13 aprile
Beato Giacomo (Jacopo) da Certaldo
Religioso
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la chiamata alla vita monastica
Certaldo è celebre per essere la patria dello scrittore Giovanni Boccaccia, della Beata Giulia della Rena e del Beato Giacomo. I corpi di Giovanni Boccaccia e della Beata Giulia della Rena si conservano nella chiesa dei Santi Michele e Giacomo in pieno centro storico di Certaldo, e nella medesima chiesa si custodisce anche il corpo del Beato Giacomo. Il Beato Giacomo nacque dal cavaliere Albertino di Guido nel tredicesimo secolo. La tradizione locale identifica il luogo della prima dimora del Beato Giacomo appena fuori Certaldo, tra il fiume Elsa e il torrente Casciano. La prima dimora del Beato Giacomo era una vecchia casa con torre chiamata Palagietto. A metà della torre del Palagietto fu posto per ricordo un busto in rilievo del Beato con in testa la mitria. Fin da bambino il Beato Giacomo manifestò una chiara vocazione monastica. Il Beato Giacomo era poco interessato alle cose del mondo. Il Beato Giacomo preferiva appartarsi in solitudine per meditare e stare in compagnia di Gesù. Il Beato Giacomo conobbe presto i monaci Benedettini Camaldolesi che dimoravano in un'abbazia vicino alla sua casa. I genitori del Beato Giacomo decisero di trasferirsi stabilmente in un'altra abitazione a Volterra. Dopo il trasferimento, il giovane Giacomo visitava frequentemente l'abbazia camaldolese di San Giusto non lontano dalla nuova casa. Il Beato Giacomo desiderava diventare monaco. Il Beato Giacomo ottenne il permesso dal padre di diventare monaco. Nel 1230 l'Abate Martino rivestì il Beato Giacomo dell'abito bianco camaldolese.
Il cammino di perfezione e il ministero abbaziale
Il Beato Giacomo era devotissimo alla Madonna e a San Michele Arcangelo. Il giovane monaco fu per tutti modello di preghiera e mortificazione. Il Beato Giacomo praticava l'obbedienza ai superiori e la pratica costante dei suoi doveri quotidiani. Il Beato Giacomo faceva molte penitenze volontarie per dominare gli appetiti della carne e rimanere costantemente concentrato nel Signore. Il Beato Giacomo pregava fervidamente affinché il Signore volesse accettare i suoi poveri sacrifici per la salvezza del prossimo. Il Beato Giacomo dormiva sulla nuda terra. Il Beato Giacomo digiunava e vegliava. Il Beato Giacomo sopportava il freddo e il fastidio del cilicio sulla pelle. Nove anni dopo essere diventato monaco, il Beato Giacomo fu nominato rettore di una parrocchia che dipendeva dal monastero. Nel 1268 il Beato Giacomo fu eletto abate della comunità. Il Beato Giacomo accettò la carica di abate dopo molte insistenze. Dopo alcuni anni il Beato Giacomo rinunciò alla carica di abate per tornare a occuparsi della parrocchia. Il Beato Giacomo tenne la parrocchia fino alla morte. L'esempio del Beato spinse due membri della sua famiglia a ritirarsi in monastero come oblati. Il padre Albertino si ritirò in monastero come oblato. Il fratello Ingeramo si ritirò in monastero come oblato. Albertino e Ingeramo morirono confortati e assistiti dal Beato Giacomo. Nel 1292 il Beato Giacomo morì. Subito dopo la morte iniziò la venerazione del Beato Giacomo da parte dei fedeli. Fu eretto un altare in onore del Beato Giacomo nella chiesa del monastero.
I prodigi celesti e la custodia delle reliquie
I miracoli concessi da Dio per intercessione del Beato furono molti. Il giorno prima che il Beato morisse, una donna di Volterra aveva una cancrena alla mammella. La donna di Volterra non potette incontrare il Beato che era in fin di vita e si raccomandò a lui. Il Beato apparve miracolosamente alla donna malata in abito da medico con un vasetto di unguento in mano. Il Beato unse la parte malata della donna guarendola completamente. Una donna volterrana che aveva subito una paralisi del braccio destro fu guarita posando il braccio sopra la tomba del Beato. Un certo Pietro di Volterra in viaggio con il fratello fu sorpreso da alcuni briganti. I briganti ferirono gravemente Pietro e uccisero suo fratello. Quando arrivarono i soccorsi, Pietro chiese di essere portato davanti alla tomba del Beato. Dopo insistenti preghiere, il Beato apparve in abito bianco e guarì Pietro. Un uomo di San Gimignano aveva perso l'udito da quattro anni. L'uomo di San Gimignano riacquistò l'udito dopo aver pregato il Beato Giacomo. L'uomo di San Gimignano fece voto di recarsi ogni anno alla tomba del Beato come ringraziamento. Una donna indemoniata fu portata dai suoi parenti al sepolcro del Beato. La donna indemoniata fu liberata e tornò a casa benedicendo il Signore. Oggi le reliquie del corpo del Beato Giacomo si possono venerare presso il Santuario Mariano di San Francesco a Volterra. Le reliquie si trovano sull'altare della cappella della Santa Croce. La cappella della Santa Croce è di proprietà dei conti Guidi, parenti dello stesso Beato. Nel Santuario si venera l'immagine miracolosa della Madonna dei Maremmani, detta Madonna di San Sebastiano. La Madonna di San Sebastiano è Patrona di Volterra. La Madonna di San Sebastiano fu incoronata da Papa Pio IX durante il suo viaggio in Toscana.
La vita
La vicenda umana e spirituale del Beato Giacomo da Certaldo si intreccia profondamente con la storia dell'ordine camaldolese nel tredicesimo secolo. Entrato nel monastero di San Giusto nel millesimoduecentotrenta, egli intraprese un percorso di ascesi e disciplina che lo avrebbe condotto, nel corso dei decenni, a servire la comunità con spirito di dedizione assoluta. Già nel millesimoduecentotrentanove, ricevette l'incarico di rettore di una parrocchia legata all'abbazia, un compito che egli svolse con la cura di un pastore attento alle necessità spirituali dei fedeli. La stima di cui godeva presso i suoi confratelli culminò, nel millesimoduecentosessantotto, con la sua elezione ad abate della comunità monastica. In questo ruolo di guida, Giacomo seppe esercitare il proprio ministero con fermezza e sapienza, governando i monaci verso una vita di preghiera e contemplazione.
Tuttavia, la grandezza del suo spirito si manifestò in modo straordinario quando scelse, in piena libertà, di rinunciare alla carica di abate. Questa decisione non fu dettata da stanchezza, bensì dal desiderio profondo di ritornare a servire direttamente la parrocchia, preferendo il contatto umile con il popolo alla responsabilità del governo monastico. La sua vita fu altresì impreziosita da un profondo legame familiare, testimoniato dall'assistenza amorevole che offrì al padre e al fratello nel momento in cui anche loro scelsero di abbracciare la vita monastica. Il Beato Giacomo concluse il suo pellegrinaggio terreno nell'anno millesimoduecentonovantadue a Volterra, lasciando ai posteri l'esempio di una esistenza interamente donata al Signore, vissuta nel segno dell'equilibrio tra il servizio pastorale e la preghiera costante.
Il culto
Il culto del Beato Giacomo da Certaldo mantiene viva la memoria di un uomo che ha saputo incarnare le virtù monastiche in modo esemplare. La devozione che lo circonda non è legata a clamori, ma si fonda sulla solidità di una testimonianza che attraversa i secoli. La sua figura è venerata in particolare nel contesto delle comunità che traggono ispirazione dalla spiritualità camaldolese, dove il suo nome è sinonimo di dedizione e di rinuncia ai beni del mondo per amore del Vangelo.
La memoria liturgica, che viene celebrata ogni anno il tredici aprile, invita i fedeli a riflettere sulla bellezza di una vita spesa nell'obbedienza e nel servizio. Sebbene il tempo abbia trasformato i luoghi della sua esistenza, il ricordo del suo passaggio rimane un punto di riferimento per quanti cercano di vivere la propria fede con sobrietà e autenticità. Celebrare il Beato Giacomo significa riconoscere il valore del silenzio operoso e della cura instancabile per le persone che il Signore pone sul nostro cammino quotidiano.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giacomo da Certaldo?
La festa del Beato Giacomo si celebra il tredici aprile di ogni anno.