4 giugno
San Quirino di Tivoli
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il nome e la tradizione
Il nome del santo era molto usato fra i Romani e designava originariamente i Sabini, chiamati Quirites, e quindi il popolo romano nel suo complesso. Con il passare del tempo, questo stesso nome è divenuto soprannome di Romolo, fondatore di Roma ed elevato a divinità. Nella storia della Chiesa, vari santi martiri, per lo più romani o laziali, portarono il nome Quirino. A causa della scarsità di fonti dirette, la Bibliotheca Sanctorum riporta solo pochi appunti su questo santo, e non si sa praticamente niente di certo sulle sue origini personali. Tuttavia, il nome del santo è stato inserito nel Martirologio Romano da Cesare Baronio, che ha così assicurato alla sua memoria un posto stabile nella tradizione ecclesiastica.
Il martirio e la testimonianza
Quirino era vescovo e visse nel 309, anno che segna il compimento della sua testimonianza terrena. Durante la persecuzione di Diocleziano, Quirino fu arrestato dal preside Massimo e affrontò il momento della prova. Egli fu indotto a sacrificare agli dèi come prescriveva l'editto imperiale, ma Quirino si rifiutò decisamente di compire tale gesto idolatrico. A causa di questo fiero rifiuto, Quirino fu frustato e chiuso in carcere. Durante la prigionia, la sua testimonianza cristiana portò frutto, tanto che egli poté convertire il custode Marcello. Trascorsi tre giorni, Quirino fu condotto dal preside della Pannonia Amanzio. Il preside Amanzio lo sollecitò inutilmente ad ubbidire agli ordini imperiali. Di fronte alla sua irremovibile fedeltà, Amanzio fece gettare Quirino nel fiume Sava con una pietra legata al collo. I cristiani raccolsero il corpo di Quirino e lo seppellirono a Savaria nei pressi del luogo del martirio.
Il culto e il trasferimento delle reliquie
Esiste una complessa tradizione devozionale legata a questa figura. Si ipotizza che il santo sia l'omonimo martire vescovo di Siscia in Croazia, il quale si venera nello stesso giorno del 4 giugno. Il corpo del santo era inizialmente custodito nella basilica di San Lorenzo a Tivoli. Il corpo di San Quirino fu trasferito a Roma verso l'inizio del quinto secolo. Il corpo fu deposto in un mausoleo noto come Platonia, dietro l'abside della basilica di San Sebastiano sulla via Appia. Il corpo fu venerato per tutti i due secoli successivi nel mausoleo, e la presenza del corpo è attestata dagli Itinerari dell'epoca. Secoli dopo, le reliquie di San Quirino sono state donate dal beato cardinale Alfredo Ildefonso Schuster nel febbraio 1933. Le reliquie furono donate all'allora Collegiata, oggi Basilica Romana Minore di San Giuseppe in Seregno. San Quirino è tutt'oggi venerato a Seregno presso l'altare del Santo Crocifisso. Il santo è esposto alla devozione dei fedeli nella settimana della sua festa a Seregno.
La testimonianza
La vita di San Quirino si colloca in un tempo di dura prova per la Chiesa, durante il quarto secolo. Vescovo di Siscia, egli esercitò il suo ministero con rettitudine, attirando su di sé l'attenzione delle autorità imperiali in un periodo segnato dalle persecuzioni di Diocleziano. Arrestato a causa del suo fermo rifiuto di sacrificare agli dèi pagani, egli non vacillò, mantenendo intatta la propria professione di fede dinanzi ai giudici. Durante il periodo trascorso nelle prigioni, la sua testimonianza non rimase silente; egli seppe accendere la luce del Vangelo nel cuore di chi lo sorvegliava, portando alla conversione il carceriere Marcello. Questo atto di carità rivela la profondità della sua missione episcopale, capace di scorgere un fratello da condurre a Dio anche nel buio della reclusione. Il suo ministero, che aveva toccato luoghi come Savaria, si compì nel trecentonove, quando fu condannato a morte. Condotto sulle rive del fiume Sava, egli fu gettato nelle acque con una pietra legata al collo, offrendo così il suo spirito al Signore. La sua morte, lontana dalla gloria del mondo, divenne per i fedeli un seme fecondo di testimonianza cristiana.
Il culto e la memoria
Il legame tra San Quirino e la Chiesa universale fu consolidato nel quinto secolo, quando le sue spoglie mortali furono traslate a Roma. Questo evento segnò un momento fondamentale per la venerazione del martire, permettendo al suo esempio di superare i confini regionali di Siscia e Savaria. Il culto di San Quirino, che trova eco anche in luoghi come Seregno, è giunto fino a noi come una memoria che invita alla riflessione sulla coerenza della vita cristiana. Celebrato il quattro giugno, il santo vescovo non è soltanto una figura del passato, ma un intercessore che ricorda al popolo di Dio l'importanza della fedeltà ai princìpi del Vangelo, anche a costo del sacrificio personale. La sua storia, tramandata con sobrietà dalla tradizione, continua a nutrire la preghiera dei fedeli, offrendo un modello di pastore che ha saputo amare il proprio gregge fino all'estremo dono di sé.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Quirino di Tivoli?
La memoria liturgica di San Quirino di Tivoli si celebra il 4 giugno.