da lui fondata e per la diocesi di Vigevano. Le Suore dell'Immacolata Regina Pacis hanno ottenuto il primo riconoscimento dalla Santa Sede con il Decreto di lode del nove luglio 1947. L'approvazione definitiva delle Suore dell'Immacolata Regina Pacis è arrivata il dodici gennaio 1957. Le suore vivono la loro passione missionaria collaborando con le chiese locali in quartieri periferici e zone di campagna. Le suore prestano servizio dove manca la presenza stabile di un sacerdote e dove le donne sono sfruttate o disagiate. Le suore portano avanti le missioni al popolo dove possibile. Le suore contano una trentina di comunità in Italia, Francia, Africa e Brasile. La Casa madre delle suore è a Mortara in via Santissima Trinità sedici, mentre la Casa generalizia è a Vigevano. Le suore considerano data di fondazione l'otto maggio 1919, giorno in cui madre Anna Bandi e le prime cinque compagne entrarono nella loro prima casa.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Francesco Pianzola?

La memoria liturgica del Beato Francesco Pianzola cade il quattro giugno per la congregazione da lui fondata e per la diocesi di Vigevano.