Beato Giacomino da Crevacuore (di Canepaci)
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di umiltà
Nato a Piasca nel millequattrocentotrentotto, il Beato Giacomino da Canepaci ha scelto di seguire la via della perfezione cristiana attraverso la vocazione del frate converso. Egli ha dedicato la propria esistenza al convento carmelitano di Vercelli, svolgendo con spirito di obbedienza e letizia il ruolo di cercatore. In questo incarico, che lo portava a contatto costante con le necessità del mondo, Giacomino ha saputo trasformare ogni uscita in un atto di amore concreto verso il prossimo. La sua pietà non era fatta di parole, ma di gesti tangibili: la sua stessa razione di pane e di vino, destinata al sostentamento personale, veniva regolarmente offerta ai poveri che incontrava sul suo cammino o che bussavano alle porte del convento.
La fine della sua vita terrena, avvenuta nel millecinquecentootto, è avvenuta nel segno della dedizione totale. Durante una grave epidemia di peste che flagellò la città di Vercelli, Giacomino non si è sottratto alla sofferenza comune, offrendo la sua stessa vita nel servizio ai malati e ai sofferenti. La sua morte, avvenuta nel pieno dell'emergenza sanitaria, ha segnato il suggello di una esistenza spesa interamente per gli altri. Dopo la scomparsa, il suo corpo fu inizialmente deposto nella terra dell'orto del convento, in segno di estrema povertà e umiltà. Successivamente, la devozione dei fedeli e dei confratelli ha portato alla traslazione delle sue spoglie presso il campanile, luogo dove ancora oggi si conserva il ricordo del suo passaggio terreno. Il suo cammino rimane una testimonianza vivida di come il Vangelo possa essere vissuto integralmente attraverso il silenzio, la rinuncia e il dono di sé.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità del Beato Giacomino da Canepaci affonda le sue radici nella memoria viva della comunità vercellese, che lo ha venerato fin da tempi remoti. Il culto reso a questo umile frate carmelitano è stato sancito come approvato ab immemorabili, a testimonianza di una fede che si è tramandata di generazione in generazione senza interruzioni. La Chiesa, riconoscendo la coerenza del suo percorso spirituale e la forza del suo esempio, ha confermato ufficialmente il suo culto il cinque marzo del milleottocentoquarantacinque, per decreto del Papa Gregorio sedicesimo.
La memoria liturgica del Beato Giacomino viene celebrata ogni anno il tre marzo. Questa data non rappresenta solo la ricorrenza di un calendario, ma un momento di grazia per la comunità cristiana che si stringe attorno al ricordo di colui che ha saputo fare della propria vita un pane spezzato per gli affamati. La traslazione delle sue spoglie presso il campanile di Vercelli, avvenuta dopo la sua sepoltura iniziale nell'orto del convento, ha permesso ai fedeli di onorare più degnamente colui che, in vita, ha preferito sempre l'ultimo posto. Oggi, il Beato Giacomino continua a essere un punto di riferimento per chi cerca nel silenzio del convento e nella carità verso i poveri la strada sicura per incontrare il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giacomino da Crevacuore?
La sua memoria liturgica viene celebrata il tre marzo.
A Vercelli, beato Giacomino de’ Canepacci, religioso dell’Ordine dei Carmelitani, insigne per dedizione alla preghiera e alla penitenza, — Martirologio Romano