3 marzo
Santi Marino di Cesarea e Asterio
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
La promozione e la denuncia
Lo storico Eusebio di Cesarea comincia la narrazione del martirio di Marino menzionando un periodo di pace per tutte le Chiese, corrispondente all'era di tranquillità citata e avviata dall'imperatore Gallieno nel 260 con l'emanazione di un editto di tolleranza verso i cristiani. Marino era un nobile e facoltoso ufficiale dell'esercito imperiale romano, operante nella città di Cesarea di Palestina, dove si era reso libero un posto da centurione. La carica di centurione spettava di diritto a Marino, a cui era già stata comunicata la promozione mentre egli attendeva la consegna della verga di vite, emblema del grado di centurione romano. Poiché altre persone aspiravano a ottenere la medesima promozione al grado di centurione, un rivale particolarmente tenace si presentò in tribunale per contestare la nomina di Marino. L'accusatore sostenne che le antiche leggi proibivano a Marino l'accesso alle cariche romane in quanto cristiano, affermando inoltre che egli si sarebbe rifiutato di compiere i sacrifici prescritti in onore dell'imperatore. Il giudice incaricato del caso si chiamava Acheo ed era contrariato da tale imprevisto.
Il bivio e la testimonianza
Il giudice Acheo interrogò Marino per conoscere la sua appartenenza religiosa, e Marino rispose prontamente e con chiarezza di essere cristiano. Il giudice concesse a Marino un intervallo di tre ore per riesaminare la propria posizione. All'uscita dal tribunale, Marino si imbatté nel vescovo Teotecno, il quale conversò con lui e successivamente lo condusse per mano all'interno della chiesa. Una volta entrati nell'edificio sacro, il vescovo guidò Marino fino ai piedi dell'altare, sollevò il suo mantello, gli mostrò la spada che portava al fianco e gli indicò contemporaneamente il Vangelo. Teotecno pose Marino di fronte alla scelta tra l'arma del potere militare e il testo sacro, ed egli scelse senza esitazione il libro della Sacra Scrittura. Il vescovo invitò Marino ad appartenere a Dio, a rimanere con Lui, a rafforzarsi nella grazia e a realizzare ciò che aveva scelto, congedandolo con la pace. Al termine delle tre ore concesse, Marino si presentò nuovamente davanti al giudice in tribunale e riaffermò la propria fede cristiana con un coraggio ancora più grande rispetto al primo interrogatorio. La proclamazione di fede fu sufficiente a procurare a Marino l'immediata condanna alla pena di morte, eseguita sul momento mediante decapitazione a seguito della denuncia mossa da un compagno d'armi ostile.
Il gesto di Asterio
Il senatore Asterio assistette al martirio del giovane ufficiale Marino e volle emulare la fermezza del suo sacrificio. Asterio si caricò sulle spalle il cadavere del martire per garantirgli una sepoltura decorosa, agendo con la consapevolezza che quel gesto di pietà avrebbe compromesso la sua stessa sicurezza. La tradizione tramanda che Asterio stese la propria veste a terra per raccogliere la salma di Marino. Rufino, traduttore delle opere di Eusebio, riferisce che Asterio subì il martirio quasi contestualmente a Marino, ricevendo subito dopo la stessa sorte e il medesimo onore del martirio. Il Martirologio specifica che Marino era un soldato e Asterio un senatore, entrambi martirizzati a Cesarea di Palestina sotto il regno dell'imperatore Gallieno.
La testimonianza del sangue
La vicenda di Marino si colloca nel contesto delle persecuzioni del terzo secolo a Cesarea di Palestina. Uomo di valore, egli era destinato a una brillante carriera militare, ma la sua fede in Cristo divenne l'ostacolo che le autorità vollero usare per allontanarlo dal servizio. Denunciato proprio perché cristiano, Marino fu posto dinanzi a una scelta che avrebbe segnato per sempre la sua vita e la sua morte. Non vi fu esitazione nel suo cuore: alla spada del centurione egli preferì la Parola del Vangelo, professando apertamente la sua fede in Cristo dinanzi al giudice Acheo. La presenza del vescovo Teotecno, che lo sostenne in quel momento cruciale, sottolinea la profonda comunione tra il martire e la comunità ecclesiale di Cesarea. La condanna alla decapitazione fu per Marino l'ultimo atto di una vita spesa nell'obbedienza a un Signore più grande di ogni imperatore terreno.
Il senatore Asterio, spettatore del martirio, fu toccato dalla grazia in modo profondo. Non restò indifferente di fronte al coraggio di Marino, ma scelse di onorare il corpo del martire con la sepoltura, compiendo un gesto che la fede cristiana considera un atto di altissima pietà. Tale coraggio non passò inosservato sotto lo sguardo implacabile dei persecutori. Per aver tributato onore a colui che aveva dato la vita per Cristo, anche Asterio fu chiamato a condividere la medesima sorte. La loro unione nel martirio non è solo un fatto cronologico, ma rappresenta la comunione dei santi che si sostiene e si conforta nel momento della prova suprema. Il loro sacrificio, avvenuto nell'anno duecentosessanta, rimane una lezione di sobrietà e di assoluta dedizione, invitando ogni generazione a riflettere sul valore primario della propria appartenenza a Dio, che non può essere barattata con alcuna posizione o prestigio sociale.
Il ricordo nella Chiesa
Il culto dei Santi Marino e Asterio è custodito con profonda solennità dal Martirologio Romano, che li celebra congiuntamente ogni tre marzo. Questa memoria liturgica non è un semplice richiamo storico, ma un invito a riconoscere la bellezza di una fede che si traduce in gesti concreti di carità e di coraggio. La Chiesa, nel commemorarli insieme, sottolinea come il martirio sia sempre un evento comunitario, dove la testimonianza di uno diventa luce per il cammino dell'altro.
La memoria di questi martiri di Cesarea di Palestina ci insegna che il Vangelo richiede una testimonianza che attraversa ogni condizione sociale: dal soldato al senatore, la chiamata alla santità è universale. Ricordare Marino e Asterio significa oggi pregare per la capacità di compiere scelte coraggiose, anche quando queste comportano il rifiuto del mondo o la solitudine. La loro tomba, che Asterio onorò con cura, è diventata per i secoli a venire un altare ideale su cui la Chiesa appoggia la propria speranza. Celebrare la loro festa significa rinnovare l'impegno a onorare la verità, sostenendo i fratelli nel momento del bisogno, certi che ogni atto di amore compiuto per Dio non andrà mai perduto, ma resterà iscritto per sempre nel libro della vita eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggiano i Santi Marino di Cesarea e Asterio?
La ricorrenza liturgica dei Santi Marino di Cesarea e Asterio si celebra il 3 marzo.
A Cesarea in Palestina, santi Marino, soldato, e Asterio, senatore, martiri sotto l’imperatore Gallieno: il primo, denunciato perché cristiano da un commilitone ostile, professò a chiara voce davanti al giudice la propria fede, ricevendo la corona del martiro con la decapitazione; si tramanda che Asterio, stesa a terra la propria veste, raccolse il corpo del martire e ricevette immediatamente egli stesso il medesimo onore da lui reso al martire. — Martirologio Romano