3 marzo
Beato Giacomino da Crevacuore (di Canepaci)
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e le opere
I dati biografici generali indicano la nascita del beato a Piasca nel 1438 e la morte a Vercelli il tre marzo 1508. Il luogo di nascita è individuato in Piasca, località inizialmente inclusa nella parrocchia di Crevacuore e successivamente in quella di Ailooche. Le uniche informazioni biografiche sul suo conto indicano che il beato cedeva ai poveri la propria razione di pane e vino e si dedicava intensamente al lavoro e alla preghiera. Il carmelitano inglese Giacomino Bale sostiene esplicitamente che fosse un fratello converso all'interno della sua opera Collectanea. La Collectanea di Bale fu il risultato di un viaggio di studio nell'Europa settentrionale compiuto tra il 1525 e il 1527, sebbene non sia certo un suo passaggio da Vercelli. Bale attesta che il beato padre Giacomino, laico e noto con il cognome de Crepacorio, riposa nel convento di Vercelli, appartenente alla provincia di Lombardia. Bale precisa che fu portinaio nel convento vercellese e che distinse la sua vita per una santità eccezionale ma poco nota alla gente. Avendo terminato la vita durante un'epidemia di peste, venne inizialmente inumato nell'orto del convento e solo in un secondo momento trasferito in una sede più decorosa. I frati si opposero alla sua collocazione nel coro in quanto semplice fratello converso. L'opposizione dei religiosi potrebbe spiegare perché la sepoltura definitiva avvenne nel vano del campanile, ambiente collegato al coro.
Il culto e le fonti storiche
Le attestazioni più antiche sul nome, la provenienza e il culto si trovavano presso il suo sepolcro, situato al pianterreno del campanile della chiesa dei Carmelitani di Vercelli. Presso la sepoltura era presente un'immagine recante l'iscrizione 'MCCCCCVIII die III Martii. Hic iacet B. Fr. Iacobinus de Crepacorio qui obiit tempore ut supra'. Erano presenti anche altre due immagini con iscrizioni ex-voto risalenti al 1509 e al 1511. I periti di due processi diocesani svolti nel 1728 e nel 1843 attribuirono le pitture a Giovenone, padre o figlio, datandole a prima del 1520. Una delle tre dipinture raffigurava il beato con la bisaccia a tracolla, elemento da cui si deduce la sua mansione di frate cercatore. La denominazione 'de Canepacils' con cui è noto oggi, la data di nascita nel 1438, il luogo natio e i miracoli compiuti in vita sono emersi solo in fonti più tarde. La condizione di converso, uno dei prodigi attribuiti e probabilmente la stessa qualifica di beato sono stati riutilizzati per la biografia di un altro Giacomino, detto da Luino e più tardi indicato con il cognome Eleuteri. Giacomino da Luino ricevette nel 1477 una donazione terriera destinata all'edificazione del convento carmelitano di Luino. Alcuni studiosi ipotizzano che i due personaggi siano la medesima persona, ma i documenti attuali non consentono una certezza definitiva. Si effettuarono diversi tentativi di rintracciare la salma del beato Giacomino, tutti privi di esito. Il cinque marzo 1845 papa Gregorio XVI ha confermato e approvato il culto ab immemorabili. Il Martirologio inserisce a Vercelli la memoria del beato Giacomino de' Canepacci, religioso carmelitano distinto per lo spirito di penitenza e preghiera.
Il cammino di umiltà
Nato a Piasca nel millequattrocentotrentotto, il Beato Giacomino da Canepaci ha scelto di seguire la via della perfezione cristiana attraverso la vocazione del frate converso. Egli ha dedicato la propria esistenza al convento carmelitano di Vercelli, svolgendo con spirito di obbedienza e letizia il ruolo di cercatore. In questo incarico, che lo portava a contatto costante con le necessità del mondo, Giacomino ha saputo trasformare ogni uscita in un atto di amore concreto verso il prossimo. La sua pietà non era fatta di parole, ma di gesti tangibili: la sua stessa razione di pane e di vino, destinata al sostentamento personale, veniva regolarmente offerta ai poveri che incontrava sul suo cammino o che bussavano alle porte del convento.
La fine della sua vita terrena, avvenuta nel millecinquecentootto, è avvenuta nel segno della dedizione totale. Durante una grave epidemia di peste che flagellò la città di Vercelli, Giacomino non si è sottratto alla sofferenza comune, offrendo la sua stessa vita nel servizio ai malati e ai sofferenti. La sua morte, avvenuta nel pieno dell'emergenza sanitaria, ha segnato il suggello di una esistenza spesa interamente per gli altri. Dopo la scomparsa, il suo corpo fu inizialmente deposto nella terra dell'orto del convento, in segno di estrema povertà e umiltà. Successivamente, la devozione dei fedeli e dei confratelli ha portato alla traslazione delle sue spoglie presso il campanile, luogo dove ancora oggi si conserva il ricordo del suo passaggio terreno. Il suo cammino rimane una testimonianza vivida di come il Vangelo possa essere vissuto integralmente attraverso il silenzio, la rinuncia e il dono di sé.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità del Beato Giacomino da Canepaci affonda le sue radici nella memoria viva della comunità vercellese, che lo ha venerato fin da tempi remoti. Il culto reso a questo umile frate carmelitano è stato sancito come approvato ab immemorabili, a testimonianza di una fede che si è tramandata di generazione in generazione senza interruzioni. La Chiesa, riconoscendo la coerenza del suo percorso spirituale e la forza del suo esempio, ha confermato ufficialmente il suo culto il cinque marzo del milleottocentoquarantacinque, per decreto del Papa Gregorio sedicesimo.
La memoria liturgica del Beato Giacomino viene celebrata ogni anno il tre marzo. Questa data non rappresenta solo la ricorrenza di un calendario, ma un momento di grazia per la comunità cristiana che si stringe attorno al ricordo di colui che ha saputo fare della propria vita un pane spezzato per gli affamati. La traslazione delle sue spoglie presso il campanile di Vercelli, avvenuta dopo la sua sepoltura iniziale nell'orto del convento, ha permesso ai fedeli di onorare più degnamente colui che, in vita, ha preferito sempre l'ultimo posto. Oggi, il Beato Giacomino continua a essere un punto di riferimento per chi cerca nel silenzio del convento e nella carità verso i poveri la strada sicura per incontrare il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giacomino da Crevacuore?
Il Beato Giacomino è commemorato il 3 marzo nel Martirologio Romano a Vercelli.
Quali erano le mansioni del Beato Giacomino nel convento?
Il Beato Giacomino visse come fratello converso, operando come portinaio e frate cercatore, distinguendosi per la donazione della propria razione di pane e vino ai poveri.
A Vercelli, beato Giacomino de’ Canepacci, religioso dell’Ordine dei Carmelitani, insigne per dedizione alla preghiera e alla penitenza, — Martirologio Romano