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martedì 3 marzo 2026 · Santo del giorno

Santa Cunegonda

Imperatrice

Santa Cunegonda

Nel corso di due millenni di cristianesimo, le Chiese d'Oriente e d'Occidente hanno riconosciuto la santità di numerose imperatrici e di alcuni loro consorti dei troni di Roma, Costantinopoli e del Sacro Romano Impero. La Bibliotheca Sanctorum e la Bibliotheca Sanctorum Orientalium riportano i nomi di diverse sante imperatrici, tra cui Adelaide, Alessandra e Serena, Ariadne, Basilissa o Augusta, Cunegonda, Elena, Eudossia, Irene d'Ungheria, Irene la Giovane, Marciana, Pulcheria, Placilla, Riccarda, Teodora sposa di Giustiniano, Teodora sposa di Teofilo l'Iconoclasta e Teofano. Il ventesimo secolo ha annoverato figure imperiali venerate come Sant'Alessandra Fedorovna, la Serva di Dio Elena di Savoia e Zita di Borbone, considerata in fama di santità. Tra le figure più insigni dell'undicesimo secolo spicca Santa Cunegonda, regina e imperatrice, la cui memoria liturgica principale si celebra il tre marzo nel giorno della sua pia dipartita.

Santa Cunegonda viene venerata sia singolarmente sia insieme al coniuge, l'imperatore sant'Enrico, la cui memoria liturgica ricorre separatamente il tredici luglio. Insieme al coniuge, l'imperatore sant'Enrico, Cunegonda ha elargito numerosi beni e aiuti alla Chiesa. Le informazioni storiche su Santa Cunegonda derivano da notizie frammentarie di cronisti a lei contemporanei, come Tietmaro di Mersburgo e Rodolfo il Glabro, e da una biografia redatta da un canonico di Bamberga oltre un secolo dopo la sua scomparsa. La tradizione riferisce che Cunegonda ricevette dai genitori una rigorosa educazione cristiana fin dalla prima infanzia, ponendo le basi di quella profonda virtù che avrebbe guidato ogni istante della sua esistenza terrena e regale.

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Gli altri santi di oggi

Santa Caterina (Katharina) Drexel

Fondatrice

Santa Caterina Drexel, nata Katharine Drexel nel diciannovesimo secolo e vissuta fino al ventesimo secolo, precisamente tra il 1858 e il 1955, è una figura fondamentale della Chiesa negli Stati Uniti d'America. Originaria di Philadelphia, in Pennsylvania, ella impiegò le proprie ingenti risorse patrimoniali con carità e generosità per promuovere l'istruzione e il riscatto sociale dei nativi americani e della popolazione di colore. Fondatrice della congregazione delle Suore del Santissimo Sacramento, la santa ha saputo coniugare una profonda vita eucaristica con una coraggiosa testimonianza contro il razzismo e le ingiustizie sociali, anticipando le istanze di uguaglianza civile nel proprio paese.

La sua esistenza si è mossa tra l'alta società e l'impegno missionario più radicale, sostenuta da una totale fiducia nella Provvidenza divina e da una determinazione gioiosa guidata dallo Spirito Santo. Beatificata da papa Giovanni Paolo II il 20 novembre 1988 e proclamata santa nell'anno 2000, la sua memoria liturgica e martirologica è fissata al 3 marzo. Santa Caterina Drexel ha lasciato un'eredità spirituale e sociale incentrata sull'amore per l'Eucaristia, sull'educazione scolastica di qualità per le minoranze e sulla dedizione totale a favore dei più emarginati.

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Beato Giacomino da Crevacuore (di Canepaci)

Il Beato Giacomino da Crevacuore, noto anche come Giacomino de' Canepacci, visse tra il quindicesimo e l'inizio del sedicesimo secolo, distinguendosi per una vita di intensa preghiera, umiltà e spirito di penitenza all'interno dell'ordine carmelitano. Nato a Piasca nel 1438, trascorse la sua esistenza terrena nel convento di Vercelli, dove svolse le mansioni di portinaio e frate cercatore, offrendo ai poveri la propria razione di pane e vino. La sua memoria liturgica si celebra il tre marzo, data della sua pia transizione avvenuta nel 1508 durante un'epidemia di peste. La figura di questo religioso è giunta fino a noi attraverso le antiche attestazioni custodite presso la sua prima sepoltura e le cronache di storici dell'ordine, delineando il profilo di un uomo interamente votato al silenzio e al servizio.

Il culto tributato al beato fin dai tempi antichi ha ricevuto la solenne conferma dalla Chiesa il cinque marzo 1845, quando papa Gregorio XVI ne ha approvato la venerazione. Attorno alla sua figura storica permangono tuttavia interrogativi e sovrapposizioni documentarie, come l'eventuale relazione con un altro religioso operante a Luino e il graduale emergere di fonti tarde riguardo ai dettagli della sua giovinezza. Nonostante la dispersione delle sue spoglie mortali, cercate invano nel corso dei secoli, la memoria del Beato Giacomino resta viva nel Martirologio Romano e nella devozione della Chiesa di Vercelli, quale luminoso esempio di santità nascosta e carità operosa.

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Santi Emiterio e Cheledonio

Martiri di Calahorra

I santi Emiterio e Cheledonio sono figure luminose della Chiesa antica, ricordati profondamente nella memoria liturgica fin dai primi secoli del cristianesimo. La loro testimonianza affonda le radici nel quarto secolo, epoca in cui il celebre poeta Prudenzio divenne la fonte più antica a tramandare il loro ricordo, attingendo a tradizioni orali poiché gli Atti originali del martirio erano già andati perduti, presumibilmente distrutti in modo intenzionale dai persecutori per cancellare ogni prova del loro sacrificio. Secondo i resoconti storici e le successive elaborazioni agiografiche, i due santi erano originariamente dei soldati che decisero di abbandonare la carriera militare per abbracciare pienamente la fede in Cristo. La loro scelta coraggiosa avvenne nel contesto della persecuzione contro i cristiani all'interno dell'esercito, promossa da Galerio verso la fine del terzo secolo.

Condotti a Calahorra, nella Spagna settentrionale, per aver confessato apertamente il nome del Signore, affrontarono la prova suprema subendo la decapitazione. Intorno alla loro figura si sviluppò ben presto una intensa devozione, alimentata da prodigi e pellegrinaggi al loro sepolcro, situato nella cattedrale di Calahorra. La memoria dei martiri crebbe nei secoli attraverso i testi liturgici, dal Martirologio Geronimiano al Calendario mozarabico e al Martirologio Romano, arricchendosi anche di leggende e associazioni devozionali, come il legame con la città di León e la tradizione che li voleva figli di san Marcello di Tangeri. Essi continuano a ispirare i fedeli come modelli di coerenza evangelica e di fedeltà alla verità cristiana.

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Santi Marino di Cesarea e Asterio

Martiri

Nel corso del terzo secolo, la Chiesa visse un periodo di relativa pace avviato nel 260 dall'imperatore Gallieno con un editto di tolleranza. Tuttavia, non tutti i magistrati condividevano tale distensione, e in questo contesto si verificarono episodi di intolleranza che coinvolsero il nobile ufficiale Marino e il senatore Asterio nella città di Cesarea di Palestina. La narrazione di questi eventi ci è giunta grazie alle testimonianze storiche e alla devozione cristiana.

Il Martirologio Romano commemora congiuntamente i Santi Marino di Cesarea e Asterio conferendo a entrambi il titolo di martiri. La loro memoria liturgica richiama la radicalità della fede e il coraggio di compiere scelte definitive, anteponendo la Parola divina agli onori del mondo e offrendo la massima testimonianza di fedeltà evangelica in un tempo di prove.

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Beato Pier Renato (Pierre-René) Rogue

Sacerdote vincenziano, martire

La figura del Beato Pierre-René Rogue risplende nel panorama della Chiesa cattolica come luminosa testimonianza di fede e di fedeltà evangelica, collocandosi nel drammatico contesto della Rivoluzione francese. Nato nel corso del diciottesimo secolo e appartenente alla Congregazione della Missione, egli viene giustamente ricordato come insigne martire dell'Eucaristia e della carità, avendo speso l'intera esistenza e infine il proprio sangue per il servizio di Dio e dei fratelli. La sua vicenda terrena, svoltasi interamente tra le mura e le strade della sua città natale, si caratterizza per una dedizione incondizionata al ministero sacerdotale, esercitato con spirito di sacrificio anche nei momenti di più feroce persecuzione religiosa.

La memoria liturgica del beato si celebra il 3 marzo, giorno in cui compì il suo supremo sacrificio sulla ghigliottina, dopo una breve ma intensa prigionia vissuta nella mitezza e nella preghiera. La sua testimonianza continua a interpellare i credenti di ogni tempo sulla centralità del mistero eucaristico e sulla necessità di custodire la fede cattolica a costo della propria vita. Attraverso le vicende della sua giovinezza, la formazione nei seminari e la coraggiosa resistenza alle leggi scismatiche, Pierre-René Rogue rimane un punto di riferimento spirituale sicuro, capace di ispirare ancora oggi quanti desiderano seguire Cristo con cuore integro e generoso.

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Beato Innocenzo da Berzo (Giovanni Scalvinoni)

Sacerdote cappuccino

Il Beato Innocenzo da Berzo, al secolo Giovanni Scalvinoni, nacque nel diciannovesimo secolo a Niardo, in provincia di Brescia, e visse come sacerdote e monaco dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. La sua esistenza terrena, sebbene breve, fu interamente consacrata all'ascolto di Dio, alla preghiera contemplativa davanti al tabernacolo e al servizio generoso dei poveri e dei bisognosi, che incontrava durante il suo ministero in Lombardia. Uomo di profonda cultura teologica ma animato da una radicale ricerca dell'umiltà, visse prevalentemente nel convento eremo dell'Annunziata, divenendo un ricercato confessore e un predicatore stimato in tutta la Valcamonica. Spiccò per la sua dedizione assoluta nel sacramento della riconciliazione e per un amore crocifisso che lo legava indissolubilmente alle sofferenze di Cristo. Morì a Bergamo nel 1890, all'età di quarantasei anni, circondato da una vasta fama di santità che spinse la Chiesa a proclamarlo beato nel novecento.

Oggi il Beato Innocenzo da Berzo è ricordato con particolare affetto come patrono dei bambini, soggetti dei miracoli esaminati per la sua beatificazione, e la sua memoria liturgica è celebrata con devozione dai fedeli e dai frati cappuccini. I suoi scritti spirituali rivelano il segreto di un cammino interiore fondato sull'incondizionato abbandono nelle braccia del Padre, sull'amore silenzioso e sulla pazienza nel patire. I luoghi della sua vita, dalla casa natale a Berzo Inferiore sino al santuario della Santissima Annunciata, continuano a essere meta di continui pellegrinaggi da parte di quanti cercano la sua intercessione. La sua testimonianza di vita povera, penitente e silenziosa risuona ancora oggi come un faro di luce spirituale, ricordando a ogni credente la bellezza della dedizione totale al Signore e l'efficacia della preghiera umile e nascosta.

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Santa Teresa Eustochio Verzeri

Vergine, Fondatrice

Santa Teresa Verzeri, conosciuta anche come Teresa Eustochio o Ignazia Verzeri, nacque a Bergamo il trentuno luglio 1801 ed è vissuta nel corso del diciannovesimo secolo. Fondatrice della Congregazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, la sua esistenza è stata interamente consacrata all'educazione della gioventù, all'assistenza ai bisognosi e all'affermazione della carità cristiana in un'epoca segnata da profonde trasformazioni politiche, rivoluzioni e fermenti ideologici. Guidata da una profonda vocazione mistica e sostenuta da un costante combattimento spirituale, ha saputo superare dure prove interiori e notevoli ostacoli istituzionali per consolidare la sua opera religiosa. Deceduta a Brescia il tre marzo 1852, quando la sua congregazione aveva già ottenuto i riconoscimenti ecclesiastici e civili, è stata proclamata santa da papa Giovanni Paolo il dieci giugno 2001.

La figura di Santa Teresa Verzeri brilla per la straordinaria capacità di leggere i bisogni sociali del proprio tempo e di rispondervi con una dedizione operosa e senza riserve. La sua opera educativa, fondata sul metodo preventivo e sul rispetto della libertà individuale, ha offerto una guida sicura a innumerevoli giovani, orfane e persone in difficoltà. Il patrimonio spirituale da lei lasciato, racchiuso nelle Costituzioni, nel Libro dei Doveri e in migliaia di lettere, continua a vivere attraverso le religiose della sua congregazione presenti in molteplici nazioni del mondo. La memoria della fondatrice richiama i fedeli alla contemplazione del Cuore di Cristo, sorgente inesauribile di una carità purissima, universale e generosa capace di farsi dono totale per il prossimo e di promuovere la dignità umana nei luoghi di maggiore necessità.

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Beato Samuele Marzorati

Sacerdote dei Frati Minori, martire

Il Beato Samuele Marzorati è ricordato dalla Chiesa come sacerdote dei Frati Minori e martire, testimone fedele del Vangelo fino all'effusione del sangue nel diciottesimo secolo. La sua vita si inserisce nella grande tradizione dei missionari cattolici che, nel corso dei secoli, hanno cercato di penetrare nei territori a maggioranza musulmana per portare la fede, affrontando spesso gravi difficoltà in contesti segnati dall'intolleranza religiosa, dall'estremismo arabo e dall'opposizione delle autorità locali. L'Ordine Francescano fu particolarmente colpito da queste persecuzioni.

Nato a Biumo nel 1670 e appartenente alla provincia francescana di Milano, Samuele spese la sua esistenza nella missione, prima al Cairo e poi nell'arduo tentativo di raggiungere l'isola di Socotra e infine l'Etiopia. Insieme ai confratelli Liberato Weiss e Michele Pio da Zerbo, affrontò un viaggio difficile per giungere a Gondar. A causa dell'instabilità politica, delle calunnie e di un drammatico cambio di potere nel regno etiope, i tre missionari subirono un processo ingiusto e furono uccisi mediante lapidazione il 3 marzo 1716, per odio verso la fede cattolica. Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato nel 1988.

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Beato Michele Pio Fasoli da Zerbo

Sacerdote dei Frati Minori, martire

Il Beato Michele Pio Fasoli da Zerbo, nato nel 1676 in provincia di Pavia, è una figura luminosa di sacerdote appartenente all'ordine dei Frati Minori. La sua esistenza, spesa interamente nel servizio missionario, è segnata da una dedizione instancabile alla diffusione del Vangelo in terre lontane e difficili. Uomo di profonda fede, egli non esitò a intraprendere lunghi e pericolosi viaggi per raggiungere le popolazioni dell'Africa orientale, offrendo la propria vita come testimonianza suprema di fedeltà a Cristo.

Il Beato Michele Pio è ricordato oggi come martire, avendo affrontato con coraggio la morte in odio alla fede cattolica. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II nel 1988, la sua memoria rimane viva come esempio di perseveranza apostolica. La sua testimonianza ci invita a riflettere sul valore della missione e sul dono di sé, ricordandoci che il cammino verso Dio passa spesso attraverso il sacrificio e l'abbandono totale alla volontà del Signore, mantenendo lo sguardo rivolto verso l'eternità.

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Beato Pietro Geremia

Sacerdote domenicano

Il Beato Pietro Geremia, nato a Palermo nel 1399, è una figura luminosa del quindicesimo secolo, sacerdote dell'Ordine dei Frati Predicatori. La sua esistenza, spesa interamente nel servizio alla Chiesa e nella fedeltà al carisma domenicano, lo ha condotto attraverso un cammino di profonda dedizione spirituale e intellettuale. Uomo di grande equilibrio e dottrina, egli seppe coniugare la vita contemplativa con un impegno apostolico costante, lasciando una traccia indelebile nel tessuto ecclesiale della sua terra e oltre.

La memoria del Beato Pietro Geremia è oggi custodita con devozione in particolare nella città di Palermo, di cui è patrono. La sua opera di restaurazione della disciplina religiosa e la partecipazione attiva al Concilio di Firenze, sotto la guida di Papa Eugenio IV, testimoniano un uomo di governo e di fede, capace di orientare le anime verso la verità. La Chiesa universale, attraverso il riconoscimento ufficiale di Papa Pio VI nel 1784, ha confermato la santità della sua vita, offrendolo come modello di perseveranza per ogni generazione di credenti.

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Sant' Anselmo di Nonantola

Abate

Sant'Anselmo visse tra l'ottavo secolo e l'inizio del nono, spegnendosi il tre marzo dell'anno ottocentotré all'età di circa ottant'anni, dopo una vita interamente donata a Dio e ai fratelli nel monachesimo dell'Alto Medioevo. Egli è ricordato come una delle figure più insigni di quel periodo e costituisce l'unico santo di origine longobarda di cui si posseggano notizie storiche assolutamente certe. La sua straordinaria vicenda umana e spirituale è ampiamente documentata da numerose bolle, rescritti, diplomi ufficiali e da un'antica biografia risalente all'undicesimo secolo, già menzionata nel catalogo degli abati dell'anno mille trentasette. Figlio di Wectari, duca del Friuli, e fratello di Giseltrada e di Aidin, Anselmo dismise i propri incarichi politici e le cariche secolari per abbracciare la vita religiosa, fondando la celebre abbazia di Nonantola e guidandone la comunità per cinquant'anni.

La memoria di questo santo abate rimane indissolubilmente legata all'opera di edificazione spirituale, alla bonifica dei terreni e alla carità operosa verso i pellegrini e i più umili. Dalle valli dell'Appennino fino alla pianura padana, la sua azione pastorale diede vita a monasteri, ospizi e luoghi di accoglienza che cambiarono il volto economico e sociale della regione. Ricoprì anche un prezioso ruolo di pacificazione tra il popolo dei Longobardi e i Franchi, guadagnandosi la stima e la gratitudine del re Carlo Magno. Oggi il Martirologio Romano lo celebra il tre marzo, ricordandolo come il saggio fondatore e primo abate che guidò la disciplina monastica sia attraverso l'insegnamento che con la pratica luminosa delle virtù cristiane.

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Beato Liberato Weiss

Sacerdote dei Frati Minori, martire

Il Beato Liberato Weiss fu un sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori e coraggioso martire, nato in Baviera nel diciassettesimo secolo e vissuto tra il 1675 e il 1716. La sua esistenza si spese interamente nel tentativo di portare il Vangelo in terre lontane e difficili, affrontando viaggi estenuanti, l'incomprensione e infine una morte violenta in Etiopia per testimoniare la fede cattolica.

Egli è ricordato dalla Chiesa insieme ai suoi compagni Samuele Marzorati e Michele Pio Fasoli, con i quali condivise la missione e il martirio. La tradizione e la storia ricordano la loro fine non per mano di pagani, ma a causa di tensioni dottrinali e politiche con cristiani di confessione monofisuta, coronando la loro dedizione con il dono estremo del sangue il 3 marzo 1716.

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Santi Cleonico ed Eutropio

Martiri

I santi Cleonico ed Eutropio, insieme al compagno Basilisco, appartengono alla memoria liturgica del quarto secolo e sono ricordati per la loro coraggiosa testimonianza di fede cristiana nel tempo delle persecuzioni. La tradizione e le fonti antiche ci restituiscono la figura di questi uomini legati da vincoli di fede e di cammino spirituale, i quali affrontarono la prova suprema del martirio nella città di Comana e nella regione di Amasea nel Ponto, situata nell'odierna Turchia. Il Martirologio Romano li commemora con devozione nel giorno tre del mese di marzo, unendo in un unico ricordo questi testimoni che seppero custodire la grazia battesimale fino all'effusione del sangue.

La figura di questi martiri si inserisce in un complanare intreccio di racconti agiografici e di verifiche storiche, dove la critica moderna distingue tra la narrazione leggendaria degli Atti e la solida realtà dei culti locali attestati fin dall'antichità. La memoria di san Basilisco, in particolare, riceve una seconda commemorazione nel Martirologio Romano in data ventidue maggio, riflettendo la complessità delle fonti e lo scarto temporale tra le esecuzioni dei compagni. Attraverso lo studio dei testi e la preghiera della Chiesa, la memoria di Cleonico, Eutropio e Basilisco continua a parlare ai fedeli di ogni età come esempio di fedeltà inviolabile al Signore.

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Beata María Concepción (Conchita) Cabrera Arias de Armida

Vedova, laica, madre di famiglia

La Beata María Concepción Cabrera Arias de Armida, nota familiarmente come Conchita, rappresenta una luminosa testimonianza di santità laicale vissuta tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Nata a San Luis Potosí nel 1862, ha percorso il cammino della vita cristiana incarnando pienamente la vocazione di sposa e madre di nove figli, dopo il matrimonio celebrato nel 1884 con Francisco Armida. La sua esistenza, spesa tra le gioie e le fatiche della famiglia, è stata profondamente segnata da una chiara ispirazione interiore che le ha rivelato il compito di dedicarsi alla salvezza delle anime. Questa chiamata ha dato origine a un vasto movimento spirituale, rendendola una figura centrale per la Chiesa del suo tempo.

La Beata Conchita è ricordata per la sua straordinaria capacità di tradurre l'amore per Dio in fondazioni apostoliche che ancora oggi operano nel mondo. Grazie alla sua dedizione, sono nate le Religiose della Croce nel 1897 e i Missionari dello Spirito Santo nel 1914. Il suo impegno ecclesiale fu riconosciuto anche ai massimi vertici, culminando nell'udienza con Papa Pio decimo nel 1913. Beatificata da Papa Francesco nel 2019, la sua figura rimane un faro per i laici, dimostrando come la quotidianità domestica possa diventare terreno fecondo per una missione apostolica di respiro universale, centrata sul mistero della Croce e sull'azione dello Spirito Santo.

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Santa Non

Religiosa inglese

Santa Non, conosciuta anche con i nomi di Nonita o Nonna, visse nel corso del sesto secolo ed è ricordata principalmente come madre di San David, il venerato patrono del Galles. Nata presumibilmente nell'anno 475, era figlia del nobile Cynyr Ceinfarfog di Caer Goch e aveva una sorella di nome Santa Wenna. Alcuni studiosi e fonti mettono in evidenza una particolare assonanza tra il nome della santa, 'Non', e il termine inglese 'nun', che significa suora, al punto da ipotizzare che la sua intera biografia possa essere considerata un'invenzione. La tradizione riferisce che, rimasta vedova, scelse la vita religiosa facendosi suora a Ty Gwyn, nei pressi di Whitesands Bay nel Dyfed. Verso la fine del quinto secolo, mentre si trovava in convento, subì una violenza sessuale da parte del principe Sandde di Ceredigion, ma decise ugualmente di portare a termine la gravidanza.

La sua esistenza fu segnata da un intenso cammino di fede e di fondazione monastica che la condusse attraverso il Galles, la Cornovaglia e infine la Bretagna. Nel luogo del suo decesso, avvenuto a Dirinon il 3 marzo di un anno non specificato del sesto secolo, fu edificato un santuario in suo onore, mentre la sua sepoltura ebbe luogo ad Altarnun. Le sue reliquie andarono purtroppo disperse nel periodo della Riforma protestante. Ancora oggi la sua memoria liturgica si celebra il terzo giorno del mese di marzo e la sua protezione si estende sulla comunità di Pelynt.

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San Vinvaleo

Abate di Landevennec

Nella Cornovaglia in Inghilterra, san Vinvaléo, primo abate di Landévennec, che si tramanda sia stato discepolo di san Budoc nell’isola di Lavret e abbia dato lustro alla vita monastica.

Sant' Artellaide

Vergine

A Benevento, santa Artellaide, vergine.

San Tiziano di Brescia

Vescovo

A Brescia, san Tiziano, vescovo.

Beato Federico di Hallum

In Frisia, nel territorio dell’odierna Olanda, beato Federico, sacerdote, dapprima parroco nella cittadina di Hallum, poi abate del monastero premostratense di Mariengaarde.

Santa Camilla di Auxerre

Vergine

San Caluppano

Eremita in Alvernia

Santa Piamun

Vergine in Egitto

Dal Martirologio Romano

A Oberkaufungen nell’Assia, in Germania, santa Cunegonda: molti benefici arrecò alla Chiesa insieme al marito sant’Enrico imperatore, e, dopo la morte di costui, ella stessa migrò al Signore nel convento in cui come monaca si era ritirata, facendo di Cristo la sua eredità. Il suo corpo fu deposto con tutti gli onori accanto alle spoglie di sant’Enrico a Bamberga. — Martirologio Romano